Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Istituto di Vigilanza La Torre è presente in Campania da oltre cinquant’anni ed è oggi un’azienda leader nel settore della sicurezza privata. Luigi Giuliano è il fondatore che ha tessuto nel tempo una rete di clienti che sanno di poter contare su una squadra eccellente di operatori in ogni circostanza. La sede attuale si trova a Salerno, da cui viene coordinato il controllo dell’intera area salernitana, con un raggio d’azione che sarà presto esteso anche alla provincia di Avellino. L’impresa si rivolge indifferentemente a privati e aziende che ne facciano richiesta, con la stessa passione e professionalità. Il personale impiegato è altamente qualificato, dotato di tutte le certificazioni previste dalla legge e si aggiorna costantemente, dopo aver ricevuto una formazione rigorosa. Le Guardie Giurate vengono scelte seguendo standard elevati e si muovono in stretto collegamento con la Centrale Operativa attiva 24 ore su 24. Perché scegliere Istituto di Vigilanza La Torre: la sicurezza in mano a professionisti con esperienza Scegliere l’Istituto di Vigilanza La Torre vuol dire far gestire la propria sicurezza a persone davvero competenti nel campo. L’azienda si distingue per una conoscenza dettagliata delle zone che controlla e per farlo impiega le tecnologie più sofisticate e recenti, offrendo un’ampio ventaglio di servizi pensati per rispondere a tutte le esigenze di protezione. La vigilanza di ronda saltuaria e quella programmata e documentata permettono di monitorare con efficacia gli edifici, all’esterno e all’interno, con passaggi ispettivi svolti da Guardie Giurate e con un controllo della Centrale Operativa da remoto. Per le situazioni che necessitano di un presidio continuo, la vigilanza fissa e continuativa assicura una presenza armata diurna e notturna non-stop, progettata in base alle caratteristiche di ciò che si deve tutelare. L’Istituto offre inoltre vigilanza antirapina e antitaccheggio, fondamentali per attività commerciali e strutture aperte al pubblico. Questi servizi prevedono il controllo degli ingressi e delle uscite, la sorveglianza delle merci e un intervento rapido in caso di tentativi di reato, con possibilità di operare sia in uniforme sia in borghese e nel rispetto delle autorizzazioni previste. Infine, si possono richiedere servizi specializzati di vigilanza e security aeroportuale e portuale, svolti in supporto alle autorità competenti, oltre alle soluzioni tecnologiche come televigilanza, telesorveglianza, telegestione e teleassistenza. Installazione di allarmi e sistemi di videosorveglianza Istituto di Vigilanza La Torre si occupa anche della fornitura e installazione di sistemi di allarme, controllo accessi e videosorveglianza. Gli impianti che vengono proposti sono personalizzati e sono assicurate manutenzione e assistenza tecnica continuativa, per garantire impianti sempre efficienti e aggiornati. Il cliente può concordare anche soluzioni flessibili come il comodato d’uso, più conveniente e reversibile quando non più necessario. L’istituto è attivo anche nei centri commerciali con un coordinamento strutturato e discreto. Se ritenuta opportuna, è possibile optare per la presenza di personale in borghese, affinché si possano individuare gli abusi in modo più incisivo, ma senza clamore. Chiama Istituto di Vigilanza La Torre per maggiori informazioni e richiedere una consulenza su misura.
Nel mondo sempre più complesso della medicina moderna, l’accurata diagnosi e il trattamento efficace delle condizioni mediche richiedono un approccio multidisciplinare e avanzate tecnologie diagnostiche. La struttura polispecialistica sanitaria Radiologica Medica dr. W. Angelucci si pone l’obiettivo di rimanere in linea con le esigenze dei pazienti, mettendo a loro disposizione le competenze di un personale medico altamente qualificato e di strumenti avanzati. Fondato nel 1956 da Walter Angelucci, il centro oggi è un punto di riferimento a Fano, dove è situato. Cosa sapere sul centro di radiologia La Radiologica Medica dr. W. Angelucci è riuscita a ridefinire gli standard nell’ambito degli esami per immagini. Specializzata in radiologia, risonanza magnetica ed ecografia, questa struttura rappresenta un faro di innovazione dedicato ai suoi pazienti. In tutti questi anni, l’equipe medica che si occupa di portare avanti il nome del centro si è sempre impegnata per offrire un servizio di qualità eccellente, mettendo in pratica l’ampio bagaglio di conoscenze che possiede, insieme all’empatia verso il prossimo. Negli ultimi tempi, inoltre, l’obiettivo di fornire un’attrezzatura avanzata dal punto di vista tecnologico ha avuto la precedenza; è per questo motivo che si è deciso di ampliare la struttura per migliorare la sua efficienza e dare al centro la possibilità di ospitare strumenti di ultima generazione per gli esami. Grazie alla presenza di tali macchinari, i cittadini di Fano, e non solo, possono rivolgersi a un centro privato affidabile e di alto livello, senza la necessità di andare fuori dalla provincia per averne la possibilità. Oltre a essere convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale, il centro vanta una convenzione anche con la Caritas, per non trascurare le tematiche etico-sociali. Ovviamente, è possibile usufruire dei servizi della Radiologica Medica dr. W. Angelucci anche tramite il regime privato. Servizi avanzati nella Radiologica Medica dr. W. Angelucci Tra i servizi offerti vi è principalmente il reparto radiologia. Si offre la possibilità di prenotare risonanze totalbody, proprio grazie alla stanza per le risonanze magnetiche di ultima generazione presente all’interno della struttura. I pazienti potranno fare anche risonanze articolari, ecografie vascolari e semplici ecografie. Non manca la possibilità per le donne di fare il controllo periodico del seno con la mammografia. Anche in ambito odontoiatrico è possibile usufruire della Radiologica Medica dr. W. Angelucci. Qui, infatti, si esegue una procedura di imaging medico chiamata dentascan, la quale riesce a fornire immagini tridimensionali ad alta risoluzione della regione cranio-facciale, comprese le strutture dentali, i seni paranasali, le ossa mascellari e le strutture anatomiche adiacenti. Vale la pena rivolgersi alla Radiologica Medica dr. W. Angelucci? Una delle problematiche più frequenti quando ci si rivolge a strutture mediche polispecialistiche, soprattutto pubbliche, è il fatto che, a meno che non ci sia una grave urgenza o che non ci sia la possibilità di usufruire del servizio in regime privato, le tempistiche potrebbero essere molto lunghe. Ottenere un appuntamento per un esame medico dopo mesi potrebbe causare disagio ai pazienti, che si troverebbero costretti a pagare nell’immediato per fare un esame di pochi minuti. Nonostante La Radiologica Medica dr. W. Angelucci sia anche una struttura privata, vuole comunque offrire la possibilità a tutti di ottenere un servizio sanitario eccellente sotto ogni punto di vista. Questo è decisamente un elemento importante, che i pazienti di Fano e dintorni apprezzano. Contatta subito la Radiologica Medica dr. W. Angelucci e fissa un appuntamento.
