Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Scarpitta Dr. Antonino riceve presso lo studio di Trapani ed è un neurologo specializzato, in grado di trattare problematiche comuni come i mal di testa di cui non si conoscono le cause e le patologie più gravi. L’attività fondata nel 1991 è conosciuta in tutta la provincia e nelle zone limitrofe per la capacità di individuare tempestivamente le anomalie che potrebbero pregiudicare il corretto funzionamento del cervello. La visita di controllo è il momento cruciale per parlare con il medico e sottoporsi a test specifici. La filosofia del dottore si basa infatti sull’importanza dell’ascolto diretto del paziente, per proporre cure personalizzate e trattamenti efficaci per un ampio spettro di patologie neuropsichiatriche e neurologiche. Successivamente si può accedere agli approfondimenti diagnostici, per scoprire con largo anticipo l’insorgenza di malattie come morbo di Parkinson, sclerosi multipla o Alzheimer. Lo studio si occupa inoltre di neuroinfezioni, demenza, delirium, aneurisma, spina bifida, tic nervosi e disturbi del linguaggio. Il monitoraggio continuo serve poi a valutare lo stato di salute del paziente, accompagnandolo in ogni fase, anche in presenza di malattie croniche, con lo scopo di migliorare la qualità della vita. Le patologie trattate: massima attenzione e cura per ogni paziente Rivolgendosi a Scarpitta Dr. Antonino si ha la certezza di ricevere un servizio altamente qualificato, potendo richiedere esami neurofisiologici indispensabili per comprendere l’evoluzione delle malattie. Lo specialista può prescrivere ed eseguire infatti l’elettroencefalogramma, per una valutazione complessiva dell’attività elettrica all’interno del cervello. Un’altra indagine utile potrebbe essere l’elettroneuromiografia, per studiare i nervi periferici e la loro funzionalità, diagnosticando miopatie e neuropatie. Gli esami sono effettuati direttamente dal dottore, garantendo affidabilità e precisione nei risultati, anche nelle situazioni in cui il disturbo potrebbe non essere evidente con un semplice esame clinico. Una volta diagnosticata la patologia, il passaggio successivo è stabilire un piano di trattamento, includendo interventi non farmacologici, farmaci e il necessario supporto psicologico. In tal caso si dimostrano particolarmente efficaci le azioni di cura dei disturbi d’ansia, depressione o stress. Ambulatorio specialistico multidisciplinare La caratteristica che rende lo studio Scarpitta Dr. Antonino così all’avanguardia è la diagnosi precoce, orientandosi in modo multidisciplinare e continuativo, dando informazioni ai caregiver e ai familiari su come occuparsi del paziente per favorire le capacità residuali. L’esperienza e le competenze avanzate sono la chiave del successo medico e scientifico, riuscendo a intervenire su condizioni neurodegenerative, con tutto ciò che serve per il recupero e la riabilitazione. Il medico è disponibile per dare un riscontro concreto a coloro che hanno subito traumi cranici o problemi midollari, accertando la gravità ed elaborando un percorso di cura. Particolare attenzione viene riservata ai pazienti anziani affetti da ictus ischemico, evento che potrebbe causare gravi disabilità e che impone una risposta veloce per ripristinare le funzioni cognitive e motorie. Un altro ambito su cui opera l’ambulatorio sono le crisi epilettiche e le emicranie, identificando le cause sottostanti che potrebbero essere riferibili a problemi vascolari o tensioni muscolari. Il medico provvede inoltre al trattamento della sindrome delle gambe senza riposo o dell’insonnia, con esami diagnostici e terapie comportamentali, consigliando infine le abitudini di vita più salutari. Il servizio integrato, dalla diagnosi alla terapia, comprende dunque ogni fase dei controlli di routine e cura, dando ai pazienti serenità e sicurezza. Affidarsi al neurologo significa scegliere il trattamento migliore per raggiungere, laddove possibile, la pronta guarigione. Chiama subito lo Studio Scarpitta Dr. Antonino per fissare un appuntamento.
Calzificio Bonetti Giordano è un’impresa che si dedica alla produzione e alla vendita all’ingrosso di calze e collant. Dalla fondazione, avvenuta nel 1942 grazie allo spirito imprenditoriale di Giordano Bonetti, l’azienda opera con la massima dedizione, selezionando solo i migliori filati per arrivare a un risultato straordinario. Una realtà d’eccellenza della calzetteria da uomo, donna e bambino Calzificio Bonetti Giordano si trova a Botticino Sera, un paese situato nei pressi di Brescia. Grazie a una lunga e consolidata presenza nel settore di riferimento, l’azienda vanta oggi un’organizzazione rigorosa che le consente di venire incontro alle richieste di clienti delle zone limitrofe della provincia bresciana, così come di tante altre imprese situate all’estero. Pur essendo rimasta a conduzione familiare in un arco di tempo di più di settant’anni, quest’attività commerciale dimostra una spiccata abilità nel monitorare e interpretare le tendenze prima che si diffondano. Cogliere sul nascere i nuovi trend è certamente il punto di forza di un calzificio il cui metodo produttivo all’ingrosso si avvale di strumenti all’avanguardia al fine di soddisfare una domanda in costante aumento. Produzione di calze di ogni tipologia e fantasia per conto terzi All’interno della gamma di prodotti che possono essere realizzati presso lo stabilimento bresciano rientrano i calzini da bambino e i collant di nylon o lycra per le donne. Dai fantasmini, ideali da portare in estate con la caviglia scoperta, fino alle calze da uomo in pregiato cashmere, che donano stile e comfort in abbinamento ai completi più eleganti: l’assortimento studiato è molto ampio. L’area nella quale si è concentrata sempre più negli ultimi anni l’attenzione del calzificio è indubbiamente collegata all’uso di materiali versatili, di origine riciclata e di provenienza biologica. Mediante l’impiego di queste alternative di ultima generazione, l’azienda realizza calze completamente organiche ed ecosostenibili. Inoltre, si focalizza sulla fattura di innovative versioni antibatteriche e antiodore, che consentono a ciascun cliente di sentirsi maggiormente a proprio agio anche dopo avere indossato l’indumento per tante ore. Gli altri modelli particolari includono le calze antiscivolo e quelle sportive. Inoltre, lo staff può progettare tante tipologie di fantasie personalizzate. Una ricerca costante dell’eccellenza Tra i vanti dell’azienda merita una menzione speciale l’impegno a mantenere la linea produttiva interamente in Italia. Ciò consente di preservare la qualità del lavoro artigianale in ogni passaggio della filiera. La ditta opera prevalentemente con servizio di tipo Private Label, realizzando calze di moda per le firme più rinomate del settore. Dal punto di vista pratico, Calzificio Bonetti Giordano eccelle nella creazione di campionature veloci, grazie a un metodo consolidato, nonché all’impiego di macchinari all’avanguardia. Tutte le fasi vengono seguite da personale altamente specializzato, che può verificare il rispetto degli standard prefissati. Chiama se vuoi conoscere gli ultimi modelli realizzati dalla ditta bresciana.
