Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Costruire il proprio look è importante per riuscire a esprimere al meglio se stessi e le proprie passioni e Chic & Shock a La Spezia è il negozio di abbigliamento uomo-donna dove trovare una selezione di capi dei migliori marchi per costruire il proprio stile, grazie anche ai consigli degli addetti alle vendite sempre pronti a seguire ogni cliente. Chic & Shock per costruire i propri outfit Nel mondo del lavoro e nella vita sociale è molto importante costruire la propria immagine con stile e per creare outfit unici è possibile rivolgersi a Chic & Shock, un negozio di abbigliamento a La Spezia dove è possibile trovare tutto ciò che occorre per creare abbinamenti che lasciano il segno. Il negozio di abbigliamento nasce nel 2006 da un’idea di Mara Pirisinu e nel tempo cresce grazie anche alla presenza di vari collaboratori che con professionalità e competenza seguono ogni cliente utilizzando anche i segreti dell’armocromia. Lo store si caratterizza per la disponibilità di capi di abbigliamento di grandi marchi, si tratta di prodotti realizzati con tessuti di qualità che mantengono inalterate nel tempo le proprie caratteristiche, inoltre sono curati nei minimi dettagli. La disponibilità di prodotti di qualità è dovuta al particolare impegno nella selezione dei capi da portare in negozio che sono controllati più volte in modo che non presentino imperfezioni. In negozio è possibile trovare capi di abbigliamento per tutti i gusti, sia nel caso in cui si voglia creare uno stile casual, sia nel caso in cui serva un abbigliamento formale per andare in ufficio, infine sono disponibili tanti prodotti per l’homewear. Per chi vuole stupire anche nelle cerimonie importanti vi sono abiti eleganti da uomo e da donna. Intimo e moda mare Ciò che rende Chic & Shock il negozio di abbigliamento perfetto per tutti è la possibilità di trovarvi ciò che occorre per creare il proprio stile. Qui infatti si può trovare anche abbigliamento intimo, naturalmente dei migliori marchi. I capi intimi sono quelli che restano più a lungo a contatto con la pelle e devono essere caratterizzati da tessuti di qualità che non creino irritazioni alla pelle anche sensibile. Ovviamente le persone sono sempre molto attente anche allo stile e al comfort. La vasta selezione di prodotti presenti in negozio fa in modo che ognuno possa trovare l’intimo perfetto anche per grandi occasioni o quando è necessario mimetizzare qualche difetto. Nel reparto sono disponibili anche tanti costumi da bagno per uomo e donna e accessori come teli da mare. Accessori per completare il proprio outfit Chic & Shock mette a disposizione dei clienti anche tanti accessori, come borse, cinture, calzature per uomo e donna. Questo vuol dire che all’interno dello store è possibile creare il proprio total look con la consulenza personalizzata da parte degli addetti alle vendite che ogni giorno sono al fianco dei clienti per trovare soluzioni armoniche e gradevoli alla vista. In negozio i clienti potranno trovare prodotti per diverse fasce di prezzo, ma soprattutto sempre un ottimo rapporto qualità-prezzo. Tra i servizi messi a disposizione vi sono anche la possibilità di effettuare ordini con Whatsapp e avere la consegna a domicilio dei propri capi di abbigliamento preferiti. Chiamaci per avere maggiori informazioni su tutti i servizi messi a disposizione, sui capi di abbigliamento e accessori!
La storia dell’azienda Catering 2000, sita a Centro Giano, in provincia di Roma, ha inizio nel lontano 1980. Fondata dal Sig. Iuliano Vincenzo, l’attività era incentrata inizialmente sulla vendita di bibite ma dopo qualche anno, con l’incremento dei ricavi, l’attenzione si spostò sul settore gastronomico. Oggi, Catering 2000 è fornitore ufficiale di pasti pronti confezionati e di generi alimentari per bar, ristoranti, pizzerie e tavole calde. Il vasto catalogo include oltre 1000 prodotti di marchi prestigiosi quali Riso Gallo, Philadelphia, Ponti, Amadori, Divella, Rovagnati, Ferrero, Bonduelle, Antico Mulino Caputo, De Cecco e Casa Modena. L’azienda Catering 2000 è specializzata, inoltre, in servizi di catering ad alto livello per matrimoni, comunioni, battesimi e feste private. Salumi, formaggi e tanti prodotti già pronti per rifornire i professionisti della ristorazione Con una solida esperienza nel settore gastronomico ed alimentare, Catering 2000 offre alla clientela una vasta gamma di piatti già pronti, confezionati sottovuoto per mantenere inalterato il gusto e la freschezza, e disponibili in vaschette monoporzione oppure in teglia. Il menù include le classiche lasagne al ragù, i tortellini alla boscaiola, la pasta con legumi (nello specifico con lenticchie, ceci e fagioli), le penne al tonno, le pennette gamberi, salmone e rughetta, ma anche i bocconcini di pollo, speck e rughetta, le frittate, gli hamburger di carne (semplici o conditi), la parmigiana di melanzane, le scaloppine di pollo al limone oppure ai funghi, il vitello tonnato e l’arista all’arancia. Non mancano i piatti estivi basati su insalate varie, pomodori di riso e macedonie di frutta, nonché i contorni a base di verdure lesse, grigliate o ripassate. L’offerta di Catering 2000 si estende anche ai salumi di alta qualità firmati Rovagnati, Casa Modena e Leoncini e ai formaggi freschi o stagionati prodotti da Latteria Soligo, Bergader, F.lli Pinna S.p.A. e Caseificio Spadi Enzo. L’azienda rifornisce ristoranti, bar e pizzerie con le migliori farine, comprese quelle senza glutine, e lieviti nel pratico formato granulare oppure a panetti. Per esaltare il sapore dei cibi la ditta propone solo olio italiano e aceto di vino o balsamico Ponti, compresa la versatile glassa. In catalogo sono presenti anche la pasta all’uovo fresca, quella confezionata a marchio De Cecco, i salumi di Norcia (la lucanica, la salamella curva dolce, la salsiccia di cinghiale, la lonza in rete, la spianata romana), tanti prodotti ittici e tonno in scatola, sottaceti, pelati e conserve. Consulenza personalizzata e servizio di consegna a domicilio Per supportare i propri clienti, Catering 2000 offre una consulenza personalizzata ai professionisti della ristorazione in modo da rendere più efficiente e mirato il servizio offerto. L’azienda ha, di recente, attivato il delivery. Le consegne a domicilio vengono effettuate dal lunedì al sabato, nell’arco della giornata, e presso i Municipi di Roma IX, X e XI. Non è richiesto un ordine minimo e non sono previsti costi extra per il recapito della merce all’indirizzo segnalato. Il pagamento può avvenire con carta di credito oppure in contanti direttamente alla consegna. La spesa va richiesta con messaggio su numero WhatsApp. Per ottenere maggiori informazioni sui prodotti in catalogo o sui tempi di consegna chiama Catering 2000.