Dal 1992 la dottoressa Rosanna Schiralli dirige con successo il suo studio di Psicologia e Psicoterapia a Viterbo, aiutando adulti, adolescenti, bambini e famiglie tramite uno staff competente ed esperto in tutti i disagi psichici. Il centro è sempre aggiornato sugli approcci più all’avanguardia e gode dell’esperienza dei medici per risolvere problemi e permettere ai pazienti di migliorare la qualità della loro vita. A capo di una realtà così virtuosa troviamo la dottoressa Rosanna, che si occupa anche di formazione e di pubblicazioni nel campo della neuropsichiatria infantile, ricevendo premi e riconoscimenti. Studio Psicologia e Psicoterapia Schiralli: di cosa si occupa Varcando la soglia dello Studio Psicologia e Psicoterapia Schiralli a Viterbo ti renderai subito conto della professionalità e della cura che viene messa nel trattamento dei pazienti da parte dello staff. Sul posto sono presenti diversi psicologi che si occupano solo dei disagi infantili, legati ad esempio alla difficoltà di espressione o alla gestione della rabbia e della frustrazione. Delle terapie apposite sono dedicate poi agli adolescenti che soffrono di problemi alimentari, come anoressia e bulimia, oppure isolati socialmente e vittime di bullismo. In generale, i disagi trattati sono lo stress post traumatico, la depressione, l’ansia che sfocia in attacchi di panico e le dipendenze in genere, sia da sostanze sia ad esempio quella affettiva. I pazienti accolti all’interno dello Studio Psicologia e Psicoterapia Schiralli sono sia singoli individui con problemi personali da risolvere, sia coppie con questioni da sciogliere o famiglie che necessitano di un mediatore per riuscire a comunicare nella maniera corretta. Durante le sedute si parla quindi di ossessioni e manie, si giunge alla radice dei disturbi psicosomatici, sessuali, compulsivi e dei traumi psicologici, proponendo sia un approccio individuale sia della terapia di gruppo efficace per alcuni disagi. Ogni paziente viene prima ascoltato e solo successivamente si sceglie l’approccio migliore per aiutarlo, senza ricorrere a protocolli generici ma solo a una terapia ad hoc per le sue necessità. Sono eseguite poi consulenze psicologiche per il tribunale, per separazioni e divorzi e infantili in caso di affidamento, il tutto condotto con metodi certificati e senza mai nuocere al paziente. Studio Psicologia e Psicoterapia Schiralli: un centro di successo attivo dal 1992 L’aspetto migliore dello Studio Psicologia e Psicoterapia Schiralli è sempre stato la sua capacità di aggiornarsi e rimanere al passo con i tempi, proponendo una terapia moderna e modulata sul caso del paziente e non su protocolli generali. Gli psicoterapeuti, oltre ad essere preparati e professionali, instaurano un rapporto empatico mostrando umanità al paziente e mettendolo perfettamente a suo agio nel raccontare i disagi che sta incontrando. Il servizio offerto è versatile, con la possibilità di accogliere singoli individui, famiglie al completo per un sostegno o per eseguire una perizia, organizzare gruppi terapeutici e svolgere attività utili alla guarigione dalla depressione e dalle manie ossessivo compulsive. Il primo passo da compiere per affrontare i propri disagi è quindi quello di prenotare una consulenza e di parlare direttamente con il medico che prenderà in carico la terapia. I costi sono chiari, con lo scopo di agevolare anche coloro che non hanno mezzi economici adeguati. Il percorso varia in base allo specifico caso, optando per l’approccio giusto e osservando i progressi nel corso del tempo. Cosa aspetti a metterti nelle mani sicure della dottoressa Rossana Schiralli e del suo staff di psicoterapeuti esperti e professionali?
Alle Sorgenti ristorante tipico della provincia friulana Alle Sorgenti è un tipico ristorante della provincia Friulana ubicato, per al precisione, a Bordano. Si tratta di un locale accogliente che offre tutto il necessario per trascorrere un momento di puro relax in buona compagnia e con cibo di qualità. La struttura è curata nei minimi dettagli con un servizio impeccabile che permette al cliente di avere informazioni sulla preparazione dei piatti e tanti spunti interessanti per visitare le bellezze presenti nelle vicinanze come la mitica Casa delle Farfalle. La sala interna è ampia ed accogliente per cui adatta ad ospitare un evento privato come una festa di compleanno e un anniversario di nozze. Nella zona esterna c’è un vasto giardino con un piccolo parco giochi attrezzato per consentire ai bambini di divertirsi in sicurezza mentre i genitori si rilassano al tavolo. Il ristorante dispone di una terrazza dove consumare una cena romantica a lume di candela con il proprio partner nelle caldi serate estive. Tutto questo viene offerto con menù a base di prodotti genuini e con prezzi competitivi. Tradizione, qualità e convenienza economica Il ristorante Alle Sorgenti sa accogliere al meglio i propri clienti proponendo un menù variegato e ricco di proposte basate sull’utilizzo di ingredienti genuini reperiti direttamente sul territorio. Viene proposta una tipica cucina locale con antiche ricette rivisitate per quanto riguarda l’equilibrio dei sapori e la presentazione estetica. Il cliente ha l’opportunità di scegliere alcune pietanze della cucina friulana con ottima carne proveniente da allevamenti selezionati. Ci sono tante altre bontà che possono soddisfare le aspettative e soprattutto risotti preparati da chef esperti. Nel menu trovano spazio i primi piatti a base di pasta fresca, specialità italiane come gli antipasti con salumi, formaggi, bocconcini e verdure di stagione. Ci sono anche altre proposte con carne di selvaggina che richiede una cottura particolare per via della consistenza differente e per il suo sapore più intenso smussato dall’utilizzo di spezie e altri aromi particolari. La proposta si conclude con dolci gustosi e i migliori vini italiani provenienti da cantine che mettono al primo posto la qualità. Cene di lavoro, prezzi competitivi e tanti servizi per i clienti La sala interna e il terrazzo sono adatti per accogliere gli ospiti e soddisfare alcune specifiche richieste riguardanti l’organizzazione di una cena di lavoro piuttosto che una cerimonia privata come l’anniversario di nozze, una festa di compleanno e tante altre ricorrenze. Lo staff sarà a disposizione del cliente per valutare tante opportunità presenti nel menù stagionale oppure piatti tipici rivisti e adattati. Ci sono tanti altri servizi molto utili come il parco giochi presente nel giardino dove i bambini potranno divertirsi e la possibilità di parcheggiare la propria auto in un luogo sicuro e privato. Avendo a cuore le esigenze del cliente, il ristorante Alle Sorgenti propone all’occorrenza anche un menù personalizzato e quello a prezzo fisso. La struttura è anche in grado di soddisfare esigenze alimentari particolari con diversi piatti per celiaci ossia privi di glutine. Vieni a trovarci nel nostro ristorante oppure contattaci per prenotare un tavolo.