ML Lattonieri: Esperti in Riparazione e Manutenzione Tetti a Modena ML Lattonieri è una realtà specializzata nella riparazione, manutenzione e realizzazione di tetti e coperture edili nella zona di Modena e provincia. Con un team tecnico altamente qualificato e un approccio orientato alla qualità e alla sostenibilità, l’azienda è un punto di riferimento per chi cerca soluzioni durature, funzionali ed esteticamente curate. Interventi su Misura per Coperture Civili e Industriali ML Lattonieri si occupa della manutenzione di tetti esistenti, del rifacimento parziale o completo delle coperture e della posa in opera di coperture coibentate ad alta efficienza. Gli interventi sono pensati per edifici civili, industriali e pubblici, con soluzioni su misura capaci di rispondere alle esigenze di ogni contesto. L’impresa propone inoltre finiture personalizzate come copertine, mantovane e converse, per valorizzare anche l’aspetto estetico degli edifici, oltre alla funzionalità strutturale. Grondaie e Scossaline: Dettagli che Fanno la Differenza Tra i servizi offerti da ML Lattonieri rientra la pulizia professionale delle grondaie, un’operazione fondamentale per prevenire ostruzioni e infiltrazioni. L’azienda realizza e installa anche scossaline e colmi in materiali resistenti come alluminio e lamiera preverniciata, per garantire massima protezione della copertura anche in caso di piogge intense. Impermeabilizzazione e Fotovoltaico: Efficienza e Innovazione ML Lattonieri propone interventi di impermeabilizzazione su tetti, terrazzi e coperture per proteggere gli ambienti interni dall’umidità e dai danni causati dall’acqua. A questo si affianca l’installazione di pannelli fotovoltaici, perfettamente integrati nella copertura, per promuovere il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili. I Servizi Offerti da ML Lattonieri: Riparazione tetti Modena e provincia Manutenzione programmata coperture Rifacimento tetti civili e industriali Pulizia e sistemazione grondaie Realizzazione scossaline e converse Impermeabilizzazioni professionali Installazione pannelli fotovoltaici ML Lattonieri è la scelta giusta per chi cerca un’azienda affidabile nella riparazione e manutenzione dei tetti a Modena, capace di unire competenza tecnica, attenzione al dettaglio e soluzioni su misura per ogni esigenza.
Sun Light Estetica Solarium è il centro estetico di Erba, in provincia di Como in Lombardia, che ti propone un ampio assortimento di trattamenti mirati per il benessere di corpo e mente. Lasciati conquistare dalla professionalità e dal servizio accogliente del solarium in cui concederti un week end di total relax. Non solo un centro estetico ma un vero e proprio viaggio nel piacere Il centro estetico di Erba non solo ti offre il meglio dei trattamenti di beauty care, ma ti accompagna anche in un viaggio emozionale in cui rilassarti e ritrovare il tuo equilibrio psico-fisico. Si tratta infatti di un luogo che sa prendersi cura del tuo corpo e della tua mente, proponendoti un percorso di rinascita pura attraverso le migliori tecniche orientali, come la disciplina della pressologia. L’Oriente e l’Occidente si incontrano e si fondano in un solo progetto, ritrovare se stessi attraverso massaggi rilassanti con oli essenziali, trattamenti di cromoterapia e medicina olistica. All’interno dei locali, infatti, potrai godere di docce emozionali, saune finlandesi e bagno turco, lezioni di yoga, infusioni antinfiammatori di vapore alle rose e sedute di agopuntura che tonificheranno corpo, mente e spirito. Trattamenti di beauty care per il corpo Sun Light Estetica Solarium ti accoglie con il suo staff specializzato di estetiste e massaggiatori, figure professionali specializzate che sapranno prendersi cura di te, con un intervento che coadiuverà ogni tuo percorso snellente di dimagrimento. Infatti, puoi godere di massaggi drenanti, rassodanti e tonificanti, che stimolando la micro-circolazione ti aiuteranno a contrastare la cellulite e gli inestetismi della cosiddetta buccia d’arancia. Inoltre, grazie a questi massaggi energici i tessuti riacquisteranno vigore e tonicità. Trattamenti mirati per la cura del viso Se soffri di pelle acneica o sovrapproduzione di sebo, rivolgiti a Sun Light Estetica Solarium che ti proporrà i migliori trattamenti curativi ispirati direttamente alla celebre skincare coreana. Dal principo, potrai godere di un intervento peeling chimico a base di acido glicolico, un importante elemento contenuto negli acidi della frutta, nella barbabietola e nell’uva acerba. Coadiuvato da un massaggio circolare, e da una leggera pressione, il siero scrub con acido glicolico sarà in grado di eliminare lo strato epidermico superficiale, le tossine, le pellicine della pelle secca e le cosiddette cellule morte. L’acido glicolico, oltre al peeling chimico, favorisce il rinnovamento cellulare, fondamentale per la salute e il benessere della pelle del viso. Lo stesso trattamento scrub viene offerto per la cute del corpo, e viene eseguito mediante uno speciale guanto di crine. Nel centro estetico di Como, inoltre, potrai ricevere trattamenti di epilazione donna e uomo eseguiti con le tecniche più innovative e d’avanguardia, con cerette orientali e prodotti new age ultra delicati per le pelli più sensibili. Chiama e prenota il tuo trattamento personalizzato su misura, concediti un viaggio rilassante alla scoperta del piacere della bellezza: qui potrai anche prepararti per la spiaggia grazie alle docce bronze pensate per tutti i fototipi, anche per le pelli bianche più pallide.