Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Fondato nel 2016 da Fabio Milone, Sistema Revisioni Srl è un negozio di ricambi auto che si trova a Susa in provincia di Torino in grado di offrire una vasta scelta di articoli per ogni esigenza. Officina meccanica e montaggio di pneumatici Revisionare il proprio mezzo di trasporto è un obbligo di legge che prevede determinate scadenze. Il prescritto controllo può essere richiesto al centro autorizzato Sistema Revisioni Srl che dispone di tutta la necessaria attrezzatura al fine di garantire un servizio di elevata qualità, in tempi quanto più possibile rapidi. In aggiunta alla revisione auto, è disponibile quella per mezzi commerciali leggeri e moto. Nel corso della procedura il team di esperti si occuperà di verificare il grado di sicurezza del mezzo, nonché i livelli di emissioni inquinanti e l’indice di rumorosità. Sistema Revisioni Srl dispone inoltre di un’officina all’interno della quale operano meccanici qualificati e vengono portate a termine riparazioni di vario genere su motori, freni, cinghie, trasmissioni, pistoni, ecc. I clienti hanno anche la possibilità di chiedere la sostituzione delle gomme con versioni performanti e adatte alla stagione. Il punto vendita da sempre si contraddistingue per l’ampia gamma delle soluzioni, distribuite dalle migliori marche del settore, così da garantire la piena soddisfazione della clientela. Accessori multimarca per auto e moto a prezzi competitivi Sistema Revisioni Srl vende ricambi originali e compatibili per auto e moto grazie ai quali poter ripristinare le funzionalità del mezzo. Gli accessori disponibili, molti dei quali in pronta consegna, sono realizzati da noti brand e appositamente progettati per assicurare durevolezza nel tempo. Investire in un ricambio resistente e costruito con materiali selezionati vuol dire evitare continue manutenzioni e di conseguenza risparmiare in modo significativo nel lungo periodo. Per identificare facilmente il prodotto compatibile con il proprio veicolo a quattro o due ruote basta far riferimento al numero di telaio che viene riportato sul libretto di circolazione. In caso di dubbi si può sempre contare sulla preparazione e cortesia degli addetti alla vendita che sapranno suggerire l’articolo adeguato al caso specifico e fornire la necessaria assistenza tecnica. Presso Sistema Revisioni Srl sarà possibile acquistare a prezzi altamente concorrenziali ammortizzatori, alzacristalli elettrici, antenne radio, barre portapacchi, batterie, cerchi in lega e copricerchi. Un reparto è poi interamente dedicato alle calze e catene da neve di ogni tipologia, ad esempio a tensione manuale o automatica, molto semplici da montare e indispensabili per affrontare qualsiasi genere di fondo in completa sicurezza. Nel corso del tempo Sistema Revisioni Srl ha ampliato l’offerta dei ricambi comprendendo i fanali alogeni, i filtri per carburante e per l’olio. Al fine di rendere l’abitacolo della propria macchina più confortevole e curato non mancano le fodere anteriori e posteriori realizzate con tessuti elasticizzati, impermeabili e da scegliere in moltissime combinazioni di colore. La perfetta adattabilità dei coprisedili, che vengono proposti non solo come coppia ma anche come set completo, viene garantita sulla maggior parte delle autovetture attualmente in circolazione, comprese quelle che presentano le sedute sportive e che integrano il poggiatesta. Cerchi un centro in cui comprare un nuovo paraurti o in cui fare la revisione della tua moto? Chiedi subito una consulenza a Sistema Revisioni Srl.
La Pasticceria Reinhard è il luogo ideale per un divertente aperitivo con gli amici o per regalarsi un momento di dolcezza al termine della giornata. Parliamo di una location accogliente, apprezzata dalla clientela e attiva a Moena dal 1994. Oltre a degustare ottimi prodotti artigianali seduti ai tavolini del locale, potrai ordinare torte per eventi e richiedere la realizzazione di monoporzioni in grandi quantitativi per feste aziendali o compleanni. Il comune denominatore di ogni creazione è la scelta degli ottimi ingredienti, tutte materie prime di alta qualità, che rendono il dolce ancora più gustoso. Pasticceria Reinhard: il servizio offerto dal locale di Moena La Pasticceria Reinhard offre al cliente un rapido e funzionale servizio bar, ideale per la colazione o per prendere un rapido caffè prima di andare al lavoro. Numerose sono le specialità fresche o secche da consumare sul posto, come biscotti o cornetti dal sapore delizioso. Il bancone dei dolci offre una selezione talmente ampia da soddisfare anche i palati più raffinati, con dolci classici come tiramisù e millefoglie e creazioni più moderne come torte geometriche e dai sapori particolari. Ancora, se sei ospite a casa di amici potrai portare un vassoio di biscotti per il tè oppure richiedere una speciale creazione, inserendo pure un messaggio in caso di compleanno o particolare celebrazione. In occasione di eventi o festività, sono realizzati dolci classici, come panettoni e pandori, torroni o colombe artigianali. I dolci su ordinazione sono creati nel rispetto dei tempi richiesti e consegnati puntualmente, dando al cliente un ottimo servizio con un valido rapporto qualità-prezzo. Il locale è anche un lounge bar molto raffinato e alla moda, dove ritrovarsi per sorseggiare un cocktail colorato in compagnia delle persone care e assaggiare contestualmente specialità dolci e salate. Su ordinazione è possibile ottenere grandi quantitativi di dolci per eventi aziendali, comunioni, cresime e matrimoni, contando sul top della qualità degli ingredienti e sulla soddisfazione del cliente qualsiasi siano i suoi gusti. Il segreto della Pasticceria Reinhard: cortesia e un pizzico di amore La Pasticceria Reinhard è aperta dal 1994 e ogni anno ha saputo innovarsi pur mantenendosi ancorata alla tradizione locale. Si tratta di un negozio artigianale, dove ogni sapore è bilanciato e si ricerca la perfezione dal punto di vista del gusto e dell’estetica. Parliamo infatti di torte belle e curate, ideali per fare una splendida figura a cena con amici ma anche per un matrimonio o una celebrazione tipo battesimi o comunioni. Lo staff è cortese e professionale, sempre pronto ad aiutare il cliente nella selezione del prodotto adatto, dando anche la chance di assaggiare le creazioni classiche e quelle più particolari. Soprattutto per la realizzazione di ampi buffet è possibile godere di sconti e promozioni sulle grandi quantità, accordandosi prima con la pasticceria. Vieni a prendere un caffè presso la Pasticceria Reinhard e goditi un momento di relax ordinando biscotti secchi o un pasticcino mignon dal sapore unico e ancora legato alla tradizione artigianale.
