Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
L’azienda Tre Emme Moquette è stata aperta nel 1998 da Danilo Miccoli a Forlì ed è specializzata nella vendita e posa in opera di moquette e rivestimenti per interni. Puntualità, professionalità e velocità sono i punti di forza dell’impresa, che opera da anni in Italia e all’estero. Vendita e posa in opera di moquette L’attività principale della ditta Tre Emme Moquette è la vendita al dettaglio di pavimentazioni tessili per interni, sia per privati sia per imprese. Presso lo showroom i clienti possono scegliere tra tantissimi modelli di moquette: in lana, in polipropilene, in poliestere e nylon, che presentano diverse caratteristiche sia in termini di durata, usabilità e design. Per aiutarvi nell’individuazione dei migliori rivestimenti tessili per la casa potete richiedere una consulenza gratuita agli addetti alla vendita. La moquette per interni può essere sagomata in base alle esigenze dei committenti e si possono creare contrasti cromatici e disegni geometrici. Per la posa in opera dei pavimenti tessili, Tre Emme Moquette si avvale della collaborazione di operai qualificati che hanno maturato anni di esperienza nel settore edile. L’installazione è veloce e professionale e viene eseguita nei tempi e nelle modalità stabilite con il cliente. Tra i servizi proposti vi è la posa in opera di moquette su imbarcazioni di lusso, nei centri commerciali e nelle strutture ricettive. Vendita tappeti d’arredo di design L’impresa propone in vendita tappeti d’arredo di design per interni ed esterni, che si contraddistinguono per l’altissima qualità dei materiali, il design moderno e la resistenza al calpestio e all’usura del tempo. I tappeti in vendita sono di grandi dimensioni e possono essere in tinta unita, con stampe geometriche o floreali e disegni astratti. Per quanto riguarda il trasporto e l’installazione, si può richiedere la consegna gratuita presso il domicilio indicato in fase d’acquisto. Per i tappeti e le passatoie per esterni, Tre Emme Moquette utilizza colle e profili in metallo per l’installazione, così da garantire una perfetta aderenza e stabilità. Posa in opera pavimentazioni in parquet Grazie all’esperienza maturata nel settore delle pavimentazioni tessili, la ditta ha ampliato i suoi servizi e si occupa della vendita e installazione di parquet. Presso la sede aziendale a Forlì si possono scegliere diversi modelli di parquet (colori, finiture, dimensioni, tipologia di legno) e inoltre si può individuare la migliore soluzione costruttiva in base alle caratteristiche degli ambienti. Gli operai della ditta utilizzano diverse tecniche di posa in opera e sono in grado di installare in tempi rapidi il parquet su superfici preesistenti. I pavimenti in legno si realizzano anche per gli spazi esterni: verande, porticati e gazebi. Per quanto riguarda le aree esterne, Tre Emme Moquette propone un servizio davvero innovativo e moderno, la posa in opera di prati sintetici con zolle su misura. In base al tipo di tappeto sintetico che si vuole creare sono disponibili diversi modelli di prati sintetici, che presentano tutte le caratteristiche estetiche di quelli naturali. Pavimenti vinilici moderni e duraturi L’azienda specializzata in rivestimenti tessili propone la vendita di pavimenti vinilici che riproducono lo stesso aspetto di altri materiali come il legno, la ceramica e la pietra, ma sono più resistenti al calpestio e ai graffi e più semplici da pulire. I pavimenti vinilici sono la soluzione ideale per chi desidera installare un rivestimento pratico e funzionale, disponibile in diversi stili e colori. Vuoi installare delle pavimentazioni tessili per la casa? Contatta subito la ditta Tre Emme Moquette per richiedere un preventivo gratuito.
Sili Dr.ssa Cinzia si rivolge all’utenza della provincia di Cagliari, con competenze molto avanzate in ambito di assistenza geriatrica. Visita negli studi di Assemini collaborando con altri colleghi del sistema sanitario pubblico e privato. La forte presenza sul territorio la porta a erogare un servizio vicino alle esigenze del paziente e, a tal proposito, ha sviluppato un sistema di visite a domicilio, opzione indispensabile per gli anziani che hanno difficoltà a spostarsi o vivono in condizioni che rendono complesso accedere fisicamente agli ambulatori medici. La disponibilità è uno dei punti di forza della professionista, che garantisce un monitoraggio costante delle patologie, eseguendo diagnosi accurate, prescrivendo trattamenti personalizzati e accertandosi della corretta assunzione delle terapie. Questo approccio è indispensabile per la continuità delle cure e per intervenire tempestivamente in caso di peggioramento delle condizioni cliniche. La dottoressa opera nel campo dei disturbi geriatrici complessi, offrendo consulenze per patologie neurologiche e croniche. La salute mentale è al centro dell’attenzione, con interventi di psicogeriatria per trattare efficacemente i disturbi cognitivi che possono insorgere con il passare degli anni. Situazioni gravi, come i disturbi della memoria, la demenza senile o il morbo di Alzheimer rappresentano problematiche che richiedono l’intervento della specialista, anche per dare indicazioni ai familiari o agli assistenti domestici su come badare ai propri cari per farli sentire compresi e stimolati nel mantenimento delle capacità residuali. L’obiettivo primario è favorire un sostegno completo, evitando che gli anziani vivano in isolamento, affrontando paure e ansie collegate al declino mentale e fisico, mettendo in campo contromisure concrete, una comunicazione empatica e costante. Visite specialistiche per tutti i problemi legati all’invecchiamento Rivolgendosi alla Dr.ssa Cinzia Sili si può ricevere assistenza per tutte le necessità relative alle patologie legate all’avanzare dell’età. Le visite geriatrico-mediche sono utili per fare una valutazione complessiva della salute delle persone anziane. Durante i check-up vengono identificate eventuali malattie pregresse, valutandone la cronicizzazione e consigliando un percorso terapeutico adeguato. Le specializzazioni della dottoressa includono una serie di aree di intervento come disturbi metabolici e artrosi. L’esperienza in gerontologia garantisce valutazioni accurate e approfondite, tenendo conto degli aspetti fisici, psicosociali e cognitivi. Professionalità e cortesia caratterizzano i servizi offerti, con grande sensibilità per le situazioni più gravose correlate alle patologie, senza trascurare i disturbi ormonali che possono influire significativamente sul benessere generale. L’obiettivo è sempre quello di migliorare la qualità della vita anche in presenza di condizioni che purtroppo peggiorano naturalmente, ma che possono essere gestite nel miglior modo possibile mantenendo umanità e dignità. La dottoressa può intervenire in caso di diabete senile, osteoporosi, artrosi, ipertensione, alleviando i sintomi, favorendo l’adesione ai piani terapeutici e la comprensione dei benefici dei trattamenti proposti. Certificati di invalidità: una professionista al servizio dei pazienti anziani La Dr.ssa Cinzia Sili è un punto di riferimento per la redazione di documenti ufficiali per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento. Le relazioni sono stilate con estrema cura, valutando le condizioni effettive del paziente, il possibile peggioramento nel tempo e le necessità specifiche in termini di assistenza medica, infermieristica e farmacologica, oltre alla sorveglianza o all’aiuto nelle attività quotidiane. Grazie alla precisione con cui vengono compilate le pratiche di invalidità civile, è possibile ottenere benefici sociali e assistenziali dallo Stato, come pensioni di accompagnamento e di invalidità. La dottoressa certifica con chiarezza il livello di disabilità per agevolare le procedure burocratiche per il riconoscimento. Chiama Dr.ssa Cinzia Sili al numero 3394642113 per una consulenza specialistica.