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Pelletterie Estro a Bellaria-Igea Marina è uno store multimarca che vende accessori e abbigliamento in pelle secondo la grande tradizione artigianale del Made in Italy: un patrimonio inestimabile che, unito alla fantasia dei designer, dà vita a prodotti alla moda di altissimo livello. Il negozio propone una selezione delle migliori marche specializzate in pelletteria e produce una propria linea brandizzata Estro che troverete, in esclusiva, solo nei negozi di Bellaria e Cesenatico. I brand più glamour in un unico store Solitamente i brand con i nomi più altisonanti si trovano in negozi dedicati monomarca. Da Pelletterie Estro invece li avrete tutti a portata di mano nelle loro espressioni migliori: una rigorosa selezione delle collezioni di ciascun marchio vi consente di poter visionare e acquistare solo le borse più belle, la bigiotteria più trendy e i pezzi più iconici di ognuno, senza perdere tempo a cercarli nelle singole produzioni. Il set di borse light gold Liu Jo da abbinare a qualunque outfit, perché stanno bene su tutto, o la linea completa di borsa, pochette e portafogli di Gianni Chiarini, con i colori caldi dell’autunno, sono alcuni degli articoli di punta dello store. Altri brand importanti sono Mandarina Duck, Furla, Moschino, Coccinelle, Wess e molti altri. Un sito internet sempre aggiornato e una pagina Instagram per acquistare anche online Oltre al punto vendita di Bellaria, Pelletterie Estro è presente anche a Cesenatico, ma per chi non risiede nelle zone limitrofe è possibile acquistare anche online. Sul sito dedicato, troverete tutte le ultime collezioni e, per ammirarle al meglio, la pagina Instagram Estromultistore posta con regolarità gli ultimi arrivi, gli eventi che si tengono nei negozi e gli articoli più belli. L’azienda effettua spedizioni in tutta Italia, per chi non vuole perdersi l’ultima creazione di Liu Jo o le novità a marchio Estro che non si possono acquistare in nessun altro negozio. La filosofia di Pelletterie Estro: creatività e sapienza artigianale al servizio delle donne Tutti i prodotti presenti in store sono selezionati accuratamente secondo criteri irrinunciabili: artigianalità e glamour. Inoltre, l’esperienza di Angelo Dimilto, fondatore di Pelletterie Estro, è una garanzia per quanto riguarda l’house brand del gruppo: la scelta delle pelli più pregiate, il design più accattivante e il gusto sempre teso a esaltare la femminilità sono i punti di riferimento dei prodotti a marchio Estro. Visitate il negozio di Bellaria-Igea Marina per farvi consigliare dallo staff sugli abbinamenti giusti per il vostro look: gli orecchini più appropriati, la borsa che si intona con il resto dell’outfit e tanti altri suggerimenti per poter essere sempre perfette per ogni occasione. Gli accessori non sono più un dettaglio, con Pelletterie Estro, ma veri e propri punti di forza dell’abbigliamento, in grado di attirare l’attenzione e l’ammirazione di chi vi guarda. Tenete d’occhio le promozioni e le grandi offerte del periodo dei saldi: troverete certamente l’articolo che fa per voi al miglior prezzo, da provare in store o acquistandolo online con un click.
L’azienda B.M. Carrelli Elevatori, specializzata nella vendita, noleggio e assistenza carrelli elevatori, ha sede a Ciserano. Fondata nel 1994, nasce dalla grande passione del fondatore Mario Brischetto per il mondo della movimentazione industriale. Negli anni, l’attività si è estesa alle province di Bergamo, Lodi e Cremona fornendo alla clientela soluzioni personalizzate e un servizio chiaro e trasparente. B.M. Carrelli Elevatori è rivenditore autorizzato di muletti elettrici, diesel, retrattili e timonati, di transpallet manuali Mitsubishi, un marchio che da sempre è sinonimo di innovazione e qualità. L’ampia gamma di soluzioni, nuove ed usate, permette di soddisfare in maniera efficiente tutte le esigenze della logistica moderna. Il personale tecnico dell’azienda offre alla clientela una pronta assistenza e dispensa consigli utili per mantenere i carrelli in perfette condizioni operative, garantendone una lunga durata. Vendita e noleggio di mezzi elevatori nuovi ed usati per ottimizzare l’attività logistica Con un’esperienza pluriennale nel settore della movimentazione industriale, la ditta B.M. Carrelli Elevatori garantisce ai clienti lombardi e di tutta Italia un vasto assortimento di carrelli elevatori, adatti a ogni tipo di applicazione a marchio Italfit. L’offerta include anche macchinari usati, semi-nuovi e ricondizionati pronti all’uso, sottoposti a scrupolosi controlli e a regolari messe a punto. L’azienda dispone di un centro assistenza a Ciserano-Zingonia e di un team di meccanici esperti in grado di effettuare interventi risolutivi in tempi brevi, limitando così i possibili disagi alla clientela. Per garantire un servizio completo, inoltre, B.M. Carrelli Elevatori si avvale di furgoni attrezzati per riparazioni in loco e di tir con sponda idraulica per il trasporto dei carrelli elevatori. L’impresa offre un comodo servizio di noleggio con formule flessibili pensate per ogni esigenza di movimentazione che prevedono soluzioni a breve, medio e lungo termine, con possibilità di leasing giornaliero con o senza conducente, settimanale, mensile e annuale. Sono disponibili alla vendita i carrelli elevatori elettrici Mitsubishi da 15 a 70 quintali dalle prestazioni potenti, con funzionamento a batteria, capaci di effettuare operazioni con il mimino sforzo, e i carrelli elevatori diesel Mitsubishi con controllo avanzato delle emissioni, ideali per la movimentazione intensiva e gravosa dei materiali. Percorsi di formazione per il conseguimento del patentino per aspiranti carrellisti B.M. Carrelli Elevatori organizza periodicamente corsi di formazione completi per il rilascio del patentino per carrellisti che si tengono presso la sede di Ciserano oppure del cliente purché i partecipanti siano almeno dieci. Le lezioni vengono tenute da professionisti facenti parte di enti certificati. L’attestato e la qualifica ottenuti sono riconosciuti a livello nazionale, conformi alle normative di sicurezza e agli standard del settore. Ogni corso è studiato per fornire agli iscritti tutte le competenze necessarie per operare in modo sicuro ed efficiente in azienda (in magazzino o in un cantiere), riducendo i rischi di incidenti sul lavoro e migliorando sensibilmente la produttività. I percorsi teorico-pratici hanno una durata variabile che va dalle 12 alle 16 fino alle 20 ore. La ditta B.M. Carrelli Elevatori ricorda che il patentino ha una validità di 5 anni, trascorsi i quali è necessario provvedere al rinnovo. La formazione si rivolge sia ad aziende e sia a privati. Contatta B.M. Carrelli Elevatori per richiedere informazioni sui macchinari in vendita, nuovi e usati, sulle soluzioni personalizzate di noleggio, per ottenere un preventivo oppure per iscriverti ai corsi indetti dall’azienda. Il personale tecnico e amministrativo è a tua disposizione per offrirti tutta l’assistenza necessaria.