Dal 1981, Nuova Veronauto rappresenta a Verona il marchio Skoda, da sempre sinonimo di affidabilità, tecnologia e stile unico ed accattivante. Quella di Nuova Veronauto è una realtà nata più di quaranta anni fa grazie allo spirito imprenditoriale di Renzo Ferrari. Ancora oggi l’azienda rimane a conduzione familiare, ma ha saputo evolversi senza mai perdere il contatto con il territorio e i propri valori fondanti. Nella sede principale è possibile esplorare l’intera gamma Skoda, con modelli sempre aggiornati e configurabili secondo le esigenze di ogni automobilista, sia in loco seguiti da un concessionario, sia attraverso il sito internet aziendale nel quale è anche possibile vedere le auto in promozione. Un’officina specializzata per ogni esigenza Oltre alla vendita, Nuova Veronauto offre un servizio di assistenza tecnica certificata, con un’officina specializzata Skoda pronta a prendersi cura del tuo veicolo in ogni fase della sua vita. Che si tratti di tagliandi, manutenzioni ordinarie o interventi più complessi, il team tecnico è costantemente formato per effettuare interventi in modo rapido, preciso e con ricambi originali. Grazie a questo servizio i clienti avranno la sicurezza che gli permetterà di viaggiare in tranquillità e sicurezza. Veicoli elettrici Skoda: risparmiare con stile La mobilità sta cambiando e Nuova Veronauto si è attrezzata per percorrere questa transizione ecologica con soluzioni concrete. Oggi, in concessionaria, è possibile scoprire l’intera proposta di veicoli ibridi ed elettrici Skoda, affiancata da un magazzino automatizzato che ottimizza i tempi di intervento e da colonnine di ricarica disponibili per i clienti. L’impegno concreto di Nuova Veronauto per la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente non si nota solo nella proposta di veicoli elettrici Skoda, ma anche dando un’occhiata al tetto dell’edificio, interamente ricoperto da pannelli fotovoltaici, che durante l’estate permettono di produrre energia pulita. Usato garantito con il programma Das WeltAuto Per chi preferisce orientarsi sull’usato, Nuova Veronauto offre una vasta scelta di vetture certificate Das WeltAuto, il programma ufficiale del Gruppo Volkswagen. Ogni auto viene sottoposta a rigidi controlli di qualità e venduta con garanzia, assistenza e chilometri certificati. È la soluzione ideale per chi cerca un’auto affidabile, controllata e con un prezzo competitivo. Un team di esperti che ti accompagna nella scelta della tua nuova auto Acquistare una nuova auto è una decisione importante e spesso complessa. Tra modelli, versioni, optional e tecnologie, il rischio è di sentirsi sopraffatti. Nuova Veronauto affianca ogni cliente nella scelta con consulenze personalizzate e test drive mirati, per individuare il veicolo più adatto. Il consiglio principale è partire dall’analisi delle reali necessità, come i chilometri percorsi annualmente e l’uso prevalente dell’auto. È fondamentale considerare anche il budget, i costi di gestione e l’impatto ambientale, evitando decisioni impulsive o basate soltanto sull’estetica. I consulenti di Nuova Veronauto sono preparati per guidare la valutazione di ogni aspetto in modo trasparente e professionale, consigliando il cliente e garantendo un’esperienza di vendita serena. Una presenza che va ben oltre il territorio veronese Dal 1981, Nuova Veronauto è il volto ufficiale di Skoda a Verona: una realtà a che è riuscita a ricevere la fiducia non solo dei clienti veronesi, ma anche di persone di provincie limitrofe che si recano da Nuova Veronauto per scoprirne le offerte ed i vantaggi. Per informazioni o per prenotare un test drive, chiama in concessionaria.
Si dice che dove si fermano i camionisti a mangiare si mangi bene e la Trattoria Al Folzone a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, non fa eccezione: non a caso è stata anche protagonista di una puntata di “Camionisti in trattoria” il programma con Chef Rubio. Se passate dalle parti del Lago di Garda e Desenzano, vale davvero la pena di fermarsi per gustare una cucina casalinga ma di grande qualità, con specialità che non troverete facilmente in altri posti. Le portate di punta infatti sono gli arrosti e i bolliti serviti al carrello: una vera rarità. In più verrete accolti in un ambiente familiare e caloroso, dove la cortesia e la soddisfazione del cliente sono al primo posto. Le proposte della Trattoria Al Folzone Come abbiamo anticipato, il “piatto forte”, nel vero senso del termine, è costituito dalle carni. Arrosti e bolliti preparati con i migliori tagli di manzo e vitello, ma anche maiale, con il cotechino e il prosciutto di Praga. Il tutto viene servito al tavolo e vi viene presentato su un carrello, dal quale potrete scegliere la vostra carne preferita o un assaggio di tutte le prelibatezze, accompagnandole con i condimenti tipici: salsa verde, pearà, mostarda, rafano e purè di patate come contorno. Oltre agli arrosti, una selezione di salumi e formaggi eccellenti e la pasta fresca fatta in casa saranno certamente da provare, come i tortelli di burrata e rapa rossa con speck e grattugiata di scamorza affumicata. Da non perdere il carrello dei dolci che presenta ricette locali ma non solo. Anche se si è in provincia di Brescia, è possibile mangiare una pastiera strepitosa. Banchetti e servizio a domicilio Il tipo di servizio, che usa i carrelli per poter scegliere fra tante prelibatezze, si presta particolarmente a banchetti per battesimi, cresime e feste in generale. Inoltre, alla Trattoria al Folzone, offrono un servizio a domicilio molto particolare: dal momento che la qualità è molto importante per i proprietari Stefano e Giovanna Molinari, i piatti della trattoria vi vengono recapitati a casa “quasi pronti”, per cui dovrete semplicemente leggere le indicazioni (far bollire l’acqua o riscaldare per il tempo giusto le pietanze) e avrete così la stessa eccellenza che potreste ottenere consumando al ristorante. In orario serale, dal lunedì al venerdì, è attivo il servizio di asporto: potete richiederlo recandovi sul posto o chiamando da casa, dalle 18.30 alle 21.00. Lo staff vi illustrerà il menù del giorno, perché varia spesso: non perdetevi tutte le novità che vi consentono di assaggiare piatti sempre diversi che vi faranno apprezzare tutta la produzione della Trattoria Al Folzone, dalla pasta fatta a mano alle marmellate di produzione propria, da abbinare ai migliori formaggi a km 0. I Molinari sono un pezzo di storia della zona: una famiglia di ristoratori che, da più di 50 anni, si tramanda ricette e segreti culinari che vanno assolutamente sperimentati. Il grande e meritato successo è quindi frutto di tanta esperienza: sapienza nella scelta e nella cottura delle carni e una manualità straordinaria per la pasta fatta in casa. Chiamate per prenotare un tavolo e farvi inebriare dalle leccornie padane della Taverna Al Folzone. Non ve ne pentirete e chiederete il bis!