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Star Clean è una nota impresa di pulizie che opera a Brugherio e nelle zone limitrofe. Il fondatore è Midobadawi, il quale a partire dal 2015 ha ricevuto incarichi da prestigiose imprese e privati. La ditta risponde alle necessità specifiche dei clienti con grande professionalità e competenza. Offre un’ampia gamma di soluzioni, mettendo in campo puntualità e affidabilità, dimostrando di essere la scelta perfetta per mantenere gli spazi puliti, accoglienti e ordinati. Il core business è rappresentato dalle pulizie civili, intervenendo su appartamenti, interi condomini e aree comuni, su richiesta dell’amministratore o dei singoli residenti. Vengono pulite anche abitazioni singole e ville di prestigio, in seguito a feste, ricevimenti e banchetti, rendendo le superfici perfettamente igienizzate e splendenti. Si effettua la sanificazione di cucine e bagni nonché il lavaggio di marmo e parquet. Grande attenzione viene dedicata alla differenziazione dei rifiuti, gestendoli in modo ottimizzato, separando i materiali diversi e indirizzandoli verso lo smaltimento corretto. La ditta si occupa inoltre di pulizie per negozi e locali commerciali, spolverando e sistemando banconi e vetrine per garantire un ambiente sano per dipendenti e clienti, contribuendo a migliorare nettamente l’immagine dell’attività. L’impresa lavora in orari flessibili per non interferire con aperture e chiusure, offrendo interventi anche durante la pausa o al termine della giornata. È possibile richiedere la pulizia di uffici con sistemazione di scrivanie, cestini e archivi di documenti, oltre al riordino settimanale o giornaliero di locali come mense e spogliatoi. Trattamenti speciali per pavimenti perfetti Uno dei servizi più apprezzati di Star Clean è la pulizia e il trattamento delle pavimentazioni speciali. Molti materiali, come il cotto, richiedono un approccio attento per evitare danni alla superficie, ma al contempo per esaltarne lo splendore originale. Gli operatori rimuovono efficacemente macchie e incrostazioni ostinate, senza danneggiare il pavimento in cotto. I trattamenti successivi offrono una protezione adeguata contro l’usura futura mantenendo a lungo la lucentezza. Sul pavimento è possibile applicare un prodotto specifico per facilitare la manutenzione quotidiana e prolungare la durata della superficie. La ditta offre anche la manutenzione dei pavimenti in legno, con l’applicazione di prodotti appropriati per conservarne la bellezza nel tempo, effettuando poi trattamenti più complessi come la levigatura, garantendo risultati eccellenti e duraturi. Pulizie specifiche per superfici complesse e attività turistiche Star Clean è specializzata nella pulizia di vetri e vetrate, potendo operare in altezza senza rischi, grazie a sistemi di sollevamento sicuri e all’uso delle dovute precauzioni antinfortunistiche. Le vetrate tornano perfettamente trasparenti, senza aloni né tracce di sporco, polvere, schizzi d’acqua, macchie o adesivi precedentemente applicati. L’azienda si occupa poi della pulizia di scale, ascensori e ingressi di palazzi nei centri storici, condomini ed edifici residenziali multipli. Viene prestata articolare attenzione agli interni ed esterni, con la possibilità di sanificazione e igienizzazione completa. Gestori di alberghi, bed & breakfast, affittacamere o case vacanze possono rivolgersi all’impresa per la pulizia tra un ospite e l’altro o per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, in modo da offrire un ambiente pulito, sano e accogliente. Per saperne di più o per commissionare le pulizie, chiama subito Star Clean: rendi accogliente e splendente ogni locale.
Onoranze Funebri La Pavese si occupa con competenza e professionalità di tutte le fasi che caratterizzano un rito funebre. Fondata nel 2023 da Caligiuri Emanuele, l’impresa funebre è presto diventata un punto di riferimento per tutti coloro che si trovano a Roma o in provincia e desiderano il maggior supporto possibile in caso di lutto. L’obiettivo dell’agenzia è quello di assicurare massima discrezione e trasparenza durante l’intera organizzazione del funerale, garantendo un’adeguata assistenza ai parenti della persona scomparsa. La reperibilità 24 ore su 24 e riti funebri per tutte le fasce di prezzo, contraddistinguono Onoranze Funebri La Pavese che oltre a fornire funerali economici e completi, propone il pagamento dilazionato in comode rate, grazie alla collaborazione con un ente finanziario. L’impresa cerca di sollevare i familiari da ogni incombenza occupandosi delle differenti pratiche burocratiche legate al decesso e al rito funebre, i parenti non dovranno far altro che elaborare il lutto e trovare frasi, foto e immagini in grado di rappresentare al 100% la persona scomparsa. Funerali economici e servizi completi a Roma e provincia In caso di lutto improvviso, Onoranze Funebri La Pavese è immediatamente disponibile e operativa. A seguito della telefonata, un incaricato si reca sul luogo del decesso per il recupero della salma, fornendo l’assistenza necessaria senza dimenticare la giusta discrezione e professionalità. Il corpo viene poi igienizzato, vestito e preparato da personale specializzato attraverso la tanatoprassi, nulla in queste fasi viene lasciato al caso e qualsiasi intervento è fatto con particolare cura e attenzione. Dal punto di vista organizzativo l’impresa di Onoranze Funebri La Pavese si occupa di organizzare il rito funebre, stampare avvisi e ricordini, allestire la camera ardente, trasportare la salma, realizzare gli addobbi funebri compresi di fiori, candele e tappeti, sbrigare le pratiche cimiteriali, fornire l’urna cineraria o la cassa funebre, si occupa inoltre dell’assegnazione del loculo e del luogo di sepoltura e garantisce assistenza in caso di cremazione. Grazie alla collaborazione con artigiani specializzati l’agenzia è inoltre in grado di fornire articoli cimiteriali unici, caratterizzati anche da incisioni personalizzate. Onoranze Funebri La Pavese per dare un servizio ancora più completo, propone su richiesta il disbrigo di pratiche amministrative post mortem e per chi lo desidera offre, attraverso un professionista del settore, supporto psicologico, pensato per aiutare i familiari del defunto a superare lo shock della morte con maggiore serenità. Un esperto che coopera con l’impresa funebre mette a disposizione, a tutti coloro che lo richiedono, un servizio CAF e di patronato, disponibile tutti i mercoledì su appuntamento, perfetto per sbrigare non solo le pratiche di successione ma anche quelle che riguardano il 730 o le pensioni di invalidità. In caso di lutto affidati alle Onoranze Funebri La Pavese Affrontare una perdita è difficile, soprattutto quando si tratta di un parente o di un caro amico, ma grazie a quest’impresa funebre, è possibile prendersi tutto il tempo necessario per superare il lutto, saranno gli stessi professionisti delle Onoranze Funebri La Pavese a gestire le questioni più difficili e complicate, cercando di coinvolgere il meno possibile la famiglia. Chiama in caso di lutto improvviso, se vuoi richiedere un preventivo o semplicemente desideri maggiori informazioni, il personale è a completa disposizione per rispondere alle tue domande e garantirti supporto.