A Costa Masnaga, una località della provincia di Lecco, si trova Auto Costa, un’azienda di servizi per gli automobilisti. L’attività nasce nel 1996 come stazione di servizio carburanti, officina e autolavaggio, ma è nel 2016 che il titolare, Manzoni Alessandro, amplia l’offerta inserendo il noleggio a breve e lungo termine di auto e furgoni, soluzione flessibile e conveniente per privati e aziende. Qualche anno più tardi, nel 2023, Auto Costa abbraccia anche il settore della compravendita mezzi a due e a quattro ruote nuovi, usati e a Km 0, garantendo ai propri clienti vetture sicure e affidabili. Il parco auto è composto da veicoli (compresi quelli commerciali) di tutte le marche e modelli, in modo da soddisfare ogni esigenza di budget. Lo staff amministrativo di Auto Costa provvede al disbrigo delle pratiche di immatricolazione, fornisce assistenza post-vendita sollevando l’acquirente da ogni incombenza. Chi possiede una vettura da vendere potrà rivolgersi allo staff che eseguirà un’analisi completa del mezzo prima di concludere l’affare con pagamenti immediati. Noleggio auto per viaggi brevi o per un lungo periodo Auto Costa mette a disposizione dei clienti una vasta gamma di vetture multimarca a noleggio con tariffe competitive, pacchetti flessibili e personalizzati, assicurando il miglior rapporto qualità-prezzo. Prima della consegna, tutti i mezzi vengono sottoposti a rigorosi controlli per accertarne la piena efficienza e sicurezza su strada. Il nolo di auto, pulmini e furgoni a breve e lungo termine per privati e aziende con partita IVA include la manutenzione del veicolo e la possibilità di riscatto finale (opzione rent to buy). Il servizio permette di usufruire dell’auto per un periodo minimo di 6 mesi e massimo di 12, durante i quali sono compresi tutti i servizi tra cui il tagliando, il cambio gomme, la copertura assicurativa con Full Kasko, la revisione. Scaduto il contratto, il cliente può decidere di riscattare la vettura, ad un costo vantaggioso e senza interessi. Per alcuni mezzi è previsto il prolungamento del noleggio o il rifinanziamento del valore di riscatto finale, con rate fino a 60 mesi. Lavaggio auto furgoni e camion a mano completo ed accurato Presso Auto Costa è possibile effettuare il lavaggio rapido o completo di mezzi a due e a quattro ruote. Lo staff impiega esclusivamente prodotti ecosostenibili, impegnandosi a preservare l’ambiente senza compromettere in alcun modo la qualità del servizio. La prima modalità si basa su un trattamento iniziale effettuato dall’operatore supportato da un’efficiente idropulitrice ad alta pressione. Segue lo shampoo all’interno del tunnel (dotato di spazzole antigraffio) e al termine verranno stesi uno strato di polish e la doppia cera protettiva sulla scocca. L’asciugatura avviene all’esterno, in un luogo ombreggiato. L’opzione più completa prevede in aggiunta la spugnatura a mano, il risciacquo con doppia cera protettiva e l’uso di speciali panni per eliminare i residui d’acqua. Il personale si prende cura degli interni effettuando l’aspirazione della moquette, la pulizia delle plastiche, del cruscotto, dei vetri e applicando il nero lucidante alle gomme. Cielo, sedili e altri componenti del veicolo vengono igienizzati con prodotti a base alcolica autorizzati PMC. Il servizio si estende anche a camion, furgoni e trattori. Auto Costa si occupa pure di lucidatura dei fari con kit MAFRA, dell’oscuramento dei vetri posteriori e del ripristino delle pelli delle sedute. Chiama per avere più informazioni sul noleggio auto e veicoli commerciali oppure per prenotare un appuntamento.
Lo studio legale Bosso ha sede nel centro di Torino ed è pronto ad assistere coloro che richiedono consulenza legale nel settore civile, con specifico riguardo all’ambito previdenziale, del diritto del lavoro e del diritto di famiglia. Grazie alla presenza di un team di legali qualificati e professionali coadiuvati dall’avvocato Giuseppino Bosso, cassazionista e con oltre sessant’anni di esperienza, lo studio è in grado di prendere in carico qualsiasi caso, ottenendo sempre ottimi risultati. Il punto di forza della consulenza è lo studio continuo del diritto che si nutre di una solida preparazione universitaria e di una formazione costante sia nella dottrina giuridica che nella giurisprudenza, che permette agli avvocati di fornire un’assistenza puntuale in qualsiasi ambito del diritto civile. Parliamo di questioni attinenti al diritto di famiglia come separazioni consensuali e giudiziarie, divorzi e tutela dei minori, oltre alla consulenza in questioni successorie. Tra gli ambiti di competenza dello studio legale Bosso c’è il diritto del lavoro, per dirimere qualsivoglia controversia tra datore di lavoro e lavoratore, per far valere i diritti previsti nel contratto di lavoro dipendente, riconoscere o rivalutare il Trattamento di Fine Rapporto e sottoscrivere accordi con il sindacato di riferimento. Professionalità e dedizione al lavoro: la chiave del successo Lo studio legale Bosso viene fondato negli anni ’60 dall’avvocato Giuseppino Bosso che lavora con grande dedizione e professionalità, dando vita a un’importante realtà nel centro torinese. Una passione per il mondo giuridico che viene trasmessa anche a suo figlio, l’avvocato Carlo Bosso, che si avvale della valida collaborazione dell’avv. Nadia Buso e di un team di legali pronti ad assistere i propri clienti in diversi ambiti. Tra le competenze principali, oltre al diritto del lavoro e al diritto di famiglia, lo studio si occupa di questioni attinenti alla previdenza sociale per tutelare il cittadino in caso di infortuni, invalidità o per richieste di pensionamento. Questo significa che gli avvocati inoltrano l’istanza agli organi preposti, producendo la documentazione, stilando un’apposita relazione ed elaborando ricorsi nell’ipotesi di rigetto. Negli anni i legali dello studio Bosso hanno acquisito grande esperienza nel settore contrattuale e del recupero crediti, lavorando sulle rescissioni contrattuali e sul risarcimento danni conseguenti a inadempimenti di una delle parti. La tutela ha inizio con lo studio del contratto e prevede la costituzione in mora della controparte, la notifica del decreto ingiuntivo per il riconoscimento del credito fino al recupero coattivo delle somme attraverso gli strumenti riconosciuti dal diritto dell’esecuzione forzata. Studio legale Bosso: l’esperienza di sessant’anni a disposizione dei propri clienti Situato nell’area della Crocetta, nel torinese, lo studio legale Bosso si raggiunge comodamente con i mezzi pubblici o in auto. In un ambiente confortevole e sobrio, ogni cliente viene accolto con disponibilità, per essere in grado di elaborare la migliore strategia e suggerirgli la soluzione più adatta alla sua situazione, talvolta anche sconsigliando determinati percorsi che porterebbero solo a un dispendio economico senza buoni risultati. Se stai cercando un avvocato preparato e competente, pronto a prendere in carico il tuo problema, contatta lo studio legale Bosso e troverai serietà e grande professionalità.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
