Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Mistral Italia, con sede a Castellarano e fondata nel 2019, è una delle poche aziende che operano livello mondiale in grado di offrire una gamma completa di additivi concentrati. Questi prodotti chimici sono appositamente pensati per consentire e semplificare l’applicazione di smalti, come quelli che vengono utilizzati nell’industria ceramica. Fluidificanti liquidi e solidi I clienti che si affidano a Mistral Italia possono ordinare fluidificanti liquidi e solidi, nonché svariati additivi che richiedono un attento e meticoloso studio reologico. Le materie prime comunemente impiegate per dar vita a queste soluzioni sono differenti polimeri, molti dei quali di origine naturale. Ciò che si ottiene viene poi dosato opportunamente e inserito all’interno degli impasti ceramici. I rivestimenti realizzati in ceramica, materiale utilizzato sin dall’antichità e ancora oggi apprezzato per la grande versatilità, sono creati mediante ausiliari chimici, utili al fine di agevolare le differenti fasi della macinazione e della decorazione. Il catalogo di Mistral Italia è costantemente aggiornato con articoli di alta qualità, ottenuti attraverso tecniche moderne e strumentazioni sofisticate che abbattono del tutto il rischio dell’errore umano. Ciascun lotto viene sottoposto a rigidi controlli allo scopo di attestarne tutta una serie di parametri, come ad esempio la densità, il pH, la viscosità, ecc. L’azienda emiliana è particolarmente attenta alla sostenibilità ambientale, per questo cerca di limitare in modo significativo non solo l’uso di ingredienti petrolchimici, ma anche le emissioni di CO2. Trattamenti antimacchia per piastrelle Nel corso degli anni Mistral Italia ha deciso di ampliare il ventaglio delle proposte che adesso includono pure numerosi trattamenti antimacchia per le piastrelle. Si tratta di prodotti che sono stati messi a punto dopo anni di ricerca e servono per ridurre la porosità delle superfici dopo le operazioni di levigatura e lappatura. In definitiva, attraverso le applicazioni dei solventi, si riesce a migliorare l’estetica e la lucentezza delle ceramiche. Ulteriori soluzioni di punta sono i tensioattivi, grazie ai quali eliminare i difetti come le bolle d’aria e facilitare al contempo l’applicazione degli smalti. Gli attuali standard produttivi del grès porcellanato prevedono l’impiego di finiture vetrose ricavate dalle graniglie. Mistral Italia si rivela il partner affidabile a cui rivogersi per ordinare collanti che conferiscono elevato pregio e durevolezza ai materiali. All’interno del laboratorio certificato, dove lavorano tecnici selezionati ed esperti, si riescono a studiare svariate problematiche per proporre rimedi adeguati alle differenti esigenze di produzione. All’occorrenza vengono inoltre eseguiti test preliminari sul composto, in maniera da verificare quale materia prima si rivela maggiormente adatta, tenuto conto della graniglia fornita dal cliente. I focus sui quali viene concentrata la ricerca sono l’ottimizzazione delle grandi lastre ceramiche e l’efficienza energetica. I continui investimenti permettono di aumentare la qualità dei formulati, spesso personalizzati in base alla linea produttiva. Vuoi acquistare colle per applicazione di graniglie a secco oppure additivi a base di polimeri naturali? Contatta Mistral Italia per avere maggiori informazioni.
AZ Traslochi, fondata nel 2004 da Alessandro e Giuseppe Marinazzi è una ditta che ha sede a Novara e assiste la clientela in tutte le fasi del trasloco, dallo smontaggio al rimontaggio dei mobili. L’azienda è un punto di riferimento importante per tutte le esigenze di trasloco e può provvedere all’allacciamento degli impianti di acqua e gas e, quando necessario, a mettere a norma l’impianto elettrico preesistente con eventuali adeguamenti. La ditta novarese è disponibile per il trasferimento degli uffici con un servizio completo e personalizzato in accordo alle esigenze del cliente. Questa operazione comprende la classificazione e l’imballaggio delle pratiche, dei libri e l’uso di apparecchiature di sollevamento con una portata massima di 5 tonnellate e di piattaforme aeree. AZ Traslochi esegue il trasporto di oggetti pesanti e allo stesso tempo delicati come i pianoforti a coda. I suoi traslochi sono richiesti principalmente da clienti della regione Piemonte, ma sono disponibili su tutto il territorio italiano. Perché scegliere AZ Traslochi L’azienda AZ Traslochi è nata con l’obiettivo di fornire ai propri clienti soluzioni professionali e nello stesso tempo versatili nel settore dei traslochi sia di appartamenti sia di uffici e attività commerciali. Nel suo staff sono presenti professionisti specializzati che realizzano interventi con la massima rapidità mettendo a disposizione della clientela anche la fornitura degli imballaggi. AZ Traslochi dispone di un vasto magazzino per il deposito di arredi, furgoni di proprietà e idonee attrezzature di sollevamento. Traslochi chiavi in mano AZ Traslochi propone un servizio di traslochi chiavi in mano, svolgendo con precisione e massima attenzione tutte le varie fasi, dalla richiesta dei permessi necessari fino all’eventuale trasporto dei rifiuti in discarica. Una particolare cura viene dedicata alla fase di imballaggio, tramite la fornitura alla clientela di adeguati contenitori. La squadra che si occupa del trasloco opera con serietà e delicatezza rendendo impeccabili i trasporti di oggetti fragili e di mobili antichi. La diversificazione delle offerte permette di operare con successo non soltanto nel campo del trasloco per residenze e attività commerciali, ma anche in quello industriale. L’azienda di Novara offre servizi appositamente dedicati a enti pubblici, scuole e laboratori, tutelando tutti i clienti. Consigli per i traslochi Nell’effettuare un trasloco residenziale la programmazione ideale inizia circa un mese e mezzo prima della data concordata con l’esecuzione di un inventario e l’eliminazione di tutti gli oggetti che non serviranno più nella nuova casa. Per i clienti che vogliono eseguire personalmente l’imballaggio, l’azienda di Novara, dopo un sopralluogo è in grado di comunicare il numero e la tipologia dei cartoni che servono e fornirli in tempo utile. Nel caso di un trasloco di uffici, nella prima fase la ditta AZ Traslochi assegna al cliente uno specialista del settore insieme al quale è possibile studiare tutti gli aspetti e le migliori soluzioni. Il tecnico risponde ad eventuali domande ed è responsabile del buon esito del trasloco. AZ Traslochi: servizio di deposito e programmazione trasloco La ditta di Novara mette a disposizione di tutti i suoi clienti che effettuano traslochi un efficiente servizio di deposito. Si tratta di una soluzione ideale per effettuare il collocamento temporaneo dei propri beni. Le formule di stoccaggio che vengono proposte sono flessibili e a prezzi vantaggiosi, permettendo di conservare i materiali al sicuro in luoghi protetti. Gli incaricati dell’azienda garantiscono un supporto mirato e aiutano i clienti a programmare le varie fasi del trasloco fornendo consigli sui materiali di imballaggio e sulle tempistiche. Contatta con una email AZ Traslochi per richiedere maggiori informazioni sui servizi offerti, prenotare un appuntamento per un sopralluogo e affrontare il trasloco con la massima serenità.