Quando arriva il momento di scegliere una location a Valpolicella in cui assaporare pietanze cotte a puntino e realizzate con passione, si può sempre contare sull’Osteria Della Bice. Questo luogo è diventato un vero e proprio punto di ritrovo per provare emozioni uniche, sentirsi accolti in un ambiente familiare e provare ricette che rispettano la trazione. Esplosione di sapori all’Osteria Dalla Bice a Valpolicella Tutti coloro che desiderano assaporare la cucina tipica veronese possono prenotare presso l’Osteria Dalla Bice che sorge a Negrar di Valpolicella. Questo locale è particolarmente frequentato perché accogliente, ben arredato e soprattutto in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Lo staff che collabora da anni con questa osteria si adopera ogni giorno per scegliere con cura le migliori materie prime, grazie alle quali realizzare pietanze gustose, profumate e che non deluderanno le aspettative. I clienti avranno la possibilità di assaggiare deliziosi salumi, formaggi di alta qualità e carni grigliate accompagnati con vari contorni, fra cui verdure di stagione. Insomma la cucina è generalmente casereccia e varia costantemente, in modo che i commensali possano sempre ordinare qualcosa di buono e invitante. Le proposte comprendono inoltre la pasta fresca in vari formati, rigorosamente fatta a mano, nonché dessert golosi che sarà possibile accompagnare anche a vini rossi, bianchi e prosecchi. Presso l’Osteria della Bice si può inoltre scegliere di consumare i pasti all’interno e, nel corso della stagione estiva, usufruire degli spazi esterni. La struttura resta aperta dal mercoledì alla domenica, a pranzo e a cena. Basta solo chiamare in anticipo per essere sicuri di trovare disponibilità, viste le numerose richieste soprattutto durante il periodo festivo e nel fine settimana. Menù vario e genuino L’Osteria Dalla Bice a Valpolicella mette a disposizione della propria clientela un menù variegato e genuino, nonché vari servizi, come la possibilità di consumare i pasti durante la pausa pranzo. A tal riguardo i commensali potranno ordinare taglieri di salumi e formaggi accompagnati con confetture, nonché primi piatti, finger food misti, tagliolini e tortellini fatti in casa, bolliti e carni di prima scelta cotte alla griglia e condite con squisite salse. Le numerose bontà si possono inoltre accompagnare con formaggi freschi e stagionati, ortaggi e molto altro ancora. Il personale presente in sala saprà sempre come suggerire i migliori abbinamenti e le specialità della casa più apprezzate, in modo da soddisfare qualsiasi necessità. L’Osteria Dalla Bice a Negrar di Valpolicella è una location gettonata anche per tutta una serie di ricette che riscuotono sempre un grande successo, come ad esempio le lasagnette fatte a mano, il capretto arrosto con patate, il pasticcio ai carciofi o i tagliolini al tartufo. Nel corso dell’anno, soprattutto durante le festività, vengono inoltre proposti menù fissi, che prevedono un’offerta completa, ovvero antipasto, primo, secondo, dolce e bevande. La struttura è pronta ad accogliere i clienti facendoli sentire come a casa e offrendo ogni comfort, ma soprattutto cibo di alta qualità, realizzato con materie prime accuratamente scelte al fine di garantire la massima soddisfazione. Non resta che prenotare il proprio tavolo all’Osteria Dalla Bice a Valpolicella in compagnia della famiglia, degli amici, da soli o in coppia.
Nuccio Piante e Fiori è un negozio storico di Palermo, che sorge nei pressi di Villa Sperlinga. Sin dal lontano 1958 l’attività commerciale avviata da Nuccio Scaccio riesce a presentare ai propri clienti solo i migliori fiori freschi, creando su richiesta mazzi da donare a un familiare oppure a una persona amata. Una vasta scelta di fiori freschi, piante da giardino e interno Per le persone che dispongono di uno spazio verde e desiderano arricchirlo mediante l’aggiunta di piante adatte alle condizioni climatiche e all’esposizione solare, lo staff del fioraio può consigliare le specie da esterno che garantiscono i migliori risultati. Chi invece vuole arredare con il calore e i colori della natura può sempre fare riferimento al team del negozio a conduzione familiare, che si impegna per illustrare le caratteristiche degli esemplari da appartamento, suggerendo quelle che in termini di dimensione, forma e specifiche esigenze si adeguano al contesto di destinazione. Gli addetti alla vendita offrono inoltre consigli utili per prendersi cura al meglio di ciascuna pianta. La consulenza riguarda anche l’ampio assortimento di fiori freschi tra cui i clienti possono orientarsi grazie al supporto dello staff. Tra le bellezze della natura che compongono la gamma spiccano in particolar modo le orchidee di vari colori: questi fiori tropicali dalle sfumature cromatiche uniche riescono a dare eleganza a qualsiasi ambiente. Per quanti hanno intenzione di far recapitare un bouquet di fiori freschi con il quale sorprendere una persona cara è previsto il comodo servizio di consegna a domicilio, garantito in ogni zona di Palermo ed effettuato a cura di fattorini cortesi e professionali. Gli addobbi floreali più raffinati per tutte le occasioni e festività Nel corso dei tanti anni di attività, il fioraio palermitano ha assunto un ruolo di primo piano in città, grazie alla capacità di rispondere ai bisogni di una clientela in costante aumento. Ciò emerge in particolar modo nel servizio di creazione e installazione di allestimenti floreali per cerimonie, in cui viene assicurato il massimo livello di personalizzazione. Gli addobbi sono ideati rigorosamente su misura del tono dell’evento, attraverso la selezione degli elementi strutturali e dei componenti vegetali migliori. Chi è in procinto di convolare a nozze può richiedere non solo la decorazione della chiesa e della location scelta per il ricevimento con amici e parenti, bensì anche la creazione di bouquet da sposa eleganti e in grado di esaltare le caratteristiche dell’abito. Oltre a fornire un supporto cruciale nell’ambito dell’organizzazione di matrimoni, il fioraio è a disposizione per rendere uniche tante altre cerimonie, come ad esempio comunioni, cresime e battesimi. Per dare ancora più solennità a un funerale, lo staff si occupa di allestire la chiesa con composizioni funebri. Per le persone che stanno per laurearsi il personale può dare vita a coroncine d’alloro, inserendo dettagli e tessuti dai colori più disparati. Nel periodo che precede le festività natalizie, il negozio propone addobbi a tema, grazie ai quali i clienti hanno l’opportunità di impreziosire i loro spazi domestici. Chiama se desideri commissionare la realizzazione di un bouquet floreale.
La Falegnameria Nardin è un punto vendita storico di Udine, nato dalla passione della famiglia nel lontano 1965 e ancora oggi capace di fornire ottimi prodotti artigianali. Nel corso del tempo è stata fatta parecchia strada in termini di aggiornamento e miglioramento delle tecniche, ma l’amore e la passione messa nel proprio lavoro è ancora quella di un tempo. Lo staff lavora ogni genere di legno, per realizzare ottime soluzioni su misura nel rispetto del budget del cliente e dopo accurata progettazione. Falegnameria Nardin: un ampio servizio a tua disposizione La Falegnameria Nardin è un negozio artigianale, che si dedica alla realizzazione di infissi, serramenti e porte in legno. È possibile scegliere diverse varianti, in base al budget a disposizione, senza però mai rinunciare alla qualità e all’ottima resa nel tempo che i materiali usati sono in grado di offrire. Godrai del top della progettazione, scegliendo finiture e misure, in modo da contare su un prodotto che possa soddisfarti a lungo andare nel tempo. Falegnameria Nardin realizza anche mobili e complementi di arredo in legno, a partire dalla camera da letto, con armadi moderni e suddivisi secondo le necessità del committente. Dimentica le solite composizioni standard, a favore di soluzioni uniche e modulate in maniera particolare e personalizzata. Lo stesso discorso vale per i mobili del salotto, che arricchiscono dal punto di vista dello stile e si prestano sia ad ambienti classici sia moderni in stile nordico. Gli elementi della cucina, come i pensili e le mensole, sono pensati per durare negli anni e soprattutto richiedere un’esigua manutenzione, grazie alla lavorazione accurata che viene fatta del legno. Proprio per merito del grande lavoro svolto dagli artigiani, i serramenti e gli infissi realizzati dalla Falegnameria Nardin a Udine sono molto resistenti all’usura e alle intemperie, risultando gradevoli dal punto di vista visivo ed estremamente funzionali. Ogni lavoro di falegnameria viene eseguito a seguito di un sopralluogo, in modo da creare porte e infissi su misura che siano perfettamente aderenti alle esigenze. Come richiedere un preventivo alla Falegnameria Nardin a Udine Per richiedere un preventivo alla Falegnameria Nardin a Udine non dovrai fare altro che prenotare un appuntamento. Verrai ricevuto in sede da un esperto che ascolterà le tue richieste e le tramuterà in un progetto accurato, realizzato con programmi di ultima generazione e capace di far capire al committente quella che potrebbe essere la resa finale. Prima di accettare o meno il progetto, verranno chiariti i costi e il cliente sarà informato degli stessi tramite un preventivo preciso. Uno dei punti di forza della Falegnameria Nardin è il rispetto dei tempi previsti, così da non arrecare danni o provocare ritardi in caso di ristrutturazione di una casa o di un locale commerciale. Il personale è cortese e segue ogni fase della lavorazione, con consegna del prodotto chiavi in mano e installazione sul posto di porte e infissi, per verificarne la perfezione e il corretto funzionamento. Cosa aspetti a ordinare la tua cucina su misura o un armadio studiato per te dalla Falegnameria Nardin?