“Ditelo con un fiore” è il motto di tutti i fioristi, ma non solo, perché in effetti i fiori e le piante sono in grado di abbellire e ravvivare qualunque ambiente, ma anche di rafforzare la nostra comunicazione, quando desideriamo che sia efficace, specialmente se viene dal cuore. Inoltre, non vi è cerimonia, allegra o triste, senza queste bellissime espressioni della natura. Naturalmente piante e fiori vanno scelti con criterio e necessitano delle giuste cure, se vogliamo che mantengano tutta la loro originale bellezza. Fiorir di Fiori è un punto di riferimento importante, in quel di Siena, per acquistare addobbi floreali, piante da interni e da esterni, mazzi e bouquet da regalo e molto altro: un luogo in cui ci si perde per la meraviglia che suscita. I servizi di punta: cerimonie perfette con Fiorir di Fiori Il negozio è rinomato a Siena, proprio perché si è distinto negli eventi in cui in tanti ne hanno potuto ammirare la professionalità: per il vostro matrimonio o per le cerimonie funebri, Fiorir di Fiori addobberà la chiesa, realizzerà la corona giusta o il bouquet della sposa e tante altre decorazioni che possono rendere indimenticabile una giornata importante. Fatevi consigliare dallo staff per la scelta dei colori, dei fiori più indicati e dello stile da adottare: se avete in mente qualcosa di particolare, i vostri desideri verranno esauditi al di là di ogni vostra aspettativa. Piante e fiori per interni ed esterni: rendete uniche le vostre case e il giardino Se davvero volete che la vostra casa sia accogliente e abbia quel tocco di design che rende il tutto molto chic, affidatevi a Fiorir di Fiori per scegliere le piante da posizionare sul terrazzo o in giardino. Dovete sapere che ci sono piante adatte a ogni temperatura e stagione e non necessariamente serve avere il pollice verde per poter godere della bellezza che sprigionano. Visitate il negozio per entrare nel mondo di Fiorir di Fiori e immaginate come sarebbero più armoniosi gli ambienti, in cui vivete o lavorate, con il supporto delle piante. Le aree metropolitane che abitiamo sono sempre più grigie e cariche di cemento e certamente il colore e l’allegria che donano i fiori illuminano qualunque spazio. Servizio a domicilio: per i vostri doni floreali Non solo a San Valentino! Se volete fare una sorpresa alla persona amata, regalare fiori non passa mai di moda e con Fiorir di Fiori potete farlo alla vecchia maniera, con la consegna a domicilio del vostro dono. Accordatevi con lo staff per allegare anche un biglietto in cui esprimere le vostre emozioni: cortesia e riservatezza saranno garantite. Fiorir di Fiori dispone di un ampio spazio espositivo, in cui potrete scegliere i fiori e le piante che più vi piacciono o farvi consigliare in base al vostro gusto e alle vostre esigenze per l’appartamento, il giardino o l’ufficio. Troverete passione ma soprattutto qualità e professionalità: ogni fiore è selezionato e curato per essere venduto all’apice del suo splendore e per durare il più a lungo possibile, mentre le piante ricevono le giuste attenzioni. Chiedete informazioni per far sì che possano avere lo stesso trattamento una volta che le avrete acquistate.
Nordest Service, con sede a Pordenone, è un’azienda specializzata nella fornitura e nella manutenzione di macchine automatiche per la distribuzione di caffè, bevande e snack, oltre alla vendita di caffè, sia in grani sia in cialde e capsule. Si tratta della soluzione ideale per chi è alla ricerca di prodotti di qualità nel settore dei distributori automatici. Vengono inoltre proposti vari modelli di erogatori dell’acqua, macchinette da caffè per la casa e per l’ufficio, nonché un vasto assortimento di pezzi di ricambio. Con Nordest Service è possibile realizzare una vera e propria area di puro relax e sorseggiare un buon caffè durante una pausa oppure scegliere tra la vasta gamma di bevande calde o fredde per ritagliarsi qualche momento di tranquillità e ricaricare le energie. Nordest Service: l’unione perfetta tra qualità e versatilità L’azienda Nordest Service è stata fondata nel 2001 da Puppin Franco per offrire una serie di servizi nel campo della vendita di distributori automatici e garantire un’assistenza costante. Ogni prodotto è caratterizzato da sistemi innovativi, pratici e facili da utilizzare anche per i meno esperti, al fine di integrarli nella quotidianità in ambienti di vario genere come la casa, gli alberghi, l’ufficio, i ristoranti e tanto altro. Il personale altamente qualificato è a disposizione per fornire soluzioni personalizzate e idonee per ogni tipologia di luogo, assicurando un supporto a 360° e ricambi di elevata qualità. La ditta opera prevalentemente su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia e collabora con i marchi più noti di caffè e bevande solubili, tra cui Saeco, Gaggia Milano e Necta. Nordest Service dispone di un ampio assortimento di distributori automatici compatti e di ultima generazione, in grado di garantire un’eccellente resistenza nel tempo, tra cui modelli adatti a grandi e piccole attività che possono essere visionati direttamente sul sito dell’azienda. In alternativa, basterà mettersi in contatto con lo staff per ottenere un supporto adeguato. Nordest Service: informazioni e servizi professionali I prodotti messi a disposizione dall’azienda Nordest Service si contraddistinguono per uno stile moderno e un’interfaccia intuitiva, includendo anche distributori di acqua e di snack, sia dolci sia salati, in modo tale da soddisfare tutti i gusti. Presso la sede è possibile effettuare l’acquisto all’ingrosso di vari prodotti alimentari, tra cui caffè in diversi formati (cialde, capsule, in grani) e bevande solubili oppure optare per il servizio di consegna a domicilio completamente gratuito. Coloro che desiderano avviare un’attività di distributori automatici, possono richiedere un preventivo gratuito e ottenere una consulenza professionale dallo staff dell’azienda, la quale provvederà alla consegna degli allestimenti. La ditta effettua interventi di installazione e manutenzione, garantendo la massima precisione e puntualità. Tutti i componenti elettrici vengono regolarmente controllati, per far sì che le macchine risultino sempre perfettamente funzionanti. Vi sono poi i modelli dedicati alle attività HO.RE.CA. come bar e alberghi, che consistono in macchine da caffè e distributori automatici di bevande, tra cui acqua e succhi di frutta. Contatta la ditta Nordest Service per ricevere un supporto professionale e scegliere i distributori più idonei alla tua attività.