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Laboratorio di analisi chimiche Biolab Biolab, con sede a Villaggio Mosè in provincia di Agrigento, è un laboratorio di analisi chimiche di ultima generazione capace di proporre servizi all’avanguardia con il supporto di personale altamente qualificato e strumentazioni innovative. Il laboratorio propone servizi caratterizzati da massima competenza e dalla cortesia dello staff, sempre scrupoloso nel gestire correttamente le richieste dei pazienti per effettuare esami di vario genere per tenere sotto controllo lo stato di salute del proprio corpo e magari individuare una diagnosi precisa. Gli esami vengono gestiti con un approccio virtuoso che permette all’utenza di ricevere il risultato in tempi rapidi. In particolare, è possibile effettuare test per la valutazione di eventuali intolleranze alimentari, esami di biologia molecolare, analisi autoimmunitarie e tutto quello che riguarda il settore della infettivologia. Test per intolleranze alimentari Presso il laboratorio di analisi chimiche Biolab è possibile sottoporsi a tante tipologie di esami grazie alla presenza di macchinari e strumentazioni all’avanguardia perfettamente gestiti da personale qualificato e attento. Molto spesso uno stato di malessere e continui disturbi dell’apparato digerente, sono sintomi di un problema riguardante l’alimentazione. Il problema è quanto mai diffuso e non a caso negli ultimi anni c’è stato un considerevole aumento di casi di persone alle prese con intolleranze alimentari. Presso il laboratorio è possibile sottoporsi a test per intolleranze alimentari di vario genere per valutare una eventuale difficoltà nel digerire il lattosio e gli alimenti che sono ricchi di glutine. Alcuni sintomi che possono indurre il paziente nel valutare questa opportunità sono la diarrea, i disturbi intestinali, l’anemia l’osteoporosi e le cefalee. Invece, il lattosio dà soprattutto origine a dolori intestinali, flatulenza, gonfiore addominale e diarrea. Grazie ai test effettuati presso questo laboratorio, è possibile stabilire con precisione questo genere di problema ed eventualmente modificare le abitudini alimentari per ritrovare equilibrio e una vita soddisfacente. Esami citologici e biochimici Il laboratorio Biolab è attrezzato per soddisfare tutte le richieste dei propri pazienti e offrire un supporto adeguato per la valutazione dello stato di salute. In particolare, le strumentazioni a disposizione permettono di effettuare esami citologici e biochimici. Gli esami citologici consentono di analizzare in maniera approfondita le cellule del materiale raccolto in laboratorio con l’obiettivo di stabilire se si tratta di un tumore di natura benigna oppure maligna. Attraverso questo genere di valutazione sarà quindi possibile poi proporre una diagnosi precisa che aiuterà a scegliere la migliore terapia possibile per superare il tutto. Vengono poi eseguiti diversi generi di esami biochimici che sono molto utili per mettere in evidenza lo stato di salute dell’organismo ed evitare delle problematiche piuttosto comuni. È possibile sottoporsi ad esami di vario genere come quelli necessari per valutare l’azotemia, il colesterolo cattivo e quello buono, l’emocromo e la glicemia. Si tratta di un pacchetto completo che solitamente va effettuato periodicamente per avere informazioni specifiche anche circa l’evoluzione di terapie che sono state prescritte dal proprio medico curante, ad esempio, per contrastare il colesterolo, tenere sotto controllo la glicemia e tanti altri aspetti che possono avere dei riscontri importanti sulla qualità di vita. Contatta il laboratorio per scoprire nel dettaglio tutti gli esami previsti e per effettuare una prenotazione.
Ibi Curti si pone tra le agenzie immobiliari più importanti del territorio emiliano grazie a una gamma variegata di servizi forniti da uno staff esperto e professionale. Oltre quarant’anni di storia hanno contribuito a far crescere questa realtà aziendale, raggiungendo traguardi di ottimo livello nell’affitto e nella vendita di strutture varie. Un’agenzia immobiliare al passo con i tempi Ibi Curti ha intrapreso la propria attività nel 1979 per opera del signor Curti. Fin dai primi anni, l’azienda ha puntato su un perfetto connubio tra professionalità ed etica. Chiunque decida di affidare la propria struttura allo staff può sentirsi al sicuro grazie alla capacità dell’azienda di adattarsi ai tempi e migliorare i propri servizi. La vendita e l’affitto di case e ville sono i servizi essenziali, resi ancora più affidabili tramite la creazione di rapporti basati sulla correttezza e sulla fiducia reciproca. I servizi principali di Ibi Curti Ibi Curti fornisce alla propria clientela numerosi servizi nel settore immobiliare. In primo luogo, l’agenzia si focalizza sulla compravendita, avviando trattative adatte a ciascun caso. Il sistema di property finder si rivela particolarmente utile per trovare una proprietà adeguata agli interessi personali e aziendali e facilitare acquisti e affitti. Inoltre, il property management contribuisce a un miglioramento della gestione di ogni immobile e serve a incrementare il valore economico del patrimonio. Gli utenti possono accedere anche all’opportunità della locazione, disponibile a breve e lungo termine. Uno staff qualificato gestisce al meglio le pratiche burocratiche e viene incontro alle richieste di proprietari e acquirenti. Inoltre, Ibi Curti organizza iniziative inerenti l’Open House, in modo da far conoscere a ciascun cliente le proprietà disponibili e consentirne la visita con cortesia e professionalità. Le ragioni per optare per Ibi Curti Ibi Curti punta sulla sua abilità nel risparmio di tempo ed energia. Questo vantaggio è dovuto al lavoro di un agente che entra in contatto con i colleghi e ricerca le proprietà adatte a ogni situazione, per poi studiare al meglio le visite. Allo stesso tempo, i clienti possono accedere a servizi a prezzi convenienti e all’insegna della massima trasparenza. Un esperto aiuta il rivenditore nelle singole fasi della negoziazione, affinché possa usufruire delle migliori offerte sul mercato. Inoltre, i servizi forniti sono tutti di ultima generazione grazie a uno staff ben formato, in grado di seguire al meglio i trend del mercato immobiliare. Le altre opportunità per gli utenti Chi chiede aiuto a Ibi Curti e al suo staff può accedere ad altre opportunità da tenere in considerazione. L’agenzia si occupa anche della compravendita di negozi e capannoni, oltre alle trattative riguardanti garage, box auto e villette. Lo staff effettua perizie immobiliari a carattere residenziale e aziendale, ponendo i clienti davanti a molteplici scelte indicate per le loro esigenze. Per maggiori informazioni sui servizi di Ibi Curti, puoi contattare l’azienda tramite indirizzo email e WhatsApp, oppure visitare il sito Internet dell’innovativa agenzia immobiliare bolognese.
Tecnologie di ultima generazione per un sorriso perfetto Nove Archi – Studio Dentistico Associato si trova a Bologna ed è un’eccellenza nel settore dell’odontoiatria. Lo staff impiega macchinari all’avanguardia che permettono al paziente di risolvere disturbi, patologie e problematiche che colpiscono denti, bocca e gengive. Le tecniche moderne consentono di ricorrere ad alternative poco invasive, sfruttando i benefici di strumenti di ultima generazione per gli interventi chirurgici oppure prediligendo la laserterapia. Grazie a tali strategie si possono eseguire operazioni precise, riducendo al minimo i disagi e i dolori lamentati dal paziente, nonché contenendo sensibilmente il rischio di complicazioni post-operatorie. Lo studio è dotato di telecamere intraorali e spettrofotometri. La squadra di specialisti può diagnosticare tempestivamente problematiche dentali e carie, indirizzando poi la persona verso il percorso di cura più adatto. Con la radiografia digitale si ottengono immagini in alta definizione per velocizzare ulteriormente il processo di accertamento delle varie malattie della bocca e dei denti, limitando inoltre l’esposizione alle radiazioni. L’attività punta molto sulla formazione continua, perciò vengono effettuati con regolarità corsi di aggiornamento per affinare le tecniche e per stare sempre al passo con i tempi, con le nuove scoperte scientifiche, mediche e tecnologiche. I risultati relativi all’assistenza sanitaria sono di altissimo livello e lo studio è ormai diventato un riferimento per tutti coloro che desiderano prendersi cura del proprio sorriso con la massima attenzione. Terapia conservativa Rivolgendosi a Nove Archi – Studio Dentistico Associato è possibile ottenere consulenza ambulatoriale specialistica. Si può eseguire l’estrazione del dente del giudizio o di qualsiasi altro dente malato ma per evitare tale soluzione è possibile ricorrere a terapie conservative dirette e indirette. Per quanto concerne la conservativa diretta, si tratta di una tecnica che punta alla conservazione a lungo termine del dente, per non dover ricorrere dunque alla sostituzione con protesi fissa o mobile. I materiali utilizzati sono moderni e garantiscono un risultato esteticamente impeccabile. La conservativa indiretta, invece, consiste nella ricostruzione dei denti danneggiati con prodotti solidi che non compromettono la funzionalità del dente e rendono il sorriso perfetto. Ci sono poi le faccette in ceramica che rappresentano un’ulteriore innovazione e che non presuppongono alcun tipo di intervento. Sono sottili e possono essere applicate sulla superficie della dentatura, rimuovendo efficacemente imperfezioni, malformazioni, fratture o macchie. Soluzioni personalizzate, protesi fisse e implantologia La caratteristica differenziante dello studio è l’effettuazione di trattamenti specifici per ciascun paziente. Non viene mai trascurata l’igiene, con proposte come la rimozione della placca, del tartaro e lo sbiancamento dentale. Tra i servizi offerti c’è la sostituzione di uno o più denti mancanti con l’applicazione di protesi. Lo studio dentistico si occupa di implantologia per il ripristino della funzione della masticazione e dell’estetica del sorriso, con materiali sicuri e tecnologie avanzate. Un’altra disciplina praticata all’interno dello studio è la parodontologia, ovvero la cura della malattia del parodonto, andando a prevenire e risolvere le malattie che colpiscono il tessuto come la gengiva e l’osso alveolare. La diagnosi precoce può essere un ottimo metodo per raggiungere risultati apprezzabili. Le cure dentali e gengivali sono sempre orientate alla specificità di ciascuno, dedicando attenzione alla minimizzazione del dolore, con anestetici e con un approccio di collaborazione attiva tra il professionista che interviene e il paziente. Per fissare un appuntamento, per una visita ambulatoriale o per la diagnosi di una patologia dentale gengivale, contatta subito Nove Archi – Studio Dentistico Associato a Bologna.
