Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
In attività dal 2017, l’agenzia Santa Restituta 2 vanta una pluriennale esperienza nel settore dei servizi funerari. Con sedi a Cassino e a Cervaro, opera nella provincia di Frosinone, con trasferte in tutta Italia. Il personale, composto da 30 collaboratori costantemente aggiornati, offre supporto alla clientela che, pur vivendo il dramma della morte di una persona cara, deve comunque organizzare l’ultimo saluto in modo dettagliato e completo. Lo staff assiste con professionalità, serietà e discrezione la famiglia dal momento della vestizione della salma fino all’ingresso e alla tumulazione presso il cimitero del comune di residenza. L’agenzia di onoranze funebri offre un’ampia varietà di servizi che includono la pubblicazione dei necrologi, l’allestimento della camera ardente, la scelta del cofano o della cassa, ma anche l’assistenza legale in caso di morte provocata da terzi. Su richiesta, la società Santa Restituta 2 si occupa degli addobbi floreali per la camera ardente o per il cimitero, proponendo un vasto assortimento di cuscini funebri, corone, croci floreali e composizioni di gigli bianchi, rose rosse e gladioli. Allestimento accurato e professionale della camera ardente L’agenzia di onoranze funebri Santa Restituta 2 supporta le famiglie in tutte le fasi che riguardano la gestione delle esequie. Il magazzino dispone di un assortimento di oltre 50 modelli di feretro divisi per essenze e colore. Collaborando con una ditta italiana specializzata, l’attività è in grado di offrire cofani di pregio ed eleganti in mogano, rovere, noce oppure ebano, arricchiti con intagli e particolari unici. Non mancano le bare più economiche realizzate in legno dalla qualità inferiore come l’abete, il larice ed il frassino. Santa Restituta 2 si occupa della realizzazione di lapidi di varie tipologie, da terra oppure da loculo, a cui aggiungere foto o messaggi d’amore da parte dei parenti. L’azienda organizza, su richiesta, anche funerali di lusso curando nel dettaglio ogni fase, dalla pulizia e conservazione del corpo alla vestizione, all’allestimento della camera ardente fino alla fornitura di addobbi floreali dai colori e profumi unici. L’agenzia mette a disposizione della clientela auto funebri per il trasporto non solo della salma, ma anche dei membri della famiglia e dei fiori. Santa Restituta 2 dispone di ben 15 camere ardenti che possono essere allestite in qualsiasi maniera in base alle specifiche esigenze. In caso di necessità, è possibile richiedere l’uso di tecnologie innovative (speciali frigoriferi a temperatura controllata) che permettono di conservare il corpo per periodi più o meno lunghi. Servizio di cremazione della salma e diamantificazione delle ceneri L’agenzia di onoranze funebri Santa Restituta 2 provvede a personalizzare, stampare in tempi rapidi e affiggere necrologi presso la residenza del de cuius e dei parenti. Collaborando con forni crematori accreditati, presenti su tutto il territorio nazionale, l’impresa segue passo dopo passo l’intero processo fino alla raccolta delle ceneri all’interno dell’urna cineraria, selezionata dai familiari tra i tanti modelli disponibili in magazzino. In alternativa, è possibile ricorrere alla diamantificazione, ossia alla trasformazione delle spoglie mortali in un diamante indossabile creato in laboratorio senza l’uso di additivi, dalle caratteristiche uniche. Santa Restituta 2 effettua, inoltre, trasporti nazionali ed internazionali delle salme con mezzi a marchio Maserati, Mercedes e Jaguar, provvedendo quando necessario a fornire il servizio di interpretariato simultaneo gratuito nelle seguenti lingue: inglese, francese, tedesco, arabo e spagnolo. Chiama Santa Restituita 2 per richiedere un preventivo sui costi di un funerale classico o di lusso.
SA Group opera con impegno e dedizione nei dintorni di Bari, dove propone svariate soluzioni di noleggio mezzi, compresi i furgoni. Nata per iniziativa del fondatore Samuele Zizzari, l’azienda si distingue per la precisione e la disponibilità dimostrate dal personale. Nella gamma di macchinari tra cui il cliente può scegliere sono presenti svariate alternative, tra cui le autoscale e le piattaforme aeree, nonché le autogru tradizionali, semoventi o telescopiche. Una risposta concreta a chi risiede o lavora nei pressi di Bari Dalla sede di Triggiano la ditta assicura un servizio capillare nell’ambito della provincia di Bari, dove opera in modo meticoloso offrendo risposte puntuali a una clientela numerosa. Nell’ottica di venire incontro alle necessità specifiche del singolo individuo, le formule di noleggio possono essere altamente personalizzate, prevedendo o meno la presenza di un operatore. Oltre alle gru, alle piattaforme aeree e alle autoscale, l’azienda mette a disposizione una flotta di furgoni. L’obiettivo è quello di fornire un supporto concreto a tutti coloro che devono occuparsi di attività di sgombero oppure di un trasloco a titolo privato o lavorativo. Sopralluoghi puntuali per consigliare la soluzione di elevazione più adatta ai singoli bisogni Con l’intento di specializzarsi gradualmente su un servizio sempre più richiesto, l’azienda si è focalizzata sull’attività di noleggio delle piattaforme aeree. Tutte le attrezzature sono di ultima generazione, nonché sottoposte a una puntuale attività di manutenzione. Ciò consente alla clientela di avere garanzie indispensabili. Per comprendere quale mezzo tra quelli disponibili sia meglio utilizzare, il team qualificato esegue sopralluoghi all’insegna della massima accuratezza. Una volta valutate le caratteristiche del singolo contesto nel quale sono chiamati a operare, gli esperti di SA Group possono prendere in considerazione l’utilizzo di autoscale, che si rivelano particolarmente indicate nel caso di spazi ridotti. Quando non è necessario movimentare oggetti di grandi dimensioni, infatti, un’autoscala può dimostrarsi ampiamente sufficiente per le esigenze di comunicazione tra diversi livelli. Deposito merci per tutti coloro che hanno bisogno di un punto d’appoggio Tra i servizi più innovativi proposti da parte dell’azienda barese spiccano senza alcun dubbio quelli relativi alla possibilità di ospitare la merce della clientela. Tramite l’attività di deposito, infatti, quest’impresa garantisce a quanti hanno necessità di stoccaggio una risposta puntuale e concreta. Ciò consente a ciascun cliente che si avvale di tale opportunità di agire in maniera più serena, avendo la certezza che gli oggetti di proprietà, come ad esempio i complementi d’arredo voluminosi tra cui le cucine usate o le camere da letto, sono sempre al sicuro. All’interno della struttura tutto viene conservato in maniera meticolosa, attraverso accorgimenti che tutelano l’integrità dei beni, nonché la privacy di ogni cliente grazie a un approccio che privilegia la massima riservatezza. Chiama se sei interessato a ricevere una stima dei costi in merito a uno tra i servizi offerti.