Studio Dentistico Dott. Canton è a disposizione dei pazienti che devono affrontare patologie dentali e gengivali, con uno staff preparato a intervenire in caso di necessità e urgenza. Per un mal di denti improvviso, infatti, la soluzione è contattare subito lo studio per concordare una visita. L’attività, aperta nel 1981 su iniziativa del Dott. Mario Canton, ha accumulato esperienze e competenze per coprire una vasta gamma di esigenze mediche e cliniche. In ambulatorio si possono fare visite di controllo, check-up periodici e approfondimenti diagnostici per rilevare qualsiasi criticità, suggerendo poi l’approccio più idoneo per risolverla. Lo specialista potrebbe consigliare radiografie per l’individuazione di carie o infezioni radicolari. Il dentista si occupa di igiene orale, offrendo pulizia dentale, sbiancamento e rimozione di placca e tartaro, evitando che degenerino in patologie. Fornisce poi indicazioni su quale tipo di spazzolino, dentifricio e collutorio utilizzare. Rivolgendosi allo studio si può accedere a una serie di servizi di parodontologia, utili per risolvere problemi come parodontiti e gengiviti, che potrebbero provocare la perdita dei denti. Interventi mirati per preservare la dentatura e garantire un sorriso impeccabile Quando la prevenzione ordinaria non è più sufficiente, lo Studio Dentistico Dott. Canton interviene con soluzioni di odontoiatria conservativa. Questo approccio permette di riparare denti danneggiati, ad esempio a causa di traumi o carie. In questi casi vengono effettuate otturazioni con materiali di qualità per ripristinare la funzione masticatoria, migliorando anche l’aspetto estetico. La precisione del dentista, abbinata a tecnologie di ultima generazione, consente di ottenere risultati duraturi e affidabili. Molto spesso il danneggiamento raggiunge la polpa dentale, rendendo necessario un trattamento endodontico come la devitalizzazione. In questo modo si salva il dente infetto rimuovendo solo la parte danneggiata, per poi sigillarlo accuratamente. Il paziente ritrova fiducia nel proprio sorriso e un netto miglioramento della qualità della vita. Interventi di chirurgia e implantologia per la correzione delle imperfezioni dentali Lo Studio Dentistico Dott. Canton si avvale di attrezzature moderne per la diagnosi precoce delle patologie dentali e orali, intervenendo nelle situazioni più gravi con operazioni chirurgiche più o meno complesse. Il dentista provvede efficacemente alla gestione del dolore, somministrando anestetici locali in ambulatorio e informando il paziente su tutti gli step del trattamento, garantendo collaborazione e trasparenza in relazione ai benefici nel breve e lungo termine. È possibile richiedere l’estrazione di un dente malato, inclusi i denti del giudizio, una procedura che potrebbe essere indispensabile per il benessere generale del cavo orale. I professionisti dello studio operano in un ambiente sicuro e sterile, utilizzando tecniche minimamente invasive e gestendo anche il disagio post-operatorio. Il medico può prescrivere medicinali antinfiammatori, antibiotici e antidolorifici per prevenire infezioni e alleviare il dolore, fornendo consigli utili fino alla guarigione completa. Per chi ha perso un dente o necessita di ripristinare gruppi di denti, lo studio offre soluzioni di implantologia. Gli impianti vengono inseriti nell’osso mascellare o mandibolare, fungendo da radici artificiali per ospitare poi la corona dentale. Sono infine disponibili apparecchi ortodontici su misura per adulti e bambini, inclusi quelli invisibili come le mascherine trasparenti, che offrono comfort e discrezione per correggere l’allineamento dentale. In questo ambito, la collaborazione con la Dott.ssa Oiraiv Antonella, specialista in ortognatodonzia, è particolarmente preziosa. Prenota subito un appuntamento per una visita: chiama Studio Dentistico Dott. Canton.
Irpinia Metal si trova a Montoro in provincia di Avellino, dove è rinomata per la gamma di serramenti di qualità. A partire dal 1979 l’impresa fondata da Raffaele Attanasio studia soluzioni su misura per aumentare il comfort e la sicurezza di qualsiasi ambiente. Produzione di varie tipologie di serramenti in ferro, alluminio e PVC Irpinia Metal è un’azienda a gestione familiare che si impegna al fine di proporre un’offerta in linea con le necessità di una clientela in continua crescita. Forte di quasi cinquant’anni di presenza sul territorio, l’impresa è oggi una realtà di primo piano nel settore in virtù della conoscenza delle migliori tecniche di installazione e delle innovazioni tecnologiche. Per rimanere sempre al passo con i tempi e garantire standard d’eccellenza, Irpinia Metal segue da vicino le evoluzioni della serramentistica, implementando le novità che possono portare benefici tangibili per il cliente. Con il passare del tempo, la ditta si è specializzata nelle tecniche di lavorazione del ferro e dell’alluminio. Gli abili serramentisti che compongono il team si dedicano alla progettazione di soluzioni rigorosamente su misura. Nel momento in cui ricevono una chiamata, gli esperti di Irpinia Metal sono a disposizione per effettuare un sopralluogo all’insegna dell’accuratezza. Questo passaggio permette di rilevare le misure e individuare eventuali altri fattori che vanno tenuti in considerazione prima di procedere con la fase realizzativa. Una volta definite le caratteristiche del progetto, Irpinia Metal si dedica alla realizzazione di cancelli, basculanti, scale, porte interne, finestre e balconi. Lavorando materiali versatili ed economici come il PVC, l’azienda produce abbaini, avvolgibili e altri tipi di serramenti. Per aumentare la comodità ed elevare il livello di personalizzazione, la ditta applica sistemi di automazione che rendono più pratico l’utilizzo quotidiano degli infissi anche per le persone con ridotta capacità motoria. Lo staff può occuparsi inoltre della progettazione e installazione di zanzariere, box doccia e moderne tende da sole. Infissi a taglio termico e prodotti dei migliori marchi acquistabili anche con finanziamento Negli anni recenti Irpinia Metal ha dimostrato una crescente sensibilità ai temi della sostenibilità, venendo incontro alle nuove direttive e alle sfide poste dal legislatore. Gli infissi a taglio termico presenti nella gamma rispondono alle esigenze di risparmio energetico e permettono ai clienti di contenere i costi in bolletta, godendo al contempo di un elevato livello di comfort. Con gli articoli forniti da Irpinia Metal, dotati di certificazioni energetiche, è possibile aumentare il valore di qualsiasi immobile. Alla produzione di finestre e altri infissi si affianca la vendita di prodotti firmati da alcune delle aziende più rinomate nell’ambito della serramentistica. Irpinia Metal commercializza marchi leader del settore tra cui Giesse, Bettio, Bertolotto Porte e Schüco. L’attenzione posta nei confronti della clientela emerge anche nella flessibilità delle modalità di pagamento, che includono diverse formule di finanziamento con comodi pagamenti a rate e tassi di interesse vantaggiosi. Non esitare a chiamare Irpinia Metal se vuoi commissionare l’installazione di nuovi serramenti per migliorare la funzionalità dei tuoi ambienti.