Oggi tutti sappiamo che l’acqua è un bene prezioso e che necessita di speciali trattamenti. A tal riguardo esistono particolari operazioni di bonifica ambientale e interventi mirati che interessano le falde inquinate. Questi interventi possono essere portati a termine solo da società altamente qualificate, come Depuracque Servizi a Salzano, specializzata in servizi per la pronta risoluzione di varie problematiche industriali. Più nello specifico, la bonifica delle acque si svolge nel rispetto di tutta una serie di passaggi, i quali prevedono l’estrazione dei liquidi inquinati dai pozzi attraverso l’uso di pompe, la raccolta dei residui all’interno di serbatoi e l’avvio verso il trattamento vero e proprio. L’acqua inquinata verrà così depurata a fondo per poi essere reinserita nella falda oppure negli scarichi fognari. Gli impianti per trattare le acque e depurare le falde contaminate sono composti da filtri, sedimentatori, centraline di controllo e altre componenti che garantiscono massima sicurezza. Le aziende che si rivolgono a Depuracque Servizi a Salzano possono inoltre contare su una vasta gamma di soluzioni pensate per soddisfare al meglio esigenze diversificate. Infatti, oltre al trasporto dei rifiuti industriali, sarà possibile richiedere bonifiche ambientali di ampia portata e risolvere in loco le varie criticità relative al trattamento dei rifiuti. Le sofisticate tecnologie che interessano gli impianti autorizzati permettono di lavorare ogni genere di rifiuto liquido e fangoso, nonché terreni fortemente contaminati da sostanze dannose per l’ambiente. Lo staff qualificato che da anni collabora con Depuracque Servizi, in base al caso specifico, adotterà il criterio maggiormente adatto e quindi gli interventi necessari. Quest’ultimi comportano un’accurata disamina della qualità e quantità dei rifiuti da trattare, anche per cercare di contenere quanto più possibile i costi da affrontare, nonché al fine di assecondare le necessità del committente. Il servizio puntuale e affidabile offerto da Depuracque Servizi include inoltre l’istruttoria delle pratiche per poter avviare senza intoppi la campagna di trattamento dei rifiuti, il posizionamento degli impianti, la gestione accurata del personale, la fornitura dei prodotti, lo smaltimento dei residui, il controllo delle fasi e l’assunzione delle responsabilità sull’intero intervento, nel pieno rispetto della normativa vigente. In questa maniera il committente verrà sollevato da qualsiasi onere. Bisogna poi far presente che Depuracque Servizi dispone di un laboratorio di analisi riconosciuto e accreditato che si occupa di fornire dati attendibili sulla qualità delle acque che vengono prelevate nel corso delle campagne di bonifica. Questo laboratorio esegue consulenze professionali in materia di classificazione delle acque, anche al fine di consentire l’espletamento delle pratiche e del prescritto iter amministrativo. Fondata nel 1971, Depuracque Servizi si rivela un partner serio e affidabile su cui poter sempre contare. La società si avvale solo di personale altamente qualificato e costantemente aggiornato, proprio per garantire servizi a regola d’arte e che non deluderanno le aspettative. Allo stato attuale il gruppo conta oltre 100 dipendenti che lavorano con impegno presso le differenti unità operative. Mission dell’azienda di Salzano, in provincia di Venezia, è quella di assicurare numerose soluzioni alle svariate problematiche ambientali, nonché di migliorare un giorno dopo l’altro le modalità di intervento, in modo da rendere le bonifiche sempre più rapide e meno invasive. Ogni lavoro e trattamento viene sempre progettato con la massima cura, per cui nulla verrà mai lasciato al caso.
La Locanda della Mandria accoglie i clienti in uno spazio curato, dove ognuno può sentirsi a proprio agio, immergendosi nella quiete del parco. A partire dal 2018 il bel locale, nato a opera dei fondatori Massimo e Gigi, si distingue per la capacità di proporre una cucina piemontese fedele ai sapori della tradizione. Colazioni, pranzi e apericene in un contesto dal fascino unico La Locanda della Mandria sorge nell’omonimo parco, nei Giardini della Reggia di Venaria Reale. Questo splendido palazzo situato a pochi chilometri da Torino è meta di tantissimi visitatori, che hanno la possibilità di gustare le bontà tipiche presso questo ristorante con tavoli all’aperto. Anche i cittadini locali possono godere dell’ampio dehor per concedersi una pausa in ogni momento della giornata. Dalle 8:00 in poi La Locanda della Mandria accoglie gli avventori che desiderano fare il pieno di energia in vista degli impegni successivi. La prima colazione rappresenta un momento importante, al quale lo staff del locale riserva la giusta attenzione. Dai cornetti fragranti vuoti o con diverse farciture fino alle fumanti tazze di caffè, cappuccino e the: le scelte a disposizione della clientela sono tante. La gentilezza e la rapidità che caratterizzano il servizio si rivelano fondamentali anche per i pranzi e le apericene. La quiete che si respira presso la location, ad appena 500 metri dall’ingresso principale di Venaria Reale, è perfetta per staccare la spina senza allontanarsi da Torino. Chi vuole scoprire la genuinità di una delle gastronomie più apprezzate del Bel Paese può trovare tanti grandi classici piemontesi. Gli ingredienti sono selezionati in modo minuzioso, puntando soprattutto sui prodotti di provenienza locale e su quelli stagionali. Dalla scelta meticolosa delle materie prime lo staff procede a una sapiente lavorazione, pensata per rendere omaggio alle ricette migliori. Organizzazione di eventi privati, culturali e serate a tema La Locanda della Mandria nasce da un sapiente progetto di ristrutturazione dell’antico cascinale Cascina Prato Pascolo. Nel rifacimento degli spazi del ristorante è stata riservata un’attenzione particolare agli eventi. Immerso in un contesto naturalistico e architettonico davvero unico, il locale con servizio di ristorazione dispone di aree ludiche per i più piccoli e di una zona solarium per i grandi. Gli spazi ampi e circondati dalla natura sono perfetti per quanti desiderano organizzare eventi dal successo assicurato. Nella speciale cornice del ristorante e del parco è possibile promuovere eventi culturali di varia natura, come ad esempio la presentazione di nuovi libri, nonché mostre di artisti e fotografi. La Locanda della Mandria ha ospitato anche la sala stampa in occasione dei Giochi Olimpici invernali di Torino. Il ristorante è il luogo ideale dove vivere attimi di divertimento e convivialità assieme ad amici e colleghi. Il venerdì e il sabato sera vengono organizzate diverse serate a tema, tra cui quelle latinoamericane. La Locanda della Mandria è il riferimento per quanti desiderano organizzare feste di compleanno, pranzi di battesimo e ricevimenti nuziali. Il Parco della Mandria dove sorge il ristorante offre quattro percorsi tutti da esplorare, nonché tante attività interessanti per i turisti, come il noleggio bici e i corsi di yoga immersi nel verde. In collaborazione con Cascina Vittoria, inoltre, viene predisposto il servizio di battesimo della sella con i cavalli, che stupisce e coinvolge i più piccoli. Contatta La Locanda della Mandria se sei interessato a organizzare un ricevimento nuziale o per un’altra cerimonia.