Il negozio Sanisicilia è stato aperto nel 1987 da Valter Marsalone a Palermo e si occupa della vendita al dettaglio di articoli sanitari e ausili ortopedici. L’esperienza nel settore sanitario e la possibilità di personalizzare ogni prodotto hanno reso l’azienda il punto di riferimento per chi ricerca soluzioni su misura per migliorare la propria condizione fisica. Vendita ausili ortopedici L’attività Sanisicilia è da sempre impegnata nella vendita di ausili ortopedici, per consentire la corretta mobilità dei disabili e di chi presenta difficoltà motorie temporanee, soprattutto a seguito di interventi chirurgici. Presso il negozio si possono acquistare diversi articoli come tutori di differenti dimensioni, materiali e design che si caratterizzano per l’altissima qualità costruttiva e la resistenza nel tempo. Tra gli altri prodotti ortopedici troviamo le protesi su misura o regolabili, i corsetti e i busti, che garantiscono il massimo del comfort al paziente e contemporaneamente favoriscono una postura corretta. Per individuare gli ausili ortopedici più adatti alle vostre esigenze, potete richiedere una consulenza gratuita al personale qualificato del negozio. Vendita articoli per la mobilità Uno dei settori in cui opera l’officina ortopedica Sanisicilia è la vendita di articoli per la mobilità di anziani e disabili. Presso il negozio a Palermo è disponibile un ampio assortimento di sedie a rotelle, girelli, bastoni e stampelle. Tutti i prodotti sono certificati e garantiti, inoltre è sempre possibile richiedere la consegna a domicilio. Per migliorare la mobilità sia all’interno dell’ambiente domestico che all’esterno si possono ordinare degli scooter o motorini per disabili o acquistare dei servoscale. L’installazione dei montascale viene eseguita dai tecnici specializzati della ditta, in poche ore e con il massimo della professionalità e competenza. Una sezione del negozio è invece dedicata alla vendita di articoli per pazienti che necessitano di assistenza medica continua e non possono muoversi in completa autonomia come i letti ospedalieri e i deambulatori. Produzione plantari e calzature su misura Il negozio Sanisicilia è sempre pronto a soddisfare le esigenze dei suoi clienti e ha deciso di iniziare la produzione di plantari ortopedici e calzature su misura. I plantari vengono realizzati presso il laboratorio dell’attività con materiali resistenti, leggeri, traspiranti e di altissima qualità. Per quanto riguarda la personalizzazione delle calzature, i clienti possono scegliere la misura, il colore, il tipo di rivestimento e il design e abbinarci anche dei plantari ortopedici. Gli esperti artigiani sono in grado di costruire scarpe per l’attività sportiva e protesi su misura per gli atleti. Tutti i prodotti per la salute e la mobilità delle persone possono essere noleggiati per un limitato periodo di tempo, soprattutto nel caso di malattie temporanee o recuperi post-intervento. Altri servizi offerti da Sanisicilia Il catalogo di ausili ortopedici e sanitari della ditta è davvero ampio e comprende anche cuscini posturali, dispositivi elettromedicali (pacemaker, defibrillatori, misuratori per la pressione, saturimetri, inalatori, ecc.) e ausili per il bagno. Oltre ad occuparsi della vendita al dettaglio, Sanisicilia è specializzata nella riparazione e manutenzione degli strumenti di monitoring e diagnosi delle case di riposo e altre strutture ospedaliere. Il servizio di assistenza è attivo 24 ore su 24 e può essere contattato tramite il numero verde. L’azienda è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale e di conseguenza si possono noleggiare o acquistare ausili e dispositivi medicali usufruendo di esenzioni o altri tipi di agevolazioni fiscali. Stai cercando un tutore o altri ausili ortopedici? Chiama subito l’officina ortopedica Sanisicilia per richiedere maggiori informazioni.
A Busto Arsizio (Varese) si trova lo studio del Dottor Pellegatta Massimo. Dal 1981, con professionalità e competenza, si dedica allo studio e alla cura delle malattie della pelle, prevenendo e trattando anche le patologie tricologiche e delle unghie. Dopo una prima anamnesi, il medico effettua il controllo accurato della cute, delle mucose e del cuoio capelluto con lo scopo di individuare possibili problematiche. Servendosi di strumenti quali il dermatoscopio o la lampada di Wood, il Dottor Pellegatta Massimo è in grado di valutare la pericolosità dei nevi, diagnosticare infezioni fungine e da lieviti, verificare la presenza di disturbi della pigmentazione cutanea quali vitiligine o melasma, nonché di stabilire lo stato infiammatorio dell’acne. Al termine della visita, effettua una diagnosi fornendo al paziente la terapia più adeguata per la risoluzione definitiva del problema. Presso il proprio ambulatorio, il medico esegue piccoli interventi di chirurgia dermatologica in anestesia locale, come l’asportazione di lesioni cutanee benigne quali cisti o verruche, ma anche di melanomi e epitelomi. Il Dottor Pellegatta Massimo è disponibile a fornire ai pazienti consulenze dermatologiche per la rimozione dei tatuaggi e delle antiestetiche macchie della pelle, causate da un’eccessiva produzione di melanina legata a fattori ormonali, all’esposizione non protetta al sole, alla genetica e all’invecchiamento. Trattamenti tricologici per risolvere i disturbi e le alterazioni del cuoio capelluto e della capigliatura Attraverso l’analisi approfondita del capello e della cute, il Dottor Pellegatta Massimo è in grado di individuare eventuali problematiche metabolicche, di cattiva alimentazione, influenze psicoemotive o stressogene che condizionano negativamente lo stato di salute del paziente. Nel dettaglio, lo specialista tratta l’alopecia androgenetica, quella aerata che colpisce indistintamente adulti e bambini, quella totale, la calvizie maschile e femminile. Il Dottor Pellegatta Massimo risolve eventuali danni causati dall’uso di cosmetici aggressivi e da farmaci, curando la dermatite seborroica e la psoriasi del cuoio capelluto con trattamenti delicati ma molto efficaci. Diagnosi e cure delle malattie della cute comuni e rare Con un’esperienza di oltre quarant’anni nei diversi campi della dermatologia, il Dottor Pellegatta Massimo si serve di strumenti all’avanguardia per individuare le patologie cutanee comuni e rare, riconoscendo le cause alla base del problema, in modo da debellarlo in tempi brevi e senza recidive. Il dermatologo è specializzato nella cura della psoriasi grave, riuscendo a prevenire l’artrite reumatoide, nel trattamento delle micosi, delle varie forme di pitiriasi, ossia macchie della pelle molto grandi la cui diffusione sul corpo è legata a un fungo. Il Dottor Pellegatta Massimo si occupa anche del trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili che interessano le mucose e i genitali, come la gonorrea, la sifilide, il papillomavirus, l’HIV e la clamidia, per le quali fornisce ai propri assistiti utili consigli relativi alla prevenzione e al contagio. Il medico riceve nel suo studio solo previo appuntamento. Per ricevere maggiori informazioni, richiedere una consulenza oppure per fissare una visita specialistica contatta il Dottor Pellegatta Massimo.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Laccatura e Verniciatura De Nadai è un’azienda che si occupa del rinnovo di mobili in legno, che comprende la verniciatura, la laccatura e la lucidatura della loro superficie. È stata fondata nel 1992 da De Nadai Mario, da cui prende il nome, e dispone di uno staff che esegue personalmente ogni fase della realizzazione dei prodotti, per garantire un risultato eccellente sotto ogni punto di vista. La ditta si trova a Caneva, in provincia di Pordenone, ed è un punto di riferimento per la clientela. Con Laccatura e Verniciatura De Nadai avrai un aiuto importante per il restyling della tua abitazione Nel caso in cui dovessi fare un restyling della tua casa e disponessi di mobili usurati o che non rispettano lo stile complessivo, puoi rivolgerti a Laccatura e Verniciatura De Nadai, che si occuperà del design dei prodotti così da adattarli all’ambiente circostante in cui dovranno essere posizionati. Grazie all’ampio bagaglio conoscitivo del personale dell’azienda, i mobili possono essere riverniciati e le finiture si possono personalizzare in base alle specifiche esigenze dei clienti. In questo modo, non ci sarà bisogno di acquistare complementi d’arredo nuovi, ma si potrà sfruttare ciò che si ha. Potrebbe accadere anche che una persona acquisti mobili da negozi diversi, che non siano esattamente dello stesso colore: per omologare il risultato, è essenziale rivolgersi a professionisti dei settore. Avrai la possibilità di chiedere allo staff di applicare nuove finiture ai tuoi mobili oppure utilizzare colori e decorazioni più in linea con i tuoi gusti personali. Inoltre, non dovrai preoccuparti se gli articoli che già possiedi hanno dei difetti ben visibili: grazie a tecniche innovative e avanzate, gli esperti potranno ripararli, nascondendo eventuali ammaccature e graffi e riportando i mobili nel loro stato originale. Il legno, poi, è un materiale che richiede specifici trattamenti per essere curato e riparato: per tale motivo, la ditta offre il servizio di laccatura dei mobili, che consiste nell’inserimento di uno strato trasparente o semi-trasparente con un’azione protettiva verso il legno. In questa maniera, non solo si va a migliorare l’estetica del mobile, ma lo si rende anche più resistente. Infine, per dargli una texture più omogenea e visibilmente più piacevole si opta per la lucidatura. Perché rivolgersi a Laccatura e Verniciatura De Nadai? Per verniciare dei mobili, soprattutto quelli in legno, sono richieste specifiche abilità che dispone chi si occupa di questo mestiere. Laccatura e Verniciatura De Nadai garantisce un servizio di qualità rispettando tutte le normative di sicurezza, considerando anche quelle ambientali. Ciò è possibile attraverso l’utilizzo di prodotti non inquinanti e adatti a questo tipo di lavorazione. Una verniciatura fai-da-te probabilmente non darebbe gli stessi risultati. Rivolgersi a un’azienda di questo tipo è molto vantaggioso dal punto di vista economico, in quanto permette di non dover buttare i mobili vecchi in caso di ristrutturazione, ma di risparmiare modernizzandoli. Per avere ulteriori informazioni sui servizi offerti, contatta subito Laccatura e Verniciatura De Nadai e fissa un appuntamento per una prima consulenza.