Treglia Srl si occupa della progettazione e manutenzione di impianti civili e industriali di altissimo livello. A partire dal 2021 l’azienda avviata da Massimiliano Treglia affianca clienti privati e altre imprese, installando impianti in grado di garantire prestazioni impeccabili. Progettazione di impianti su misura per qualsiasi esigenza, con focus sull’efficienza energetica Gli uffici di Treglia Srl si trovano a Vigonza, località nei pressi di Padova. Dalla sede la ditta può assicurare risposte puntuali e nell’arco di cinquanta chilometri, coprendo buona parte del Veneto centrale. In pochi anni l’impresa è riuscita a conquistare un ruolo di primo piano in questa zona, grazie alla comprovata capacità di soddisfare le richieste della clientela. Gli aspetti che contraddistinguono l’approccio di Treglia Srl sono la serietà e la versatilità, caratteristiche che permettono di gestire progetti relativamente semplici, così come installazioni di impiantistica industriale caratterizzata da un’elevata complessità. Ciò è possibile grazie a un metodo di lavoro consolidato che mette al centro le necessità del cliente. Gli esperti tecnici della ditta seguono ciascun progetto nello svolgimento di tutte le fasi. Dalla consulenza iniziale al collaudo finale, passando per la progettazione ad hoc e la posa in opera: l’azienda garantisce accuratezza e rapidità nei vari passaggi, verificando che i requisiti condivisi dal cliente vengano rispettati. Chi sceglie di rivolgersi a Treglia Srl può contare su un partner affidabile in grado di studiare soluzioni improntate all’efficienza. Negli anni recenti la ditta si è focalizzata in particolare nell’ambito del risparmio energetico, ideando sistemi per il riscaldamento e il condizionamento che riducono l’impatto ambientale e al contempo anche i costi. Le attività di efficientamento degli impianti tecnologici producono una netta diminuzione dei consumi energetici, rivelandosi indispensabili nei contesti residenziali e per le industrie che vogliono adottare un approccio più eco-friendly. Installazione di impianti di climatizzazione, refrigerazione e termoidraulici Treglia Srl ha acquisito una progressiva specializzazione nel campo della climatizzazione e più in generale nella regolazione del clima. Il team progetta e monta centrali termiche, impianti di condizionamento e di refrigerazione per applicazioni in ambito civile e industriale. Gli operatori lavorano nel pieno rispetto delle normative vigenti, in virtù di un processo di formazione continua che consente di recepire con prontezza le novità legislative e tecniche. Gli specialisti delle installazioni sono abilitati inoltre alla gestione dei gas refrigeranti per il montaggio e la manutenzione di climatizzatori. L’azienda installa impianti con certificazioni ISO 9001, a testimonianza della qualità del prodotto. Assistenza tecnica regolare e straordinaria Treglia Srl segue ogni cliente anche nella fase successiva all’installazione. Una volta completato il collaudo e verificato che l’impianto funzioni al massimo delle proprie potenzialità, il team è a disposizione per le operazioni di manutenzione e revisione previste dalla legge con cadenza regolare, ponendosi come un riferimento affidabile anche in caso di emergenze. Negli interventi di natura straordinaria si rivelano fondamentali la tempestività e la precisione che caratterizzano l’approccio dello staff, che individua la natura del guasto e procede alla risoluzione in tempi rapidi, impiegando se necessario ricambi di altissima qualità. Contatta Treglia Srl se sei interessato all’installazione di nuovi impianti a ridotto impatto ambientale.
Arriva sempre quel momento, di solito a luglio inoltrato, in cui ci si accorge che il condizionatore non raffredda più come dovrebbe, che la tenda da sole è bloccata e che in giardino regna il caos. Eppure basterebbe poco, fatto per tempo, per evitare tutto questo. Revisionare il condizionatore prima dei picchi di caldo, controllare pergolato e tende da sole, mettere mano al giardino, pensare alla disinfestazione prima che le zanzare prendano il sopravvento. E se le pareti di casa hanno passato un inverno difficile, con qualche macchia o crepa di troppo, l’estate è la stagione giusta anche per ridipingere. Ecco i lavori da mettere in agenda adesso, prima che l’estate entri nel vivo.
Cosa serve davvero per ottenere la doppia esenzione IMU La scadenza del 30 giugno e chi deve presentare la dichiarazione Le altre agevolazioni IMU che conviene conoscere Due coniugi che vivono in case diverse possono evitare di pagare l’IMU? Sì, ed è così dal 2022, quando la Corte Costituzionale ha stabilito che ogni abitazione principale ha diritto alla propria esenzione, indipendentemente dal fatto che i proprietari siano sposati. Nel 2026 questa regola è ancora valida, ma attenzione: la sola residenza anagrafica non basta. Bisogna rispettare specifici requisiti, per evitare spiacevoli conseguenze con i controlli del Fisco. Chi ha avuto variazioni sugli immobili nel 2025 deve anche verificare se presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno. Cosa serve davvero per ottenere la doppia esenzione IMU Per avere l’esenzione non basta risultare residente sulla carta. Bisogna abitarci davvero, in modo stabile e continuativo. Una casa che risulta come prima residenza ma è di fatto vuota o usata saltuariamente non dà diritto all’esenzione. Come si dimostra la residenza? Le bollette sono il documento più utile: acqua, luce e gas devono mostrare consumi regolari durante tutto l’anno. Anche avere il medico di base nella stessa zona dell’immobile è considerato un elemento valido, oggetto dei controlli dell’Agenzia delle Entrate. Questa possibilità esiste grazie a una sentenza della Corte Costituzionale del 2022, che ha eliminato la vecchia norma: prima, a un nucleo familiare spettava una sola esenzione. Oggi ogni abitazione principale ha diritto alla sua, anche se le due case si trovano nello stesso Comune. La scadenza del 30 giugno e chi deve presentare la dichiarazione La scadenza del 30 giugno riguarda chi ha avuto cambiamenti sulla propria casa nel 2025: un trasloco, un immobile passato a un figlio, un comodato d’uso avviato, una variazione nelle condizioni di utilizzo. In questi casi va presentata la dichiarazione IMU, usando lo stesso modello degli anni scorsi. Chi non ha avuto variazioni, in genere non deve fare nulla. Ma vale sempre la pena verificare, perché un’omissione può costare più dell’adempimento stesso. Le altre agevolazioni IMU che conviene conoscere Oltre all’esenzione sulla prima casa, esistono riduzioni che riguardano molte situazioni comuni. Chi concede un immobile in comodato d’uso gratuito a un figlio o a un genitore beneficia di un abbattimento del 50% sulla base imponibile IMU, a condizione che il proprietario risieda nello stesso Comune, che il familiare utilizzi l’immobile come abitazione principale e che il comodante non possieda più di due immobili abitativi complessivi. Sono escluse le abitazioni di lusso nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. La riduzione al 50% si applica anche ai fabbricati di interesse storico o artistico e agli immobili dichiarati inagibili o inabitabili. Per il 2026 rimane inoltre in vigore l’esenzione totale per gli immobili occupati abusivamente da terzi, ma solo se il proprietario ha presentato regolare denuncia all’Autorità giudiziaria per violazione di domicilio o occupazione abusiva. Hai dubbi sulla tua situazione immobiliare? Su PagineGialle Casa puoi trovare i professionisti giusti nella tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e ricevi le offerte direttamente nella tua email.