Dal 1940, Lenco Camiceria produce capi d’abbigliamento artigianali per uomo e donna, incarnando l’eleganza e lo stile del Made in Italy. Con sede a Milano, l’azienda fondata dal padre dell’attuale titolare, Romano Lenco, unisce la passione per l’arte della camiceria con l’esperienza e l’innovazione per garantire al cliente finale un prodotto comodo e alla moda. L’organico flessibile e compatto di Lenco Camiceria è composto da sarti, designer di talento, da tagliatrici e cucitrici costantemente motivati a raggiungere nuovi obiettivi e ad aiutare i committenti ad esprimere la propria personalità attraverso un abito, adatto a qualsiasi occasione. Il personale del punto vendita garantisce un’esperienza d’acquisto piacevole e personalizzata. Camicie e abbigliamento su misura per uno stile unico e personalizzato Molto più di un semplice negozio di camice, Lenco Camiceria è un punto di riferimento a Milano. La storica bottega è specializzata nella realizzazione di indumenti sartoriali su misura capaci di adattarsi perfettamente al fisico del committente senza ricorrere a riparazioni post-acquisto. L’azienda offre alla clientela la possibilità di personalizzare non solo i tessuti ma anche il tipo di confezionamento, scegliendo fodera e disegno tra tanti campioni disponibili. Ogni capo commissionato rispetta i più elevati standard di qualità. Ciò significa che stoffe, taglio e cuciture vengono sottoposti ad attenti controlli da parte di personale esperto prima della consegna e rimandati indietro nel caso in cui dovessero essere individuate piccole imperfezioni. La recente introduzione del taglio laser ha contribuito a portare la vestibilità degli indumenti a un livello superiore. Camicie, abiti da uomo e da donna, capispalla prodotti da Lenco Camiceria raccontano una storia di passione e dedizione, frutto di una profonda attenzione al dettaglio e di una lavorazione artigianale impeccabile. Indumenti con taglio artigianale per uomo e donna Presso la sartoria di Lenco Camiceria, ago, filo e tessuti pregiati sono tutto ciò che serve per la realizzazione degli abiti da cerimonia di alta qualità. Button-down, col classico collo italiano, fit o dal taglio slim, le camicie possono essere in tinta unita o con fantasie varie, ideali per valorizzare una giacca impeccabile oppure per creare un look meno formale da adattare a un pullover. I clienti possono rivolgersi a Lenco Camiceria per pantaloni su misura dalla piega affilata, a caduta a piombo sulla scarpa, oppure con vestibilità più comoda e versatile. I sarti e i designer provvedono a realizzare, su richiesta, anche jeans in denim eleganti e raffinati. Il negozio è adeguatamente fornito di abiti da cerimonia da uomo e da donna, di produzione sartoriale oppure dei brand più noti. Non mancano le cravatte e gli accessori in cuoio morbido sapientemente invecchiato oppure in pelle lucida nera, impiegato per cinture funzionali e belle da vedere che ben si armonizzano con l’outfit e con le calzature. Il prestigioso negozio offre un ricco assortimento di abbigliamento da donna che comprende camicie, spolverini, maglieria, magliette, abiti eleganti per una serata speciale, pantaloni comodi per l’uso quotidiano, sciarpe e cappotti disponibili in vari modelli, con colori neutri, fantasie vivaci da adattare alle più svariate esigenze della clientela e alle tendenze di moda del momento. Sono capi unici, con una particolare attenzione per i dettagli e di alta vestibilità. Chiama Lenco Camiceria per ottenere maggiori informazioni sui tessuti e le tecniche di lavorazione impiegate oppure per ordinare e personalizzare camicie, pantaloni, giacche, altri capi ed accessori per migliorare il tuo look.
Fondata nel 1990 da Silvia Servillo e Danilo Canovi, Linea Sole Potito è diventata nel tempo una realtà consolidata a Milano per chi desidera rinnovare e valorizzare i propri ambienti. L’azienda nasce con l’obiettivo di offrire soluzioni complete per serramenti e infissi, combinando qualità dei materiali, professionalità e attenzione al cliente. Negli anni, grazie alla collaborazione con fornitori leader come QFORT, OMBRAL e METALPORT, Linea Sole Potito ha ampliato la propria offerta, includendo porte interne e blindate, tende da sole, verande, cancelli e grate di sicurezza. Lo showroom, situato nel quartiere Giambellino, accoglie clienti provenienti da diverse zone di Milano e dalla provincia. Lo staff offre consulenze personalizzate, sopralluoghi e preventivi gratuiti a chi desidera rinnovare i propri spazi. Serramenti capaci di cambiare la luce e l’atmosfera degli spazi Uno dei pilastri dell’attività di Linea Sole Potito è la fornitura di serramenti e porte su misura, pensati per rispondere a esigenze estetiche e funzionali. L’azienda propone infissi in PVC, alluminio, legno e legno-alluminio, progettati per garantire isolamento termico, acustico e durabilità nel tempo. Accanto agli infissi, trovano spazio porte interne di design e porte blindate certificate, che uniscono sicurezza e stile. Grazie a materiali di alta qualità e all’esperienza dei tecnici, ogni installazione viene eseguita con precisione, esaltando bellezza e funzionalità degli ambienti. Linea Sole Potito collabora con marchi riconosciuti a livello nazionale e internazionale, assicurando ai clienti soluzioni affidabili e all’avanguardia. L’attenzione ai dettagli e alla personalizzazione rende ogni progetto unico, sia per spazi residenziali, sia per uffici e negozi. Soluzioni per proteggere e valorizzare ogni ambiente Oltre ai serramenti e alle porte, Linea Sole Potito offre una vasta gamma di soluzioni per migliorare sicurezza, comfort e funzionalità degli ambienti. Tra queste, cancelli in ferro, inferriate, grate di sicurezza, tapparelle e zanzariere. Non mancano le verande in vetro e alluminio, pensiline in ferro e tende, comprese le versioni a veneziana, che permettono di regolare la luce e proteggere dai raggi dal sole. Oltre a garantire maggiore sicurezza, questi prodotti valorizzano l’estetica degli spazi, trasformando balconi e terrazzi in ambienti confortevoli e vivibili tutto l’anno. Assistenza e consulenza per soluzioni rapide e affidabili Un elemento distintivo di Linea Sole Potito è la cura del cliente in tutte le fasi del progetto. Ogni intervento inizia con un sopralluogo gratuito, durante il quale i consulenti valutano le caratteristiche dell’ambiente e le aspettative del cliente. Seguono consigli personalizzati e preventivi dettagliati, studiati per offrire il miglior rapporto qualità-prezzo. L’azienda garantisce inoltre un servizio di assistenza e manutenzione post-installazione, che assicura che i serramenti mantengano nel tempo prestazioni e funzionalità. Linea Sole Potito si distingue per professionalità, rapidità e attenzione ai dettagli, diventando un partner affidabile sia per privati, sia per aziende. Dona nuova vita ai tuoi spazi con Linea Sole Potito Presso lo showroom di Milano, i consulenti sono a disposizione per mostrare prodotti e opzioni, guidando il cliente nella scelta del prodotto più adatto. Per informazioni, sopralluoghi gratuiti o preventivi personalizzati, contatta lo staff e inizia subito a trasformare i tuoi ambienti con soluzioni sicure, eleganti e durevoli.