Cosa significa immobile collabente Come funziona il Bonus Prima Casa per un fabbricato F/2 Cosa cambia per chi acquista immobili collabenti Fino a qualche settimana fa, comprare un rudere e chiedere il Bonus Prima Casa era praticamente impossibile. Ora le cose sono cambiate. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la risposta a interpello n. 108 del 26 maggio 2026, che l’agevolazione spetta anche per l’acquisto di un immobile collabente — cioè un fabbricato censito in categoria catastale F/2 — a patto che venga reso abitabile entro tre anni dal rogito. Una novità concreta per chi vuole acquistare a prezzi ridotti e poi ristrutturare. Cosa significa immobile collabente Un immobile collabente è un fabbricato in stato di grave degrado strutturale, al punto da non essere né abitabile né agibile. Rientrano in questa categoria i ruderi, gli edifici diroccati e in generale tutti gli immobili che, per le loro condizioni, non sono in grado di produrre reddito proprio. Al Catasto sono registrati nella categoria F/2, una classificazione che indica appunto l’assenza di rendita catastale. Non basta un semplice intervento di manutenzione per recuperarli: si tratta di unità collabenti che richiedono lavori di ristrutturazione significativi, spesso con interventi strutturali veri e propri. Proprio per questo motivo, finora erano considerati fuori dal perimetro delle agevolazioni legate all’acquisto della prima casa. Come funziona il Bonus Prima Casa per un fabbricato F/2 Con la risposta 108/2026, l’Agenzia delle Entrate ha esteso in modo ufficiale il Bonus Prima Casa anche agli immobili collabenti. Il chiarimento si basa su una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 3913 del 16 febbraio 2025), che aveva già riconosciuto l’accesso all’agevolazione per i fabbricati in corso di costruzione. Il ragionamento è lo stesso: ciò che conta non è lo stato attuale dell’immobile, ma la sua destinazione futura. In pratica, si può beneficiare dell’imposta di registro ridotta al 2% anche acquistando un’unità collabente, a condizione che l’immobile venga effettivamente trasformato in abitazione entro tre anni dall’acquisto. Questo termine coincide con il periodo entro cui l’Agenzia delle Entrate può esercitare i propri controlli: se alla scadenza il fabbricato non è ancora adibito ad uso abitativo, si decade dal beneficio e scattano le sanzioni. Restano validi tutti gli altri requisiti classici dell’agevolazione: non avere altri immobili abitativi nello stesso comune, non aver già usufruito del Bonus Prima Casa in precedenza e impegnarsi a stabilire la residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Cosa cambia per chi acquista immobili collabenti Cambia tutto rispetto al passato: da maggio 2026 chi acquista un’unità collabente come prima casa ha diritto all’agevolazione fiscale, cosa che fino a poche settimane fa era esclusa. Con la risposta a interpello n. 357 del 2019, l’Agenzia delle Entrate aveva di fatto chiuso questa porta. La risposta 108/2026 la riapre e supera esplicitamente quella posizione. Sul piano pratico, il mercato degli immobili in stato di abbandono o degrado è ampio, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne del Paese. Molti di questi fabbricati vengono venduti a prezzi molto bassi proprio perché richiedono interventi importanti. Da oggi, chi li acquista come prima casa può farlo con la stessa agevolazione fiscale riservata a chi compra un appartamento già abitabile, purché si impegni a ristrutturarlo nei tre anni successivi all’acquisto. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Vuoi ristrutturare un immobile da zero? Il passo più difficile, dopo l’acquisto, è trovare chi sa davvero fare il lavoro. Su PagineGialle Casa metti in contatto con i migliori professionisti della tua area e ottieni fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati, senza impegno.
Cosa prevede il Bonus Mobili nel 2026 Perché il Bonus Mobili nel 2027 è a rischio Come non perdere il Bonus Mobili: cosa fare entro fine 2026 Conviene ancora aspettare per rinnovare i mobili di casa? No, e i numeri lo spiegano bene. Il Bonus Mobili è confermato nel 2026 al 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa, ma dal 2027 potrebbe non esserci più: nessuna proroga è stata ancora prevista e il trend degli ultimi anni — fatto di tagli continui al tetto di spesa — non lascia ben sperare. Chi ha avviato lavori di ristrutturazione nel 2025 è già nella posizione giusta per approfittarne. Gli altri farebbero bene a muoversi prima che la finestra si chiuda. Cosa prevede il Bonus Mobili nel 2026 La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato senza modifiche la detrazione IRPEF al 50% delle spese sostenute nell’anno per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, confermando il limite massimo di spesa detraibile di 5.000 euro. C’è però una condizione fondamentale da rispettare: il Bonus Mobili è valido solo se collegato a lavori di ristrutturazione iniziati nel 2025. Non basta comprare un divano o una lavatrice: serve prima aver aperto un cantiere, anche piccolo, sull’immobile interessato. Va anche tenuto presente che la detrazione si applica nella misura unica del 50%, indipendentemente dal fatto che l’immobile sia o meno l’abitazione principale del contribuente, a differenza di quanto avviene per il bonus ristrutturazioni, dove le aliquote variano tra prima e seconda casa. Tra gli acquisti ammessi rientrano letti, armadi, divani, tavoli, librerie, materassi e apparecchi di illuminazione. Tra i grandi elettrodomestici: frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni, piastre di cottura e apparecchi per il condizionamento, purché dotati di adeguata classe energetica. Perché il Bonus Mobili nel 2027 è a rischio Il Bonus Mobili non è una misura strutturale: viene rifinanziato anno per anno, con uno storico segnato da tagli progressivi. Nel 2021 il tetto di spesa era di 16.000 euro, poi ridotto a 10.000 nel 2022, a 8.000 nel 2023, a 5.000 nel 2024 e rimasto fermo a 5.000 nel 2026. La detrazione massima ottenibile oggi è di 2.500 euro, contro gli 8.000 euro di pochi anni fa. Dal 2027 i principali bonus edilizi sono destinati a scendere ulteriormente: il Bonus ristrutturazione passerà al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili. In questo contesto di riduzione generalizzata delle agevolazioni, la proroga del bonus mobili nel 2027 non è affatto scontata. Il taglio delle aliquote era già stato anticipato dalla manovra precedente ed è stato rimandato al 2027, segno che il Governo sta comprimendo progressivamente le agevolazioni fiscali legate alla casa. Chi conta su questo incentivo per rinnovare l’arredo o sostituire elettrodomestici datati farebbe bene a non aspettare la prossima manovra. Come non perdere il Bonus Mobili: cosa fare entro fine 2026 La strategia più prudente è completare gli acquisti entro il 31 dicembre 2026, senza rimandare nella speranza di una proroga che potrebbe non arrivare. Prima di procedere, è utile verificare tre cose: che i lavori di ristrutturazione sull’immobile siano stati avviati a partire dal 1° gennaio 2025; che i beni acquistati rientrino tra quelli ammessi (non tutti gli elettrodomestici sono agevolabili: contano le classi energetiche minime); che il pagamento avvenga con bonifico bancario o postale tracciabile, oppure con carta di credito o debito; i contanti non danno diritto alla detrazione. Chi nel 2025 ha già utilizzato parte del plafond, dovrà calcolare il massimale residuo al netto delle spese già agevolate l’anno precedente. La detrazione si recupera in dieci anni, in quote annuali costanti. Per fare un esempio pratico: su 5.000 euro di spesa, la detrazione totale è di 2.500 euro, ovvero 250 euro all’anno per dieci anni. Vuoi sfruttare gli incentivi per acquistare mobili in legno su misura? Su PagineGialle Casa puoi trovare i falegnami e i mobilieri della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e ricevi le offerte senza impegno!