Dogi International: conceria specializzata in pellami esotici La pelle è un tessuto adatto per numerosi utilizzi per realizzare esclusivi complementi di arredo e mobili oppure per capi di abbigliamento che sanno esaltare le proprie caratteristiche fisiche. Per poter ottenere un prodotto di qualità è indispensabile avere a disposizione della pelle altrettanto buona da reperire presso strutture specializzate come la conceria Dogi International ubicata a Chiampo, in provincia di Vicenza. Un’azienda che ormai si occupa da diversi anni del servizio di commercializzazione di pellami esotici reperiti direttamente nei Paesi di origine con una maniacale attenzione alle varie fasi di lavorazione a cui vengono sottoposte. Questo è possibile grazie alla professionalità e alla competenza dello staff che è presente nelle varie fasi di lavorazione del pellame che quindi potrà essere personalizzato secondo le specifiche esigenze del cliente finale. Gli utilizzi sono molteplici ed è per questo che si utilizzano dei prodotti di prima fascia in grado di garantire flessibilità, bellezza estetica e grande resistenza fisica. Le tipologie di pellami La conceria Dogi International si occupa di commercializzazione di pellami esotici provenienti da tutto il mondo, utili per le esigenze del settore della moda, per quello automobilistico e per realizzare le finiture dell’abitacolo, gli arredamenti e tanto altro. Questa conceria vuole garantire al cliente finale un prodotto di qualità ed è per questo che invia i preziosi collaboratori in diverse zone del mondo per seguire con attenzione la selezione delle migliori partite del prodotto. Si occupa soprattutto di pellami esotici di alcuni animali molto richiesti in questo periodo per la loro bellezza estetica, ma anche per altre caratteristiche altrettanto importanti come la capacità di impermeabilizzare e di proteggere dagli agenti climatici. Ad esempio sotto questo punto di vista, garantiscono standard qualitativi molto alti i pellami esotici di struzzo, quelli di coccodrillo e alligatore. Le pelli una volta importate dalla struttura vengono sottoposte a lavorazioni in modo da sceglierle a seconda dell’utilizzo che se ne farà. In particolare per quanto riguarda i pellami di coccodrillo, alligatore e quelli di struzzo per le loro caratteristiche fisiche e per la bellezza della pelle vengono prese in considerazione da aziende che operano nel campo della pelletteria, della realizzazione delle calzature, dell’abbigliamento e arredamento. I servizi previsti La conceria oltre a occuparsi del servizio di selezione nei Paesi di origine delle migliori pelli, è anche specializzata in lavorazioni di qualità gestite da personale competente con l’uso di macchinari adatti e prodotti professionali. Tra le varie tipologie di servizi previsti c’è la spaccatura delle pelli con rasatura utilizzata anche per il cuoio. Il nostro staff è specializzato nel servizio di rifinizione delle pelli, di stampatura e di tintura per ottenere qualsiasi genere di tonalità in maniera impeccabile. Le pelli vengono sottoposte al procedimento di essiccamento o di depilazione nel caso in cui fosse necessario. L’attività di concia viene eseguita con diverse tecniche come quella al tannino, al cromo, all’olio e all’allume. Eseguiamo la decorazione dei tessuti in pelle di qualsiasi genere permettendo al cliente di scegliere il risultato finale e di godere del supporto dello staff sempre attento e scrupoloso e il finissaggio per la pellicce. Per conoscere ulteriori informazioni sui prodotti e sulle lavorazioni che possono essere eseguite, contatta l’azienda utilizzando il numero di telefono riportato sul sito.
È ormai raro vedere cancelli, pergolati, ma anche porte e tavoli lavorati artigianalmente, in quanto la produzione standard e industriale ha preso il sopravvento. La buona vecchia carpenteria che realizzava qualsiasi cosa in ferro battuto non è semplice da trovare. Oggi il servizio di saldatura e lavorazione dei metalli manuale è più che altro destinata alla produzione di chiavi e poco altro. Nicetto Luciano Costruzioni Metalliche è una ditta ancora figlia della tradizione artigianale: nasce alla fine degli anni ’60 e si tramanda per due generazioni, fino ai giorni nostri. Si tratta di carpenteria artistica: tutti i lavori vengono realizzati grazie all’estro e all’abilità tecnica dello staff nel piegare e modellare il ferro, l’acciaio e qualsiasi altro metallo, come sculture vere e proprie. A questo, l’azienda affianca i lavori più classici da fabbro come i serramenti, le serrature e altro che vedremo in dettaglio di seguito. Dalla cancellata al pergolato: donate alla vostra casa un’opera artistica in ferro battuto Vi sarà capitato di vedere ancora ville, magari dal rilievo storico-artistico, con ingressi che, già soltanto dalll’esterno, sono opere d’arte, grazie alle maestose cancellate. Si tratta di uno del lavori che Nicetto Luciano può realizzare per voi: dalla progettazione alla posa, potrete contare su disegni originali da catalogo o anche portati da voi stessi, per avere un manufatto unico per la vostra abitazione. Fra i lavori più importanti, abbiamo: pergolati, gazebo, pompeiane, cancelli, porte, ma anche balconi e inferriate. Non c’è opera in metallo che non possa essere realizzata: pensateci, se volete progettare un arredamento da giardino, per esempio, con gazebo dove rilassarsi e pergolati sotto i quali passeggiare all’ombra di piante e fiori. Donerete alla vostra casa decorazioni di classe e particolari unici. Infissi metallici e servizio fabbro: i lavori standard di alta qualità Naturalmente, essendo maestri della lavorazione del ferro, la Nicetto Luciano Costruzioni Metalliche non si occupa soltanto di produzioni dal taglio più artistico, ma realizza anche infissi per tutta la casa e serrature. Il servizio fabbro garantisce il pronto intervento per serrature bloccate (di qualunque tipo, comprese le porte blindate) e la sostituzione delle stesse con chiavi nuove. Data l’alta professionalità in questione, avrete certamente un risultato impeccabile e difficilmente vi ritroverete con porte difettose e che rischiano di rompersi dopo poco tempo. Infine, la ditta esegue anche riparazioni su qualsiasi manufatto metallico, in caso di necessità, grazie all’impiego di saldature efficienti che garantiranno la sicurezza e la stabilità della costruzione. Vi consigliamo di guardare il sito internet della Nicetto Luciano Costruzioni Metalliche, per ammirare gli splendidi lavori già realizzati oppure chiamate subito per qualsiasi problema che riguarda le serrature. Potrete anche contattare la ditta compilando un form dedicato, se volete qualche informazione per concretizzare un’idea che vi sta particolarmente a cuore.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Autotappezzeria Oliveri è un’impresa che opera nel settore del rivestimento degli abitacoli di auto, furgoni, camper e minibus, nonché nella personalizzazione degli allestimenti delle moto. Dal 1969 l’azienda fondata da Domenico Oliveri si distingue per la precisione e la puntualità degli interventi, ognuno dei quali si svolge all’insegna della massima precisione. Nella sede di Catania vengono lavorate diverse tipologie di tappezzerie per interni di auto e non solo, nonché sostituite intere cappotte grazie agli strumenti adibiti a tale scopo. Prodotti personalizzati per garantire la massima soddisfazione del cliente In virtù della cura artigianale che caratterizza quest’impresa da più di cinquant’anni, ogni cliente può contare su un servizio eccellente. I committenti hanno la possibilità di fare riferimento a veri esperti in materia, che grazie a un aggiornamento costante sono in grado di portare a termine lavorazioni straordinarie. Con grande attenzione al dettaglio, tutti i progetti prendono forma per dare concretezza alla visione dei singoli clienti. Nell’ottica di dare a ogni individuo la possibilità di sentirsi realmente a proprio agio quando si mette al volante, lo staff composto da figure professionali qualificate si impegna a offrire una consulenza ad hoc. Più di semplici mezzi di trasporto legati a esigenze logistiche e pratiche: un’automobile, una moto e un van possono essere dei veri compagni di viaggio, specialmente per gli amanti dell’avventura. Gli appassionati di vacanze on the road possono scegliere di declinare svariati dettagli degli interni dell’abitacolo, specialmente quando si tratta di van pensati per lunghe gite. Chi vuole acquistare un camper usato può affidarsi alla competenza e alla professionalità del personale di quest’azienda, che offre suggerimenti utili su come rendere più moderno e confortevole l’interno di questo mezzo dal fascino intramontabile. Produzione di tappezzeria per interni di automobili e non solo All’interno del laboratorio il personale si dedica con enorme cura alla realizzazione di tappezzeria per automobili di ogni marca e modello. Tra i servizi più richiesti rientrano senza dubbio i rivestimenti in pelle destinati agli amanti di un concetto di eleganza di stampo classico. Chi invece predilige la massima funzionalità, pur senza rinunciare all’estetica, può trovare un vasto assortimento di stoffe che vengono tagliate e modellate durante le attività di rivestimento. Lo staff può realizzare delle fodere su misura, nonché occuparsi del lavaggio della tappezzeria su richiesta del cliente. Alcune lavorazioni particolari offerte dall’azienda catanese includono la produzione di volanti e di selle da moto interamente in pelle. L’obiettivo in questi progetti specifici è quello di assicurare il massimo comfort e una buona aderenza, due caratteristiche indispensabili per favorire la sicurezza in fase di guida. Una materia prima pregiata come la pelle viene scelta in maniera meticolosa, facendo riferimento esclusivo alle migliori concerie attive a livello nazionale. Chiama se vuoi ottenere una stima dei costi dettagliata per il rivestimento del tuo abitacolo.