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Fondata nel 1944 da Dino Fiori, maresciallo decorato con due croci al merito della Seconda Guerra Mondiale, l’Officina Carrozzeria Fiori ha radici profonde nella storia industriale italiana. Fin dai primi anni, l’azienda si è distinta per la capacità di trasformare veicoli militari in mezzi civili, affrontando sfide tecniche complesse come l’allungamento dei telai, l’adattamento delle cabine di guida e la costruzione di cassoni su misura. Nel 1952, la ditta si trasferì in una sede più ampia a Perignano, una struttura che ha visto ben cinque ampliamenti successivi per rispondere alla crescente domanda del mercato locale e nazionale. Grazie all’ingresso del figlio Roberto nel 1962, l’azienda ha consolidato l’approccio familiare, unendo esperienza artigianale e innovazione costante. Negli anni ’80, la Carrozzeria Fiori ha iniziato a specializzarsi nella costruzione di carrozzerie frigorifere in vetroresina, segnando una svolta significativa verso un settore specifico e altamente professionale. Ogni allestimento racconta una storia di qualità e dedizione Oggi Officina Carrozzeria Fiori ha sede a Casciana Terme Lari, in provincia di Pisa e ha costruito una solida reputazione tra i professionisti del trasporto e le aziende che desiderano soluzioni personalizzate per i loro veicoli. L’azienda realizza allestimenti completi per autocarri e veicoli commerciali di ogni dimensione, dai mezzi leggeri a quelli pesanti. Ogni progetto è studiato sulla base delle esigenze del cliente, con un’attenzione particolare alla qualità dei materiali e alla precisione delle lavorazioni. Grazie a questa metodologia, i veicoli non solo risultano esteticamente curati, ma garantiscono anche durabilità e funzionalità. L’esperienza maturata permette di offrire soluzioni complesse come cassoni ribaltabili e fissi, gru e pedane elevatrici, centine saliscendi e fisse, coibentazioni avanzate e furgonature isotermiche omologate A.T.P., tutte realizzate con tecniche all’avanguardia e con rigorosi controlli di qualità. Carrozzerie frigorifere nate dalla sinergia tra esperienza e innovazione La Carrozzeria Fiori si distingue per la produzione di carrozzerie frigorifere in vetroresina, ideali per il trasporto di merci deperibili come alimenti e prodotti farmaceutici. L’azienda utilizza processi tecnologicamente avanzati per garantire un isolamento termico ottimale, riducendo i consumi e aumentando l’efficienza dei veicoli. Carrozzeria Fiori è centro autorizzato per il rinnovo delle certificazioni A.T.P., fondamentali per chi opera nel trasporto internazionale di merci sensibili alla temperatura. Ogni fase della lavorazione, dal progetto alla realizzazione, fino al collaudo finale, è eseguita con precisione, garantendo il rispetto delle normative vigenti. L’innovazione tecnologica si combina con la tradizione artigianale, offrendo un prodotto unico sul mercato, in grado di rispondere sia a soluzioni standard, sia ad adattamenti realizzati sull’idea del cliente. Dietro ogni allestimento, un team che lavora con dedizione La forza dell’Officina Carrozzeria Fiori risiede nel suo team di professionisti, altamente qualificati e costantemente aggiornati sulle nuove tecniche e materiali disponibili sul mercato. L’azienda dispone di un laboratorio di 3.300 m² dotato di attrezzature moderne che permettono di seguire internamente l’intero ciclo produttivo, dalla progettazione alla realizzazione finale. Questo approccio garantisce tempi rapidi, controllo completo sulla qualità e la possibilità di intervenire in ogni fase della lavorazione per rispondere alle specifiche esigenze dei clienti. L’attenzione al dettaglio e la competenza tecnica, rendono Officina Carrozzeria Fiori il partner ideale per chi cerca allestimenti industriali affidabili e innovativi. Contatta il team di Officina Carrozzeria Fiori e scopri come trasformare il tuo veicolo con soluzioni su misura pensate per te.
Lubrifilter è un’azienda a conduzione familiare con sede ad Altamura, in provincia di Bari, specializzata nella distribuzione di lubrificanti, additivi e filtri industriali. Nata nel 1985 dalla lunga esperienza commerciale del geometra Peppino Creanza, l’attività è oggi gestita dalle amate figlie Francesca e Valentina. Negli anni, le proprietarie hanno provveduto ad accrescere la credibilità dell’impresa in tutta la Puglia, nella Basilicata e sul territorio nazionale imponendosi come partner affidabile e serio di officine e industrie. Forte di un significativo incremento dei volumi di merce, l’azienda leader nella manutenzione dei motori, si sposta nel 2005 presso uno stabile commerciale di 1000 metri quadrati di superficie complessiva. Oltre a trattare lubrificanti di marchi internazionali, l’attività ha ampliato la propria offerta introducendo additivi e attrezzature professionali a marchio MecLube e AdBlue. Il team Lubrifilter, composto da agenti e magazzinieri qualificati e sempre aggiornati sulle ultime novità del settore, offre una pronta assistenza pre e post vendita. Vendita di filtri industriali, lubrificanti e additivi delle migliori marche Lubrifilter dispone di un ricco catalogo composto da prodotti di alta qualità capaci di garantire ottime prestazioni. L’ampia offerta include oli e grassi pensati per ridurre l’attrito tra le superfici meccaniche in movimento e per preservare i vari elementi da usura, corrosione e surriscaldamento. I lubrificanti tecnici trattati da Lubrifilter permettono di migliorare la stabilità operativa, aumentare la durata delle macchine e di prevenire eventuali cali di rendimento. I filtri industriali proteggono motori e impianti da impurità, polveri e residui, favorendo intervalli di manutenzione più regolari. Per potenziare le prestazioni delle apparecchiature, Lubrifilter consiglia l’utilizzo degli additivi, utili per migliorare la pulizia interna, contrastare la corrosione e aumentare la stabilità alle alte temperature. Un buon prodotto può fungere da supporto ai lubrificanti, permettendo di mantenere efficiente nel tempo l’intero sistema, soprattutto se soggetto a elevati carichi o a un uso intensivo. Tra le proposte più interessanti, l’azienda propone AdBlue per veicoli moderni con alimentazione a diesel dotati di tecnologia SCR. Ideale per la corretta manutenzione di mezzi da lavoro, veicoli industriali e flotte, AdBlue riduce le emissioni nocive trasformando gli ossidi di azoto in azoto e acqua, rivelandosi un ottimo alleato per macchine Euro 5 ed Euro 6. Lubrifilter supporta le aziende agricole e quelle meccaniche offrendo un buon assortimento di attrezzature professionali quali pompe per ingrassaggio e sistemi di lubrificazione forzata, che consentono di ridurre gli sprechi di prodotto garantendo una lubrificazione uniforme. I ricambi in vendita contribuiscono ad aumentare la qualità dell’intervento rendendo operative le macchine nel tempo. Disponibilità costante in magazzino e consegna a domicilio Lubrifilter si preoccupa di fornire ai propri clienti servizi ad hoc come la disponibilità immediata dei prodotti. L’ottima organizzazione del magazzino consente di ridurre i tempi di fermo macchina e di operare con maggiore tempestività. L’azienda, su richiesta, provvede alla consegna a domicilio degli ordini entro i tempi concordati in base alle priorità operative offrendo un’efficiente assistenza pre e post-vendita costruendo in questo modo un solido rapporto di fiducia con il cliente. Contatta Lubrifilter per richiedere maggiori informazioni sulla disponibilità delle pompe per ingrassaggio e di altri prodotti utili per la manutenzione dei macchinari o per richiedere un preventivo personalizzato.