Quanto costa mettere il fotovoltaico in un condominio Quanti kW servono per un condominio Quanto si risparmia con il fotovoltaico in condominio Quando conviene davvero e quando no Le spese condominiali salgono, la bolletta dell’energia non accenna a scendere e l’assemblea continua a rimandare. Il fotovoltaico in condominio è una soluzione concreta, ma per capire se vale davvero la pena bisogna andare oltre le promesse e guardare i numeri. Un impianto ben dimensionato può far risparmiare a ogni condomino tra i 150 e i 700 euro l’anno, tra riduzione della quota condominiale e bolletta privata, a seconda di come viene strutturato il progetto. Con gli incentivi ancora attivi nel 2026, tra detrazioni fiscali, tariffe del GSE e contributi per le CER, il tempo di rientro si accorcia in modo significativo. Ma prima di procedere, ci sono alcune cose fondamentali da valutare. Quanto costa mettere il fotovoltaico in un condominio Il costo di un impianto fotovoltaico condominiale varia in modo significativo in base alla potenza installata, alla struttura del tetto e alla tecnologia scelta. In linea generale, per un condominio medio si parla di cifre che vanno dai 15.000 ai 60.000 euro o più, a seconda della taglia dell’impianto. Per un piccolo condominio da 6-8 appartamenti con un impianto da 6-10 kW, il costo si aggira tra i 12.000 e i 20.000 euro chiavi in mano. Per edifici più grandi, con impianti da 20 kW in su, si sale facilmente oltre i 35.000-40.000 euro. A questi vanno aggiunti eventuali costi per la sostituzione del tetto o per interventi strutturali, che in alcuni casi sono già programmati nell’ambito di una ristrutturazione complessiva. Il tempo di ammortamento, senza incentivi, si attesta in media tra gli 8 e i 12 anni. Con la detrazione fiscale del 50% in 10 anni per i lavori condominiali, i tempi si riducono sensibilmente. Se l’impianto viene abbinato a una comunità energetica rinnovabile, arrivano anche gli incentivi del GSE sotto forma di tariffe incentivanti sull’energia condivisa, che migliorano ulteriormente i conti. Un aspetto spesso trascurato è il costo della batteria di accumulo. Non è obbligatoria, ma in un condominio dove i consumi sono distribuiti in fasce orarie diverse, può aumentare l’autoconsumo dal 30-40% fino al 60-70%, cambiando in modo rilevante il bilancio complessivo. Una batteria da 10-15 kWh aggiunge tra i 4.000 e gli 8.000 euro all’investimento iniziale. Quanti kW servono per un condominio Shutterstock La potenza necessaria dipende dai consumi effettivi dell’edificio. Per stimarla in modo corretto bisogna partire dai dati reali di consumo delle parti comuni e, se si vuole coinvolgere anche i singoli appartamenti, dai consumi medi di ogni unità abitativa. Come riferimento pratico, un condominio da 8 appartamenti con ascensore e riscaldamento centralizzato consuma mediamente tra i 15.000 e i 25.000 kWh all’anno nelle parti comuni. Per coprire una quota significativa di questo fabbisogno, serve un impianto da almeno 10-15 kW di picco. Se si vogliono coinvolgere anche i consumi privati dei condomini, la potenza necessaria sale proporzionalmente. La regola generale è che 1 kW di fotovoltaico produce in Italia mediamente tra i 1.000 e i 1.400 kWh all’anno, a seconda dell’esposizione e della latitudine. Al Sud si produce di più, al Nord un po’ meno, ma le differenze non sono così drastiche da cambiare la valutazione di convenienza. Un errore comune è sovradimensionare l’impianto pensando di massimizzare il risparmio. Se si produce molto più di quanto si consuma, l’energia in eccesso viene ceduta alla rete a prezzi molto bassi, allungando i tempi di rientro. Meglio calibrare la potenza sull’autoconsumo reale, eventualmente aumentandola in un secondo momento se cambiano le esigenze. Quanto si risparmia con il fotovoltaico in condominio È la domanda che interessa davvero a ogni amministratore e a ogni condomino. La risposta dipende da quanta energia l’impianto riesce a coprire rispetto ai consumi totali, ma si possono dare cifre orientative concrete. Un condominio da 8-10 appartamenti con un impianto da 10-15 kW può aspettarsi un risparmio annuo sulle parti comuni compreso tra i 1.500 e i 3.000 euro, a seconda dei consumi e del livello di autoconsumo raggiunto. Tradotto in quota individuale, significa tra i 150 e i 300 euro a famiglia ogni anno solo sulla bolletta condominiale. Se i singoli condomini aderiscono a una comunità energetica rinnovabile, il risparmio si estende anche alle utenze private. In questo caso, combinando la riduzione della bolletta individuale con gli incentivi del GSE sull’energia condivisa, il risparmio complessivo per nucleo familiare può arrivare a 400-700 euro l’anno o più, in funzione dei consumi domestici. Va considerato anche il valore aggiunto sull’immobile: studi di settore stimano che un edificio con impianto fotovoltaico attivo aumenti il proprio valore di mercato tra il 3% e il 6%, un beneficio concreto per chi dovesse vendere l’appartamento nei prossimi anni. Il risparmio cresce nel tempo perché il costo dell’energia tende ad aumentare, mentre l’impianto, una volta ammortizzato, produce energia quasi a costo zero per altri 15-20 anni. Chi installa oggi blocca di fatto una quota significativa della propria spesa energetica per decenni. Quando conviene davvero e quando no Shutterstock Il fotovoltaico condominiale conviene soprattutto quando c’è un consumo comune elevato e costante, quando il tetto è in buone condizioni e ben esposto a sud, e quando almeno la maggioranza dei condomini è favorevole. La delibera assembleare richiede la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio, quindi non serve l’unanimità, ma è necessario un consenso solido per procedere senza conflitti. Diventa meno conveniente quando il tetto è vecchio e richiede un intervento urgente non pianificato, quando i consumi comuni sono molto bassi (pochi piani, niente ascensore, riscaldamento autonomo), oppure quando l’esposizione è sfavorevole o ci sono ombre significative dovute ad altri edifici o strutture. In molti casi la soluzione migliore non è un impianto pensato solo per le parti comuni, ma l’adesione a una comunità energetica rinnovabile che coinvolga anche i singoli appartamenti. Le CER permettono di accedere a contributi specifici del PNRR nei comuni sotto i 5.000 abitanti, con incentivi che coprono fino al 40% dell’investimento, rendendo il progetto accessibile anche a condomini con budget limitato. Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere Vuoi installare un impianto fotovoltaico? Su PagineGialle Casa puoi trovare i professionisti del settore nella tua zona e ricevere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e confronta le offerte comodamente via email, senza impegno!