Goldwerk a Bolzano Goldwerk con sede a Bolzano, è una banco metalli preziosi presente sul territorio dell’Alto Adige capace di proporre al cliente l’importante opportunità di effettuare un investimento su un asset da sempre considerato sicuro come l’oro. L’azienda, nata nel 2013, è l’unico rivenditore ufficiale Degussa e Ogussa presente su tutto il territorio nazionale operante, peraltro, con licenza rilasciata dalla Banca d’Italia nelle vesti di Operatore Professionale Oro. Questo conferma la professionalità e la serietà di una struttura che ha saputo cogliere le opportunità del mercato per crescere costantemente. In particolare, si occupa del commercio dell’oro da investimento che viene proposto in massima purezza. Tra l’altro, Goldwerk ha dato avvio a una politica finalizzata alla massima soddisfazione del cliente, venendo incontro alle più disparate esigenze come certifica la possibilità di accettare investimenti con rate mensili a partire da soli 50 euro al mese. Vendita oro da investimento di massima purezza L’attività di Goldwerk è improntata sul commercio dei metalli preziosi messi a disposizione da grandi aziende del settore come Degussa e Ogussa. Lo staff è competente, qualificato ed inoltre vengono utilizzate attrezzature che consentono di supportare il cliente garantendo anche una consulenza professionale su misura per capire l’importanza di questo genere di prodotto e di come la spesa sostenuta sia tutelata sotto tutti i punti di vista. In particolare, quando si procede con l’acquisto d oro da investimento è necessario che ci sia massima purezza dei lingotti e delle monete commercializzate e deve corrispondere essenzialmente ai famosi 24 carati. La qualità dell’oro è fondamentale non solo in questo genere di attività ma anche quando ci si rivolge a una gioielleria per scegliere un solitario, una collana e qualsiasi altro gioiello che abbia come principale valore non solo la pietra preziosa eventualmente presente ma anche il metallo. Ci sono tanti servizi che vengono garantiti da un rivenditore specializzato in oro proveniente dai più grandi e rinomati produttori di metalli preziosi presenti su tutto il territorio europeo. Le proposte vengono spiegate al privato oppure a un’azienda sotto forma di piani di acquisto per soddisfare ogni tipo di esigenza. Lo staff, inoltre, può accompagnare il cliente in tutte le fasi dell’investimento per capirne i vantaggi. Il più conveniente investimento che il mercato finanziario offra Nonostante la sempre più ampia volatilità dei mercati finanziari internazionali, l’oro rappresenta ancora a tutt’oggi la principale soluzione di investimento. La storia insegna che nonostante guerre, pestilenze e tante altre problematiche, i metalli preziosi in generale, mantengono inalterato il loro valore nel tempo o quantomeno lo recuperano abbastanza velocemente. Questo significa che per un privato oppure per un’azienda investire in metalli preziosi e soprattutto in oro significa mettere in cassaforte i propri risparmi con la possibilità anche di ottenere un certo profitto in futuro. Acquistare oro è utile anche mettere al riparo i propri soldi dall’inflazione che purtroppo si palesa in maniera imprevedibile e per cause più o meno giustificate. I clienti di Goldwerk vengono supportati in tutte le fasi da operatori qualificati che conoscono in maniera approfondita i metalli preziosi e il relativo mercato azionario. Per ogni cliente sono previsti piani specifici sviluppati da promotori qualificati, per consentire di raggiungere un determinato obiettivo. Contatta Goldwerk per saperne di più e per fissare un appuntamento senza impegno.
Lo Studio Estetico Fabiana Giacché è stato aperto nel 2003 a Jesi in provincia di Ancona e si è specializzato nei trattamenti estetici per il viso e per il corpo. Il centro estetico è da sempre la meta preferita dai clienti che desiderano provare trattamenti personalizzati ed efficaci e soprattutto vogliono affidarsi a uno staff di estetiste esperte e qualificate. Manicure e pedicure Il centro estetico Fabiana è soprattutto conosciuto per l’esperienza e la professionalità con cui esegue manicure e pedicure. Entrambi i trattamenti vengono effettuati da un team di estetiste specializzate che impiegano prodotti naturali e sicuri per migliorare l’aspetto e la salute di mani e piedi. Per chi vuole correggere alcune problematiche come unghie incarnite, calli o eliminare cuticole e altri segni visibili sulle unghie si utilizzano prodotti specifici e trattamenti mirati. Le estetiste del centro sono in grado di applicare smalto permanente e semipermanente sia su mani e piedi, impiegando smalti dei migliori brand del settore beauty. Per chi vuole sfoggiare un look particolare, lo staff è esperto nella realizzazione di nail art, creando disegni e stampe di grande effetto e in base alle indicazioni fornite dal cliente. Trattamenti viso e corpo Lo Studio Estetico Fabiana è da sempre impegnato nel fornire trattamenti personalizzati per il viso e per il corpo, utilizzando cosmetici naturali e che assicurano benefici immediati per la pelle. In particolare, le estetiste si occupano della pulizia del viso, della ridefinizione di sopracciglia e del rimodellamento del volto con massaggi facciali e apparecchiature all’avanguardia. Si può anche richiedere l’epilazione con laser a diodo per il viso o scegliere di rimuovere i peli superflui con la ceretta tradizionale. Per chi desidera una skincare personalizzata, si può richiedere una consulenza specializzata ai visagisti e alle estetiste del centro. Per tonificare e rassodare il corpo, sono disponibili diverse tipologie di massaggi: con oli essenziali, con la terapia del calore e le pietre calde. I massaggi per il corpo possono essere individuali o di coppia e vengono eseguiti in ambienti accoglienti e riscaldati, circondati da candele profumate e musica rilassante. Dimagrimento e tonificazione Il centro estetico è ormai diventato il punto di riferimento per le donne e gli uomini che vogliono migliorare il loro aspetto fisico e decidono di provare i trattamenti per il dimagrimento e la tonificazione. Per tonificare i muscoli e favorire il drenaggio dei liquidi è possibile prenotare delle sedute di pressoterapia, che vengono sempre eseguite con la supervisione dello staff. Uno dei macchinari per avere un corpo snello e magro è il body tonic, che vi permette di eliminare facilmente le adiposità localizzate e di migliorare la tonicità dei muscoli di gambe, addome e glutei. Per chi desidera mantenersi sempre in forma, lo Studio Estetico Fabiana Giacché propone dei pacchetti per il dimagrimento personalizzati in promozione. Make up personalizzati Per chi vuole apparire bella e sempre perfetta, si possono effettuare alcuni trattamenti come il tatuaggio delle sopracciglia o la laminazione delle ciglia, che migliorano fin da subito lo sguardo. Per ridurre i segni dell’età è stata invece realizzata una serie di sieri e creme anti-age che possono essere acquistati direttamente in negozio. Le estetiste del centro estetico hanno maturato diversi anni di esperienza nel settore del make up e sono in grado di realizzare trucchi personalizzati per ogni occasione. Per le spose che vogliono trovare il perfetto make up per il grande giorno si può prenotare una consulenza con il visagista del centro. Per provare tutti i trattamenti dello Studio Estetico Fabiana Giacché a Jesi si può visitare il sito ufficiale e prenotare subito un appuntamento.