De Prisco Macchine è un importante centro specializzato nella distribuzione di macchinari e utensili per la lavorazione di diversi materiali. Si trova a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, e ha costruito negli anni una solida reputazione nel settore dell’artigianato. Si occupa principalmente della vendita, revisione e manutenzione di attrezzature tradizionali per la lavorazione del legno, del ferro e dell’alluminio, e si rivolge ai professionisti che operano in questi campi, sia a livello autonomo sia industriale. È infatti possibile acquistare al dettaglio e all’ingrosso, con la supervisione di uno staff preparato e affidabile che ha selezionato gli strumenti in grado di offrire le migliori prestazioni, dai più importanti brand. Una squadra solida al servizio dell’eccellenza artigiana del Made in Italy L’azienda nasce nel 1987 con Carmine e Alfonso De Prisco e negli anni, grazie alla passione per la materia e all’aggiornamento costante, ha raggiunto ottimi risultati, specializzandosi nelle attrezzature professionali utilizzate dagli artigiani del legno, dell’acciaio e dell’alluminio. Con l’evoluzione della tecnologia, il mercato ha prodotto strumenti sempre più sofisticati che non solo garantiscono un risultato preciso e pulito, ma sono studiati per ridurre al minimo i rischi legati al loro utilizzo, in linea con l’esigenza di avere alti standard nella sicurezza sul lavoro. L’attenzione nel proporre apparecchiature al passo con i tempi ha permesso a De Prisco Macchine di raggiungere traguardi importanti fino ai giorni nostri, in cui il suo raggio d’azione nella vendita e nell’assistenza comprende tutto il territorio nazionale. Gli articoli di De Prisco Macchine: una gamma completa dei migliori brand In base al settore specifico, De Prisco Macchine effettua un’attenta selezione delle proposte dei marchi più affidabili, tra i quali ci sono Bosch, Stanley, Makita, Black & Decker, Mapei, Fischer e altri, analizzando, per ogni tipologia di macchinario, qual è la casa che offre il prodotto migliore in base a diversi parametri, che vanno dalle tecnologie impiegate alla precisione nell’esecuzione, fino alla reperibilità dei pezzi di ricambio e alla sicurezza nell’utilizzo. In particolare, per l’artigianato del legno, De Prisco Macchine mette a disposizione una serie di strumenti tradizionali, come le pialle a filo e a spessore, le combinate filo-spessore, le toupie con albero fisso e inclinabile, le combinate universali, le seghe circolari a lama inclinabile e molto altro. Si tratta di attrezzature in grado di modellare il legno a piacimento con ottimi risultati in termini di precisione. Per lavorare ferro e alluminio, sono disponibili macchine sofisticate come le sezionatrici orizzontali automatiche, dotate di spintore motorizzato, pinze di bloccaggio e pannelli a controllo numerico; le bordatrici automatiche monolato, ideali per le piccole industrie, perché comode per applicare bordi in PVC, massello e impiallacciatura, ABS e melaminico, a pannelli che vanno dagli 8 ai 40 mm e, infine, le piallatrici-raddrizzatrici automatiche. Da De Prisco Macchine vi è tutto il necessario per tagliare, levigare, fresare, aspirare e affilare il materiale con la massima accuratezza. Inoltre, l’assistenza post-vendita è continua, con la possibilità di revisionare i macchinari e sostituire le parti più obsolete con pezzi di ricambio sempre originali, reperibili in tempi rapidi. Chiamate De Prisco Macchine per conoscere gli articoli in vendita e scoprire le promozioni in corso. Preventivi trasparenti e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Operativa dal 1997, l’Autocarrozzeria SprintCar di Frau Nicola effettua riparazioni su carrozzeria, parti meccaniche e componenti elettroniche di auto multimarca e mezzi industriali. Avvalendosi dell’esperienza pluriennale di professionisti del mestiere e di attrezzature all’avanguardia, realizza interventi rapidi su prenotazione, risolvendo ogni tipo di problema in appena 12-24 ore. Fornisce assistenza per il disbrigo di pratiche amministrative, offre un comodo servizio di autonoleggio a prezzi competitivi e, in caso di veicolo in panne, garantisce un pronto soccorso stradale 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Inoltre l’Autocarrozzeria SprintCar, sita a Parma, è convenzionata con le più importanti compagnie assicurative presenti sul territorio nazionale. Gli accordi stipulati con le varie agenzie permettono alla clientela di scegliere la polizza più adatta alle proprie esigenze a condizioni vantaggiose. Riparazioni auto e assistenza stradale 24h L’Autocarrozzeria SprintCar effettua riparazioni meccaniche su autovetture e veicoli industriali, provvedendo alla sostituzione degli elementi soggetti ad usura con ricambi originali o compatibili ma certificati. I piccoli interventi quali il cambio olio e tutte le operazioni che rientrano nella manutenzione ordinaria del mezzo, vengono eseguiti in poche ore con un’attenzione particolare alla qualità del servizio offerto. La soddisfazione del cliente, infatti, è una priorità per il personale dell’officina meccanica. Contestualmente, i professionisti eseguono lavori su carrozzeria, provvedendo all’eliminazione di graffi superficiali, di ammaccature e alla sostituzione del parabrezza e dei vetri. Presso l’autocarrozzeria SprintCar, inoltre, è possibile richiedere assistenza sul cambio luci a LED o xenon, su eventuali problemi con l’impianto elettrico o il sistema di aria condizionata. Il personale, cortese e qualificato, provvederà in giornata a rendere l’auto nuovamente sicura e pronta per la messa su strada. Qualora gli interventi di manutenzione straordinaria dovessero richiedere più tempo, l’officina propone un comodo servizio di noleggio. La flotta di vetture disponibili nell’ampio parco auto si compone di mezzi all’avanguardia di tutte le marche, in grado di soddisfare le più svariate esigenze di comodità e uso della clientela. L’officina meccanica è provvista di un carro attrezzi attivo tutti i giorni, anche nelle ore notturne, per il recupero di mezzi incidentati, con danni al motore o a qualsiasi altro componente. Il mezzo di soccorso stradale interviene su Parma e provincia, in tempi rapidi. Disbrigo pratiche amministrative Il personale amministrativo dell’Autocarrozzeria SprintCar si occupa del disbrigo di pratiche auto che includono l’immatricolazione del mezzo (italiano oppure estero), il passaggio di proprietà, la reimmatricolazione, la radiazione dei veicoli. Presso il centro assistenza, inoltre, è possibile richiedere le visure PRA e la cancellazione dei fermi amministrativi. In officina si effettua anche la revisione periodica dell’auto, obbligatoria per accertare la sicurezza del mezzo e la sua idoneità a stare su strada. Convenzionata con le migliori compagnie assicurative italiane, l’autofficina offre alla clientela polizze auto a condizioni molto vantaggiose. Per richiedere maggiori informazioni sui servizi offerti, per prenotare un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria oppure per effettuare la revisione dell’auto, chiama l’Autocarrozzeria SprintCar.