Bonalumi Resine si trova a Fino Mornasco in provincia di Como, dove è rinomata per la produzione di articoli in resina destinati ai campi di applicazione più disparati. Fondata da Angelo e Simone Bonalumi, l’azienda padroneggia diverse tecniche ad alta precisione nel proprio ciclo produttivo, dando vita a elementi resistenti e versatili al tempo stesso. Creazione di supporti personalizzati di ogni forma e dimensione Dalla sede di Fino Mornasco la ditta gestisce con competenza e rapidità commesse per conto di clienti situati in ogni angolo d’Italia. Sull’intero territorio nazionale può far recapitare alla committenza prodotti che sono il frutto di un processo attento e meticoloso. Nel corso dei tanti anni di attività, Bonalumi Resine ha implementato un ciclo produttivo che consente di unire efficienza e personalizzazione. Lavorando su commessa, l’impresa può venire incontro alle richieste di ciascun cliente. Il team si compone di professionisti che sono in grado di consigliare e offrire supporto nella scelta delle alternative più adatte in base al campo di applicazione. Avendo acquisito una vasta conoscenza per quanto riguarda le caratteristiche dei polimeri, l’azienda offre supporto per quanto riguarda la scelta del materiale, così come in materia di stile. Gli effetti cromatici possono adeguarsi alle preferenze specifiche in termini di design. Le versioni disponibili spaziano dall’effetto trasparente fino a quello colorato, perlato e marmorizzato. Dal punto di vista tecnico l’azienda punta su un sistema a colata, in virtù del quale è possibile ottenere barre, lastre e preformati. Nella fase successiva il materiale è lavorato meccanicamente per ottenere oggetti in resina di varie tipologie. L’intero ciclo produttivo viene gestito all’interno dello stabilimento. Dalla colatura fino alla lucidatura, il team pone grande attenzione a ogni passaggio, utilizzando macchinari tecnologicamente avanzati per garantire risultati impeccabili. Gli strumenti di ultima generazione permettono di creare oggetti di qualsiasi dimensione. Impiego di tecniche e attrezzature innovative per creare componenti per cosmetica, bigiotteria e arredamento Gli articoli in resina prodotti dall’azienda comune si distinguono per caratteristiche tecniche ed estetiche di altissimo livello. Ciò rende la gamma di Bonalumi Resine una valida alternativa a materiali più fragili e costosi come ad esempio il vetro, la ceramica e il legno. Nell’assortimento di articoli che possono essere realizzati per conto del settore dell’arredamento rientrano le basi per lampade e i pomoli per mobili e porta abiti. Tra i prodotti ideati rientrano inoltre vari componenti per le tende come ad esempio i fiocchi e i terminali di bastoni. Nell’ambito della bigiotteria lo staff può lavorare poliesteri di vari colori per dare vita ad accessori come bracciali e pendenti che donano un tocco di unicità a qualsiasi look. Per conto del settore cosmetico la ditta può occuparsi della realizzazione di vasetti portacipria, supporti per pennelli da barba e tanto altro ancora, fornendo soluzioni interessanti per quanti operano al servizio della cura della persona. Contatta Bonalumi Resine se vuoi commissionare la realizzazione di oggetti e componenti personalizzati.
La Capannina, ristorante e pizzeria a Nettuno La Capannina con sede a Nettuno in provincia di Roma, è un accogliente locale che mette a disposizione un ambiente ben arredato nel quale trascorrere una bella serata in buona compagnia e con ottimo cibo. Si tratta di un ristorante e pizzeria capace di offrire tante proposte con primi e secondi piatti della cucina locale, carne alla griglia, pinsa e pizza cotta in forno a legna. Vengono utilizzate le migliori materie prime selezionate presso fornitori di fiducia per garantire un prodotto finale gustoso e nutriente. È possibile scegliere tra tantissime tipologie di piatti genuini da abbinare con vini del territorio ma anche con ottime birre artigianali che sono disponibili in tante varianti di gusto come la birra chiara con gradazione alcolica più contenuta oppure la doppio malto più adatta per chi vuole un prodotto intenso. La Capannina è inoltre la location perfetta per celebrare i momenti speciali: che si tratti di una festa privata, un evento a tema, una comunione o una cerimonia, il locale offre un’atmosfera unica e un servizio impeccabile per rendere indimenticabile ogni occasione. Pizza cotta in forno a legna Una delle peculiarità che contraddistinguono la proposta gastronomica offerta dal ristorante e pizzeria La Capannina è la presenza del forno a legna. Uno strumento indispensabile per tante preparazioni e soprattutto per la pizza, nel pieno rispetto della tradizione napoletana. La pizza viene preparata con ingredienti selezionati tra cui ottime farine appropriatamente elaborate e con una giusta idratazione. L’impasto ottenuto viene quindi sottoposto ad una lenta lievitazione naturale che consente di ottenere un risultato finale gustoso ma anche altamente digeribile. Il resto viene fatto dal forno a legna che permette una cottura ideale a prescindere dalla tipologia di pizza, con una croccantezza unica e inimitabile. La pizza può essere scelta in tante varianti di gusto partendo da quelli più tradizionali come la pizza Margherita con pomodoro e mozzarella fino ad arrivare agli abbinamenti meno classici con tanti ingredienti esclusivi come la porchetta, le patate aromatizzate al rosmarino, funghi porcini, salsiccia sbriciolata e molto altro. Materie prime di qualità La Capannina è un locale apprezzato per le tante proposte presenti nel menù. Tutti i piatti vengono ottenuti con l’utilizzo di materie prime di qualità reperiti direttamente sul territorio presso i migliori fornitori per garantire al cliente un prodotto esclusivo. Le proposte sono molteplici come ad esempio la tradizionale pinsa romana che rappresenta una valida alternativa alla pizza anche se l’impasto è molto differente. Può essere farcita con diversi ingredienti e prodotti genuini come i salumi, i formaggi, le verdure di stagione, latticini e tanto altro. L’esperienza presso il ristorante può essere completata con la scelta dei migliori vini da abbinare anche per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche e con dolci della tradizione romana e non solo. Per maggiori informazioni sulle tante proposte di questo ristorante pizzeria e per prenotare un tavolo, è possibile utilizzare il numero di telefono riportate sul sito.