Come si pulisce il piano di cottura a induzione Quali sono gli errori da evitare con un piano a induzione Come pulire le incrostazioni nella friggitrice ad aria Come pulire un forno molto sporco e incrostato Come togliere il calcare ostinato dal bollitore Grasso incrostato, aloni di calcare, residui di cibo bruciato: certi elettrodomestici sembrano impossibili da pulire davvero bene. In realtà, il problema nella maggior parte dei casi non è la sporcizia in sé, ma usare il prodotto sbagliato o il metodo poco adatto alla superficie. Con qualche accorgimento pratico, anche gli elettrodomestici più difficili tornano come nuovi senza rischiare di danneggiarli. Come si pulisce il piano di cottura a induzione Shutterstock Il piano a induzione ha un grande vantaggio rispetto ai fornelli tradizionali: non scalda direttamente la superficie, quindi il cibo che cade non brucia subito. Ma questo non significa che si pulisca da solo. Per la pulizia ordinaria basta un panno morbido leggermente umido, passato a piano freddo. Se ci sono macchie di cibo, un po’ di detersivo per piatti diluito in acqua tiepida fa il suo lavoro senza problemi. L’importante è asciugare subito, senza lasciare ristagni d’acqua vicino ai bordi. Quando le macchie sono più ostinate, come il latte fuoriuscito che si è solidificato o resti di salsa caramellati, si usa una spatola raschietto in plastica o con lama in metallo a bassa inclinazione, quella apposita per vetroceramica. Si lavora con movimenti delicati, quasi paralleli alla superficie, senza esercitare pressione eccessiva. Poi si finisce con un panno umido e un prodotto specifico per vetroceramica, che lascia anche una leggera protezione. Quali sono gli errori da evitare con un piano a induzione Il primo errore è usare spugne abrasive o pagliette. Sembrano efficaci sulle incrostazioni dure, ma rigano il vetro in modo permanente e irreversibile. Lo stesso vale per i detergenti spray multiuso comuni, che spesso contengono componenti aggressivi non adatti a questa superficie. Un altro errore frequente è pulire il piano ancora caldo. Oltre al rischio di scottarsi, i prodotti detergenti a contatto con il calore possono lasciare aloni o, peggio, danneggiare il rivestimento. Meglio aspettare sempre che si raffreddi completamente. Infine, attenzione all’acqua in eccesso: il piano a induzione ha aperture di ventilazione e zone vicino ai comandi dove l’umidità non dovrebbe entrare. Un panno strizzato bene è sempre meglio di uno bagnato. Come pulire le incrostazioni nella friggitrice ad aria Shutterstock La friggitrice ad aria è pratica e veloce, ma il cestello e il cassetto raccolgono grasso in modo rapido, soprattutto se si cucinano alimenti panati o carni grasse. Se non si pulisce con regolarità, il grasso si carbonizza e diventa molto più difficile da rimuovere. Il metodo più efficace è lasciare in ammollo il cestello in acqua calda con del detersivo per piatti per almeno 20-30 minuti. Questo ammorbidisce le incrostazioni e permette di rimuoverle con una spugna morbida senza troppa fatica. Per i punti più ostinati si può usare una miscela di bicarbonato e acqua, applicata come pasta e lasciata agire qualche minuto prima di sciacquare. La resistenza interna, invece, va pulita con un panno umido quando il dispositivo è freddo e scollegato. Non va mai immersa in acqua. Se si è formata una patina scura sulla resistenza, un po’ di bicarbonato applicato con uno spazzolino da denti morbido aiuta a rimuoverla senza danneggiarla. Un consiglio pratico: pulire il cestello dopo ogni utilizzo evita che il grasso si accumuli. Bastano cinque minuti e si risparmia un’ora di pulizia profonda ogni settimana. Come pulire un forno molto sporco e incrostato Il forno è probabilmente l’elettrodomestico più temuto sul fronte della pulizia. Grasso schizzato sulle pareti, residui bruciati sul fondo, vetro annerito: quando si aspetta troppo, la situazione peggiora esponenzialmente. Se il forno ha la funzione di autopulizia pirolitica, il lavoro è semplificato: il calore molto elevato riduce i residui in cenere, che si raccoglie poi con un panno umido. Ma attenzione: durante il ciclo pirolitico la cucina va ben ventilata perché si sviluppano fumi. Per i forni senza questa funzione, il metodo più efficace è quello con bicarbonato e aceto. Si prepara una pasta densa con bicarbonato e un po’ d’acqua, la si spalma sulle pareti interne evitando le resistenze, e la si lascia agire per almeno 8-12 ore, meglio tutta la notte. Il giorno dopo si rimuove con una spatola in silicone e un panno umido. Dove restano residui ostinati si spruzza un po’ di aceto bianco: la reazione con il bicarbonato aiuta a staccare anche le incrostazioni più dure. Il vetro dello sportello si pulisce nello stesso modo. Se è particolarmente annerito, la pasta di bicarbonato lasciata agire più a lungo dà risultati sorprendenti. Come togliere il calcare ostinato dal bollitore Il calcare nel bollitore è un problema di chi vive in zone con acqua dura, ed è molto comune in gran parte d’Italia. Si riconosce da quel deposito biancastro o giallastro sul fondo e sulle pareti interne. Oltre a essere antiestetico, il calcare allunga i tempi di ebollizione e aumenta il consumo energetico. Il rimedio più semplice e sicuro è l’aceto bianco: si riempie il bollitore con una soluzione di metà acqua e metà aceto, lo si porta a ebollizione e lo si lascia agire per un’ora. Poi si svuota, si sciacqua bene due o tre volte e si fa bollire acqua pulita per eliminare ogni residuo di odore. In alternativa si può usare acido citrico in polvere, facilmente reperibile in farmacia o supermercato: un cucchiaino sciolto in un litro d’acqua, portato a ebollizione, è altrettanto efficace e lascia meno odore dell’aceto. Per prevenire l’accumulo, basta non lasciare acqua stagnante nel bollitore dopo l’utilizzo. Svuotarlo ogni volta allunga la vita dell’elettrodomestico e riduce la frequenza delle pulizie profonde. Cerchi qualcuno per le pulizie di casa? Su PagineGialle Casa puoi contattare le imprese di pulizia della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e confronta le offerte comodamente da casa.