Vascon Cav. Oreste è un’impresa edile con sede a Este, in provincia di Padova, ed è un nome ben noto in tutto il Veneto per la sua lunga tradizione nel mondo delle costruzioni e delle ristrutturazioni. Da molti anni l’azienda lavora con passione e competenza, rappresentando una garanzia per privati, aziende ed enti pubblici che cercano qualità, professionalità e rispetto delle tempistiche. La solidità del brand Vascon è sinonimo di affidabilità e attenzione ai dettagli, valori che gli hanno permesso di guadagnarsi la fiducia di una clientela sempre più ampia e diversificata. Dalla nuova costruzione al restauro conservativo, l’azienda sa come valorizzare ogni edificio o spazio, nel rispetto del contesto ambientale, stilistico e storico. Perché scegliere Vascon Cav. Oreste? Le sue “tracce” sono visibili in tutta la regione La storia di Vascon Cav. Oreste è un racconto di impegno e sviluppo costante. Le sue origini risalgono al 1947, quando il fondatore Oreste Vascon iniziò a gettare le basi per un’impresa edile che ben presto si sarebbe distinta nella Bassa Padovana e dintorni per serietà e competenza. Nel corso degli anni ha realizzato edifici religiosi, strutture sanitarie, complessi residenziali, scuole e interventi pubblici, molti dei quali ancora esistenti e tutti visionabili sul sito ufficiale della ditta (insieme ai nuovi progetti e ad alcune opere recenti). Di recente l’azienda ha assunto una nuova ragione sociale e, pur mantenendo il riferimento al passato, si è rinnovata nella leadership: la nuova società, nata nel 2005, vede alla guida Maria Teresa Vascon, che ne porta avanti la visione con energia e continuità. La scelta di rimettersi in gioco con un assetto moderno riflette la volontà di coniugare tradizione e innovazione, garantendo interventi che guardano al futuro senza dimenticare le radici. I servizi offerti e il restauro conservativo come punta di diamante Vascon Cav. Oreste propone un’ampia gamma di servizi nel settore edile: costruzioni ex novo, ristrutturazioni parziali o totali, manutenzioni, opere pubbliche, interventi su edifici civili e commerciali. Tuttavia, il vero fiore all’occhiello dell’azienda è il restauro conservativo, che costituisce un’autentica specializzazione. In questo ambito, l’impresa affronta progetti complessi su edifici storici, luoghi di culto e immobili di pregio: operazioni di ripristino strutturale, recupero decorazioni, consolidamento, rifacimento parziale di facciate e coperture, restauro di elementi architettonici originali, tutto con la massima cura per il valore artistico e storico. Grazie a un team tecnico qualificato, Vascon è in grado di garantire il rispetto dell’identità originaria degli edifici, coordinando artigiani specializzati e figure professionali per preservare materiali, finiture e cultura architettonica. Parallelamente, nei progetti di ristrutturazione tradizionali, l’azienda cura ogni fase: progettazione, impiantistica, finiture e gestione delle pratiche, offrendo anche soluzioni “chiavi in mano”. L’attenzione al dettaglio e alla qualità dei materiali valorizza ogni intervento, restituendo spazi rinnovati e duraturi. Chiama Vascon Cav. Oreste per un preventivo personalizzato e scopri come valorizzare il tuo immobile con esperienza, competenza e passione.
Quali sono i bonus detraibili per la casa nel 2026 Dove inserire le spese di ristrutturazione 50% nel 730 precompilato Hai fatto lavori in casa nel 2025 e vuoi recuperare parte delle spese? Con il 730 precompilato 2026 puoi detrarre il 50% per le ristrutturazioni, il 65% per l’efficienza energetica e altri bonus ancora attivi, ma solo se inserisci i dati nei campi giusti. Un errore di compilazione basta per perdere la detrazione o per ricevere un avviso dall’Agenzia delle Entrate. Ecco come fare correttamente, senza rischi. Quali sono i bonus detraibili per la casa nel 2026 Con il 730/2026, riferito alle spese sostenute nel 2025, è possibile detrarre: Bonus ristrutturazione al 50%, per interventi di manutenzione straordinaria, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si recupera in 10 rate annuali uguali. Ecobonus al 65% (o 50% per alcune tipologie), per interventi di efficienza energetica come caldaie a condensazione, infissi, cappotto termico e pannelli solari termici. Bonus mobili ed elettrodomestici al 50%, legato a un intervento di ristrutturazione iniziato dal 1° gennaio 2024 o successivamente. Il tetto di spesa è fissato a 5.000 euro. Sismabonus, con aliquote variabili dal 50% all’85% a seconda della riduzione del rischio sismico ottenuta. Tutti questi interventi vanno documentati con bonifico parlante, fatture e, nei casi previsti, comunicazione all’ENEA. Dove inserire le spese di ristrutturazione 50% nel 730 precompilato Nel 730 precompilato 2026, le spese per i bonus casa vanno indicate nella Sezione III-A e III-B del Quadro E, dedicata alle detrazioni per recupero edilizio e risparmio energetico. I due righi principali da compilare sono il rigo E41 e il rigo E61. Se il 730 è già precompilato dall’Agenzia delle Entrate con i dati trasmessi da banche e intermediari, verifica sempre che gli importi siano corretti prima di confermare. Cosa indicare nel rigo E41 del 730 Il rigo E41 è dedicato alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio (Bonus ristrutturazione al 50%) e al Bonus mobili. In questo rigo devi indicare: nella colonna 1, il codice che identifica il tipo di intervento (ad esempio il codice 1 per la manutenzione straordinaria); nella colonna 2, l’anno in cui sono iniziati i lavori; nella colonna 3, l’importo complessivo delle spese sostenute nel 2025. Se stai detraendo anche il Bonus mobili, va compilato il rigo E57, separato dall’E41. Cosa inserire nel rigo E61 del 730 Il rigo E61 riguarda invece le spese per l’efficienza energetica (Ecobonus), come la sostituzione della caldaia, l’isolamento termico o la schermatura solare. Qui devi inserire: nella colonna 1, il codice specifico della tipologia di intervento energetico (es. codice 1 per infissi, codice 3 per caldaie a condensazione); nella colonna 2, l’importo delle spese sostenute. Per gli interventi che richiedono la comunicazione all’ENEA, assicurati di averla inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori: senza questo adempimento la detrazione non spetta. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Vuoi ristrutturare casa? Su PagineGialle Casa trovi subito i professionisti della tua zona: richiedi fino a 5 preventivi gratuiti, confrontali e scegli quello più adatto alle tue esigenze. Tutto online, in pochi minuti!
Cosa c'è di nuovo al Salone del Mobile 2026 I trend dell'arredo protagonisti al Salone del Mobile 2026 L'inaugurazione: dalla Scala a Rho Fiera, Milano accende i motori Il Salone del Mobile 2026 parte con numeri da record. Il 21 aprile è stata inaugurata la 64ª edizione a Rho Fiera Milano: 1.900 espositori da 32 Paesi, 227 brand tra debutti e ritorni, quasi 169.000 metri quadrati sold out. Una settimana che non riguarda solo architetti e designer. Il Salone del Mobile è il posto che anticipa le tendenze nell’arredo delle case italiane nei prossimi anni: quali materiali prenderanno piede, quali colori entreranno nei salotti, come evolveranno cucine e bagni. Tendenze che partono dai padiglioni di Rho e arrivano, nel giro di qualche stagione, nelle case di chi sta pensando a una ristrutturazione o a un nuovo arredo. Il tutto mentre Milano si riempie di turisti e operatori da tutto il mondo, con un flusso di presenze che, secondo il sindaco Beppe Sala, ha già superato le aspettative. Cosa c’è di nuovo al Salone del Mobile 2026 Credits: Portanuova Sono 227 i brand tra debutti e ritorni: 161 espositori affacciano per la prima volta ai viali della fiera, mentre 66 tornano dopo anni di assenza, tra cui Natuzzi, che mancava da sei anni. Tornano in grande stile le Biennali dedicate a cucina e bagno. EuroCucina con FTK Technology for the Kitchen riunisce 106 brand da 17 Paesi, mentre il Salone Internazionale del Bagno raccoglie 163 brand da 14 Paesi. Due sezioni molto attese da professionisti, progettisti e appassionati del settore. Tra le novità assolute di questa edizione spicca Salone Raritas, la piattaforma dedicata al design in edizione limitata e all’alta manifattura, pensata per connettere gallerie e designer con decision maker internazionali. C’è poi l’installazione immersiva Aurea, an Architectural Fiction, e il SaloneSatellite, con 700 designer under 35 e 23 scuole e università internazionali, da sempre il laboratorio delle nuove generazioni del progetto. I trend dell’arredo protagonisti al Salone del Mobile 2026 Ogni edizione del Salone racconta come sta cambiando il modo di vivere la casa, e il 2026 non fa eccezione. Tra le tendenze più evidenti del 2026 c’è il ritorno a tinte che riconnettono con la natura: terracotta, ruggine, verde salvia e ocra, ma anche nuance più eteree come il celeste polvere. Una palette che punta alla calma e all’equilibrio. Le linee continuano a essere morbide e curve: divani, poltrone e mobili vengono progettati come gusci protettivi, e questa tendenza contamina praticamente ogni tipologia di arredo, dalle cucine ai mobili contenitore. Grande spazio anche alla modularità. Le soluzioni presentate al Salone riflettono una domanda di arredi sempre più flessibili e capaci di adattarsi a contesti in continuo mutamento, in risposta a case che oggi devono contenere lavoro, relax e spazi personali tutti insieme. Torna forte anche il valore dell’artigianalità: numerosi arredi portano con sé le tracce visibili del processo da cui nascono, nelle imperfezioni del vetro soffiato o nelle venature del legno lavorato a mano. L’inaugurazione: dalla Scala a Rho Fiera, Milano accende i motori Shutterstock Sul fronte istituzionale, l’inaugurazione è avvenuta con il taglio del nastro alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro degli Esteri Antonio Tajani. La sera precedente, al Teatro alla Scala, la Filarmonica diretta da Michele Mariotti ha aperto ufficialmente la settimana con un concerto di alto profilo culturale. Il sindaco Beppe Sala ha segnalato un flusso di visitatori già consistente, definendolo persino sorprendente rispetto alle aspettative, con una presenza importante di turisti americani. Guardando al futuro, nel 2027 debutterà Salone Contract, con il Masterplan affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten di OMA, a conferma che la manifestazione è in costante evoluzione. Hai trovato spunto per rinnovare gli arredi di casa? Su PagineGialle Casa trovi i migliori rivenditori di componenti d’arredo nella tua zona. Cerca, confronta e richiedi informazioni direttamente online: bastano pochi clic per trovare il negozio giusto vicino a te.