Fogliazza Dante è un’azienda a conduzione familiare che si occupa della vendita di materiali edili, fondata da Fogliazza Dante e Lina nel 1947. Cosa propone esattamente? Pavimenti e rivestimenti per interni ed esterni, prodotti per l’edilizia e un reparto ferramenta ampliato di recente. Nel 2007, la ditta si è associata al gruppo D.E.C. (Distributori Edili Consorziati), mentre nel 2023 è entrata a far parte del Gruppo BIGMat. Si tratta di scelte strategiche, che hanno portato al miglioramento dei servizi rivolti ai clienti. La vendita avviene sia al dettaglio sia all’ingrosso e non ci sono limiti per quanto riguarda il numero di pezzi ordinabili. Ciò è possibile soprattutto grazie alla presenza di un grande magazzino con articoli in pronta consegna. Tutto ciò che è possibile acquistare al negozio di Fogliazza Dante Per quanto riguarda il reparto di materiale edile, Fogliazza Dante fornisce un’ampia scelta di materiali. Tra questi, alcuni esempi sono cementi e collanti, manufatti e blocchi in cemento, inerti, laterizi, intonaci e rasanti, isolanti, sistemi di risanamento per murature e guaine impermeabilizzanti. Inoltre, si propongono coppi e tegole, tondini e reti metalliche, lastre di copertura in fibrocemento e in cartongesso per i sistemi a secco e i relativi accessori, legname per edilizia, fosse biologiche e sistemi di drenaggio acque. Gli ordini possono essere inviati via What’s App al 3888546467 e tutti i prodotti possono essere consegnati in cantiere e scaricati con autogru. Il catalogo include, poi, pavimenti per interni ed esterni e rivestimenti. Si può scegliere tra mosaici, parquet, laminato, cotto toscano e gres porcellanato, un materiale di tendenza che imita pavimentazioni in stile naturale, come il parquet o il marmo, pur essendo più resistente e facile da mantenere intatto e pulito. Il personale qualificato ed esperto collabora a stretto contatto con i clienti per individuare l’opzione ideale, che viene selezionata basandosi sull’arredamento della casa e sulle esigenze quotidiane di chi ci abita. Vi è poi una sezione ferramenta a disposizione degli utenti. Cosa propone? Utensili come tasselli, viti e ancoranti chimici, minuteria, prodotti chimici e fissativi, elettroutensili e attrezzatura e complementi per cantiere. Il reparto ferramenta è stato recentemente rinnovato e ampliato, e grazie alle novità inserite nell’assortimento è possibile acquistare articoli per il giardinaggio e per il bricolage, oltre che minuteria idraulica. Per il giardino, è possibile acquistare anche arredi decorativi, tra cui vasi, fioriere e prati sintetici. Inoltre, sono disponibili forni e barbecue, perfetti per pranzi all’aperto. Una zona del reparto ferramenta è dedicata all’ abbigliamento antifortunistico per chi lavora in cantiere, tra cui caschi protettivi, pantaloni rinforzati, guanti appositi, scarpe antinfortunistiche e occhiali di sicurezza. Novità e servizi All’interno della Sala Mostra Ceramiche è stata inserita un’area espositiva dedicata alle porte filomuro di Eclisse, Syntesis Collection. Inoltre, la ditta è rivenditore VELUX e offre finestre da tetto, ideali per rendere la propria abitazione luminosa. Infine, Fogliazza Dante è recentemente diventata Punto Noleggio Sebach per bagni chimici, sia per cantieri edili che per eventi, feste o manifestazioni. Per ulteriori informazioni o saperne di più, contatta subito l’azienda.
A Porto San Giorgio, in provincia di Fermo, si trova lo Studio Tecnico Santarelli specializzato in ingegneria civile, progettazione e ristrutturazione ambienti. Fondata nel 1993 dall’Ing. Santarelli Roberto, l’attività offre servizi di consulenza su arredo urbano, piani di recupero, restauro e lavori pubblici. La gestione e il controllo dei lavori sono affidati a ingegneri e architetti professionisti che provvedono a effettuare verifiche incrociate per accertare il rispetto delle normative vigenti in fatto di sicurezza sul lavoro e strutturale, dei vincoli riguardanti i beni culturali, il paesaggio e l’ambiente in generale. Affidarsi all’Ing. Santarelli e al suo team significa scegliere uno degli studi più apprezzati e conosciuti in tutto il territorio marchigiano per affidabilità e trasparenza. Il rapporto diretto con il cliente e la collaborazione reciproca sono punti di forza che permettono all’ufficio tecnico di garantire un servizio ineccepibile sotto tutti gli aspetti. Consulenza professionale per la progettazione di opere edili pubbliche e private Lo Studio Tecnico Santarelli si avvale di professionisti esperti e di sistemi informatici all’avanguardia per il coordinamento e la produzione dei vari progetti, commissionati da enti pubblici e privati locali, nazionali e internazionali. Software di ultima generazione consentono di elaborare le idee del cliente e di trasformarle in edifici, complessi e opere architettoniche solide, durevoli nel tempo ed esteticamente belle da vedere. Il team che collabora con l’Ing. Roberto Santarelli è in grado di seguire ogni fase del progetto partendo dalle analisi preliminari degli immobili attraverso il calcolo strutturale fino alla creazione dei documenti tecnici per le gare d’appalto e alla gestione delle pratiche catastali. Lo Studio Tecnico Santarelli si occupa di ingegneria civile a 360°. Specializzato nella realizzazione di edifici in legno, strutture in cemento armato e acciaio, l’ufficio tecnico esegue lavori di ristrutturazione e progettazione di ambienti rilasciando la relativa certificazione energetica. Il personale offre consulenza urbanistica e tecnico ingegneristica. Partner affidabile per enti, aziende e privati Lo Studio Tecnico Santarelli si contraddistingue per serietà, esperienza e professionalità. Su richiesta e in base alle specifiche esigenze di edificazione, i professionisti realizzano su carta e in 3D i disegni di strutture in legno, calcestruzzo armato e in acciaio, evidenziandone i punti di forza e quelli da valorizzare. Lo staff dello studio tecnico si occupa di redigere piani di recupero necessari per riqualificare aree urbane degradate, compromesse o sottoutilizzate, conservando il patrimonio esistente. Realizza progetti di arredo urbano con l’integrazione di elementi fissi e mobili pensati per migliorare la funzionalità, la sicurezza e l’estetica degli ambienti pubblici (illuminazione intelligente, panchine, cestini, aree verdi). I professionisti effettuano anche perizie su immobili, utili in caso di compravendita, per l’ottenimento di un mutuo, per successioni e divisioni ereditarie o da divorzio. Tali valutazioni tecniche hanno lo scopo di stabilire le reali condizioni dell’appartamento, dello stabile o della casa indipendente e di assegnare un valore, sulla base dell’andamento di mercato. Contatta lo Studio Tecnico Santarelli per richiedere maggiori informazioni o per ottenere una consulenza personalizzata.