Qual è la detrazione fiscale per la ristrutturazione del bagno nel 2026 Quali sono i requisiti per richiedere il Bonus bagno Come richiedere il Bonus bagno nel 2026 Il Bonus bagno sarà riconfermato nel 2027 Sai quanto puoi recuperare ristrutturando il bagno quest’anno? Con il Bonus ristrutturazione 2026 la detrazione IRPEF arriva al 50% per la prima casa, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. Dal 2027 quella percentuale scende al 36%, e la differenza in tasca è concreta: su 20.000 euro di lavori si perdono quasi 3.000 euro di rimborso. L’agevolazione, prevista dall’articolo 16-bis del TUIR, resterà attiva anche nei prossimi anni, ma non alle stesse condizioni. Vediamo come sfruttarla al massimo prima che cambi tutto. Qual è la detrazione fiscale per la ristrutturazione del bagno nel 2026 Per tutto il 2026, chi ristruttura il bagno della propria abitazione principale recupera il 50% delle spese, spalmato in 10 rate annuali di pari importo. Il calcolo è semplice: su una spesa di 20.000 euro, la detrazione complessiva è di 10.000 euro, pari a 1.000 euro di rimborso IRPEF ogni anno per un decennio. Per le seconde case, invece, la detrazione si ferma già oggi al 36%. Il limite massimo di spesa su cui calcolare l’agevolazione è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare: una soglia piuttosto alta, che nella pratica copre la quasi totalità dei lavori di ristrutturazione bagno, anche quelli più completi. Dal 2027 le aliquote cambieranno: 36% per la prima casa, 30% per la seconda. Sul medesimo esempio di 20.000 euro di spesa, la detrazione scenderà a 7.200 euro. La differenza con il 2026 è di quasi 3.000 euro in meno, solo su questo importo. Quali sono i requisiti per richiedere il Bonus bagno Shutterstock Il Bonus bagno non è un’agevolazione a sé, ma rientra nel Bonus ristrutturazione, che ammette una gamma ampia di interventi. Per il bagno rientrano nella detrazione la sostituzione di sanitari, vasca, doccia, rubinetterie, la posa di nuove piastrelle, la sostituzione degli impianti idraulici ed elettrici, l’installazione di sistemi di ventilazione forzata e anche la completa demolizione e ricostruzione del locale. I requisiti principali riguardano le modalità di pagamento e la documentazione: tutte le spese devono essere saldate tramite bonifico bancario o postale “parlante“, con causale specifica che richiama l’articolo 16-bis del TUIR e i dati del beneficiario della detrazione. I pagamenti in contanti, anche parziali, fanno perdere il diritto all’agevolazione. Inoltre l’immobile deve essere a uso residenziale. Sono esclusi gli immobili a uso esclusivamente produttivo, commerciale o strumentale. I lavori devono essere eseguiti da ditte regolarmente iscritte e devono rispettare le normative edilizie vigenti. Come richiedere il Bonus bagno nel 2026 La detrazione si recupera in sede di dichiarazione dei redditi, indicando le spese sostenute nel modello 730 o nel modello Redditi PF. Non è prevista nessuna domanda preventiva da presentare all’Agenzia delle Entrate o ad altri enti: basta conservare la documentazione necessaria e inserire i dati al momento della dichiarazione. La documentazione da tenere è quella tipica di qualsiasi intervento edilizio agevolato: fatture dei fornitori intestate al beneficiario, ricevute dei bonifici parlanti, eventuale comunicazione al Comune per lavori che la richiedono, e l’abilitazione all’uso dell’immobile. Chi acquista casa dopo aver effettuato i lavori non perde la detrazione: le rate residue si trasferiscono al nuovo proprietario, salvo accordo diverso tra le parti. È importante precisare che il limite di 96.000 euro è per unità immobiliare, non per soggetto: se si ristruttura il bagno di due appartamenti distinti, il tetto si applica separatamente per ciascuno. Il Bonus bagno sarà riconfermato nel 2027 Shutterstock La domanda più frequente tra chi sta rimandando i lavori è se il Bonus ristrutturazione sopravviverà al 2026. La risposta, allo stato attuale, è sì: l’agevolazione non è in scadenza, ma è previsto un taglio delle aliquote. La detrazione passerà al 36% per la prima casa e al 30% per la seconda. Quello che non è ancora certo è se una futura legge di bilancio possa prorogare le aliquote 2026 o introdurre modifiche. Negli ultimi anni è successo più volte che la percentuale al 50% venisse confermata di anno in anno, ma per ora la norma vigente prevede la riduzione dal 1° gennaio 2027. Affidarsi a una proroga che non c’è ancora significherebbe rischiare di perdere il vantaggio fiscale più alto. Il consiglio pratico è di programmare i lavori con almeno qualche settimana di anticipo rispetto alla fine dell’anno, per evitare slittamenti nelle fatturazioni e nei pagamenti che potrebbero spostare le spese al 2027. Per approfondire: Come ristrutturare il bagno? Costi, permessi, preventivo e idee Vuoi ristrutturare il bagno entro fine anno? Su PagineGialle Casa trovi professionisti qualificati nella tua zona specializzati in ristrutturazioni bagno. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati compilando il form online: riceverai le offerte direttamente via email e potrai confrontarle con calma.
Cosa cambia nel 2026 per l'APE Chi deve aggiornare l'APE nel 2026 A cosa serve il nuovo APE e come usarlo per ristrutturare Dal 3 giugno 2026 cambiano le regole per valutare la prestazione energetica degli edifici. Sono diverse le novità volute dalla Direttiva Case Green dell’Unione Europea (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive). Tra queste rientrano anche le modifiche all’Attestato di Prestazione Energetica (APE), che diventa più articolato e tiene conto non solo dei consumi energetici, ma anche delle emissioni generate lungo il ciclo di vita dell’edificio. Alcune disposizioni legate alla Direttiva UE sono già entrate in vigore con il nuovo decreto Requisiti Minimi, mentre il recepimento completo della direttiva da parte dell’Italia è ancora in corso. Ecco cosa cambia e chi è coinvolto dalle nuove regole. Cosa cambia nel 2026 per l’APE Dal 3 giugno 2026 ogni nuovo APE dovrà includere più indicatori: non solo i consumi di energia primaria, ma anche energia finale, quota da fonti rinnovabili, emissioni operative e il GWP, cioè il potenziale di riscaldamento globale calcolato sull’intero ciclo di vita dell’edificio. Questo indicatore, espresso in kgCO2eq/m², tiene conto non solo dell’uso quotidiano dell’immobile ma anche di materiali, costruzione, manutenzione e demolizione. Verrà introdotto per fasi: dal 2028 per i nuovi edifici sopra i 1.000 metri quadrati, dal 2030 per tutte le nuove costruzioni. Cambia anche la scala di classificazione energetica degli edifici: la Direttiva Case Green prevede una classificazione uniforme dalla classe A alla classe G, dove la A è riservata agli edifici a emissioni zero e la G ai meno efficienti. Per l’Italia, che oggi usa la scala da A1 ad A4, sarà necessario un adeguamento strutturale del sistema, i cui dettagli dipenderanno dal recepimento nazionale della direttiva. Chi deve aggiornare l’APE nel 2026 Chi ha già un APE valido non deve fare nulla: l’attestato resta efficace fino alla scadenza ordinaria di dieci anni, indipendentemente dall’entrata in vigore dei nuovi Requisiti Minimi. L’unica eccezione riguarda chi esegue interventi sull’immobile che ne modificano la prestazione energetica: in quel caso l’APE va aggiornato subito, a prescindere dalla data di rilascio. Chi invece deve richiedere un nuovo APE dopo il 3 giugno 2026, perché sta vendendo casa, stipulando un contratto di locazione, avviando una ristrutturazione significativa o rinnovando un mutuo ipotecario, riceverà un documento più articolato rispetto a quelli rilasciati finora, con più indicatori e una valutazione più ampia che potrà incidere concretamente sulla commerciabilità dell’immobile. Per chi possiede un immobile in classe energetica bassa (sotto la classe C), la direttiva prevede l’istituzione di sportelli di consulenza dedicati, che forniranno indicazioni sugli interventi possibili e sugli incentivi disponibili, secondo modalità che verranno definite in sede di recepimento nazionale. A cosa serve il nuovo APE e come usarlo per ristrutturare Con i nuovi Requisiti Minimi l’APE smette di essere un obbligo burocratico e diventa un documento tecnico con raccomandazioni concrete: interventi possibili, risparmi attesi, emissioni da ridurre. Per i proprietari che stanno valutando una ristrutturazione, questo significa avere in mano uno strumento utile per decidere cosa fare, in quale ordine e con quali aspettative di risparmio. Chi ha un immobile in classe G o F, ad esempio, potrà trovare nell’attestato le indicazioni per pianificare interventi mirati, eventualmente agganciandosi ai bonus edilizi ancora disponibili. Vuoi ridurre i consumi energetici della tua casa ma non sai da dove iniziare? Su PagineGialle Casa metti in contatto con professionisti qualificati della tua zona, pronti a valutare la tua situazione. Fino a 5 preventivi gratuiti e su misura, direttamente nella tua email.