Giorgi Auto Store vendita auto nuove e usate Giorgi Auto Store è una concessionaria ubicata a Suzzara in provincia di Mantova. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati del settore anche perché vanta alle spalle una lunga tradizione. Nello specifico il salone era già concessionaria Renault ufficiale dal 1977 e dal 1998 è diventata anche struttura autorizzata nella vendita di modelli multimarca. Il cliente viene supportato a 360 gradi durante l’acquisto della vettura con un professionista esperto e qualificato in grado di ascoltare le richieste e di proporre modelli adeguati per quanto concerne le prestazioni del motore, i consumi, le dimensioni del bagagliaio, gli optional e molto altro. La concessionaria tratta auto d’importazione, modelli nuovi e usati garantiti dal punto di vista delle prestazioni e dell’affidabilità. Vendita auto nuove e usate Scegliere Giorgi Auto Store per l’acquisto di una vettura significa avere a disposizione un servizio dedicato e gestito da personale competente e di esperienza per accompagnare il cliente nell’individuazione. Ci sono tante proposte presso questa concessionaria multimarca con la possibilità di valutare una citycar per gli spostamenti all’interno della città oppure modelli più importanti per quanto concerne le dimensioni e il comfort come SUV, station wagon, berline e auto sportive che garantiscono un impatto estetico davvero notevole. Il cliente può prendere in considerazione il mercato automobilistico del nuovo con tutti i principali marchi e modelli più innovativi con soluzioni motoristiche alternative per ottimizzare i consumi e l’impatto ambientale. In aggiunta la concessionaria si occupa di auto aziendali, usate, a km 0 e autovetture semestrali. Si tratta comunque di usato garantito perché tutte le vetture presenti nel salone sono sottoposte ad attente verifiche tecniche e interventi di riparazione per mettere a disposizione del cliente un prodotto efficiente dalle prestazioni importanti e affidabili. In sede è possibile anche valutare varie modalità di pagamento con comode e vantaggiose finanziarie per dilazionare nel tempo l’operazione. Tagliando auto e servizio di assistenza Giorgi Auto Store rappresenta sul territorio un punto di riferimento per quanto riguarda i servizi e le soluzioni per il settore automobilistico. A disposizione del cliente c’è l’enorme esperienza maturata e la professionalità dello staff sempre pronto a esaudire ogni richiesta. L’attività prevede oltre al servizio dedicato alla vendita di auto nuove multimarca e di usato garantito di diverse tipologie come le vetture km 0 piuttosto che quelle aziendali, anche l’opportunità di essere supportati dal punto di vista tecnico. Infatti, la concessionaria si avvale di una propria officina dove operano tecnici qualificati e in grado di offrire servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria. In particolare l’officina esegue il classico tagliando per effettuare un check up completo utile per verificare lo stato di funzionamento di tutti gli apparati presenti sulla vettura e garantire massima affidabilità. Inoltre sono previsti tanti altri interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria come il cambio dell’olio, la batteria e la riparazione in generale con l’utilizzo di ricambio originali. Vieni a trovarci in concessionaria per valutare nel dettaglio tutte le proposte di auto nuove e usate oppure per fruire dei servizi di assistenza e manutenzione.
Arcobaleno è un’impresa di pulizie altamente specializzata che esegue lavori classici di housekeeping con accurata sanificazione e attività particolarmente complesse come la pulizia di pannelli solari, post cantiere e giardinaggio. I servizi sono rivolti a tutti i settori (civile e industriale) e comprendono abitazioni, condomini, fabbriche, hotel, B&B, palestre, scuole, uffici, esercizi commerciali e molto altro. La sede è a Viterbo e da molti anni si interfaccia con enti pubblici e clienti privati con grande competenza e professionalità. Pavimenti in cotto rivitalizzati e ampie vetrate pulite anche dall’esterno L’azienda nasce nel 1995, fondata da Rosalba Sola e si avvale di uno staff preparato che viene equipaggiato con attrezzature moderne e prodotti specifici per ogni occasione. In particolare, il trattamento dei pavimenti in cotto è il punto di forza di Arcobaleno che garantisce una pulizia in grado di riportare piastrelle e mattoni al loro splendore originale con una lucidatura ad hoc, impiegando detergenti e cere di grande qualità. Su richiesta l’impresa effettua anche lavori di muratura con la realizzazione di pavimentazioni in resina autolivellante, un materiale molto versatile, resistente, durabile e che non richiede interventi di manutenzione troppo impegnativi. Granito, parquet e moquette sono altre tipologie di rivestimento curate con perizia da Arcobaleno per una casa impeccabile. Per la pulizia dei vetri l’impresa effettua anche lavoro in quota, impiegando tutte le norme di sicurezza previste in caso di finestre e vetrate estese che prevedono una pulizia dall’esterno. Inoltre, dispone di un macchinario che può raggiungere i 6 metri d’altezza. Per le operazioni più complesse, come quelle citate e anche per la pulizia dei pannelli solari, Arcobaleno si affida a personale specializzato. Sanificazioni di ambienti affollati per ambienti salubri e piacevoli da vivere Alberghi, centri sportivi e tutte le strutture recettive che vengono frequentate da molte persone richiedono interventi di pulizia che prevedono anche una sterilizzazione profonda. Un esempio sono le attrezzature delle palestre: Arcobaleno interviene con prodotti igienizzanti che sono anche presidi medico-chirurgici al fine di cancellare la presenza di qualunque germe o batterio che possa causare la diffusione di infezioni. Allo stesso modo vengono trattati bagni, spogliatoi e le zone relax. Per gli hotel e i B&B l’impresa offre un servizio completo di pulizia delle camere in entrata e in uscita con cambio biancheria incluso e concorda con la direzione interventi straordinari pianificati per la sanificazione delle parti comuni. In ambito industriale, fabbriche e capannoni vengono trattati con mezzi sofisticati come idropulitrici, lavasciuga, aspiratori ad elevata potenza e altri strumenti in grado di rendere ogni ambiente di lavoro piacevole e sicuro per gli operai (comprese le aree di carico e scarico), andando ad eliminare anche fumi e cattivi odori che possono svilupparsi durante la produzione. Chiama l’impresa di pulizie Arcobaleno per maggiori informazioni sui servizi, prenotare un intervento o stabilire un piano di pulizie periodiche in base alle tue esigenze.