Bollette 2026: quanto stiamo pagando davvero? Come difendersi dal caro energia: bonus e soluzioni per la casa Vuoi installare i pannelli solari? Ecco quanto puoi risparmiare Guardare la bolletta di luce e gas è diventato, per molte famiglie italiane, un momento sempre più difficile. Se già il 2025 si era chiuso con aumenti consistenti, il 2026 si sta aprendo con uno scenario ancora più complicato, alimentato da fattori strutturali e da nuove tensioni internazionali che stanno già facendo sentire i propri effetti sui mercati. Capire cosa sta succedendo — e cosa puoi fare concretamente — è il primo passo per non farti trovare impreparato. Bollette 2026: quanto stiamo pagando davvero? Nel terzo trimestre 2025, ARERA aveva già annunciato un aumento dell’1,9% per la bolletta elettrica dei clienti vulnerabili in regime di Maggior Tutela, e per il gas si registrava a luglio 2025 un rialzo del 4% rispetto al mese precedente, con un prezzo di 0,4188 €/Smc. Un contesto già difficile, che nei primi mesi del 2026 si è ulteriormente complicato. Le previsioni elaborate sulla base degli indici PUN (Prezzo Unico Nazionale per l’energia elettrica) e PSV (Punto di Scambio Virtuale per il gas) indicavano per il 2025 un aumento del 30% per il PUN, con il prezzo medio che passava da 0,11 €/kWh a 0,14 €/kWh, e un rialzo del 37% per il PSV, da 0,39 €/smc a 0,53 €/smc. Numeri già preoccupanti, che si sono poi tradotti in un aggravio concreto per milioni di nuclei familiari. A rendere ancora più volatile il quadro attuale ci ha pensato il conflitto in Iran, che sta avendo conseguenze dirette sull’economia mondiale e sulle tasche dei cittadini. Le famiglie italiane con contratti a prezzo variabile sono le più esposte, perché le condizioni economiche sono legate direttamente all’andamento delle quotazioni all’ingrosso. Sul mercato TTF di Amsterdam, il contratto di riferimento per il gas europeo, si è registrata un’impennata di quasi il 22% in una sola giornata, con un aumento complessivo che ha sfiorato il 53% nel giro di 48 ore. Allo stesso modo, il PUN — il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica — è cresciuto del 54,85% nel giro di pochi giorni. Numeri che, per quanto lontani dai picchi del 2022, rappresentano un campanello d’allarme impossibile da ignorare. In base alle stime più aggiornate, la bolletta delle famiglie italiane potrebbe salire di 278 euro per il gas e di 91 euro per l’elettricità, portando il conto complessivo annuo a circa 2.796 euro, pari a un +15% rispetto alle previsioni pre-crisi. Vale la pena ricordare che l’Italia dipende dal gas per quasi il 40% dei propri consumi totali di energia, una delle quote più alte in Europa: questo la rende particolarmente vulnerabile alle turbolenze che interessano le forniture internazionali. Come difendersi dal caro energia: bonus e soluzioni per la casa Di fronte a bollette sempre più salate, la prima mossa concreta è valutare il tipo di contratto che hai in corso. Chi ha una tariffa a prezzo variabile (indicizzata) è direttamente esposto alle oscillazioni dei mercati all’ingrosso: in un momento come questo, passare a una tariffa a prezzo fisso può essere una scelta prudente, almeno per il medio termine. Prima di cambiare fornitore, però, vale la pena leggere con attenzione la propria bolletta. Le voci su cui concentrarsi sono la quota fissa mensile e il prezzo unitario al consumo: se consumi poca energia, il peso della quota fissa è determinante; se invece i tuoi consumi sono elevati, è il prezzo al kWh a fare la differenza. Ma la risposta più solida al caro energia non è soltanto quella di cambiare operatore: è intervenire in modo strutturale sull’efficienza energetica della propria casa, sfruttando gli incentivi fiscali oggi disponibili. L’Ecobonus consente di detrarre dal 50% al 65% delle spese per interventi come la sostituzione della caldaia con un modello a condensazione o a pompa di calore, il miglioramento dell’isolamento termico o l’installazione di schermature solari. Il Conto Termico, gestito dal GSE, eroga invece un contributo diretto in conto corrente per chi installa impianti a fonti rinnovabili termiche o realizza interventi di efficienza energetica — accessibile a privati, condomini e piccole imprese. Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere Vuoi installare i pannelli solari? Ecco quanto puoi risparmiare L’impianto fotovoltaico è oggi la soluzione che offre il maggiore potenziale di risparmio nel lungo periodo. Produrre energia in casa significa svincolarsi, almeno parzialmente, dall’andamento dei mercati: ogni kWh che generi con i tuoi pannelli è un kWh che non paghi in bolletta, indipendentemente da quello che succede sui mercati internazionali. Una famiglia tipo che installa un impianto da 3-4 kWp può ridurre la propria bolletta elettrica del 50-70%, in base all’orientamento del tetto e ai propri consumi. Sul fronte degli incentivi, il Bonus ristrutturazione al 50% è applicabile all’installazione del fotovoltaico abbinata a lavori edilizi, mentre chi non rientra in questa casistica può accedere all’Ecobonus o valutare l’ingresso in una Comunità Energetica Rinnovabile (CER): uno strumento ancora poco conosciuto che permette di condividere l’energia prodotta con altri soggetti vicini, abbattendo ulteriormente i costi. Con i prezzi dell’energia in crescita e gli incentivi ancora attivi, il tempo di ritorno dell’investimento si sta accorciando: oggi si stima mediamente tra i 5 e i 7 anni, con un impianto che ha una vita utile di 25-30 anni. Vuoi capire quanto potresti risparmiare installando un impianto fotovoltaico sulla tua casa? Richiedi subito un preventivo gratuito ai professionisti del fotovoltaico nella tua zona: è il modo più rapido e concreto per smettere di subire il caro energia e iniziare a gestirlo davvero!
Cosa fare durante il terremoto se sei in casa? Quanto è sicura la tua casa? Come valutare il rischio sismico Quali interventi fanno davvero la differenza per la tua casa? Sismabonus 2026: quanto puoi recuperare mettendo casa in sicurezza? Se vivi in Italia, il rischio sismico non è un’eventualità remota: il nostro Paese è tra i più esposti d’Europa e la storia lo dimostra con una frequenza che non lascia spazio all’indifferenza. Eppure, in pochi sanno davvero come comportarsi nei secondi cruciali di una scossa, e ancora meno sanno se la propria casa è in grado di resistere. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: dai comportamenti corretti durante un evento sismico alla valutazione della vulnerabilità del tuo edificio, fino agli interventi strutturali e agli incentivi fiscali disponibili nel 2026. Cosa fare durante il terremoto se sei in casa? Che sia giorno o notte, una scossa di terremoto coglie sempre di sorpresa. Il panico è la prima reazione istintiva, ma è anche quella più pericolosa: mantenere la lucidità nei trenta-sessanta secondi in cui mediamente si protrae una scossa può fare davvero la differenza. La Protezione Civile indica con chiarezza che la prima cosa da fare è trovare riparo senza muoversi verso scale o uscite. Se sei sveglio e in piedi, avvicinati a un muro portante — quelli più spessi dell’abitazione — oppure posizionati nel vano di una porta inserita in una parete strutturale. In alternativa, riparati sotto un tavolo robusto, tenendoti aggrappato a una gamba e proteggendo la testa con le braccia. Tieniti lontano da finestre, specchi, scaffali alti e da tutto ciò che potrebbe cadere o frantumarsi. Di notte la situazione è ancora più delicata: ti svegli disorientato, al buio, spesso senza scarpe. Per questo è fondamentale tenere una torcia elettrica a pile vicino al letto, sapere dove sono le scarpe e non tentare di alzarsi prima che la scossa sia cessata. Muoversi al buio con il pavimento che trema espone a cadute e lesioni ben peggiori di quelle che si cercano di evitare. Ciò che non devi fare è altrettanto importante: non usare l’ascensore, non precipitarti verso le scale (spesso la parte più fragile di un edificio), non avvicinarti alle finestre, non accendere fiamme. Appena la scossa si ferma, prima di uscire chiudi i rubinetti del gas e dell’acqua e l’interruttore generale della luce, controlla se ci sono perdite e, se le trovi, apri porte e finestre. Poi esci con cautela, indossando le scarpe, e raggiungi uno spazio aperto lontano da edifici e strutture pericolanti. Dopo il sisma, se ci sono persone ferite nelle vicinanze, non spostarle a meno che non siano in pericolo immediato: potresti aggravare le loro condizioni. Usa il telefono solo per emergenze reali e libera le strade ai mezzi di soccorso. Quanto è sicura la tua casa? Come valutare il rischio sismico Sapere cosa fare durante una scossa è fondamentale, ma proteggersi davvero significa anche conoscere il livello di vulnerabilità sismica della propria abitazione. Non tutti gli edifici reagiscono allo stesso modo a una scossa: l’anno di costruzione, i materiali impiegati, il tipo di struttura e la zona geografica sono variabili decisive. In Italia il territorio è classificato in quattro zone sismiche. La zona 1 è la più pericolosa, con elevata probabilità di terremoti intensi; la zona 2 comprende aree a media-alta pericolosità; la zona 3 ha rischio medio-basso; la zona 4, infine, è la meno esposta. La gran parte degli edifici italiani costruiti prima degli anni ’70 è stata realizzata senza alcuna normativa antisismica specifica: una realtà che riguarda milioni di case in tutto il Paese. Il primo strumento per capire su cosa si è costruiti è una perizia strutturale affidata a un tecnico abilitato — ingegnere strutturale o architetto — che analizza la tipologia costruttiva, lo stato delle fondamenta, la qualità delle murature e le connessioni tra i vari elementi dell’edificio. Il risultato è la definizione della classe di rischio sismico, espressa da una scala che va da A+ (massima sicurezza) a G (massima vulnerabilità). Questa classificazione non è solo uno strumento tecnico: incide sul valore commerciale dell’immobile e determina quali detrazioni fiscali è possibile applicare. Un edificio in muratura tradizionale — come molti palazzi storici del centro Italia — ha un comportamento molto diverso rispetto a uno in cemento armato progettato secondo le normative vigenti. Il primo, in assenza di interventi, tende a subire danni più gravi anche con scosse moderate. Come spiega la Protezione Civile, “è il crollo delle case che uccide, non il terremoto”: un concetto che dovrebbe spingere chiunque abiti in zona