A cosa servono le schermature per finestre Quali sono le schermature per finestre più usate nel 2026 Come scegliere la schermatura giusta per ogni ambiente Se in estate la tua casa scalda troppo, probabilmente il problema non è il climatizzatore: è che le finestre non sono schermate a sufficienza. Tende da sole, veneziane esterne, frangisole orientabili e pellicole solari sono le soluzioni più usate nel 2026 per bloccare il calore prima che entri, con benefici reali su comfort, privacy e bollette. Scegliere quella giusta dipende dall’esposizione, dal tipo di ambiente e da quanto si vuole spendere. A cosa servono le schermature per finestre Il motivo principale per cui si installano le schermature solari è semplice: in estate, una finestra esposta al sole diventa una fonte di calore che nessun condizionatore riesce a compensare davvero. Intervenire sulla schermatura è più efficace, e molto meno costoso, che alzare la potenza del climatizzatore. I benefici però non si limitano al calore. Una buona schermatura filtra i raggi UV, che nel tempo danneggiano pavimenti, mobili e tessuti. Riduce l’abbagliamento nelle ore centrali della giornata, soprattutto nei soggiorni e negli uffici in casa. E garantisce privacy senza dover rinunciare alla luce naturale, cosa che tende e tende classiche spesso non riescono a fare. In inverno alcune soluzioni, come le persiane o i frangisole a lamelle chiuse, creano anche una barriera termica aggiuntiva che aiuta a trattenere il calore all’interno. Quali sono le schermature per finestre più usate nel 2026 Non esiste una soluzione universale, e il mercato lo sa. Ogni prodotto risponde a esigenze diverse, ed è utile conoscerle prima di scegliere. Di seguito, vediamo le principali schermature da conoscere. Tende da sole: le più diffuse per balconi e terrazze. Quelle a bracci estensibili coprono superfici ampie, si trovano facilmente con motorizzazione integrata e si abbinano bene a qualsiasi tipo di facciata. Veneziane esterne: più adatte alle finestre vere e proprie. Le lamelle orientabili permettono di regolare la luce con precisione e resistono bene al vento. Frangisole orientabili: la scelta di chi punta su un’estetica contemporanea. Le lamelle in alluminio o legno filtrano la luce senza chiudere completamente la visuale, e funzionano bene sia su facciate moderne che tradizionali. Tende tecniche in tessuto screen: soluzione efficace per chi preferisce agire dall’interno. Riducono l’irraggiamento solare lasciando comunque vedere fuori, con diverse varianti di filtraggio disponibili. Pellicole solari per vetri: la scelta più economica e meno invasiva. Si applicano direttamente sul vetro, non cambiano l’aspetto dell’infisso e fanno un buon lavoro contro calore e raggi UV. Persiane e scuri moderni: una soluzione classica che funziona ancora molto bene, oggi disponibile anche in versione motorizzata e in materiali che non richiedono manutenzione. Come scegliere la schermatura giusta per ogni ambiente Il punto di partenza è sempre l’esposizione. Una finestra a sud, che prende sole per gran parte della giornata, ha bisogno di una schermatura con un alto coefficiente di riflessione solare: un frangisole esterno o una tenda a riflessione fanno la differenza rispetto a una semplice tenda interna. Per il soggiorno, dove si vuole luce ma non abbagliamento, le tende screen o i frangisole orientabili sono la scelta più equilibrata. Per le camere da letto, invece, serve la possibilità di oscurare completamente quando serve: veneziane esterne o persiane motorizzate rispondono bene a questa esigenza. In cucina, dove umidità e vapori sono frequenti, meglio evitare i tessuti e orientarsi su veneziane in alluminio o pellicole solari. Negli appartamenti molto luminosi, spesso la soluzione migliore è combinare due sistemi: una pellicola sul vetro che riduce il calore in entrata e una tenda filtrante interna che gestisce la luce durante il giorno. Costa un po’ di più, ma il risultato in termini di comfort è nettamente superiore. Vuoi installare una tenda da sole? Su PagineGialle Casa trovi i professionisti della tua zona specializzati nella fornitura e installazione di tende da sole. Compila il form online e ricevi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati: confronti le offerte e scegli quella più adatta alla tua casa, senza nessun impegno.
Perché scegliere una parete turchese in camera da letto Quali colori si abbinano meglio al turchese Come arredare una camera con parete turchese Meglio una sola parete o tutta la camera turchese Quali stili d'arredo valorizzano il turchese Errori da evitare con una parete turchese Il turchese in camera da letto funziona, e funziona bene. Crea un’atmosfera rilassante, porta luminosità anche nelle stanze meno soleggiate e si adatta sia agli interni moderni che a quelli in stile mediterraneo o coastal. La scelta più efficace è usarlo su una sola parete, preferibilmente quella dietro al letto, abbinandolo a colori neutri come bianco, beige o legno chiaro. Scopriamo gli abbinamenti cromatici giusti, come impostare arredamento, tessili e illuminazione, quando conviene coprire tutta la stanza e quali errori evitare per non ottenere un risultato troppo carico. Perché scegliere una parete turchese in camera da letto Il turchese è uno di quei colori che raramente deludono in camera da letto. Ha una componente verde che richiama la natura e una componente blu che trasmette calma: insieme producono un effetto visivo equilibrato, ideale per un ambiente pensato per il riposo. A differenza di altri colori vivaci, il turchese non appesantisce lo spazio se usato con criterio. Riflette bene la luce naturale, contribuisce a rendere la stanza più ariosa e dà una sensazione di freschezza che in certi ambienti fa davvero la differenza. Per chi ama lo stile mediterraneo è quasi un colore simbolo, ma funziona altrettanto bene in contesti moderni o minimalisti, a patto di bilanciarlo con i toni giusti. La posizione ideale è la parete del letto, quella che si vede non appena si entra nella stanza. È la soluzione più usata dai designer d’interni perché crea un punto focale forte senza invadere l’intero ambiente. In stanze con molta luce naturale, l’effetto è ancora più riuscito. Quali colori si abbinano meglio al turchese Shutterstock Trovare gli abbinamenti giusti è la parte più importante. Il turchese è un colore deciso e reagisce in modo molto diverso a seconda di quello che gli si mette accanto. Il bianco è la scelta più sicura: amplifica la luminosità e dà all’insieme un aspetto pulito e ordinato. Il beige e il tortora ammorbidiscono il contrasto e creano un effetto più caldo, adatto a chi non vuole una camera troppo “fresca”. Con il legno chiaro, come rovere sbiancato o frassino naturale, si ottiene un risultato contemporaneo con una nota organica molto piacevole. Per un tocco più sofisticato, gli accenti in oro o ottone funzionano alla perfezione: un lampadario, una maniglia, la cornice di uno specchio. Piccoli dettagli che valorizzano il turchese senza appesantire. Il grigio chiaro è un’altra opzione solida, perfetta per uno stile contemporaneo con influenze nordiche. Da evitare, o almeno da usare con molta cautela, sono i colori saturi come fucsia, viola o rosso acceso. Insieme al turchese tendono a generare un effetto confuso e difficile da correggere. Come arredare una camera con parete turchese Una volta scelti gli abbinamenti cromatici, bisogna pensare all’arredamento. La regola di base è semplice: più la parete è vivace, più i mobili devono essere neutri. Letti e comodini in bianco o in legno naturale sono la soluzione più versatile. Gli armadi laccati bianco, grigio perla o tortora funzionano senza rubare la scena. I tessili sono invece il punto dove ci si può permettere qualche variazione: un cuscino turchese su un letto bianco crea continuità cromatica senza eccessi, mentre una coperta in beige morbido bilancia perfettamente la vivacità della parete. L’illuminazione è spesso sottovalutata, ma cambia tutto. La luce calda, intorno ai 2700 K, ammorbidisce il turchese e lo rende più accogliente. La luce fredda, al contrario, tende a renderlo più acido e stridulo. Applique laterali al letto o lampade da comodino con luce calda sono quasi sempre la scelta giusta. Meglio una sola parete o tutta la camera turchese Shutterstock La risposta dipende molto dalla stanza, ma in generale una sola parete è la soluzione più equilibrata. Coprire tutti e quattro i muri di turchese richiede uno spazio grande, molta luce naturale e un arredamento molto calibrato. In stanze di dimensioni medio piccole il rischio è di sentirsi circondati da un colore troppo presente. La parete d’accento, invece, funziona quasi sempre. Lascia respiro alla stanza, permette di usare toni più neutri sulle altre pareti e crea comunque quell’effetto visivo d’impatto che si cerca. Se la stanza è piccola ma luminosa, si può anche considerare di estendere il turchese sul soffitto della parete in questione, creando una sorta di nicchia cromatica intorno al letto. L’effetto è avvolgente senza risultare soffocante. Quali stili d’arredo valorizzano il turchese Il turchese si adatta a più registri stilistici, ma in alcuni ambienti brilla davvero. Nello stile mediterraneo e coastal è il colore di riferimento: legno bianco, tessuti naturali, ceramiche artigianali e qualche elemento marino completano l’atmosfera senza sforzo. Nel boho chic si abbina bene a rattan, piante e tessuti etnici con motivi geometrici. Nello stile moderno minimal, una parete turchese su sfondo bianco con pochi mobili essenziali diventa un elemento d’arredo molto forte e coerente. Il segreto, in questo caso, è resistere alla tentazione di aggiungere troppo: la parete lavora da sola. Errori da evitare con una parete turchese Il primo errore è scegliere una tonalità troppo scura senza tener conto della luce della stanza. Un turchese intenso in una camera poco illuminata può risultare oppressivo. Meglio partire da una tonalità media, testare un campione di colore e osservarlo nelle varie ore del giorno prima di procedere. Il secondo errore è abbinare troppi colori freddi. Turchese, grigio scuro, blu navy e acciaio insieme tendono a rendere l’ambiente freddo e poco accogliente. Inserire almeno un elemento caldo, anche solo nella scelta di un tessile o di una lampada, cambia completamente il risultato finale. Il terzo errore è riempire la parete turchese di decorazioni. Una parete a tinta vivace parla già da sola: non ha bisogno di essere sormontata da una galleria di quadri, specchi sovrapposti e mensole cariche di oggetti. Qualche elemento scelto con cura vale sempre più di una parete sovraffollata. Vuoi tinteggiare le pareti di casa? Su PagineGialle Casa puoi trovare i tinteggiatori della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online, descrivi il lavoro e ricevi le offerte direttamente via email.