Probiotical Healthcare opera con successo sin dal 1985 nell’ambito della produzione di fermenti lattici per conto delle ditte del settore lattiero-caseario, nonché di medicinali tradizionali e omeopatici. Fondata da Alfonso Mogna, quest’impresa di Novara è diventata negli anni un vero e proprio punto di riferimento, in virtù dell’esperienza di Mario Mogna, ideatore degli innesti liquidi a inoculo diretto in caldaia, nonché delle tante risorse professionali qualificate che compongono i vari reparti. Competenza e specializzazione nel comparto farmaceutico Dopo un lungo percorso legato alla famiglia Mogna e alla tradizione di eccellenza nel campo della microbiologia, al giorno d’oggi Probiotical Healthcare rientra nell’importante Gruppo Mofin Alce. Oltre a soddisfare le richieste delle tante imprese casearie che operano nella zona di Novara, l’azienda adotta un approccio internazionale, in virtù del quale può gestire in maniera ottimale anche progetti che prevedono la collaborazione con clienti basati sul territorio nazionale ed europeo. Nella gamma di prodotti firmati da Probiotical Healthcare non si trovano solo i fermenti lattici, bensì anche molte tipologie di medicinali. Dai tradizionali farmaci da banco fino agli antibiotici, passando per gli articoli parafarmaceutici: sono numerose le alternative studiate dal reparto di ricerca e sviluppo della ditta piemontese, che si occupa anche di produzione per conto terzi. Una vasta gamma di soluzioni per dare risposte concrete a chi ricerca salute e benessere Tra i servizi più innovativi spicca senza alcun dubbio quello della realizzazione di distributori per farmaci di varie tipologie. Quest’impresa punta a offrire un servizio all’avanguardia per quel che concerne la tecnologia farmaceutica, adottando soluzioni innovative per dare un supporto a tutte le imprese del settore che desiderano fornire ai pazienti risposte concrete. Le altre attività sono quelle relative alla dermocosmesi e all’omeopatia, due ambiti sempre più richiesti da tutti coloro che vogliono truccarsi sapendo di utilizzare articoli affidabili e curarsi nel modo più naturale possibile. Produzione di fermenti lattici per una dieta sana e completa Indispensabile per realizzare dei dolci light, così come delle colazioni nutrienti, lo yogurt è l’alimento che forse più di ogni altro contiene fermenti lattici. Questi elementi preziosi possono essere aggiunti anche ad altre tipologie di prodotti caseari, al fine di favorire la regolarità dell’intestino. Tutte le aziende che desiderano inserire all’interno dei propri alimenti questi batteri buoni possono contare sulla competenza dello staff qualificato di Probiotical Healthcare, che nel corso degli anni ha affinato i metodi di trasformazione di questi piccoli quanto fondamentali nutrienti. Con l’intento di assicurare un servizio eccellente, l’impresa si impegna a fondo per dare a ciascun cliente una consulenza personalizzata, in modo tale da studiare un progetto realmente su misura. Chiama se desideri ricevere maggiori informazioni in merito a un determinato prodotto, oppure per richiedere una stima dei costi dettagliata.
A Ultimo, in provincia di Bolzano, lo studio Staffler Gandolf Geometra propone una vasta gamma di servizi tecnici e professionali. Soddisfando le esigenze di privati, aziende ed enti pubblici, è una delle realtà più affermante del settore edilizio e immobiliare della zona. Grazie alla lunga esperienza e alla competenza, infatti, l’ufficio tecnico è in grado di fornire consulenze altamente specializzate e interventi su misura, con un forte focus su qualità, sicurezza e rispetto delle normative vigenti. Staffler Gandolf Geometra: le consulenze personalizzate e le perizie del settore Lo studio Staffler Gandolf Geometra mette a disposizione dei propri clienti una consulenza tecnica specializzata per progetti edilizi e infrastrutturali. Dal 1998, infatti, fornisce supporto personalizzato in ogni fase del processo costruttivo, dalla progettazione alla supervisione dei lavori in cantiere, garantendo che siano sempre conformi alle normative vigenti in fatto di tecnica e urbanistica. Grazie alla comprovata esperienza nel settore, il geometra Staffler e il suo team sono capaci di realizzare anche progetti complessi, con elevati standard di qualità e sicurezza. Sempre in termini di consulenze, presso lo studio è possibile richiedere la perizia geotecnica, ossia un’analisi dettagliata sulla stabilità del suolo e le proprietà meccaniche dei siti destinati alla costruzione. In tale fase, verranno analizzati i vari terreni, sia in termini di rischio sismico sia di drenaggio e composizione, al fine di certificare l’idoneità di questo a sostenere edifici e infrastrutture. Inoltre, lo studio Staffler Gandolf Geometra offre consulenze immobiliari circa la valutazione di proprietà e garantisce assistenza in caso di compravendita. In tal senso, per tutti coloro che necessitano di analisi approfondite, lo studio svolge anche altre perizie dedicate. Queste possono essere utili a determinare lo stato di conservazione di un immobile o a stabilirne il valore, in caso di compravendita, di successione o contenzioso. Grazie alla lunga esperienza nel settore, le valutazioni sono effettuate tenendo conto dei fattori tecnici e di mercato, garantendo ai clienti una base solida per prendere decisioni consapevoli e informate. Staffler Gandolf Geometra: i servizi dedicati alla progettazione civile Lo studio Staffler Gandolf Geometra è anche specializzato nel settore della progettazione civile, realizzando soluzioni su misura sia per costruzioni, sia infrastrutture. Gli edifici residenziali, quelli commerciali o le opere pubbliche saranno pensate per rispondere alle varie esigenze del cliente. Sempre in tale contesto rientrano le ristrutturazioni di edifici esistenti, sia in termini di recupero sia di valorizzazione del patrimonio edilizio, nonché la progettazione di strutture accessorie come garage, piscine, o altre costruzioni minori. Il servizio di progettazione offerto dall’ufficio tecnico Staffler, però, non si limita al solo disegno dettagliato dell’immobile, ma include anche tutte le attestazioni necessarie alla sua realizzazione. Ne sono un esempio la gestione delle pratiche per ottenere i permessi di costruzione e le certificazioni richieste dalla normativa. Inoltre, lo studio professionale esegue pratiche di certificazione energetica. Tale servizio consente di valutare l’efficienza energetica di un edificio al fine di ottimizzarne i consumi e rispettare le normative ambientali sempre più stringenti. Si tratta di una certificazione obbligatoria in caso di compravendita o locazione dell’immobile. Contattaci per maggiori informazioni o per richiedere consulenze tecniche, geotecniche, certificazioni, perizie e progettazioni civili.