Dove si trovano le dispersioni nelle finestre in legno Si possono cambiare le guarnizioni delle finestre Cosa usare per sigillare le finestre in legno Come isolare il vetro delle vecchie finestre in legno Quando conviene isolare le vecchie finestre in legno Cosa non fare quando si isola una finestra in legno Senti correnti d’aria anche con le finestre chiuse? Prima di spendere migliaia di euro per sostituirle, sappi che nella maggior parte dei casi puoi isolarle senza smontarle, con una spesa che va da poche decine di euro fino a 500 euro a finestra se scegli di cambiare solo il vetro. Gli interventi più efficaci riguardano tre punti precisi: le guarnizioni tra anta e telaio, la sigillatura perimetrale tra telaio e muratura, e il vetro. La chiave è capire dove si trovano davvero le perdite ed intervenire con i materiali giusti. Se invece il telaio è deteriorato o deformato, la sostituzione completa diventa la scelta giusta, e con il Bonus infissi puoi detrarre il 50% della spesa. Dove si trovano le dispersioni nelle finestre in legno Shutterstock Per individuare le dispersioni nelle finestre datate, serve una diagnosi corretta. Solitamente, le dispersioni termiche in un serramento in legno datato si concentrano in tre zone distinte: il giunto tra anta e telaio fisso; il perimetro tra telaio e muratura; il vetro stesso. Per individuarle senza strumenti costosi, bastano due metodi. Il primo è la prova con una candela o un accendino: avvicinato ai bordi della finestra chiusa, evidenzia immediatamente i flussi d’aria. Il secondo è la termografia a infrarossi, che restituisce un’immagine chiara e precisa delle zone a maggiore dispersione. Nella maggior parte dei casi che si incontrano su edifici datati, le guarnizioni di battuta sono completamente prive di elasticità, ridotte a filamenti rigidi incapaci di garantire la tenuta. È il punto da cui partire sempre. Si possono cambiare le guarnizioni delle finestre Si, e si tratta dell’intervento col maggior rapporto costo/beneficio. Le guarnizioni in EPDM o in silicone espanso, inserite lungo il perimetro dell’anta, garantiscono una tenuta duratura e resistono bene alle variazioni di temperatura. Il costo del materiale è tra 10 e 30 euro a finestra. Se il telaio non ha una sede predisposta per la guarnizione, si può usare un profilo autoadesivo in neoprene: meno performante, ma applicabile senza modificare il serramento. Cosa usare per sigillare le finestre in legno Per sigillare correttamente il perimetro tra telaio e muratura consiglio un sigillante acrilico elastico, compatibile con legno verniciato o trattato, applicato dopo aver rimosso il vecchio sigillante deteriorato e aver pulito accuratamente la superficie. Il silicone neutro è un’alternativa valida, ma richiede superfici perfettamente asciutte. Il silicone acetico è da evitare: rilascia acido acetico che degrada sia il legno che le verniciature a base acqua. Le fughe tra controtelaio e muratura sono spesso trascurate, ma rappresentano una via preferenziale per l’aria fredda. Come isolare il vetro delle vecchie finestre in legno Shutterstock Per isolare una finestra dagli spifferi abbiamo principalmente due strategie. La prima soluzione è la pellicola isolante applicata sul vetro esistente. È un rimedio economico e rapido, utile soprattutto in contesti vincolati o come misura temporanea, con costi intorno ai 15/25 euro a finestra. Non migliora in modo rilevante le prestazioni termiche del vetro, ma riduce le correnti percepite grazie allo strato d’aria che si crea tra la pellicola e il vetro. La soluzione più efficace è invece la sostituzione del solo vetro con un’unità vetrocamera doppia o tripla a bassa emissività, mantenendo il telaio originale. Se il telaio è in buone condizioni strutturali, questo è l’intervento tecnicamente più corretto: permette di ridurre in modo significativo la dispersione termica, avvicinandosi ai requisiti previsti dal D.Lgs. 192/2005 per gli interventi di riqualificazione energetica. Il costo oscilla tra 150 e 500 euro a finestra in base alle dimensioni, verificando che il telaio possa accogliere lo spessore del nuovo vetrocamera. Quando conviene isolare le vecchie finestre in legno Isolare conviene quando il telaio è ancora in buone condizioni: legno integro, geometria dell’anta regolare, assenza di marcescenza o deformazioni evidenti. In questi casi, con una spesa contenuta si recuperano prestazioni termiche significative e si prolunga la vita del serramento di molti anni. Conviene anche quando si opera su edifici storici o soggetti a vincoli paesaggistici, dove la sostituzione dei serramenti originali non è sempre possibile o richiede autorizzazioni specifiche. In questi contesti, gli interventi di isolamento mirato sono spesso l’unica strada percorribile. Il ragionamento cambia se il telaio è deteriorato in profondità, con marcescenze, attacchi fungini o deformazioni che impediscono una chiusura corretta. In quel caso nessun intervento di isolamento tiene nel tempo, e la sostituzione diventa la scelta più corretta, tanto più se si considera che il Bonus infissi consente di detrarre il 50% delle spese per la sostituzione con serramenti ad alte prestazioni energetiche. Cosa non fare quando si isola una finestra in legno Prima di intervenire su vetri o sigillature, bisogna sempre verificare lo stato delle cerniere e la geometria dell’anta. È un passaggio che viene spesso saltato, ma un’anta deformata o mal regolata non chiude correttamente sul battente, e nessun intervento successivo può compensare quel problema. Sulle giunzioni tra telaio e muratura si vede spesso usare silicone acetico o sigillanti rigidi, che sembrano tenere bene all’inizio ma si fessurano dopo il primo ciclo stagionale. Il legno lavora con l’umidità e la temperatura, quindi serve sempre un prodotto elastico. Il silicone acetico è da evitare anche per un altro motivo: durante la polimerizzazione rilascia acido acetico, che degrada il legno e le verniciature moderne a base acqua. C’è poi un rischio che riguarda soprattutto cucine e bagni: sigillare troppo bene un serramento in un ambiente con alta produzione di vapore, senza garantire un ricambio d’aria sufficiente, sposta il problema invece di risolverlo. L’umidità si deposita sul vetro freddo o sui ponti termici del telaio, e la muffa arriva di conseguenza.