La RSA Padre Annibale di Francia è stata aperta nel 1996 a Napoli e si occupa della cura e dell’assistenza sanitaria per le persone non autosufficienti. La storia della RSA è costellata di alterne fortune, infatti, dopo un concordato fallimentare durato 8 anni è stata acquisita dal Gruppo Isaia, azienda impegnata nel promuovere il benessere degli anziani. Nel luglio del 2024 è stata finalmente riaperta, dopo un progetto di rinnovamento che punta a offrire servizi all’avanguardia e cure mediche d’eccellenza. Comfort e servizi esclusivi per anziani La residenza sanitaria assistenziale è convenzionata con il Servizio Sanitario Regionale ed offre cure sanitarie di altissimo livello, anche per gli anziani che hanno difficoltà economiche. La RSA Padre Annibale di Francia è stata ristrutturata e gli spazi sono diventati più luminosi e ampi, così da garantire agli anziani la possibilità di vivere in un ambiente rilassante e confortevole. Su ogni piano vi è una mensa, una sala comune per conversare, guardare la tv e partecipare alle attività organizzate dal personale. La struttura residenziale ha 100 posti letto, con 40 riservati ai disabili non autosufficienti e 60 per gli anziani. All’interno delle camere vi sono dei letti ospedalieri regolabili con pulsante di chiamata, un angolo per consumare i pasti, il bagno privato e degli armadi. Tutte le camere sono dotate di alcuni servizi: aria condizionata, riscaldamento, televisione, biancheria e telefono sul comodino. Per il servizio mensa, l’RSA si avvale della collaborazione di aziende di catering, che preparano pasti di qualità con ingredienti freschi e seguendo sempre le indicazioni dei nutrizionisti della struttura. Cure mediche specialistiche e terapie all’avanguardia La RSA Padre Annibale di Francia è specializzata nella cura degli anziani e dei disabili, che necessitano di assistenza continua e di seguire terapie mediche specialistiche. Nella residenza lavorano circa 80 persone: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi, animatori, fisioterapisti, logopedisti, ecc. Lo staff medico visita periodicamente gli ospiti, controlla lo stato di salute e la terapia, inoltre interviene nei casi di urgenza. Gli anziani e i disabili sono accuditi dal personale sanitario 24 ore su 24, compresi i giorni festivi. All’interno dell’ RSA vi sono diversi ambulatori dove si effettuano le visite specialistiche, le analisi di laboratorio e i test diagnostici. La residenza è anche un centro diurno, per i disabili o gli anziani che non necessitano di assistenza specialistica continuativa. I servizi di telemedicina e assistenza domiciliare Con la riapertura della RSA Padre Annibale di Francia, sono state introdotte delle novità, che hanno come scopo il benessere degli anziani. Le persone che soggiornano presso la struttura sanitaria per un breve periodo, saranno seguite dallo staff di medici tramite il servizio di telemedicina, che prevede videochiamate, controlli periodici e l’indicazione da remoto di terapie e trattamenti. Un altro servizio offerto è l’assistenza domiciliare per disabili e anziani, eseguito da personale sanitario qualificato. L’assistenza a domicilio è prevista per chi ha bisogno di trattamenti riabilitativi, utilizza specifiche attrezzature mediche o deve sostituire le medicazioni. Presso l’ RSA si desidera garantire un soggiorno sereno per i pazienti, per questo motivo si organizzano alcune attività ludiche come tornei di carte, laboratori di pittura e disegno, corsi per migliorare la memoria e le capacità cognitive. I parenti degli ospiti possono sempre partecipare alle attività di gruppo. Chiama subito la RSA Padre Annibale di Francia per richiedere maggiori informazioni e conoscere tutti i servizi della RSA.