Qual è il miglior impermeabilizzante per tetti Quanto costa impermeabilizzare un tetto L'impermeabilizzazione del tetto si può detrarre Quanto dura l'impermeabilizzazione Il tetto perde acqua o compaiono macchie di umidità sui soffitti? Prima di chiamare un’impresa, è utile sapere quanto si spende davvero. Impermeabilizzare un tetto costa in media tra i 30 e i 90 euro al metro quadro: per una superficie di 100 mq si parla di una spesa tra i 3.000 e i 9.000 euro, manodopera inclusa. Il prezzo cambia in base al materiale scelto, alle condizioni della copertura e alla zona d’Italia. Nel 2026 è ancora possibile detrarre il 50% dei costi grazie al bonus ristrutturazione, abbattendo in modo significativo la spesa finale. Qual è il miglior impermeabilizzante per tetti Non esiste un unico prodotto valido per tutti i tetti: la scelta dipende dal tipo di copertura, dal livello di esposizione agli agenti atmosferici e dal budget disponibile. Le membrane bituminose sono tra le soluzioni più diffuse e affidabili. Si applicano a caldo o in autoadesivo e garantiscono un’ottima tenuta all’acqua, anche in condizioni climatiche difficili. Sono adatte sia a tetti piani che a falde con bassa pendenza. Esistono versioni con ardesia in superficie, che aumentano la resistenza ai raggi UV e prolungano la durata nel tempo. Le guaine liquide poliuretaniche o acriliche sono invece ideali per superfici irregolari, terrazze e punti di giunzione difficili da trattare con le membrane in rotoli. Si applicano a pennello o a rullo e formano uno strato continuo senza cuciture, riducendo il rischio di infiltrazioni nei punti critici come gli angoli, i bordi e i raccordi con i pluviali. Per tetti in laterizio o tegole, si utilizzano spesso trattamenti idrorepellenti a base di silicone o resine sintetiche, che penetrano nel materiale senza alterarne l’aspetto. Sono meno invasivi e più economici, ma richiedono rinnovi periodici più frequenti rispetto alle membrane. Una quarta opzione, sempre più diffusa, è il sistema a doppio strato: si applica prima una membrana di fondo e poi uno strato di finitura protettivo. Questo approccio aumenta la durata complessiva dell’impermeabilizzazione e riduce il rischio di cedimenti localizzati, soprattutto su tetti molto esposti o con geometrie complesse. Il consiglio è sempre quello di affidarsi a un tecnico per una valutazione preliminare: scegliere il prodotto sbagliato significa rifare il lavoro nel giro di pochi anni. Quanto costa impermeabilizzare un tetto Shutterstock Il costo varia in base a tre fattori principali: il materiale, la superficie e le condizioni di partenza. Vediamo quindi i costi dei materiali principali: Membrane bituminose, tra i 30 e i 55 euro al mq, posa inclusa. Sono la scelta più economica per grandi superfici piane. Guaine liquide, tra i 40 e i 80 euro al mq. Il prezzo sale se il tetto presenta crepe, rigonfiamenti o vecchie impermeabilizzazioni da rimuovere. Trattamenti idrorepellenti su tegole: tra i 15 e i 35 euro al mq. Soluzione meno invasiva e più accessibile, ma con durata inferiore. Se il tetto richiede una preparazione del fondo, la rimozione del vecchio strato o riparazioni strutturali, i costi aumentano. In media, per ogni 100 mq di tetto: Tetto piano con membrana bituminosa: 3.000 / 5.500 euro; Tetto piano con guaina liquida: 4.000 / 8.000 euro; Falda in tegole con trattamento idrorepellente: 1.500 / 3.500 euro. A questi importi va aggiunto il costo del ponteggio, se necessario, che può incidere per altri 1.000 / 3.000 euro a seconda dell’altezza e della complessità del cantiere. Un altro elemento che incide sul preventivo finale è la zona geografica: nelle grandi città e al Nord Italia i prezzi della manodopera tendono a essere più alti rispetto al Sud. Chiedere almeno due o tre preventivi a imprese locali è sempre la mossa giusta per evitare di pagare più del necessario. L’impermeabilizzazione del tetto si può detrarre Sì, in molti casi l’impermeabilizzazione del tetto rientra nelle agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie. Con il Bonus ristrutturazione, attivo anche nel 2026, è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, ripartita in 10 quote annuali. Il limite di spesa detraibile è di 96.000 euro per unità immobiliare. Per accedere alla detrazione è necessario che i lavori siano eseguiti da un’impresa regolare, che i pagamenti avvengano con bonifico parlante e che vengano conservati tutti i documenti fiscali. Prima di avviare i lavori, è utile verificare con un commercialista o un tecnico abilitato se l’intervento specifico rientra nella categoria ammessa, poiché la distinzione tra manutenzione ordinaria e straordinaria può fare la differenza ai fini della detrazione. Se l’impermeabilizzazione fa parte di un intervento più ampio di efficientamento energetico, potrebbe rientrare anche nell’Ecobonus, con percentuali di detrazione diverse a seconda della tipologia di lavoro e della classe energetica raggiunta dopo i lavori. Quanto dura l’impermeabilizzazione Shutterstock Le membrane bituminose garantiscono in media una protezione tra i 15 e i 25 anni, se applicate correttamente e sottoposte a manutenzione periodica. Le guaine liquide di alta qualità arrivano a 20 anni, mentre i trattamenti idrorepellenti per tegole hanno una durata inferiore, tra i 5 e i 10 anni, e richiedono un rinnovo più frequente. Un’impermeabilizzazione che inizia a cedere si manifesta con macchie di umidità sui soffitti, bolle o rigonfiamenti sulla superficie del tetto, e muffe negli ambienti sottostanti. Prima si interviene, minore è il danno strutturale e minore è la spesa complessiva. Il consiglio è di effettuare un’ispezione visiva ogni 2 o 3 anni, soprattutto dopo inverni particolarmente rigidi o estati molto calde. Pulire i canali di scolo, rimuovere foglie e detriti e verificare lo stato dei raccordi sono operazioni semplici che allungano la vita dell’impermeabilizzazione e prevengono danni costosi all’interno dell’abitazione.