Quanto costa costruire casa da 50 mq Quanto costa costruire casa da 80 mq Quanto costa costruire una casa da 100 mq Quanto costa costruire casa da 150 mq Quanto costa costruire casa da 200 mq Quanto costa costruire casa da zero? È una delle domande più cercate da chi sogna una casa su misura, ma trovare una risposta chiara non è semplice: i prezzi cambiano in base alla metratura, alla zona geografica, ai materiali scelti e a una serie di voci che spesso non compaiono nel primo preventivo. In questa guida raccogliamo i costi reali per costruire una casa in Italia, dalle soluzioni più compatte fino alle villette di grandi dimensioni, con tutti i numeri che servono per partire con le idee chiare e il budget sotto controllo. Quanto costa costruire casa da 50 mq Shutterstock Cinquanta metri quadri sembrano pochi, ma costruirli da zero costa più di quanto ci si aspetti: tra 100.000 e 150.000 euro, terreno escluso, e spesso con un prezzo al metro quadro più alto rispetto a case più grandi, perché fondamenta, tetto e impianti pesano in modo fisso sul budget indipendentemente dalla metratura. Per una soluzione di fascia media si spendono tra 1.500 e 2.000 euro al mq, ma si può scendere a 1.200 con finiture essenziali o salire oltre i 2.500 puntando su materiali performanti e alta efficienza energetica. Oltre alla costruzione vera e propria, bisogna mettere in conto progettazione e pratiche (5-10% del totale), permessi edilizi (dai 5.000 euro in su), impianti elettrico, idraulico e termico (15.000-20.000 euro anche su piccole metrature), allacci e certificazione energetica APE. Chi valuta una prefabbricata può spendere tra 50.000 e 90.000 euro chiavi in mano con tempi più rapidi, ma con meno flessibilità progettuale e un valore di mercato mediamente inferiore. Sul fronte dei bonus, nel 2026 la novità più concreta per chi costruisce da zero è il Conto Termico 3.0, attivo dal 25 dicembre 2025: un contributo diretto in conto corrente — non una detrazione spalmata in dieci anni — per chi installa pompe di calore, solare termico o cappotto. Il consiglio finale è sempre lo stesso: confrontare almeno tre o quattro preventivi di imprese locali, perché un prezzo troppo basso rispetto alla media non è mai un buon segnale. Quanto costa costruire casa da 80 mq Shutterstock Costruire una casa di 80 mq costa, nella realtà dei fatti, molto più di quanto si immagini: solo per la costruzione servono tra 85.000 e 100.000 euro, terreno escluso, con un costo al metro quadro che oscilla tra 800 e 1.400 euro a seconda di dove si costruisce. Al Nord si spende di più, al Sud si risparmia, ma ovunque la voce che pesa di più è la struttura — fondazioni, muri e tetto — che da sola si porta via oltre metà del budget. Poi arrivano gli impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento), spesso sottovalutati, e le finiture, dove è facile sforare il preventivo iniziale. A tutto questo bisogna aggiungere progettazione, permessi e allacciamenti, voci che possono costare fino a 25.000 euro in più. Il risultato? Un conto finale che supera facilmente i 150.000 euro, con cantieri che durano in media tra i 10 e i 15 mesi. Chi vuole ridurre la spesa può ancora contare sul Bonus ristrutturazione e sull’Ecobonus, ma serve partire con un budget realistico fin dal primo giorno. Scopri di più: Quanto costa costruire casa da 80 mq Quanto costa costruire una casa da 100 mq Shutterstock Chi sogna di costruire casa da zero si scontra presto con una realtà: i costi sono tanti, spesso nascosti, e il budget iniziale raramente basta. Per una casa di 100 mq il costo complessivo oscilla tra 1.800 e 2.300 euro al metro quadro, e già questo dovrebbe far capire che non si tratta di una spesa da improvvisare. Per una semplice abitazione monopiano il budget parte dagli 80.000 euro e può arrivare a 140.000, ma se si vuole una villetta con più carattere e finitura curata, si sale facilmente tra i 160.000 e i 270.000 euro — terreno escluso. Rispetto ai 150.000 euro stimati per una casa di 80 mq, aggiungere altri 20 metri quadri può quindi quasi raddoppiare la spesa se si punta su una soluzione più elaborata. E il terreno, se non lo si possiede già, può costare tra 400 e 600 euro al metro quadro a seconda della zona. Tra le voci spesso sottovalutate ci sono scavi e movimenti terra (fino a 20.000 euro), permessi edilizi (120-150 euro/mq), allacciamenti e le parcelle di architetto e geologo. Chi può accedere a qualche agevolazione fiscale può contare sul Bonus ristrutturazione al 50%, sull’Ecobonus per gli interventi energetici, sul Sismabonus nelle zone a rischio sismico e sul Bonus prima casa per ridurre le imposte. Il consiglio finale è uno solo: partire con un budget realistico e tenere sempre un margine per gli imprevisti, perché in un cantiere ne arriva sempre almeno uno. Scopri di più: Quanto costa costruire una casa da 100 mq Quanto costa costruire casa da 150 mq Shutterstock Con 150 mq si entra in un altro ordine di spesa: il costo medio di costruzione oscilla tra 1.500 e 2.500 euro al metro quadro, il che significa che la spesa complessiva può andare dai 225.000 ai 375.000 euro — sempre senza contare il terreno. La voce più pesante rimane la struttura (fondamenta, muri, tetto), che da sola assorbe circa il 60% del budget, seguita dalle finiture al 30% e dai lavori esterni come recinzioni e giardino per un ulteriore 5-10%. Quanto si spende dipende molto dalle scelte fatte: una struttura in legno lamellare o un sistema di isolamento termico avanzato costano di più all’inizio ma fanno risparmiare negli anni, mentre pavimenti pregiati, infissi di qualità e forme architettoniche complesse fanno lievitare il preventivo in modo significativo. Tra le spese che si tende a dimenticare ci sono gli onorari dei professionisti (architetto, ingegnere, geologo), gli oneri di urbanizzazione, l’IVA — al 4% per la prima casa, al 10% negli altri casi — e un fondo imprevisti da tenere sempre pronto, pari almeno al 10-15% del totale. Un buon architetto, in questo scenario, non è solo chi disegna la casa: è chi aiuta a ottimizzare ogni euro speso, evitando sprechi e ritardi in cantiere. Scopri di più: Quanto costa costruire casa da 150 mq Quanto costa costruire casa da 200 mq Shutterstock Con 200 mq si entra nel territorio della villetta vera e propria, e i numeri lo confermano: il costo medio di costruzione oscilla tra 1.100 e 2.400 euro al metro quadro, per un totale che può andare dai 220.000 ai 500.000 euro, esclusi extra come piscina, garage o domotica. Molto dipende da dove si costruisce: al Nord si può arrivare fino a 2.400 euro/mq, al Centro intorno ai 2.100, al Sud i prezzi scendono sensibilmente. Anche la scelta tecnologica incide parecchio: una casa standard con riscaldamento tradizionale e classe energetica B si aggira sui 1.300 euro/mq, ma con finiture di pregio, pompa di calore e cappotto termico si supera facilmente quota 1.800. Il budget si distribuisce su struttura e murature (35-40%), impianti elettrico, idraulico e termico (15-20%), isolamento e coibentazione (10-15%) e finiture (fino al 25%). A tutto questo vanno aggiunti progettazione, permessi e pratiche burocratiche, che pesano dal 7 al 12% del totale. Sul fronte dei tempi, dalle fondamenta alle chiavi in mano passano in media dai 12 ai 24 mesi, e un margine per gli imprevisti è sempre consigliabile. Il modo più efficace per tenere i costi sotto controllo, in un progetto di questa portata, resta affidarsi fin dall’inizio a professionisti esperti capaci di ottimizzare ogni scelta, dai materiali agli incentivi fiscali disponibili. Scopri di più: Quanto costa costruire casa da 200 mq Vuoi costruire casa da zero? Trovare l’impresa giusta è il primo passo per non avere sorprese. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti da professionisti della costruzione nella tua zona: compila il form e ricevi le offerte direttamente dove preferisci.