Truffa Superbonus a Torino: il caso da 7 milioni Come riconoscere una truffa sul Superbonus: i campanelli d'allarme Come scegliere un'impresa seria quando si lavora con i bonus Lavori gratis, nessun anticipo, tutto a posto con la legge. Sembrava un’occasione irripetibile, e invece era una truffa. La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato quasi 7 milioni di euro a una società edile che aveva convinto un intero condominio ad affidarle i lavori del Superbonus 110%, salvo non fare niente. Cinque persone sono ora indagate, tra imprenditori e professionisti. Vale la pena capire come difendersi, perché casi come questo non sono isolati. Truffa Superbonus a Torino: il caso da 7 milioni La società edile, indagata nel 2026, aveva convinto i residenti di un condominio torinese ad affidarle lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, promettendo il costo zero grazie allo sconto in fattura e alla cessione del credito, due meccanismi allora attivi nell’ambito del Superbonus 110%. Il contratto prevedeva la fine dei lavori entro il 31 dicembre 2023. I cantieri, però, non sono mai partiti. Nel frattempo l’azienda aveva già prodotto fatture e asseverazioni tecniche false, trasmesse all’Agenzia delle Entrate, per generare crediti d’imposta fittizi: una parte ceduta a terzi, il resto trattenuto per compensazioni future. Cinque le persone indagate: l’amministratore della società e quattro professionisti, tra cui due architetti torinesi, un ingegnere milanese e un commercialista napoletano. A loro si contesta di aver prodotto documentazione falsa, incluso il visto di conformità necessario per accedere all’agevolazione. Come riconoscere una truffa sul Superbonus: i campanelli d’allarme Le truffe legate al Superbonus seguono quasi sempre lo stesso schema: promessa di lavori completamente gratuiti, fretta nel firmare, documentazione gestita interamente dall’impresa senza un coinvolgimento diretto e consapevole del committente. In questo caso il primo segnale stava già nella proposta commerciale. Nessun cantiere serio, per un importo di quella portata, può essere davvero a costo zero senza una filiera di verifiche tecniche trasparenti e indipendenti. Il secondo segnale è arrivato quando la società, di fronte alle prime contestazioni del condominio, ha tentato di giustificarsi aumentando in modo sproporzionato l’importo complessivo delle opere, una mossa che ha spinto i residenti ad avviare azioni legali. Come scegliere un’impresa seria quando si lavora con i bonus Affidarsi a un’azienda credibile in questi casi significa, prima di tutto, non accontentarsi di una promessa. Verificare che l’impresa abbia esperienza documentabile, leggere con attenzione il contratto prima di firmarlo e accertarsi che i tecnici asseveratori siano davvero indipendenti dall’impresa sono passaggi che non vanno saltati. Richiedere preventivi da più imprese diverse, poi, è uno degli strumenti di tutela più efficaci: consente di confrontare le proposte e capire se quello che viene offerto è realistico. Un’impresa seria non ha fretta di far firmare e risponde in modo chiaro a ogni domanda. Se invece la risposta è sempre “fidatevi, pensiamo a tutto noi”, conviene fare un passo indietro. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Vuoi ristrutturare casa senza brutte sorprese? Su PagineGialle Casa trovi professionisti verificati nella tua zona, selezionati e affidabili. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti compilando il form: ricevi le offerte direttamente via email e scegli in totale tranquillità.
Quali caldaie rientrano nel bonus 2026 Quali sono gli incentivi per sostituire la caldaia senza ristrutturazione Quanto si può recuperare con i bonus caldaia Quali documenti servono per ottenere il bonus caldaia senza ristrutturazione Vuoi cambiare la caldaia ma non stai ristrutturando casa? Nessun problema: nel 2026 puoi comunque accedere a incentivi concreti. Ecobonus, Conto Termico e Bonus Ristrutturazione sono tutti e tre disponibili anche per la semplice sostituzione dell’impianto, senza bisogno di cantieri o lavori edilizi. Le detrazioni arrivano fino al 65% della spesa, con tetti diversi a seconda del tipo di caldaia che scegli. Quali caldaie rientrano nel bonus 2026 Il punto di partenza è questo: non basta comprare una caldaia nuova, deve essere un impianto ad alta efficienza energetica. Le caldaie a gas tradizionali, per quanto moderne, restano fuori dall’Ecobonus. Rientrano invece le caldaie a condensazione di classe A o superiore, le pompe di calore nelle loro varie forme (aria-acqua, elettriche, geotermiche), i sistemi ibridi che abbinano una pompa di calore a una caldaia a gas e le caldaie a biomassa certificate. Se stai valutando una caldaia a condensazione, controlla prima che il modello scelto rispetti i parametri previsti dal D.Lgs. 102/2014. Quali sono gli incentivi per sostituire la caldaia senza ristrutturazione Shutterstock Sono principalmente tre gli incentivi che danno diritto al Bonus caldaia senza la necessità di ristrutturare: l’Ecobonus ti restituisce il 65% della spesa in 10 rate annuali tramite detrazione IRPEF o IRES. È pensato per gli impianti più efficienti, quindi pompe di calore, sistemi ibridi e caldaie a condensazione classe A. Non serve avviare una ristrutturazione: la sostituzione del vecchio impianto è sufficiente per accedere al bonus; il Conto Termico funziona in modo diverso e per molti è più vantaggioso. Non si tratta di una detrazione fiscale ma di un contributo in denaro, erogato dal GSE in una o due rate. Se hai un reddito basso o pochi debiti fiscali da compensare, questo strumento può essere più conveniente dell’Ecobonus perché ti dà i soldi direttamente, senza aspettare anni; il Bonus ristrutturazione, invece, ha un nome che trae in inganno. Non è necessaria nessuna ristrutturazione vera e propria: la sostituzione della caldaia rientra da sola nella manutenzione straordinaria. La detrazione è del 50%, recuperabile sempre in 10 anni, ma il tetto di spesa è più alto e i requisiti sull’impianto sono meno rigidi. È spesso la soluzione giusta per chi installa una caldaia a condensazione standard che non rientra nell’Ecobonus. Quanto si può recuperare con i bonus caldaia Per capire quale bonus conviene davvero, bisogna ragionare sui numeri. Con l’Ecobonus al 65%, su una pompa di calore la spesa massima ammissibile è 46.154 euro, quindi puoi recuperare fino a 30.000 euro. Per una caldaia a condensazione il tetto scende a 30.000 euro di spesa, con una detrazione massima di circa 19.500 euro. Con il Bonus Ristrutturazione al 50%, il limite arriva a 96.000 euro per unità immobiliare, con una detrazione massima di 48.000 euro. Più margine, percentuale più bassa. Un esempio per capirsi meglio: spendi 5.000 euro per sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione classe A. Con l’Ecobonus recuperi 3.250 euro in dieci anni, 325 euro all’anno. Con il Bonus Ristrutturazione recuperi 2.500 euro nelle stesse tempistiche. La differenza non è enorme, ma se la tua situazione