Mercato immobiliare 2026: aumentano compravendite e prezzi Quali sono le previsioni dei mutui per il 2026 Dove comprare casa che costa poco e come risparmiare Comprare casa nel 2026 conviene? Dipende molto da dove e da come ti muovi. I dati del Rapporto Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate parlano chiaro: le compravendite sono cresciute del 6,4% nel 2025, i prezzi salgono nelle grandi città, ma i mutui costano meno rispetto a due anni fa e alcune aree del Paese restano ancora accessibili. Ecco cosa sapere prima di cercare. Mercato immobiliare 2026: aumentano compravendite e prezzi Tra le grandi città italiane, il mercato più vivace nel 2025 è stato Palermo, con un incremento di compravendite del 9,4%, seguita da Torino (+6,8%) e Roma (+6,2%). La capitale resta il mercato più pesante: da sola rappresenta circa un terzo del volume totale delle otto principali città. Firenze è l’unica eccezione, con un calo del 3,8% che potrebbe offrire qualche margine di trattativa rispetto agli anni scorsi. A livello geografico, il Nord Ovest guida la ripresa con un +8%, il Centro segue a +7%, mentre il Sud si ferma al +2,5%. Nelle regioni meridionali ci sono ancora opportunità più accessibili per chi non è vincolato a comprare in una grande città. Il valore mediano di una prima casa comprata da privati è salito a 125mila euro nel 2025, rispetto ai 119mila dell’anno precedente. Non un’impennata, ma una tendenza costante al rialzo che non sembra destinata a invertirsi nel breve. Quali sono le previsioni dei mutui per il 2026 Il mercato dei mutui è in forte espansione. Nel 2025 il capitale complessivamente erogato ha raggiunto 47,2 miliardi di euro, il 25% in più rispetto al 2024. Quasi il 46% delle compravendite tra privati è avvenuto tramite mutuo ipotecario, e le richieste complessive sono cresciute del 12%. A spingere la domanda è il calo dei tassi di interesse. L’indice di accessibilità all’acquisto si attesta al 12,6% nel 2025, valore ancora superiore alla media storica del periodo 2004-2025 (9,8%), ma in netto miglioramento rispetto a due anni fa, quando i tassi avevano toccato i massimi. Tradotto: la rata mensile pesa meno sul reddito familiare. Significativo anche il dato sui giovani: il 35,8% di chi ha chiesto un mutuo nel 2025 aveva meno di 35 anni, in crescita rispetto al 34,7% del 2024. Chi appartiene alla fascia 25-34 anni rappresenta ormai quasi un terzo di tutti i richiedenti. Le agevolazioni prima casa under 36 continuano a fare la differenza. Dove comprare casa che costa poco e come risparmiare Sud e isole restano le aree più convenienti d’Italia: la crescita delle compravendite si ferma al +2,5% al Sud, il che significa prezzi ancora accessibili e meno competizione rispetto ai mercati del Nord. Anche i mercati secondari vicini alle grandi città offrono opportunità reali: stessa qualità dei servizi, ma valori al metro quadro sensibilmente più bassi. Il mercato, nel complesso, si sta spostando verso fasce di prezzo più alte. Le compravendite sotto i 100mila euro sono scese dal 41,2% al 38,2%, mentre le abitazioni tra 200mila e 300mila euro guadagnano terreno. Le occasioni esistono ancora, ma vanno cercate con più attenzione rispetto al passato. Comprare un immobile da ristrutturare resta una delle strade più efficaci per contenere la spesa. Il prezzo di acquisto è generalmente più basso, e con il Bonus ristrutturazione 2026 si può detrarre il 50% delle spese di recupero edilizio, abbassando in modo concreto il costo finale dell’operazione. Prima di firmare qualsiasi compromesso, però, è indispensabile avere un’idea precisa dei lavori necessari: un preventivo da un professionista della zona può cambiare completamente i conti in tasca. Vuoi ristrutturare la casa appena acquistata? Su PagineGialle Casa puoi descrivere il tuo progetto e ricevere fino a 5 preventivi gratuiti da professionisti selezionati nella tua area. Compila il form e confronta le offerte con calma, senza impegno!
I problemi più diffusi nelle case ereditate Quali sono le migliorie che possono aumentare il valore di un immobile ereditato Vendere, affittare o frazionare: cosa conviene fare Ereditare un immobile sembra un colpo di fortuna, ma spesso si trasforma in un problema da gestire. Secondo un’elaborazione di Scenari Immobiliari su dati Agenzia delle Entrate e Istat, oltre 2.720 miliardi di euro di patrimonio immobiliare sono oggi in mano a persone con più di 70 anni: nei prossimi anni milioni di italiani si troveranno a ereditare appartamenti grandi, vecchi e costosi da mantenere. Se sei in questa situazione, sappi che alcuni interventi mirati possono fare la differenza tra una casa che vale poco e una casa che si vende o si affitta bene. I problemi più diffusi nelle case ereditate Le abitazioni costruite tra gli anni ’50 e ’80 condividono quasi sempre gli stessi difetti. Il primo è l’inefficienza energetica: muri senza isolamento, infissi datati, impianti di riscaldamento obsoleti. Tutto questo si traduce in bollette alte e, soprattutto, in una classe energetica bassa. Con la direttiva europea Case Green, gli immobili in classe F o G sono sempre più difficili da vendere e da affittare, e chi acquista ne tiene conto nella trattativa. Il secondo problema comune è l’umidità. Nelle case datate è quasi la norma: si manifesta con macchie sulle pareti, muffa negli angoli, odori persistenti. Le cause possono essere molteplici, tra infiltrazioni dalla copertura, ponti termici e risalita capillare dalle fondamenta. Non si tratta solo di un problema estetico: l’umidità strutturale incide sulla salubrità dell’abitazione e scoraggia qualsiasi potenziale acquirente o inquilino. A questi si aggiungono spesso impianti elettrici e idraulici fuori norma, pavimenti da rifare e bagni da rinnovare completamente. Quali sono le migliorie che possono aumentare il valore di un immobile ereditato Non serve ristrutturare tutto. Gli interventi con il miglior rapporto tra costo e valore aggiunto sono quelli che risolvono i problemi strutturali e migliorano la classe energetica. Isolare le pareti e il tetto, sostituire gli infissi e installare un impianto di riscaldamento moderno (come una pompa di calore) può far salire l’immobile di due o tre classi energetiche, con un impatto diretto sul prezzo di mercato. In molti casi è possibile accedere a incentivi fiscali per abbattere parte dei costi. Il trattamento dell’umidità richiede prima una diagnosi precisa: solo individuando la causa si può scegliere l’intervento giusto, che si tratti di impermeabilizzazione, aerazione forzata o barriera chimica contro la risalita capillare. Un intervento fatto male, o peggio ignorato, si vede subito durante una visita e abbassa il prezzo percepito. Anche la messa a norma degli impianti elettrici e del gas è spesso obbligatoria in fase di compravendita, oltre che necessaria per la sicurezza. Vendere, affittare o frazionare: cosa conviene fare Una volta risolti i problemi principali, il valore dell’immobile cambia in modo sensibile. Il 2025 ha segnato una crescita delle compravendite del 6,6% su base annua, con una domanda sempre più concentrata su bilocali e appartamenti tra 60 e 100 metri quadrati. Se la casa ereditata è grande, valutare il frazionamento in due unità distinte può essere la soluzione più redditizia, soprattutto nei centri urbani. La posizione resta il fattore decisivo: in città come Milano, Roma, Bologna o Torino anche un appartamento vecchio, una volta sistemato, trova acquirenti o inquilini con relativa facilità. In aree meno centrali, invece, è importante calcolare bene il rapporto tra spesa per i lavori e prezzo di mercato atteso, per evitare di investire più di quanto si potrà recuperare. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Vuoi valorizzare una casa ereditata? Non affidarti alla prima ditta che trovi. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti da professionisti della ristrutturazione selezionati nella tua area. Compila il form e ricevi le proposte via email!