Come cambia l'IMU nel 2026 Come si calcola l'IMU nel 2026 Quando pagare l'IMU nel 2026 Chi possiede una seconda casa, un immobile commerciale o un terreno edificabile ha una scadenza ravvicinata: il 16 giugno 2026 va versato l’acconto IMU. Il saldo sarà dovuto entro il 16 dicembre. La prima casa non di lusso resta esente. Per il calcolo dell’acconto si usano le aliquote che il proprio Comune ha deliberato nel 2025, mentre il conguaglio di dicembre dipenderà dalle eventuali nuove delibere pubblicate entro ottobre sul portale del Ministero delle Finanze. Come cambia l’IMU nel 2026 La novità strutturale più rilevante, introdotta già dal 2025 e confermata nel 2026, riguarda l’obbligo per i Comuni di pubblicare le aliquote IMU tramite il prospetto ministeriale sul portale del Dipartimento delle Finanze entro il 14 ottobre, con pubblicazione effettiva entro il 28 ottobre. In caso di mancata pubblicazione nei termini, si applicano automaticamente le aliquote base. Il contribuente deve quindi verificare la situazione del proprio Comune prima di fare i calcoli di dicembre. Sul fronte delle riduzioni, rimangono in vigore quelle già note: il 50% della base imponibile per immobili concessi in comodato gratuito a figli o genitori (con contratto registrato e nel rispetto delle condizioni previste), il 50% per fabbricati di interesse storico o artistico e per immobili inagibili, il 25% per abitazioni locate a canone concordato. Come si calcola l’IMU nel 2026 L’acconto va calcolato sull’imposta dovuta per il primo semestre 2026, applicando le aliquote e le detrazioni deliberate dal Comune per il 2025. Il conguaglio verrà effettuato con il saldo di dicembre, sulla base delle aliquote 2026 se approvate e pubblicate nei termini. La formula di partenza è sempre la stessa: si prende la rendita catastale dell’immobile, la si rivaluta del 5%, si moltiplica per il coefficiente catastale corrispondente alla categoria dell’immobile (160 per le abitazioni civili in categoria A/2, A/3, A/4, A/5, A/6) e si applica l’aliquota comunale. Per esempio, una seconda casa in categoria A/2 con rendita catastale di 700 euro, rivalutata al 5% porta a 735 euro, moltiplicata per 160 dà una base imponibile di 117.600 euro: con un’aliquota dell’1,06%, l’IMU annua è pari a circa 1.246 euro, da versare in due rate da 623 euro ciascuna. Quando pagare l’IMU nel 2026 L’IMU 2026 si paga in due tranche: l’acconto scade il 16 giugno; il saldo va versato entro il 16 dicembre. L’acconto corrisponde al 50% dell’imposta annua, calcolato con le aliquote dell’anno precedente, a meno che il Comune non abbia già deliberato le nuove aliquote 2026. Il pagamento avviene tramite modello F24, compilando la sezione dedicata all’IMU con il codice catastale del Comune, il numero di immobili e l’anno di imposta. È possibile anche pagare con il servizio F24 Web dell’Agenzia delle Entrate, che consente di saldare in tutto o in parte il debito utilizzando crediti fiscali già maturati per altri tributi. Chi preferisce può versare l’intero importo annuo in un’unica soluzione entro il 16 giugno. L’imposta non è dovuta se l’importo annuo complessivo è inferiore a 12 euro. Devi calcolare quanto pagherai di IMU quest’anno? Calcolare l’IMU correttamente non è sempre semplice, soprattutto quando entrano in gioco riduzioni, comodati o immobili appena acquistati. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti a commercialisti e consulenti fiscali della tua zona. Compila il form online e ricevi le offerte direttamente via email.
Il caso: soppalco già noto al Comune, poi contestato come abuso Permesso di costruire per il soppalco: quando serve secondo il Consiglio di Stato Quando il soppalco non è abusivo Hai un soppalco in casa realizzato senza permessi? Prima di preoccuparti, sappi che non è automaticamente un abuso edilizio: dipende da come lo usi e da quanto incide concretamente sull’immobile. A chiarirlo è la sentenza del Consiglio di Stato n. 3952 del 19 maggio 2026, che ha annullato un’ordinanza di demolizione e rimesso al centro del ragionamento il concetto di carico urbanistico. Il caso: soppalco già noto al Comune, poi contestato come abuso La vicenda riguarda un locale commerciale con un soppalco di circa 23 mq ricavato all’interno di un edificio del 1967. Il manufatto risultava già rappresentato negli elaborati grafici allegati a una concessione edilizia rilasciata dal Comune nel 1991, e compariva anche in pratiche successive, tra cui una SCIA del 2018 e una segnalazione certificata di agibilità del 2019, senza che l’ente avesse mai sollevato obiezioni. Il problema è sorto dopo un esposto di un privato. A seguito di un sopralluogo, il Comune ha emesso un’ordinanza di demolizione sostenendo che il soppalco fosse privo di titolo e costituisse una nuova superficie utile abusiva. I proprietari hanno impugnato sia l’ordinanza sia il successivo diniego di accertamento di conformità presentato ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001. In primo grado il TAR aveva dato ragione al Comune, ritenendo il soppalco soggetto a permesso di costruire in quanto capace di aumentare la superficie fruibile. Il Consiglio di Stato ha invece ribaltato questa lettura. Permesso di costruire per il soppalco: quando serve secondo il Consiglio di Stato Un soppalco non richiede il permesso di costruire quando ha funzione tecnica o accessoria, non è destinato alla permanenza di persone e non produce un aumento reale del carico urbanistico. È questo il principio che emerge dalla sentenza n. 3952/2026, che ha ribaltato la decisione del TAR proprio su questo punto. Nel caso specifico, il soppalco non era destinato ad ufficio né accessibile al pubblico: veniva utilizzato esclusivamente come deposito, locale tecnico e vano di sgombero, circostanza confermata persino dalla relazione del tecnico comunale. Per i giudici, uno spazio con queste caratteristiche ha natura pertinenziale rispetto al locale principale e non produce un aggravio urbanisticamente rilevante. Conta anche il rapporto dimensionale: 23 mq su un edificio di circa 970 mq complessivi è un dato difficilmente compatibile con l’idea di un impatto significativo sugli standard urbanistici. Quando il soppalco non è abusivo La sentenza n. 3952/2026 conferma che i soppalchi interni vanno valutati caso per caso. Un soppalco di dimensioni contenute, usato come spazio tecnico o di deposito, non destinato alla permanenza di persone e privo di autonoma fruibilità non rientra automaticamente nella disciplina dell’art. 10 del Testo Unico Edilizia, che richiede il permesso di costruire solo per gli interventi con modifiche urbanisticamente rilevanti. In pratica: chi ha un soppalco usato come ripostiglio o locale tecnico non è necessariamente in una situazione di abuso. Chi invece vuole ricavarne uno spazio abitativo o lavorativo a tutti gli effetti dovrà verificare quale permesso serve, perché in quel caso le regole cambiano. Stai pensando di installare un soppalco? Prima di iniziare i lavori, confronta i preventivi. Su PagineGialle Casa metti in contatto con i professionisti della tua zona e ricevi fino a 5 offerte gratuite e personalizzate. Basta compilare il form online.