Cosa dice la norma UNI 11673 sulla posa degli infissi Chi può posare i serramenti secondo la norma Perché una posa scadente vanifica anche il miglior infisso Come capire se gli infissi sono stati montati bene Cambiare gli infissi e ritrovarsi con muffa agli angoli delle finestre, spifferi o bollette invariate è una delle delusioni più frequenti nei lavori di casa. Il problema, quasi sempre, non è il prodotto ma la posa. La norma UNI 11673 è stata introdotta proprio per questo: stabilisce come deve essere installato un serramento, dal progetto dei giunti alla qualifica dell’installatore, fino alla verifica finale con strumenti tecnici. Non è una norma obbligatoria, ma rappresenta oggi il riferimento più completo per chi vuole una posa a regola d’arte e vuole tutelarsi, anche in vista del Bonus ristrutturazione. Cosa dice la norma UNI 11673 sulla posa degli infissi La norma UNI 11673 si articola in quattro parti: la prima (2017) riguarda i requisiti progettuali, la seconda (2019) le competenze del posatore, la terza (2019) la formazione degli installatori e la quarta (2021) la verifica dell’esecuzione. Il principio di fondo è che non basta scegliere un serramento di qualità: contano anche il modo in cui viene inserito nel vano murario e i materiali usati per sigillare i giunti. La progettazione deve garantire che l’interfaccia tra il serramento e il muro non peggiori le prestazioni dichiarate dal produttore e non generi degradi nel tempo. Uno degli aspetti più pratici introdotti dalla norma è il cosiddetto metodo dei tre colori, che suddivide il giunto di posa in tre piani funzionali. Il piano esterno (blu) garantisce la tenuta all’aria, all’acqua e al vento; quello intermedio (giallo) fornisce isolamento termo-acustico e resistenza meccanica; quello interno (verde) assicura la traspirabilità, prevenendo condensa e muffe. Ogni strato richiede materiali specifici applicati correttamente: schiume, nastri autoespandenti, membrane traspiranti non sono intercambiabili e il loro uso improprio è uno degli errori più frequenti nelle pose eseguite senza criterio. Chi può posare i serramenti secondo la norma Shutterstock La UNI 11673-2 stabilisce tre livelli di qualificazione per i posatori: Junior EQF2, Senior EQF3 e Caposquadra EQF4. Il livello base per eseguire un’installazione in autonomia è l’EQF3, mentre il caposquadra EQF4 ha competenze più ampie: può progettare le tavole di posa e collaborare con il progettista nella gestione degli aspetti tecnici più complessi. Le qualifiche non sono obbligatorie, ma è consigliabile che ogni installatore possieda almeno la qualifica EQF3, mentre l’EQF4 dovrebbe essere riservata a chi coordina i lavori e collabora con il progettista. Nella pratica, quando si chiede un preventivo per la sostituzione degli infissi, vale la pena verificare se l’impresa o il posatore ha una qualifica riconosciuta. Non è una garanzia assoluta, ma è un segnale concreto di professionalità e di un percorso formativo strutturato. Perché una posa scadente vanifica anche il miglior infisso È un errore molto comune: si investe in serramenti di fascia alta, con ottimi valori di trasmittanza termica e isolamento acustico, e poi ci si affida a un installatore che lavora senza seguire alcuno standard. Il risultato è che le prestazioni dichiarate dal produttore non vengono mai raggiunte nella realtà. Il problema sta quasi sempre nei giunti. Se lo spazio tra il telaio e il muro non viene trattato correttamente, i ponti termici si formano proprio lì, ai bordi dell’infisso, e la dispersione di calore può essere paragonabile a quella di un vecchio serramento in alluminio senza taglio termico. Lo stesso vale per l’umidità: un giunto non traspirante favorisce la condensa e, nel tempo, la comparsa di muffe sulla parete interna, spesso confuse con problemi di isolamento generale. Sul fronte acustico, basta una piccola discontinuità nel sigillante o un nastro applicato male per ridurre sensibilmente l’isolamento dal rumore esterno, anche con vetri a bassa trasmissione sonora. Chi vive vicino a una strada trafficata o in un condominio rumoroso lo nota subito. La norma UNI 11673 nasce proprio per eliminare questa zona grigia: non si limita a definire le caratteristiche del prodotto, ma regolamenta l’intero processo di installazione, dai materiali usati per i giunti alla qualifica di chi esegue il lavoro. Come capire se gli infissi sono stati montati bene Shutterstock La quarta parte della norma introduce strumenti di verifica oggettivi, che possono essere usati a fine lavori per documentare le prestazioni reali dell’installazione. Tra i principali troviamo il blower door test, che misura la tenuta all’aria applicando pressione e depressione sui giunti, e la termografia, che individua eventuali ponti termici. Combinati insieme, questi strumenti riescono a rilevare anche le dispersioni più piccole. È possibile effettuare anche una verifica acustica, per misurare l’isolamento dal rumore esterno, e un test di tenuta all’acqua che simula condizioni di pioggia battente. Questi collaudi non costituiscono una certificazione ufficiale della posa, ma offrono una documentazione utile sia al proprietario che all’installatore in caso di contestazioni future. Chi ha usufruito del Superbonus o del Bonus ristrutturazione per sostituire gli infissi può trovare in questi strumenti una tutela aggiuntiva: dimostrano che l’intervento ha effettivamente raggiunto le prestazioni energetiche dichiarate. Per approfondire: Come installare gli infissi in PVC? Prezzi, colori, bonus, pro e contro Vuoi sostituire gli infissi di casa? Non affidarti al primo nome che trovi. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti da serramentisti della tua zona, confrontarli con calma e scegliere quello più adatto alle tue esigenze. Bastano pochi minuti.