Ritiro gratuito "uno contro uno": da facoltà a obbligo Ritiro a domicilio: ora vale per qualsiasi RAEE, non solo per i piccoli Dove portare i RAEE se non stai sostituendo il vecchio elettrodomestico Cosa cambia anche per il fotovoltaico e la tracciabilità Hai un vecchio frigorifero, uno smartphone rotto o un elettrodomestico fermo in cantina? Da aprile 2026 smaltirli è più semplice. Con la Legge 50 del 20 aprile 2026, che ha convertito il Decreto PNRR (DL 19/2026), sono entrate in vigore nuove regole sulla gestione dei rifiuti elettronici. In sintesi: i distributori hanno ora l’obbligo, e non più la semplice facoltà, di ritirare gratuitamente gli apparecchi usati, anche quelli professionali. E il ritiro a domicilio diventa possibile per qualsiasi dispositivo, senza più limiti di dimensione. Ritiro gratuito “uno contro uno”: da facoltà a obbligo Shutterstock Fino a poco tempo fa, chi vendeva apparecchiature elettriche ed elettroniche professionali poteva scegliere se offrire o meno il ritiro gratuito del vecchio dispositivo al momento della consegna del nuovo. Il nuovo decreto elimina l’opzione che limitava il ritiro gratuito a specifiche modalità per le apparecchiature professionali, rendendo questo obbligo generale per tutti i distributori. Di conseguenza, ogni volta che un distributore vende una nuova apparecchiatura, è tenuto a garantire il ritiro gratuito di quella usata di tipo equivalente. In pratica: se acquisti un nuovo macchinario per il tuo ufficio o attività, il rivenditore che te lo consegna è obbligato a portare via quello vecchio senza costi aggiuntivi. Non è più una cortesia, è un diritto garantito dalla legge. I distributori continueranno comunque a beneficiare delle semplificazioni legislative introdotte in precedenza, che consentono una gestione più snella dei rifiuti, come la possibilità di creare punti di raccolta senza necessità di autorizzazioni specifiche. Rimangono quindi esonerati dalla tenuta del registro di carico e scarico e dall’obbligo del Formulario rifiuti per i trasporti interni. Ritiro a domicilio: ora vale per qualsiasi RAEE, non solo per i piccoli La seconda novità riguarda il sistema “uno contro zero“, cioè la possibilità per il distributore di ritirare gratuitamente un RAEE domestico anche quando il consumatore non sta acquistando un prodotto equivalente. Prima questa opzione era riservata ai dispositivi di piccole dimensioni, una limitazione che nella pratica creava confusione: valeva per un tablet? Per una stampante? Per un piccolo forno elettrico? Il Decreto PNRR ha eliminato il limite dimensionale. Ora il distributore può ritirare gratuitamente qualsiasi RAEE domestico nel momento in cui consegna a domicilio un nuovo apparecchio, senza vincoli di taglia. Un esempio concreto: ordini un frigorifero nuovo. Il tecnico che lo porta a casa è obbligato a ritirare quello vecchio (uno contro uno), ma può portare via gratuitamente anche una lavatrice rotta, un forno a microonde o qualsiasi altro elettrodomestico, anche se non ha nulla a che fare con l’acquisto appena fatto. Dove portare i RAEE se non stai sostituendo il vecchio elettrodomestico Shutterstock Non sempre si butta un elettrodomestico perché se ne sta acquistando uno nuovo. A volte si tratta semplicemente di liberare spazio, di smaltire dispositivi accumulati nel tempo o di disfarsi di apparecchi rotti da anni. In questi casi il ritiro a domicilio da parte del distributore non si applica, ma le opzioni restano comunque accessibili. Il canale principale è il centro di raccolta comunale, noto anche come isola ecologica o ecocentro. Quasi tutti i Comuni italiani ne dispongono almeno uno, aperto a cittadini residenti su prenotazione o in orari fissi. Qui si possono conferire gratuitamente elettrodomestici di qualsiasi dimensione, dai grandi come lavatrici e frigoriferi fino ai piccoli come phon, caricatori e lampade. In alternativa, molti grandi punti vendita di elettronica e catene della distribuzione sono obbligati per legge ad accettare piccoli RAEE, cioè dispositivi con lato inferiore a 25 centimetri, anche senza che tu stia comprando nulla. Basta consegnarli direttamente in negozio. Per i dispositivi più grandi, alcuni Comuni offrono anche il ritiro a domicilio su richiesta, spesso tramite il gestore del servizio rifiuti locale. Vale la pena verificare sul sito del proprio Comune o chiamare il numero verde del gestore: in molti casi il servizio è gratuito e basta fissare un appuntamento. Una cosa da tenere a mente: i rifiuti elettronici non vanno mai gettati nel bidone dell’indifferenziato né abbandonati su strada. Contengono sostanze come piombo, mercurio e cadmio che, se disperse nell’ambiente, causano danni difficilmente reversibili. Smaltirli nel modo corretto non è solo un obbligo di legge, ma una scelta che ha un impatto reale. Cosa cambia anche per il fotovoltaico e la tracciabilità Il 2026 ha portato ulteriori novità in materia di rifiuti elettronici. Dal 24 gennaio è in vigore il Decreto Legislativo 2/2026, che recepisce la Direttiva europea 2024/884 e aggiorna la normativa italiana sui RAEE. Una novità significativa riguarda i pannelli fotovoltaici: la gestione dei relativi rifiuti a fine vita è posta a carico dei produttori per tutti i moduli immessi sul mercato dal 13 agosto 2012. Sul fronte della tracciabilità, dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione del Rifiuto cartaceo è stato definitivamente sostituito da quello digitale per tutte le imprese con più di 10 dipendenti iscritte al RENTRI, con l’obiettivo di ridurre gli smaltimenti illegali e rendere ogni spostamento di rifiuti elettronici registrato in tempo reale. Devi liberare casa da vecchi elettrodomestici o apparecchi elettronici? Affidati a una ditta di sgombero della tua zona: su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti in pochi minuti. Compila il form e confronta le offerte senza impegno.