sismica 1, 2 o 3 a verificare con attenzione lo stato del proprio immobile. Quali interventi fanno davvero la differenza per la tua casa? Una volta individuato il livello di rischio, il passo successivo è agire. Gli interventi di adeguamento sismico non richiedono necessariamente la demolizione e la ricostruzione dell’edificio: esistono soluzioni tecniche mirate che possono migliorare significativamente la risposta strutturale anche senza stravolgere l’immobile. Il consolidamento delle murature è uno degli interventi più comuni negli edifici storici. Consiste nel rinforzare le pareti portanti attraverso tecniche come la riduzione delle spinte, le cuciture metalliche e le cerchiature. Il costo oscilla in genere tra i 150 e i 300 euro al metro quadro. Un’altra soluzione efficace è l’installazione di tiranti metallici sui muri portanti: questi elementi evitano cedimenti e distacchi durante le scosse, migliorando la connessione tra le diverse parti della struttura. I dissipatori sismici, invece, sono dispositivi in grado di assorbire l’energia della scossa in modo controllato, limitando i danni alla struttura principale; si dividono in attivi e passivi e il loro costo varia tra i 50 e i 300 euro al metro quadro a seconda della tipologia. Un intervento particolarmente diffuso su edifici in muratura è l’applicazione dell’intonaco armato — detto anche CRM (Composito Rinforzato con Malta) — che viene steso in uno o più strati di malta cementizia ad alta resistenza, rinforzata con reti in fibra di vetro o basalto. Questo sistema migliora le prestazioni meccaniche della muratura aumentandone la resistenza a trazione e flessione. È fondamentale che tutti questi lavori siano progettati e supervisionati da tecnici abilitati e realizzati da imprese specializzate. Affidarsi a professionisti qualificati non è solo una questione di qualità: è un requisito indispensabile per accedere alle detrazioni fiscali previste dalla normativa. Sismabonus 2026: quanto puoi recuperare mettendo casa in sicurezza? Se stai valutando di intervenire sulla struttura della tua abitazione, il 2026 è l’anno giusto per farlo. Il Sismabonus è la detrazione fiscale pensata proprio per incentivare gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici esistenti, ed è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) con le stesse condizioni favorevoli del 2025. Per la prima casa, la detrazione è del 50% delle spese sostenute, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. Per le seconde case e gli immobili non residenziali, l’aliquota scende al 36%. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Il bonus si applica agli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, che comprendono la gran parte del territorio peninsulare e insulare italiano. Una novità importante introdotta dal 2025 e confermata per il 2026 riguarda la classificazione sismica: non è più obbligatorio dimostrare il miglioramento della classe di rischio per accedere alla detrazione. È sufficiente che gli interventi rispettino i criteri delle NTC 2018 (Norme Tecniche per le Costruzioni). Questo semplifica notevolmente l’iter burocratico per molti proprietari. Attenzione alle scadenze: salvo ulteriori proroghe, dal 2027 le aliquote scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per le altre tipologie. Chi sta valutando i lavori ha quindi un vantaggio concreto nell’avviarli entro il 31 dicembre 2026. Per usufruire della detrazione è obbligatorio pagare tramite bonifico parlante (con causale specifica, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore), conservare tutte le fatture e disporre delle asseverazioni tecniche rilasciate da professionisti abilitati. La tua casa è davvero pronta ad affrontare una scossa? Se non lo sai con certezza, è il momento di scoprirlo. Richiedi un preventivo gratuito a professionisti specializzati in interventi antisismici nella tua zona!
Vuoi installare una tapparella? Ecco cosa ti serve prima Come si aggancia la tapparella al muro passo per passo? Puoi usare il Bonus infissi per la tapparella? Montare una tapparella può sembrare un’operazione semplice, ma basta un piccolo errore nell’aggancio al muro per compromettere il funzionamento dell’intera struttura — e, nei casi peggiori, la sicurezza di chi la usa. Se stai affrontando questo lavoro per la prima volta, o vuoi essere sicuro di farlo nel modo giusto, questa guida ti accompagna attraverso ogni fase del processo: dalla scelta dei materiali all’installazione finale, fino a capire se puoi recuperare parte della spesa con le agevolazioni fiscali disponibili nel 2026. Vuoi installare una tapparella? Ecco cosa ti serve prima Shutterstock Prima di mettere mano agli attrezzi, è importante capire di che tipo di tapparella si tratta e in quale contesto si opera. Le tapparelle si dividono principalmente in avvolgibili (le più diffuse nelle abitazioni residenziali), a lamelle orientabili e blindate per esigenze di sicurezza. Ogni tipologia ha un sistema di aggancio leggermente diverso, ma i principi di base restano gli stessi. Il materiale della tapparella incide anche sulla scelta dei fissaggi. Una tapparella in PVC è più leggera e richiede tasselli standard, mentre una in alluminio o acciaio ha un peso maggiore che impone fissaggi più robusti. Se stai lavorando su una muratura in laterizio pieno, i tasselli ad espansione funzionano bene; su pareti in cartongesso o materiali alleggeriti, è necessario usare tasselli specifici o ancorare il sistema alla struttura portante. Gli strumenti indispensabili per l’installazione sono: un trapano a percussione con punte adatte al tipo di muratura, un livello a bolla per garantire la perfetta verticalità delle guide, un metro da muratore, tasselli ad espansione e le viti fornite insieme al kit tapparella (o equivalenti in acciaio inox per esterni). È sempre consigliabile avere a portata di mano del sigillante neutro per sigillare i giunti tra la guida e la parete, evitando infiltrazioni d’acqua. Come si aggancia la tapparella al muro passo per passo? Shutterstock Il cuore dell’installazione riguarda il corretto posizionamento e fissaggio delle guide laterali e del cassonetto — la scatola superiore che contiene il rullo su cui si avvolge la tapparella. Il primo passaggio è la marcatura dei punti di foratura. Appoggia la guida laterale al muro, usa il livello a bolla per verificare che sia perfettamente verticale e segna con una matita i punti dove praticare i fori. È fondamentale che le due guide siano parallele tra loro e perfettamente allineate con i lati del vano finestra: anche pochi millimetri di disallineamento possono causare attriti, blocchi o rotture premature del manto avvolgibile. Dopo aver praticato i fori con il trapano a percussione, inserisci i tasselli ad espansione e avvita le guide partendo dal basso verso l’alto. Non stringere troppo subito: attendi di aver posizionato entrambe le guide e verificato l’allineamento generale prima di fissarle definitivamente. A questo punto puoi installare il cassonetto nella parte superiore, facendo scorrere il rullo nelle apposite sedi laterali. Se la tapparella è già montata sul rullo, basterà agganciarlo nelle staffe interne del cassonetto. Una volta completato il montaggio strutturale, abbassa la tapparella manualmente qualche volta per verificare che scorra senza intoppi lungo le guide. Se senti resistenza o la tapparella tende a uscire dai binari, controlla l’allineamento e regola le guide prima di serrare definitivamente tutte le viti. Infine, sigilla i bordi tra guide e muratura con silicone neutro per impedire infiltrazioni e migliorare l’isolamento termico e acustico. Se non sei sicuro di riuscire a eseguire correttamente una o più fasi, è sempre consigliabile affidarsi a un professionista: un installatore esperto è in grado di completare il lavoro in tempi rapidi, garantendo un risultato duraturo e a norma. Puoi usare il Bonus infissi per la tapparella? Questa è la domanda che in molti si pongono, e la risposta è: sì, ma a determinate condizioni. Le tapparelle non godono di un bonus dedicato in modo autonomo, ma rientrano a pieno titolo nelle agevolazioni fiscali previste per gli infissi nel 2026, sia attraverso il Bonus ristrutturazione che tramite l’Ecobonus. Con il Bonus ristrutturazione (chiamato anche Bonus Casa), l’installazione di tapparelle, persiane o altre schermature esterne è ammessa a scopo di comfort abitativo, senza necessità di dimostrare un miglioramento dell’efficienza energetica. La detrazione è del 50% per la prima casa e del 36% per le seconde case, su una spesa massima di 96.000 euro, suddivisa in dieci rate annuali. Importante: le tapparelle sono detraibili come elementi accessori contestuali alla sostituzione degli infissi, ma non è possibile detrarre elementi accessori installati in momenti separati rispetto alla sostituzione del serramento principale. Con l’Ecobonus, invece, il montaggio di tapparelle e schermature solari esterne è ammesso solo se contribuisce al miglioramento del comfort termico e al risparmio energetico, e anche in questo caso deve avvenire contestualmente alla sostituzione delle finestre. Per i bonus infissi 2026 non sono previsti sconto in fattura o cessione del credito, come accadeva negli anni passati: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante. Per le caratteristiche tecniche degli infissi in PVC, utili anche ai fini delle detrazioni, puoi consultare anche la guida su qual è il miglior bonus per infissi in PVC. Attenzione: dal 2027 le aliquote del Bonus ristrutturazione sono destinate a scendere, passando al 36% per la prima casa e al 30% per la seconda casa. Il 2026 potrebbe quindi essere l’ultimo anno utile per approfittare delle condizioni più vantaggiose. Pensi di installare una tapparella e vuoi sapere se è il momento giusto per farlo? Tra i benefici tecnici di un buon montaggio e la possibilità concreta di recuperare fino alla metà della spesa con il bonus infissi, le variabili da considerare sono molte. Sebbene alcune fasi dell’installazione possano sembrare alla portata di tutti, affidarsi a un professionista qualificato garantisce un risultato a regola d’arte, evita errori di allineamento o fissaggio che potrebbero compromettere la durata della tapparella e, soprattutto, assicura che i lavori siano eseguiti nel rispetto dei requisiti necessari per accedere alle detrazioni fiscali. Richiedi un preventivo gratuito a un esperto della tua zona per valutare costi, tempi e agevolazioni disponibili!