Chi può montare un climatizzatore Si può installare un climatizzatore da soli Cosa deve rilasciare l'installatore del climatizzatore Quanto costa farsi montare un condizionatore Hai deciso di installare un condizionatore e stai pensando di chiamare l’elettricista o l’idraulico di fiducia? Attenzione: potrebbe essere un errore costoso. La legge italiana impone che a montare uno split sia esclusivamente un tecnico certificato F-Gas, l’unico abilitato a lavorare sui circuiti refrigeranti. Affidarsi a qualcuno senza questa certificazione espone a sanzioni che vanno da 500 a 100.000 euro, e si rischiano sia chi esegue i lavori sia chi li commissiona. Ecco a chi rivolgerti, cosa devi farti consegnare e quanto puoi aspettarti di spendere. Chi può montare un climatizzatore Shutterstock La figura giusta è il tecnico frigorista certificato F-Gas, ovvero un professionista abilitato a maneggiare i gas fluorurati usati nei circuiti refrigeranti degli split. Né l’elettricista né l’idraulico, da soli, sono automaticamente abilitati a questo lavoro. Alcuni lo sono, ma solo se hanno conseguito anche la certificazione F-Gas. Quindi prima di chiamare chiunque, la domanda giusta è: “Hai la certificazione F-Gas?” In pratica, chi installa condizionatori di mestiere di solito è un tecnico del freddo o un installatore specializzato in climatizzazione. Spesso le aziende che vendono i climatizzatori offrono anche il servizio di installazione con personale certificato, ed è spesso la scelta più comoda e sicura. Vale la pena verificare che la certificazione sia ancora valida: ha una scadenza e va rinnovata periodicamente. Puoi chiedergli di mostrarti il documento prima di iniziare i lavori. Un professionista serio non avrà nessun problema a farlo. Si può installare un climatizzatore da soli No. Non puoi installare da solo un condizionatore fisso in Italia. Il D.P.R. 146/2018 stabilisce che tutte le operazioni che coinvolgono gas fluorurati, incluso il collegamento del circuito refrigerante, devono essere eseguite da un tecnico in possesso di certificazione F-Gas rilasciata da un organismo accreditato. Le sanzioni per chi viola questa norma vanno da 500 a 100.000 euro, sia per chi esegue i lavori senza certificazione, sia per il proprietario che commissiona i lavori a personale non abilitato. C’è però un’eccezione importante: i condizionatori portatili monoblocco non richiedono alcuna certificazione, perché non hanno circuiti refrigeranti aperti. Li puoi posizionare e collegare autonomamente, senza alcun problema. Per tutto il resto, devi affidarti a un professionista. Cosa deve rilasciare l’installatore del climatizzatore Quando fai installare un climatizzatore, hai diritto a ricevere alcuni documenti che certificano il lavoro eseguito e ti tutelano nel tempo. L’installatore deve consegnarti il libretto d’impianto, obbligatorio per tutti gli apparecchi con potenza superiore a 12 kW ma consigliato in ogni caso. Deve fornirti anche la documentazione relativa alla carica di gas refrigerante immessa nell’impianto e, se durante l’installazione sono stati eseguiti interventi sull’impianto elettrico, la dichiarazione di conformità prevista dal D.M. 37/2008. A questi si aggiungono la scheda identificativa dell’apparecchio e il manuale d’uso. Conserva tutto con cura. Questi documenti ti servono in caso di guasti, manutenzioni future, vendita dell’immobile o accesso a detrazioni fiscali. Un dettaglio spesso sottovalutato: senza il libretto d’impianto in regola, potresti avere difficoltà a far valere la garanzia del produttore in caso di problemi. Se l’installatore non ti consegna nulla o tergiversa, è un segnale da non ignorare. Quanto costa farsi montare un condizionatore Shutterstock Il prezzo di installazione dipende da diversi fattori e può variare anche in modo significativo. Per un monosplit da 9.000 a 12.000 BTU, in condizioni standard, si spende in genere tra i 200 e i 400 euro. Si tratta però di una stima di partenza: se l’installazione richiede passaggi lunghi nella muratura, staffaggi particolari o posizionamenti difficoltosi, il costo può superare i 500 euro. Per i multisplit la spesa cresce proporzionalmente al numero di unità interne da collegare, e ogni zona aggiuntiva comporta un costo extra sia per la manodopera che per i materiali. A proposito di materiali: tubi, staffe, canaline e raccordi non sono sempre inclusi nel preventivo base. Prima di confermare il lavoro, chiedi esplicitamente cosa è compreso e cosa no, per evitare sorprese in fattura. Attenzione ai prezzi troppo bassi: spesso nascondono lavori eseguiti senza certificazione, materiali scadenti o l’assenza della documentazione obbligatoria. Un risparmio immediato può tradursi in costi ben più alti nel tempo, tra riparazioni, sanzioni e problemi con la garanzia. Il consiglio più utile è richiedere almeno due o tre preventivi da installatori diversi, confrontando non solo il prezzo ma anche cosa includono, i tempi di intervento e se rilasciano tutta la documentazione prevista dalla legge. Per approfondire: Come installare un condizionatore in casa: consigli, costi, normativa e bonus Vuoi installare un condizionatore? Trovare il tecnico giusto fa la differenza tra un impianto che funziona bene per anni e uno che ti dà problemi fin dal primo mese. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti da installatori certificati F-Gas della tua zona. Compila il form in pochi minuti e ricevi le offerte direttamente via email!
Quali bonus sono disponibili per la tinteggiatura interna ed esterna Quando la tinteggiatura è detraibile Come funziona il Bonus tinteggiatura: aliquote e adempimenti Stai pensando di ridipingere le pareti di casa e vuoi sapere se puoi detrarre la spesa? Nel 2026 la tinteggiatura non ha un bonus dedicato: rientra nel Bonus ristrutturazione solo in determinati casi, e chi non li conosce rischia di perdere il diritto alla detrazione. Con un’aliquota fino al 50% per la prima casa, capire quando e come accedere al beneficio può fare una differenza concreta sul costo finale dei lavori. Quali bonus sono disponibili per la tinteggiatura interna ed esterna La tinteggiatura, sia interna che esterna, può rientrare nel Bonus ristrutturazione previsto dall’art. 16-bis del TUIR, che disciplina il recupero del patrimonio edilizio. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato le aliquote già in vigore nel 2025: 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Nessun stravolgimento, quindi, per chi ha lavori in programma quest’anno. È importante chiarire subito una cosa: il Bonus facciate non è più operativo dal 2023. Chi vuole detrarre interventi sulle facciate deve fare riferimento esclusivamente al Bonus ristrutturazione oppure, nel caso di lavori che migliorano le prestazioni energetiche dell’edificio, all’Ecobonus. Quando la tinteggiatura è detraibile La tinteggiatura interna di un singolo appartamento, eseguita come intervento isolato, è classificata come manutenzione ordinaria dall’art. 3 del DPR 380/2001 e non dà diritto alla detrazione. L’Agenzia delle Entrate è esplicita su questo punto: imbiancatura di pareti e soffitti, rifacimento degli intonaci interni e rinnovo delle sole finiture non rientrano tra i lavori agevolabili quando riguardano un appartamento privato preso singolarmente. Il discorso cambia in due situazioni precise. La prima riguarda le parti comuni degli edifici condominiali: scale, androni, facciate condivise e altri spazi collettivi possono essere tinteggiati accedendo alla detrazione anche quando si tratta di semplice manutenzione ordinaria. La seconda situazione riguarda gli interventi più ampi su unità private. Quando la tinteggiatura è parte di un progetto di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione edilizia, la spesa per la pittura viene assorbita nell’intervento principale e diventa pienamente detraibile. Alcuni esempi concreti: rifacimento della facciata con installazione di cappotto termico; lavori che coinvolgono modifiche murarie o interventi sugli impianti; ristrutturazione che cambia la distribuzione degli spazi interni; ripristino di intonaci ammalorati con nuova tinteggiatura finale. In questi casi non si valuta la singola mano di pittura, ma l’insieme delle opere realizzate. Per questo conviene sempre pianificare i lavori in modo organico, includendo la tinteggiatura nel progetto complessivo fin dall’inizio. Come funziona il Bonus tinteggiatura: aliquote e adempimenti Nel 2026 la detrazione è del 50% per gli interventi sull’abitazione principale e del 36% per tutti gli altri immobili, compresi gli immobili non residenziali e le seconde case. Il limite massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione viene recuperata in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Su una spesa di 10.000 euro, per fare un esempio pratico, chi detrae al 50% recupera 500 euro all’anno per dieci anni. Per ottenere il Bonus tinteggiatura è obbligatorio rispettare alcune regole che, se trascurate, possono portare alla perdita totale della detrazione: il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, con causale specifica, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa esecutrice; le fatture devono essere intestate a chi richiede la detrazione e conservate con cura: nella dichiarazione dei redditi vanno indicati i dati catastali dell’immobile; se i lavori superano i 70.000 euro, nel contratto con l’impresa deve essere riportato il riferimento ai contratti collettivi del settore edile. Cessione del credito e sconto in fattura non sono più disponibili per la quasi totalità degli interventi ordinari di recupero edilizio. Nel 2026 l’unica strada percorribile per la maggior parte dei contribuenti è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi, motivo in più per impostare correttamente ogni aspetto burocratico fin dal principio. Per approfondire: Come dipingere le pareti di casa? Idee, effetti, costi e bonus Vuoi tinteggiare casa e risparmiare con le detrazioni fiscali? Su PagineGialle Casa trovi professionisti qualificati vicino a te. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati: compila il form e confronta le offerte comodamente da casa!