fiscale non ti permette di sfruttare appieno la detrazione, il Conto Termico potrebbe valere di più, perché i soldi arrivano subito e senza passare dalla dichiarazione dei redditi. Quali documenti servono per ottenere il bonus caldaia senza ristrutturazione Shutterstock Per l’Ecobonus e il Bonus ristrutturazione la documentazione è simile: fatture intestate al beneficiario, bonifico “parlante” con la causale corretta che cita la normativa, scheda tecnica dell’impianto e, nel caso dell’Ecobonus, l’asseverazione di un tecnico abilitato e la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Il Conto Termico richiede invece la registrazione sul portale GSE e, in molti casi, la presentazione della domanda prima di avviare i lavori. Un passaggio che in tanti dimenticano e che può far perdere il diritto all’incentivo. L’errore più comune in assoluto, però, è il bonifico sbagliato. Se paghi con un bonifico ordinario invece di quello parlante, perdi la detrazione fiscale. Prima di fare il pagamento, chiedi alla tua banca di impostare la causale giusta: è un minuto di attenzione che vale centinaia di euro. Per approfondire: Installazione della caldaia, guida completa con normativa, passi da fare, costi e bonus Vuoi installare una caldaia a condensazione? Su PagineGialle Casa puoi trovare gli installatori della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online, confronta le offerte e scegli quella più adatta alle tue esigenze.
Che cos'è il badge digitale di cantiere Quando entra in vigore il badge digitale nei condomini Cosa cambia per le ristrutturazioni in condominio con il badge digitale Cosa cambia per l'amministratore di condominio con il badge digitale Dal 13 maggio 2026 non basta più un tesserino cartaceo per lavorare in cantiere. Arriva il badge digitale, uno strumento che traccia in tempo reale chi entra, quando e per quale impresa. Il Decreto n. 332/2026 introduce un sistema di identificazione e tracciabilità con codice univoco anticontraffazione, che cambia il modo di gestire i lavori in condominio dall’inizio alla fine del cantiere. Che cos’è il badge digitale di cantiere Shutterstock È uno strumento di riconoscimento del lavoratore che va oltre il tradizionale tesserino cartaceo previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008, artt. 18 e 26). Il tesserino classico riporta foto, generalità e datore di lavoro. Il badge digitale introduce un codice univoco anticontraffazione e tecnologie interoperabili per monitorare le presenze in tempo reale. Non si tratta solo di sapere chi è il lavoratore, ma di tracciare chi entra in cantiere, quando lo fa e per quale impresa lavora. Una distinzione importante nei lavori condominiali, dove spesso operano più ditte, subappaltatori e lavoratori autonomi contemporaneamente. A differenza del vecchio tesserino, il badge digitale è pensato per essere verificabile e non falsificabile. Il codice univoco permette di incrociare i dati con le informazioni delle Casse Edili, controllando in tempo reale che ogni lavoratore presente sia regolarmente inquadrato e autorizzato a operare su quel cantiere. Il sistema è costruito per essere interoperabile: le informazioni registrate possono essere condivise tra i diversi soggetti coinvolti nel cantiere, dal committente all’impresa affidataria, fino al coordinatore per la sicurezza. Questo rende il monitoraggio continuo e trasparente, non più legato a controlli spot o verifiche documentali a posteriori. Quando entra in vigore il badge digitale nei condomini L’obbligo è scattato il 13 maggio 2026, ma al momento si applica solo ai cantieri della ricostruzione post-sisma 2016, nei territori individuati dal D.L. 189/2016 e dall’Ordinanza commissariale n. 216/2024. Non riguarda quindi la generalità dei cantieri italiani. Per i condomìni che ricadono in queste aree, la novità entra direttamente nella gestione operativa del cantiere e nei rapporti con le imprese affidatarie. Cosa cambia per le ristrutturazioni in condominio con il badge digitale Con il badge digitale, fare lavori in condominio non è più come prima. Ci sono tre fasi su cui prestare attenzione. Prima dell’affidamento: non basta una generica dichiarazione di regolarità dell’impresa. Occorre verificare che sia organizzata per gestire accessi, presenze e identificazioni secondo le nuove regole. In fase di selezione, è utile chiedere all’impresa come intende gestire il badge per ogni lavoratore presente, compresi eventuali subappaltatori. Chi non è in grado di rispondere a questa domanda potrebbe non essere attrezzato per operare nei cantieri soggetti all’obbligo. Durante i lavori: è necessario un coordinamento reale tra direttore dei lavori, responsabile della sicurezza e impresa affidataria. Il badge funziona solo se inserito in una procedura organizzata e coerente con gli altri adempimenti di sicurezza. Se sul cantiere si presenta un lavoratore privo di badge o con un badge non riconosciuto dal sistema, la sua presenza non è autorizzata e va immediatamente segnalata. A fine cantiere: la tracciabilità digitale consente di ricostruire con precisione chi ha operato e quando. Un elemento utile in caso di contenziosi, vizi dell’opera o verifiche da parte degli enti preposti. Per l’assemblea condominiale, questi dati possono diventare uno strumento di tutela nei confronti dell’impresa. C’è poi il tema privacy, dal momento che il badge comporta trattamento di dati personali dei lavoratori. Il decreto prevede valutazione d’impatto, informative e accordi con le Casse Edili. Tutti aspetti che dovranno entrare nei capitolati e nei contratti di appalto già in fase di progettazione dei lavori. Ignorare questo punto espone il condominio a responsabilità che vanno oltre la semplice gestione del cantiere. Cosa cambia per l’amministratore di condominio con il badge digitale Shutterstock L’amministratore non è un semplice intermediario nell’ambito dei lavori condominiali. Dal momento in cui rappresenta il condominio come committente, ha responsabilità dirette sul rispetto delle norme di sicurezza in cantiere. Prima di deliberare i lavori, i condomini devono sapere che esistono nuovi obblighi legati al badge digitale e che questi si traducono in verifiche più stringenti nella scelta dell’impresa. Sul piano pratico, l’amministratore deve accertarsi che il contratto di appalto recepisca le nuove regole. Non è sufficiente affidarsi alle dichiarazioni dell’impresa: occorre che gli obblighi di tracciabilità siano scritti nero su bianco, con indicazione chiara di chi è responsabile della gestione del badge per ogni lavoratore presente. In caso di inadempienza, le conseguenze non ricadono solo sull’impresa. L’amministratore che non ha vigilato può essere chiamato a rispondere in sede civile dai condomini, oltre che essere esposto alle sanzioni previste dal D.Lgs. 81/2008. Vuoi ristrutturare il tuo condominio? Su PagineGialle Casa puoi trovare le imprese qualificate della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. 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