Quanto costa costruire una casa di 50 mq nel 2026 Quali spese bisogna considerare oltre alla costruzione Meglio una casa tradizionale o prefabbricata Come risparmiare senza abbassare la qualità Costruire una casa piccola costa meno? Non sempre. Una casa di 50 mq ha un costo medio di costruzione tra 150.000 e 200.000 euro, terreno escluso, e il prezzo al metro quadro tende a essere più alto rispetto a costruzioni più grandi perché fondamenta, tetto e impianti pesano in modo significativo sul budget, indipendentemente dalla metratura. Il costo finale dipende dalla zona geografica, dal tipo di terreno, dal livello di finitura e dal tipo di costruzione scelto: tradizionale, chiavi in mano o prefabbricata. A cui si aggiungono permessi, allacci, certificazioni ed arredi, che portano facilmente il totale reale ben oltre le stime iniziali. Quanto costa costruire una casa di 50 mq nel 2026 Shutterstock Il costo medio si aggira tra 3.000 e 4.000 euro al metro quadro per una costruzione di fascia media, ma le variabili in gioco sono molte. Nella fascia economica si può scendere fino a 2.000 euro al mq, con finiture essenziali e soluzioni standard. Per una qualità superiore, con materiali performanti e buona efficienza energetica, si sale facilmente a 4.000 euro al mq e oltre. Tradotto in cifre totali: una soluzione economica si aggira intorno a 100.000 o 150.000 euro, una di fascia media tra 150.000 e 200.000, una premium può superare tranquillamente i 200.000 euro. C’è un aspetto che spesso sorprende chi affronta questo percorso per la prima volta: costruire 50 mq non costa proporzionalmente meno di costruirne 100. Fondamenta, tetto, impianti e pratiche burocratiche hanno un peso fisso che non si riduce al ridursi della metratura. Per questo il costo al metro quadro su superfici piccole tende a essere più alto rispetto a costruzioni più grandi. Anche la geografia conta. Al Nord, soprattutto in Lombardia, Trentino e Veneto, i prezzi della manodopera sono mediamente più alti. Al Centro si attestano su valori intermedi. Al Sud e nelle isole la manodopera più competitiva, anche se i materiali hanno prezzi simili in tutta Italia. Quali spese bisogna considerare oltre alla costruzione Questa è forse la domanda più importante, perché è qui che molti si ritrovano con un budget saltato a metà lavori. La progettazione è la prima voce da mettere in conto: architetto, ingegnere strutturista e pratiche catastali valgono tra l’8 e il 15% del costo totale dell’opera. Non è una spesa che si può aggirare, ed è sbagliato considerarla secondaria perché da un buon progetto dipende tutto il resto. La presenza del professionista può determinare una forte ottimizzazione dei costi e delle risorse strategiche di cantiere oltre che impostare attività di recupero finanziario attraverso diverse iniziative di supporto alla contabilità fiscale. I permessi edilizi e gli oneri comunali variano molto da comune a comune, ma difficilmente si scende sotto i 10.000 euro. A questo si aggiungono lo scavo e le fondamenta, che su un terreno nuovo possono incidere in modo significativo anche in relazione delle indagini geologiche necessarie. Gli impianti, spesso sottovalutati, incidono in modo rilevante: tra impianto elettrico, idraulico e di riscaldamento si spendono mediamente tra 20.000 e 30.000 euro anche su una piccola abitazione. L’isolamento termico e acustico è obbligatorio per legge e ha un costo che varia in base alla tecnologia scelta. Gli allacci alle utenze (luce, acqua, gas, fognatura) aggiungono altri 5.000 euro. La certificazione energetica APE, obbligatoria per qualsiasi nuova costruzione, costa alcune centinaia di euro ma non si può evitare. Sommando tutto, il budget realistico per costruire una casa di 50 mq parte almeno da 100.000 euro in su, terreno escluso. Meglio una casa tradizionale o prefabbricata Shutterstock Una casa prefabbricata di 50 mq può costare tra 75.000 e 100.000 euro chiavi in mano, con tempi di realizzazione molto più rapidi rispetto al cantiere tradizionale: 2 o 4 mesi contro i 12 o 18 mesi di una costruzione in muratura. Le soluzioni moderne in legno o in pannelli a telaio metallico garantiscono buone performance energetiche e una qualità costruttiva che anni fa era difficile immaginare per questo tipo di edifici. Il limite principale riguarda la personalizzazione, che è più vincolata rispetto al mattone, e la percezione sul mercato immobiliare: le case prefabbricate vengono ancora valutate mediamente meno in fase di compravendita. La prefabbricata conviene quando il budget è più contenuto, i tempi sono una priorità e si costruisce su un terreno già di proprietà senza intenzione di rivendere a breve. Come risparmiare senza abbassare la qualità Risparmiare su una costruzione non significa tagliare sui materiali strutturali o sugli impianti. Significa fare scelte progettuali consapevoli. Una planimetria semplice, con forma regolare, riduce in modo significativo i costi di cantiere. La valorizzazione di ogni centimetro quadrato che si costruisce è fondamentale e quindi importante evitare percorsi e corridoi che sprecano spazio vitale, soprattutto nelle dimensioni abitative minime. Vale la pena parlare anche dei bonus disponibili nel 2026, con una precisazione necessaria: il Bonus ristrutturazione al 50% per la prima casa si applica agli edifici già esistenti, non alle nuove costruzioni. Chi parte da zero, però, può comunque sfruttare alcune agevolazioni concrete. Il 2026 è l’anno del Conto Termico 3.0, il nuovo incentivo per l’efficientamento energetico e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, attivo dal 25 dicembre 2025: si tratta di un contributo diretto accreditato sul conto corrente, non di una detrazione da spalmare in dieci anni, il che lo rende particolarmente interessante per chi costruisce e vuole subito recuperare parte della spesa per impianti a pompa di calore, solare termico o cappotto. Progettare la casa fin dall’inizio con criteri di alta efficienza energetica non è solo una scelta ambientale: è anche la strada più diretta per accedere a questi incentivi e abbattere le bollette per i decenni successivi, rendendo la casa sostenibile e valorizzando la spesa come fattore di patrimonializzazione. La mossa più concreta resta comunque una sola: confrontare almeno tre o quattro preventivi di imprese locali con esperienza comprovata nel residenziale. Un prezzo troppo basso rispetto alla media non è mai un buon segnale e la guida di un professionista è fondamentale perché possono essere sottovalutate troppe situazioni nel percorso realizzativo. Scopri di più: Quanto costa costruire casa da zero