Rumori condominiali in tribunale: il caso di Roma Vicini rumorosi: cosa stabilisce la nuova ordinanza Qual è il limite di tollerabilità del rumore Passi sul parquet, sedie spostate, porte che sbattono: i rumori del vicino di sopra possono diventare un incubo. Ma se decidi di fare causa per farli smettere, rischi di perdere e dover pagare anche le sue spese legali. Lo chiarisce un’ordinanza del Tribunale di Roma del 14 maggio 2026, che ha respinto il ricorso di un condomino stanco dei rumori del poliambulatorio al piano superiore, condannandolo alle spese di giudizio. Rumori condominiali in tribunale: il caso di Roma Un uomo, comproprietario di un appartamento al piano rialzato di un edificio condominiale romano, si era trovato a convivere con un poliambulatorio al piano superiore, attivo dal 2003 ma poi ampliato nelle attività. I rumori lamentati erano quelli tipici di qualsiasi ufficio o studio professionale: sedie spostate, passi delle segretarie coi tacchi, apertura e chiusura di porte, andirivieni di pazienti. Il condomino aveva prima cercato di risolvere la situazione in via bonaria, poi aveva sollevato il problema in assemblea nel 2022. Aveva persino installato a proprie spese un controsoffitto isolante nelle camere da letto, che aveva attenuato i rumori senza eliminarli. Alla fine si era rivolto al tribunale chiedendo la cessazione delle attività rumorose e l’obbligo per il poliambulatorio di eseguire lavori di insonorizzazione. Il giudice, però, gli ha dato torto su tutta la linea. Vicini rumorosi: cosa stabilisce la nuova ordinanza Per fare causa al vicino per i rumori non basta sentirsi disturbati: occorre dimostrare che le immissioni superano la soglia della “normale tollerabilità” in modo oggettivo, continuativo e misurabile. È questo il principio ribadito dal Tribunale di Roma, che ha rigettato il ricorso applicando l’art. 844 del Codice Civile. La norma non tutela il diritto al silenzio assoluto: impone invece di bilanciare il diritto alla tranquillità con le esigenze delle attività produttive e professionali. E la prova, in questo caso, non è stata raggiunta. Un consulente tecnico nominato dal tribunale ha effettuato rilievi fonometrici nell’appartamento del ricorrente. I risultati hanno mostrato che le immissioni erano episodiche, di brevissima durata e non continue: il tempo complessivo in cui si registrava rumore proveniente dal piano superiore non superava il 17,2% del periodo di misurazione. Negli intervalli restanti, il rumore dominante era quello del traffico stradale sottostante. In più, il poliambulatorio aveva già adottato misure correttive spontanee: feltrini sulle sedie, scarpe con suola in gomma per le dipendenti, modifica degli orari delle pulizie. Elementi che il giudice ha valutato a favore della parte convenuta. Qual è il limite di tollerabilità del rumore Questa ordinanza conferma un principio che la giurisprudenza italiana applica in modo costante: la tollerabilità dei rumori non è un dato fisso, ma dipende dal contesto. Chi abita in una zona urbana rumorosa, vicino a strade trafficate o in un palazzo con destinazioni d’uso miste, deve accettare un livello di rumorosità più elevato rispetto a chi vive in una zona residenziale silenziosa. Fare causa al vicino per il rumore di passi o sedie, quindi, è un’opzione rischiosa e spesso costosa. Prima di procedere per vie legali, è sempre opportuno documentare le immissioni con misurazioni tecniche, verificare che il disturbo sia effettivamente continuativo e non episodico, e tentare ogni strada alternativa, a partire dal dialogo e da eventuali interventi di insonorizzazione. Paradossalmente, spendere qualcosa per isolare acusticamente i solai o i soffitti può rivelarsi molto meno costoso di un contenzioso che si perde, con tanto di spese legali da rimborsare alla controparte. Vuoi ridurre i rumori in casa? Isolare acusticamente pareti, soffitti o pavimenti è spesso la soluzione più rapida ed economica, molto meno costosa di una causa persa. Su PagineGialle Casa puoi trovare i professionisti specializzati nella tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti. Compila il form e confronta le offerte.
Quando la pergotenda rientra nell'edilizia libera Pergotenda con vetrata scorrevole: cosa ha stabilito la sentenza 1526/2026 del Consiglio di Stato Quando una vetrata su pergotenda richiede il permesso di costruire Hai una pergotenda già autorizzata e stai pensando di aggiungere una vetrata per chiudere lo spazio? Attenzione: non sempre è possibile farlo senza permessi. Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha chiarito che aggiungere una vetrata scorrevole a una pergotenda già autorizzata può trasformarla in un nuovo volume edilizio, richiedendo il permesso di costruire. Se questo permesso manca, l’opera diventa automaticamente abusiva e il Comune può ordinarne la demolizione. Quando la pergotenda rientra nell’edilizia libera Shutterstock Una pergotenda rientra nell’edilizia libera solo se è priva di autonoma funzione edilizia e non determina la creazione di uno spazio stabilmente chiuso. Di fatto, la struttura deve avere una copertura retraibile o mobile, essere facilmente amovibile e non presentare chiusure perimetrali stabili. Se anche uno solo di questi requisiti viene meno, l’opera esce dall’edilizia libera e richiede un titolo abilitativo. Il Decreto Salva Casa ha consolidato questa disciplina, confermando che tende a pergola e pergole bioclimatiche con lamelle orientabili restano in edilizia libera solo quando svolgono una funzione accessoria di protezione, senza trasformare lo spazio esterno in un ambiente chiuso e stabilmente fruibile. Molte pubblicità continuano a illudere proprietari, ristoratori e committenti sulla possibilità di realizzare verande “mascherate” accoppiando vetrate scorrevoli a pergotende, magari completando il tutto con impianti, climatizzazione, arredi fissi e utilizzo continuativo durante tutto l’anno. Un approccio che, come chiarito dalla giurisprudenza più recente, può costare caro. Pergotenda con vetrata scorrevole: cosa ha stabilito la sentenza 1526/2026 del Consiglio di Stato La sentenza 1526/2026 del Consiglio di Stato ha stabilito che una pergotenda chiusa da una vetrata scorrevole costituisce una nuova costruzione e richiede il permesso di costruire. Nel caso in questione, un ristoratore pugliese aveva installato una pergotenda di circa 160 mq in uno spazio già delimitato su tre lati da muri perimetrali di edifici esistenti, aggiungendo poi una vetrata scorrevole sul quarto lato libero. Il Comune aveva emesso un’ordinanza di demolizione, ritenendo che l’intervento configurasse la creazione di una volumetria non autorizzata. Il TAR Puglia aveva inizialmente annullato l’ordinanza, ritenendo che la vetrata scorrevole, in quanto mobile e non permanente, non costituisse una chiusura definitiva dello spazio. Il Comune ha però impugnato la decisione, portando la questione davanti al Consiglio di Stato. Palazzo Spada ha ribaltato la sentenza di primo grado. L’installazione della vetrata ha comportato la chiusura totale dello spazio già delimitato su tre lati, rendendo necessario il permesso di costruire perché si forma nuova volumetria. Il fatto che la vetrata fosse scorrevole e tecnicamente removibile non ha cambiato la valutazione: ciò che conta è l’effetto complessivo dell’intervento nel contesto in cui si inserisce. Quando una vetrata su pergotenda richiede il permesso di costruire Shutterstock Il permesso di costruire è necessario quando la vetrata chiude l’unico lato aperto di una pergotenda già delimitata su più lati, creando nuova volumetria. L’installazione di vetrate mobili scorrevoli su una pergotenda richiede il permesso di costruire quando determina la chiusura totale di uno spazio già delimitato su più lati e determini la creazione di nuova volumetria urbanisticamente rilevante. Se la pergotenda si trova in uno spazio aperto su più lati e la vetrata copre solo una porzione limitata senza chiudere l’intera struttura, la situazione potrebbe essere diversa. Ma se lo spazio è già delimitato da muri o altri elementi su tre lati, aggiungere una chiusura sul quarto lato produce l’effetto di creare un ambiente completamente chiuso. In quel caso, il permesso di costruire è obbligatorio. Vale la pena ricordare che se la struttura è stabile o realizzata con pilastri e coperture rigide, si tratta di una nuova costruzione soggetta a permesso di costruire e, in mancanza, può configurare reato edilizio ai sensi dell’art. 44 del D.P.R. 380/2001. La situazione diventa ancora più delicata in presenza di vincoli paesaggistici. La trasformazione di una pergotenda in ambiente chiuso e stabilmente fruibile, in presenza di vincolo paesaggistico, rende l’ordine di demolizione dovuto e non richiede valutazioni discrezionali né bilanciamento degli interessi coinvolti. Stai pensando di installare una pergotenda o una pergola chiusa? Prima di procedere è importante capire se l’intervento rientra nell’edilizia libera o richiede un titolo abilitativo. Su PagineGialle Casa puoi trovare i professionisti della tua zona, confrontare le proposte e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form e ricevi le offerte direttamente via email.