Marzo è arrivato e con lui quell’impulso irresistibile di rimettere in ordine la casa dopo i mesi invernali. Le pulizie di primavera sono un rituale che quasi tutti conoscono, ma che spesso si ferma alla superficie: pavimenti lavati, finestre lucide, armadi riorganizzati. Quello che si tende a dimenticare — o a rimandare sistematicamente — sono quegli angoli nascosti che accumulano sporco, polvere e batteri per mesi interi, con conseguenze concrete sulla salute, sul comfort e persino sulla bolletta. Scopriamo i cinque punti critici da non trascurare, con consigli pratici su come intervenire e quando è il momento di affidarsi a un professionista.
Come funziona il Bonus pergole nel 2026? Quanto si risparmia? Le aliquote 2026 per prima e seconda casa Quali pergole hanno diritto al bonus? I requisiti tecnici Come richiedere il Bonus pergole 2026? La procedura passo dopo passo Se stai pensando di installare una pergola in casa, il 2026 è il momento giusto per farlo. Grazie a due incentivi fiscali ancora attivi — l’Ecobonus e il Bonus ristrutturazione — puoi recuperare una parte significativa della spesa direttamente nella tua dichiarazione dei redditi. Non si tratta di uno sconto immediato in fattura, ma di una detrazione che alleggerisce le imposte anno dopo anno per un decennio. Scori se hai diritto al bonus, quali pergole sono ammesse e come fare per non perdere l’agevolazione. Come funziona il Bonus pergole nel 2026? Confermato dalla Legge di Bilancio 2026, il Bonus pergola rientra in due agevolazioni fiscali più ampie, ovvero: l’Ecobonus, pensato per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio. Le pergole bioclimatiche con lamelle orientabili sono considerate schermature solari e, come tali, rientrano pienamente in questa categoria; la seconda è il Bonus ristrutturazione (art. 16-bis del TUIR), che copre i lavori di riqualificazione edilizia più in generale, inclusa l’installazione di coperture esterne. La Legge di Bilancio 2026 conferma le detrazioni per gli interventi di riqualificazione degli immobili finalizzati al risparmio energetico: chi acquista una tenda a pergola o una pergola bioclimatica che rientri nei parametri può detrarre il 50% dell’importo massimo detraibile in dieci anni. È importante sapere che per lo stesso intervento puoi scegliere una sola agevolazione: o l’Ecobonus o il Bonus ristrutturazione, non entrambe insieme. Puoi invece cumularle se realizzi interventi distinti, ad esempio pergola con Ecobonus e sostituzione degli infissi con Bonus ristrutturazione, a patto che le spese siano contabilizzate separatamente. Quanto si risparmia? Le aliquote 2026 per prima e seconda casa L’entità della detrazione dipende dal tipo di immobile su cui installi la pergola. La detrazione fiscale del 50% è riservata alle sole persone fisiche per la sola abitazione principale. Per tutti gli altri immobili e per i soggetti con partita IVA la detrazione fiscale è, invece, del 36%. In termini pratici, questo significa che se installi una pergola bioclimatica sulla tua prima casa e la spesa totale è di 10.000 euro, recuperi 5.000 euro in dieci anni, con rate annuali da 500 euro scalate dall’IRPEF. Per quanto riguarda i massimali di spesa, le due agevolazioni funzionano in modo diverso. Con l’Ecobonus il limite massimo di spesa detraibile è di 60.000 euro, mentre con il Bonus ristrutturazione il tetto è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Va però tenuto presente che per l’Ecobonus esiste anche un costo massimo ammissibile al metro quadro, fissato a 276 euro/mq dal Decreto Prezzi del Ministero della Transizione Ecologica del 14 febbraio 2022: a prescindere da quanto spendi, potrai detrarre al massimo il 50% di quella soglia per ogni metro quadro schermato. Considera che nel 2027 le detrazioni scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Questo significa che il 2026 è ancora l’anno più conveniente per installare la tua pergola e accedere all’aliquota massima. Quali pergole hanno diritto al bonus? I requisiti tecnici Non tutte le pergole rientrano automaticamente nell’agevolazione. Per accedere all’Ecobonus, in particolare, la struttura deve rispettare una serie di requisiti tecnici precisi. Per beneficiare della detrazione, le pergole bioclimatiche devono essere installate per proteggere superfici vetrate (come porte o finestre), essere orientate a Est, Sud o Ovest per garantire una protezione efficace, avere una struttura mobile o lamelle regolabili, avere un valore gtot ≤ 0,35 che certifichi l’efficacia della schermatura solare ed essere certificate CE secondo la normativa EN 13561 o EN 13659, accompagnate dalla Dichiarazione di Prestazione. In parole semplici: una pergola fissa, non orientabile e non addossata a una parete vetrata non dà diritto al bonus Ecobonus. Le pergole bioclimatiche con lamelle a orientamento variabile, invece, rispondono perfettamente a questi criteri, proprio perché il loro scopo principale è modulare l’irraggiamento solare e ridurre il fabbisogno energetico dell’edificio. Per il Bonus ristrutturazione i requisiti sono meno stringenti dal punto di vista energetico, ma è fondamentale che l’intervento rientri nelle categorie previste dal TUIR e che sia pagato con bonifico parlante, indicando nella causale il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e il numero di partita IVA dell’impresa. Come richiedere il Bonus pergole 2026? La procedura passo dopo passo La procedura per ottenere la detrazione non è complicatissima, ma richiede ordine e attenzione nella raccolta dei documenti. Ecco come funziona nella pratica. Prima di tutto devi pagare tramite bonifico parlante — bancario o postale — con causale che richiami espressamente la norma agevolativa (per l’Ecobonus: L. 296/2006; per il Bonus ristrutturazione: art. 16-bis del TUIR), il tuo codice fiscale e la partita IVA dell’installatore. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Per l’Ecobonus è necessario registrarsi sul sito ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori (https://bonusfiscali.enea.it), dove bisogna caricare la scheda descrittiva dell’intervento e ottenere il codice CPID. I documenti da conservare per almeno dieci anni sono: la fattura dell’installatore con i dati completi dell’intervento, la ricevuta del bonifico parlante, la certificazione CE della pergola (con Dichiarazione di Prestazione), la scheda ENEA con il codice CPID e, se richiesta, la documentazione fotografica dello stato precedente all’installazione. Una volta raccolta tutta la documentazione, la detrazione viene inserita nella tua dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) e distribuita in dieci rate annuali di pari importo. Per sapere come gestire correttamente i bonus nella dichiarazione dei redditi, puoi leggere anche l’articolo su cosa cambia nel 730 per i Bonus Casa nel 2026. Hai già in mente la pergola che vorresti installare? Se è così, non aspettare: le aliquote del 2026 sono le più vantaggiose disponibili e non si ripresenteranno dal 2027 in poi. Richiedi subito un preventivo a un professionista nella tua zona per valutare i costi, i requisiti tecnici della struttura e come accedere correttamente al bonus.