Come abbinare parquet e gres senza stacchi visivi Parquet e gres insieme: quando conviene davvero I migliori abbinamenti tra parquet e gres Come scegliere colori e finiture Parquet e gres porcellanato insieme? Molti ci rinunciano in partenza, convinti che due materiali così diversi non possano andare d’accordo. In realtà funzionano benissimo, a patto di fare le scelte giuste. In questa guida trovi come evitare stacchi visivi, quando conviene davvero usarli insieme, quali sono gli abbinamenti che funzionano meglio e come orientarsi su colori e finiture in base alla luce e allo stile della tua casa. Come abbinare parquet e gres senza stacchi visivi Il problema più comune quando si usano due materiali diversi è lo “stacco” visivo: quella sensazione di discontinuità che rende l’ambiente caotico o poco rifinito. Quando si cammina in un ambiente e si nota subito il cambio di pavimento, quasi sempre è perché tonalità o formati sono troppo distanti tra loro. La regola più semplice è restare sullo stesso registro cromatico: se il parquet è caldo, con venature miele o nocciola, anche il gres dovrebbe andare in quella direzione. Se invece il parquet è grigio o spazzolato, un gres effetto cemento o pietra chiara ci sta molto meglio di uno beige. Un altro dettaglio che in pochi considerano è la fuga del gres. Una fuga sottile, con un colore vicino al materiale, aiuta la continuità. Una fuga larga o troppo contrastante, invece, divide visivamente anche un ambiente ben pensato. Anche il punto in cui i due materiali si incontrano merita attenzione. Un profilo di raccordo pulito, o un taglio netto in corrispondenza di una porta o di un’isola in cucina, fa sembrare tutto più progettato. Quando invece il passaggio avviene in mezzo alla stanza senza un motivo preciso, si vede. Parquet e gres insieme: quando conviene davvero Shutterstock Non sempre è la scelta giusta. Il caso più frequente e più riuscito è l’open space cucina-soggiorno: il gres in cucina è pratico perché resiste all’acqua, ai grassi e ai graffi, mentre il parquet in soggiorno aggiunge calore e comfort. La giunzione si crea solitamente in corrispondenza dell’isola o del perimetro della cucina, con un taglio netto o un profilo di raccordo. Anche senza pareti divisorie, cambiare pavimento aiuta a definire le zone. Un corridoio in gres e un salotto in parquet comunicano subito funzioni diverse senza bisogno di elementi architettonici separatori. È una scelta che funziona molto bene nelle abitazioni moderne e negli appartamenti con metrature generose. Nelle ristrutturazioni parziali, infine, si pone spesso il problema inverso: si interviene su una parte della casa e si vuole scegliere un gres che dialoghi con il parquet già esistente nel resto dell’abitazione. In questo caso, trovare una tonalità e una finitura compatibili con il legno preesistente è la sfida principale, e spesso vale la pena portare un campione del parquet dal rivenditore prima di fare qualsiasi scelta. I migliori abbinamenti tra parquet e gres Tra tutti gli accostamenti possibili, alcuni funzionano meglio di altri sia esteticamente che praticamente. Il più richiesto nelle ristrutturazioni contemporanee è parquet chiaro abbinato a gres effetto cemento. Il legno in toni naturali, come frassino, rovere o acero, bilancia la freddezza del cemento e crea un ambiente luminoso e moderno, perfetto per gli open space. L’inverso, parquet scuro con gres chiaro, dà più carattere agli ambienti ma richiede spazi sufficientemente grandi per non risultare pesante. Un rovere tinto scuro o un wengé si abbina bene a un gres bianco, avorio o grigio chiaro, con un effetto elegante e contemporaneo. Per chi preferisce un risultato più caldo e raffinato, il parquet in tonalità miele o nocciola con gres effetto pietra calcarea o travertino è una scelta classica che funziona anche in stili più tradizionali. La venatura naturale del legno dialoga bene con le irregolarità visive della pietra, senza che nessuno dei due materiali prevalga sull’altro. Un caso a parte è il gres effetto legno abbinato al parquet vero. Va usato con molta cautela: il rischio è che uno dei due sembri “il falso” dell’altro. Funziona solo se i due materiali sono in zone ben separate e se le venature non si somigliano troppo. Quando il dubbio c’è, è quasi sempre preferibile optare per un gres in tinta neutra. Come scegliere colori e finiture Shutterstock La scelta cromatica dipende da quattro fattori principali e vale la pena considerarli insieme prima di prendere qualsiasi decisione: il primo è la luce naturale. In ambienti poco luminosi conviene evitare sia il parquet molto scuro che il gres molto scuro: rischiano di rendere la stanza cupa e visivamente più piccola. Meglio puntare su tonalità chiare e finiture opache o satinate, che diffondono meglio la luce senza creare abbaglio; il secondo è la dimensione degli ambienti. In spazi piccoli, formati grandi e tonalità omogenee allargano visivamente la stanza. In ambienti grandi ci si può permettere contrasti più decisi senza che il risultato risulti frammentato o caotico; il terzo elemento è il registro cromatico: toni caldi o freddi. I toni caldi, come beige, miele, sabbia e rovere dorato, rendono gli ambienti più accoglienti e si abbinano bene a mobili in legno naturale o bianco. I toni freddi, grigio, antracite e bianco puro, danno un effetto più moderno e minimale ma richiedono un buon equilibrio con elementi tessili e di arredo per non risultare algidi; l’ultimo fattore è lo stile dell’arredamento. In un interior contemporaneo e minimal, il gres effetto cemento con parquet rovere spazzolato grigio funziona perfettamente. In uno stile classico o rustico è meglio restare su toni caldi e finiture naturali, evitando superfici lucide. Lo stile scandinavo regge bene gli accostamenti bianchi con legno chiaro, mentre il contemporaneo si presta ai contrasti più forti tra materiali e colori. Stai scegliendo il pavimento per la tua casa? Trovare il posatore giusto fa la differenza tra un risultato mediocre e uno che dura nel tempo. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti da professionisti della tua zona. Compila il form e ricevi le offerte direttamente via email.