La casa vuota d’estate è un bersaglio facile. Secondo i dati delle forze dell’ordine, i furti in abitazione aumentano sensibilmente tra giugno e agosto, quando le famiglie sono in vacanza e i quartieri si svuotano. Il problema è che la maggior parte delle case viene violata non per colpa di ladri particolarmente abili, ma per errori banali che si potevano evitare. Serrature inadeguate, nessun sistema di allarme, finestre esposte, perimetro trascurato, nessun videocitofono: sono questi i cinque punti deboli che rendono una casa un bersaglio facile. Riconoscerli è il primo passo per non ritrovarsi a fare i conti con un furto al rientro dalle ferie.
Perché il cambio di residenza non fa perdere il Bonus Casa Quando rischi di perdere le detrazioni del Bonus Casa La documentazione da conservare per non perdere il Bonus Casa Hai ristrutturato casa negli ultimi anni e stai pensando di trasferirti? La preoccupazione è legittima: con la differenziazione delle aliquote introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, che lega la detrazione più alta (50%) all’abitazione principale, molti contribuenti temono di perdere il beneficio già maturato. Fortunatamente, il semplice cambio di residenza non fa decadere le detrazioni già acquisite. Il diritto al bonus si consolida nel momento in cui si sostiene la spesa, non negli anni successivi. C’è però un’eccezione importante: se vendi l’immobile prima di aver esaurito tutte le rate, le quote residue passano automaticamente all’acquirente, salvo accordo contrario nell’atto di compravendita. Ecco cosa sapere per non rischiare di perdere le detrazioni. Perché il cambio di residenza non fa perdere il Bonus Casa Shutterstock Il trasferimento di residenza non incide sulle detrazioni già maturate: il diritto al beneficio si consolida nel momento in cui si paga la spesa, non negli anni successivi. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate attraverso FiscoOggi, in risposta a un contribuente che aveva ristrutturato la propria abitazione principale nel 2025 e si era poi trasferito altrove nel 2026. Il principio è stabilito dall’art. 16-bis del TUIR ed è chiaro: se al momento del pagamento l’immobile era l’abitazione principale e tutti i requisiti erano soddisfatti, il beneficio è acquisito. Il trasferimento anagrafico successivo non modifica retroattivamente la qualificazione dell’immobile né riduce l’aliquota già spettante. In pratica, chi ha pagato i lavori nel 2025 detraendo al 50% continuerà a recuperare le rate restanti con quella stessa percentuale, anche se nel frattempo ha spostato la residenza in un’altra casa. Non è necessario ricalcolare nulla, né temere controlli legati al cambio di indirizzo. Che si tratti di un acquisto, di un affitto o di un semplice trasferimento familiare, la detrazione già maturata rimane intatta. Quando rischi di perdere le detrazioni del Bonus Casa Il vero rischio non è il cambio di residenza, ma la vendita dell’immobile. L’art. 16-bis, comma 8 del TUIR stabilisce che in caso di cessione del bene le quote di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono all’acquirente. È la regola generale, e si applica automaticamente se nell’atto di compravendita non viene scritto nulla di diverso. Le parti possono però accordarsi diversamente. Venditore e acquirente possono stabilire nell’atto che le rate residue restino in capo a chi ha sostenuto la spesa. È una possibilità concreta, ma richiede di negoziarlo esplicitamente prima di firmare: una volta rogitato senza quella clausola, il bonus passa all’acquirente senza possibilità di modifica. Vale la pena quindi distinguere bene i due scenari: ci si trasferisce restando proprietari? La detrazione viene regolarmente mantenuta. Si vende la casa prima di aver esaurito le rate? Bisogna decidere, prima del rogito, a chi spetteranno le quote rimanenti. La documentazione da conservare per non perdere il Bonus Casa Shutterstock Fatture, bonifici parlanti e titoli abilitativi sono la prima cosa da mettere al sicuro, indipendentemente da trasferimenti o vendite. In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate occorre dimostrare che la spesa è stata effettivamente sostenuta dal soggetto che porta in detrazione l’importo e che al momento del pagamento sussistevano tutti i requisiti richiesti. Non basta conservarli solo per l’anno in corso: la detrazione si spalma su dieci rate annuali, quindi la documentazione va tenuta per tutto il periodo di fruizione del beneficio, più i termini ordinari di accertamento. Chi ha eseguito lavori importanti e nel frattempo ha cambiato casa o è in procinto di farlo farebbe bene a verificare la propria situazione con un professionista, soprattutto se ci sono più immobili coinvolti o se è in corso una trattativa di vendita. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Stai pianificando una ristrutturazione? Trovare il professionista giusto per la tua ristrutturazione è più semplice di quanto pensi. Su PagineGialle Casa bastano pochi clic per ricevere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati dalle imprese della tua zona.