Qual è il significato del nome filadelfo? Quando potare il filadelfo? Come si effettua la potatura del filadelfo? Dove piantare il filadelfo? Se hai un filadelfo in giardino, probabilmente sai già che in primavera sa ripagarti di ogni cura con una fioritura bianca e un profumo che riempie l’aria. Ma proprio per mantenere questo spettacolo anno dopo anno, la potatura è un’operazione che non puoi trascurare. Non si tratta di un intervento difficile, ma bisogna sapere quando e come farlo: un errore di tempistica può compromettere la fioritura dell’intera stagione successiva. Qual è il significato del nome filadelfo? Prima di impugnare le forbici da potatura, vale la pena conoscere un po’ meglio la pianta con cui si ha a che fare. Il nome Philadelphus viene dal greco antico: philéo significa “io amo” e adelphós significa “fratello”. Un nome che evoca affetto e calore, non a caso assegnato a una pianta dai fiori candidi e dal profumo avvolgente. Secondo alcune fonti storiche, il nome fu scelto in onore del faraone Tolomeo II Filadelfo, noto per il suo legame fraterno. In Italia questo arbusto è conosciuto con nomi altrettanto poetici: fiore d’angelo, fiore del paradiso, gelsomino della Madonna e persino falso arancio, per via del suo profumo che ricorda da vicino quello dei fiori d’arancio. Il genere Philadelphus appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae — sì, la stessa della comune ortensia — e comprende oltre 70 specie di arbusti decidui e sempreverdi, con altezze che variano da 1 fino a 5 metri a seconda della varietà. Le specie più diffuse nei giardini italiani sono il Philadelphus coronarius, originario dell’Europa meridionale e del Caucaso, e il Philadelphus virginalis, un ibrido con fiori doppi particolarmente decorativi. Quando potare il filadelfo? Shutterstock Questa è la domanda più gettonata, e per un buon motivo: sbagliare il momento della potatura del filadelfo significa ritrovarsi con un cespuglio verde ma senza un solo fiore per tutto l’anno. Il motivo è semplice ma fondamentale: il filadelfo fiorisce sui rami prodotti nell’anno precedente, non su quelli nuovi. Tagliare prima della fioritura significa eliminare esattamente i rami che avrebbero prodotto i fiori. Il momento giusto è subito dopo la fioritura, che avviene tra maggio e giugno. Tra fine giugno e luglio, quando i fiori sono appassiti, è il periodo ideale per intervenire. In questo modo la pianta ha tutto il tempo per emettere nuovi getti durante l’estate e l’autunno, che saranno i rami fiorenti della stagione successiva. Un consiglio pratico che mi sento di darti: non aspettare troppo. Prima interagisci con la pianta dopo la fioritura, più tempo avranno i nuovi germogli per svilupparsi e irrobustirsi prima dell’inverno. Se ti sei perso il momento ideale, è meglio rimandare all’anno successivo piuttosto che potare in autunno o in inverno, rischiando di compromettere tutta la fioritura. Puoi approfondire come gestire i tempi della potatura anche nell’articolo sulla potatura degli agrumi, dove il principio del rispetto del ciclo vegetativo è analogo. Come si effettua la potatura del filadelfo? Chiarito il quando, passiamo al come. La tecnica di potatura varia in base all’età della pianta e all’obiettivo che vuoi raggiungere. Per una pianta adulta in buona salute, la potatura ordinaria consiste nell’eliminare ogni anno circa un terzo dei rami più vecchi, tagliandoli il più vicino possibile alla base del fusto. Questo favorisce il rinnovo costante della chioma, migliora la circolazione dell’aria e della luce all’interno del cespuglio e stimola l’emissione di nuovi germogli vigorosi. Non si tratta di una potatura drastica, ma di un intervento regolare e moderato: basta spuntare i rami che hanno già prodotto i fiori e ricompattare la forma generale del cespuglio. Per un ringiovanimento completo — operazione consigliata ogni tre o quattro anni, o quando la pianta risulta troppo legnosa e la fioritura si è ridotta — si può intervenire in modo più energico, rimuovendo i rami vecchi alla base e tagliando i nuovi getti a un quarto o alla metà della loro lunghezza. In casi estremi, il filadelfo sopporta anche una potatura drastica fino a circa 40 cm da terra, dalla quale ripartirà con vigore nella stagione successiva. Gli attrezzi da usare sono semplici: forbici da potatura ben affilate e disinfettate per i rami sottili, e una sega da potatura per i fusti più robusti. Taglia sempre in modo netto, con un’angolazione che eviti il ristagno d’acqua sul taglio. Dopo l’intervento, ricordati di smaltire correttamente i rami rimossi: puoi scoprire come farlo nel modo corretto leggendo la guida su come smaltire le potature degli alberi. Un’ultima nota: il momento della potatura è anche il momento migliore per prelevare talee di legno tenero, lunghe circa 15-20 cm con almeno 2-3 nodi, da usare per la propagazione. Le talee si radicano facilmente in un composto di torba e sabbia, così puoi moltiplicare la tua pianta senza alcun costo aggiuntivo. Dove piantare il filadelfo? Shutterstock La scelta della posizione è determinante quanto la potatura. Il filadelfo è una pianta rustica e adattabile, capace di tollerare temperature fino a -15/-20°C, ma per esprimere al meglio la sua bellezza ha bisogno di condizioni ottimali. La posizione ideale è in pieno sole: più luce riceve, più abbondante sarà la fioritura. Detto questo, il filadelfo si adatta bene anche alla mezz’ombra, dove fiorirà comunque, seppur in maniera meno generosa. In quest’ultimo caso, le varietà a foglia variegata come il Philadelphus “Innocence” sono particolarmente indicate. Se ti interessa capire come gestire zone d’ombra in giardino, trovi ottimi consigli nell’articolo sulle piante da ombra e mezz’ombra. Per quanto riguarda il terreno, il filadelfo non è esigente: si adatta a quasi tutti i substrati, compresi quelli argillosi e calcarei, a patto che il drenaggio sia buono. I ristagni idrici sono il suo principale nemico, poiché favoriscono i marciumi radicali. Se il tuo terreno trattiene molta acqua, aggiungi sabbia o ghiaia per migliorarne la permeabilità. Una concimazione organica leggera — una manciata di stallatico maturo alla base della pianta in autunno o a fine inverno — è più che sufficiente per mantenerla vigorosa. Il filadelfo si presta magnificamente come pianta da siepe informale, come esemplare isolato nei giardini di campagna o come sfondo per aiuole di rose antiche. Ti consiglio sempre di posizionarlo vicino ai percorsi di passaggio o alle finestre di casa: il profumo intenso durante la fioritura è uno dei suoi doni più grandi. Infine, se hai un giardino in quota o in zone particolarmente fredde, sappi che il filadelfo è tra le piante più resistenti al gelo: puoi approfondire quali altre specie si comportano bene in questi contesti nell’articolo sulle piante per giardini di montagna. Vuoi che il tuo filadelfo fiorisca ogni anno in modo spettacolare? Affidati a un giardiniere esperto che conosca i tempi e le tecniche giuste: un intervento professionale fa la differenza. Richiedi subito un preventivo per la cura del tuo giardino!