Quando si decide di sostituire le finestre o installare nuovi serramenti, l’attenzione si concentra quasi sempre sul prodotto: il materiale del telaio, il tipo di vetro, i valori di isolamento dichiarati. È naturale, ma c’è un aspetto che pesa almeno quanto la qualità dell’infisso stesso e che troppo spesso viene trascurato: la posa in opera. Un serramento eccellente, montato male, perde gran parte delle sue prestazioni. Spifferi, condensa, infiltrazioni e rumore che continua a filtrare dall’esterno non dipendono quasi mai dalla finestra in sé, ma da come questa è stata installata. Per migliorare il comfort termico della propria abitazione e risparmiare in bolletta è molto importante sapere come eseguire una posa a regola d’arte. Vediamo perché il montaggio è così importante, cosa dice la normativa di riferimento e come riconoscere un lavoro fatto bene. Perché la posa conta quanto l’infisso Una finestra non è un oggetto a sé stante: è un componente che deve integrarsi perfettamente con la parete in cui viene inserita. Il punto più delicato è proprio il giunto di posa, cioè lo spazio tra il telaio e il muro. Se questo collegamento non viene sigillato e isolato nel modo corretto, si creano dei ponti termici e acustici che vanificano le prestazioni anche del serramento più performante. In pratica, si può acquistare la finestra migliore sul mercato ma, se il giunto lascia passare aria, umidità o rumore, il risultato finale sarà deludente. È come indossare un cappotto tecnico di alta gamma lasciandolo però completamente sbottonato: la protezione è disponibile, ma non funziona. Quali sono i vantaggi di una posa corretta Tra i vantaggi principali di una posa corretta spicca l’isolamento acustico. Traffico, vicini rumorosi, locali sotto casa o una strada trafficata possono compromettere il riposo e la concentrazione. Una posa insonorizzata, eseguita con materiali e tecniche specifiche per abbattere la trasmissione del suono attraverso il giunto, può trasformare radicalmente il comfort di un ambiente. Non basta una finestra con vetri stratificati: se il rumore trova una via di passaggio nell’intercapedine tra telaio e muro, l’effetto isolante viene compromesso. È il montaggio, più ancora del vetro, a fare la differenza tra una casa silenziosa e una in cui il rumore esterno resta protagonista. Un altro aspetto che incide sulla posa è il comfort termico. D’inverno, eliminando spifferi e ponti termici, si evitano dispersioni di calore e la conseguente sensazione di freddo vicino alle finestre. D’estate, il discorso è speculare: un buon sistema vetrato e una posa accurata aiutano a contenere il surriscaldamento degli ambienti, limitando il cosiddetto effetto serra che trasforma le stanze esposte al sole in zone difficili da rinfrescare. Il risultato è una casa più confortevole e, soprattutto, un risparmio energetico concreto: meno energia per riscaldare d’inverno e meno necessità di climatizzare d’estate si traducono in bollette più leggere tutto l’anno. Un montaggio impreciso, al contrario, può azzerare questi benefici anche con infissi di ottima qualità. Cos’è la normativa UNI 11673 per la posa Esiste un riferimento tecnico preciso che definisce come deve essere eseguita una posa a regola d’arte: la norma UNI 11673. Si tratta dello standard italiano che disciplina la posa in opera dei serramenti, stabilendo i requisiti di progettazione, i materiali da utilizzare per la sigillatura e le competenze necessarie per chi esegue il lavoro. L’obiettivo della norma è garantire che il giunto tra finestra e muratura assicuri tenuta all’aria, all’acqua e al vento, oltre a un corretto isolamento termico e acustico nel tempo. Una posa conforme alla UNI 11673 non è quindi un dettaglio burocratico, ma la garanzia concreta che l’investimento mantenga le sue prestazioni negli anni, senza infiltrazioni o dispersioni nascoste. Affidarsi a un installatore che lavora secondo questo standard significa avere la certezza che ogni fase, dalla preparazione del vano alla sigillatura finale, venga eseguita con criteri verificabili e non lasciata all’improvvisazione. Come riconoscere una posa fatta male Capire se un infisso è stato montato correttamente non è sempre immediato, ma alcuni segnali non vanno mai sottovalutati. Il primo e più evidente è la percezione di spifferi e correnti d’aria vicino al telaio, soprattutto nelle giornate ventose. Un altro elemento importante, che emerge qualche tempo dopo l’installazione, è la comparsa di condensa o, ancora peggio, muffa attorno alle finestre, segno di un giunto che non isola correttamente. Anche la difficoltà a chiudere o aprire correttamente le finestre può indicare un telaio non posato in squadra, così come l’infiltrazione di acqua in caso di pioggia battente. A chi affidarsi per una posa a regola d’arte Il vero valore di un infisso si misura sia su materiali e altre caratteristiche del prodotto, sia sull’installazione. Per ottenere un lavoro di qualità, senza dispersioni e altri inconvenienti, è cruciale scegliere molto bene l'installatore e, in particolare, affidarsi a ditte specializzate che non si limitano a fornire il prodotto, ma garantiscono competenza, certificazioni e una posa eseguita secondo gli standard. In questo ambito spicca Infissi MPM, azienda che esegue esclusivamente posa insonorizzata secondo la normativa UNI 11673, che garantisce un ottimo isolamento termico e acustico. Per dimostrare concretamente la differenza, MPM ha creato in ogni punto vendita dei test termo-acustici che coinvolgono direttamente il cliente: una prova acustica e una doppia prova termica, con una finestra mantenuta a circa -20°C per il freddo e un’altra irradiata da una fonte di calore per simulare l’esposizione al sole, per toccare con mano l’abbattimento dell’effetto lente. A completare il tutto, una garanzia sulle prestazioni di 10 anni, la detraibilità al 50% entro il 2026 e una formula di pagamento che permette di iniziare versando solo l’acconto. Vuoi scoprire come migliorare il comfort termico e acustico della tua casa? Richiedi un preventivo a Infissi MPM e prenota il tuo test termo-acustico.
Stai ristrutturando casa senza pensare ai consumi? Potrebbe essere un errore costoso. Con le bollette degli ultimi anni e le nuove normative europee sulle case green, intervenire sull’efficienza energetica durante una ristrutturazione è diventato conveniente e spesso necessario. Le tecnologie disponibili sono mature, accessibili e in molti casi ancora agevolate fiscalmente. Cappotto termico, impianto fotovoltaico con accumulo, pompa di calore, serramenti ad alte prestazioni e domotica sono le soluzioni che fanno davvero la differenza, sia sulla classe energetica dell’immobile sia sulla bolletta mensile.