Il Fisco intensifica i controlli per il Superbonus: 45mila lettere e nuovi strumenti digitali Quando è obbligatoria la dichiarazione di aggiornamento catastale per i lavori con Superbonus Come aggiornare i dati catastali dopo il Superbonus Quali sono le sanzioni per il mancato aggiornamento catastale dopo il Superbonus Hai fatto lavori con il Superbonus e non hai aggiornato la rendita catastale? Potresti ricevere una lettera dall’Agenzia delle Entrate, e ignorarla è la scelta peggiore che puoi fare. Quasi una casa su due risulta non in regola: su 3.500 pre-controlli conclusi al 31 dicembre 2025, ben 1.550 immobili hanno evidenziato la necessità di regolarizzazione. Chi riceve la comunicazione può ancora mettersi in regola pagando appena 172 euro tramite ravvedimento operoso. Chi non lo fa rischia invece sanzioni fino a 8.264 euro, oltre al ricalcolo retroattivo di IMU e TARI. Il Fisco intensifica i controlli per il Superbonus: 45mila lettere e nuovi strumenti digitali Shutterstock L’Agenzia delle Entrate ha inviato 45.000 lettere ai proprietari di immobili che hanno beneficiato dei bonus edilizi, incluso il Superbonus, senza aggiornare la rendita catastale. Ma non finisce qui. Dopo la prima fase dedicata ai lavori con Superbonus 110%, si allarga il campo a tutte le situazioni non in regola, per un totale di 200.000 lettere da inviare tra il 2026 e il 2028. Le missive legate ai bonus edilizi saranno 20.000 nel 2026 e 50.000 equamente distribuite tra il 2027 e il 2028, per un totale di 70.000 comunicazioni. La soglia di attenzione si è abbassata rispetto all’anno scorso. Dopo le prime tornate dedicate a disallineamenti del 300% tra valore della rendita e importo dei lavori, ora l’Agenzia scende a differenze del 100%, allargando il campo anche a chi ha beneficiato non solo del Superbonus ma anche di Ecobonus, Bonus facciate e altri incentivi per le ristrutturazioni. Per stanare gli immobili non in regola, l’Agenzia utilizza algoritmi di intelligenza artificiale che incrociano la cartografia catastale con immagini aeree. A fine 2025 la fotointerpretazione aveva già coperto il 75% del territorio nazionale, con l’obiettivo di raggiungere l’85% entro fine 2026. Quando è obbligatoria la dichiarazione di aggiornamento catastale per i lavori con Superbonus L’obbligo scatta entro 30 giorni dalla fine dei lavori, nei casi in cui gli interventi abbiano aumentato il valore dell’immobile in misura rilevante. I casi più frequenti riguardano il miglioramento di almeno due classi energetiche, l’installazione di pannelli fotovoltaici o sistemi di accumulo, la sostituzione del generatore termico e gli interventi strutturali da sismabonus. Un errore comune è pensare che, non avendo modificato planimetrie o numero di vani, non ci sia nulla da aggiornare. Non è così: l’Agenzia delle Entrate considera che l’aumento dell’efficienza energetica comporti di per sé un incremento di valore, con conseguente obbligo di adeguare la rendita catastale. Chi ha fatto lavori significativi e non ha presentato il DOCFA è il primo obiettivo dell’operazione in corso. Come aggiornare i dati catastali dopo il Superbonus Shutterstock La procedura passa obbligatoriamente attraverso un tecnico abilitato, come un geometra o un ingegnere, che si occupa di predisporre e trasmettere la dichiarazione DOCFA all’Agenzia delle Entrate. Non è qualcosa che il proprietario può fare da solo. Il tecnico verifica lo stato attuale dell’immobile, aggiorna la planimetria catastale se necessario e calcola la nuova rendita sulla base dei lavori eseguiti. Una volta inviata la pratica, la rendita viene aggiornata in visura e l’immobile torna pienamente disponibile per qualsiasi atto, comprese vendite e successioni. Se i lavori sono stati conclusi da tempo e il DOCFA non è mai stato presentato, si rientra nella casistica della dichiarazione tardiva. In questo caso è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, che abbatte sensibilmente l’importo della sanzione. Prima ci si muove, meno si paga: la riduzione è maggiore quanto più si interviene in modo tempestivo rispetto alla violazione. Quali sono le sanzioni per il mancato aggiornamento catastale dopo il Superbonus Se ricevi una lettera di compliance, hai ancora la possibilità di uscirne a costi contenuti. Presentando il DOCFA e ricorrendo al ravvedimento operoso, la sanzione si riduce a soli 172 euro per unità immobiliare. Se invece non ti regolarizzi la situazione, il quadro cambia radicalmente. L’Agenzia può attribuire d’ufficio la nuova rendita e notificare un avviso di accertamento con sanzioni che vanno da 1.032 a 8.264 euro, oltre agli interessi e all’adeguamento retroattivo delle imposte. In pratica, pagheresti anche la differenza di IMU e TARI calcolata sulla rendita più alta, con decorrenza retroattiva. C’è anche una conseguenza concreta spesso sottovalutata: finché l’aggiornamento non viene formalizzato, non è possibile vendere l’immobile né trasferirlo per successione. Chi pensa di vendere casa nei prossimi anni farebbe bene a verificare subito la propria posizione catastale, prima che il problema emerga al rogito. Vuoi sapere se la tua casa è in regola con il Catasto? Su PagineGialle Casa puoi trovare geometri e tecnici abilitati nella tua zona per verificare la rendita catastale e presentare la dichiarazione DOCFA. 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Pannelli solari e paesaggio: cosa ha stabilito il Consiglio di Stato Cosa cambia per chi deve installare il fotovoltaico su un edificio vincolato Fotovoltaico su edifici vincolati: cosa dice la normativa 2026 Hai casa in zona vincolata e la Soprintendenza ha bloccato i tuoi pannelli solari perché “si vedono troppo”? Da oggi quella motivazione non basta più. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4001/2026 del 19 maggio, ha annullato un diniego basato unicamente sulla visibilità dei pannelli, stabilendo che la transizione energetica è un interesse pubblico che va pesato, non ignorato. Pannelli solari e paesaggio: cosa ha stabilito il Consiglio di Stato Il caso riguarda un edificio nel Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, in provincia di Bergamo, area vincolata sia per ragioni storiche legate alla figura di Papa Giovanni XXIII sia per la presenza del Monte Canto. La Soprintendenza aveva negato l’autorizzazione all’installazione dei pannelli sul tetto, sostenendo che sarebbero stati “altamente percepibili” dalle colline circostanti e avrebbero compromesso la visione d’insieme del borgo. Il Consiglio di Stato ha ritenuto questa valutazione insufficiente. La visibilità dei pannelli, da sola, non può essere un motivo valido per bloccare l’installazione. L’amministrazione è tenuta a fare un bilanciamento reale tra due interessi pubblici contrapposti: la conservazione del paesaggio e la transizione verso le energie rinnovabili. A questi si aggiunge l’interesse del privato a ridurre i costi energetici e ad accedere agli incentivi previsti per il fotovoltaico. Cosa cambia per chi deve installare il fotovoltaico su un edificio vincolato La sentenza stabilisce che i pannelli fotovoltaici non possono più essere trattati come elementi estranei al contesto edilizio: il Consiglio di Stato li riconosce come una naturale evoluzione dello stile costruttivo, ormai accettata dall’ordinamento. Questo non significa che la Soprintendenza perda il suo ruolo, ma che deve motivare l’eventuale rifiuto in modo specifico e proporzionato, valutando anche le soluzioni mitigative proposte dal richiedente. Nel caso in esame, i ricorrenti avevano presentato diverse alternative: pannelli di colore simile alle tegole marsigliesi con finitura invecchiata, posizionamento sulle falde meno esposte alla vista, riduzione dell’impatto visivo dalla casa natale di Papa Giovanni XXIII. La Soprintendenza non aveva preso in considerazione nessuna di queste proposte. Questo è stato giudicato un errore determinante. C’è anche un altro aspetto rilevante: se l’amministrazione indica una collocazione alternativa, questa deve essere tecnicamente praticabile e garantire una resa energetica adeguata. Non basta indicare “un altro posto” in modo generico. Fotovoltaico su edifici vincolati: cosa dice la normativa 2026 La sentenza richiama anche le norme più recenti in materia di energie rinnovabili, tra cui il decreto legislativo 190/2024 e la legge 4/2026. Queste norme confermano che l’orientamento del legislatore è chiaro: il fotovoltaico deve poter trovare spazio anche in contesti paesaggisticamente sensibili. Se hai ricevuto un diniego con motivazioni generiche sulla visibilità dei pannelli, vale la pena rivalutare la situazione con un tecnico o un professionista del settore, soprattutto se hai già pianificato l’accesso agli incentivi. Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere Vuoi installare un impianto fotovoltaico? Il primo passo è capire quanto costa davvero. Compila il form su PagineGialle Casa e ricevi fino a 5 preventivi gratuiti da esperti della tua zona, senza nessun impegno!