Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
ASA, fondata nel 2025 da Andrea Aversano Stabile è una ditta di Porto Sant’Elpidio in provincia di Fermo, che si occupa di posa in opera di pavimenti e rivestimenti, ristrutturazioni e imbiancature e cartongesso. La clientela dell’azienda proviene principalmente dalla provincia di Fermo e da quelle vicine di Ascoli Piceno, Ancona e Macerata e spazia dai privati alle imprese edili agli architetti. Tutti i servizi di ASA sono completi e di alta qualità. Ristrutturazioni accurate Per quanto riguarda le ristrutturazioni, ASA assicura ai suoi clienti un assoluto rispetto delle tempistiche concordate nel contratto e la pulizia del cantiere alla fine delle lavorazioni. Gli uffici dell’azienda sono ubicati a Porto Sant’Elpidio e consentono al personale di raggiungere con velocità le diverse località della provincia, garantendo in questo modo servizi rapidi e capillari in gran parte delle Marche. Tutti i progetti di ristrutturazione di ASA prendono il via da approcci personalizzati coinvolgendo i clienti che vogliono rinnovare o adeguare il look delle proprie abitazioni e mettendo al centro le loro esigenze. L’azienda è in grado, grazie a competenza e professionalità, di superare tutte le problematiche che possono insorgere, burocratiche e tecniche, e di gestirle in modo ottimale. Oltre a questo ASA garantisce il rispetto assoluto della pulizia e di limitare i disagi dovuti al rumore. La risposta dell’azienda di Porto Sant’Elpidio si basa su tre punti principali, la notevole precisione degli interventi, la loro esecuzione entro i tempi programmati e la pulizia del cantiere durante i lavori e al loro termine. Tutte le commesse sono seguite molto attentamente e da vicino dal titolare dell’azienda con un controllo puntuale delle varie fasi. La ditta offre un servizio completo, dalla preparazione e consegna dei materiali fino alla loro messa in opera. Altre tipologie di lavoro eseguite dalla ditta ASA esegue anche altre tipologie di lavori, come il servizio di posa in opera di pavimenti e rivestimenti che rappresenta uno dei punti di forza della ditta. Per fornire un servizio completo l’azienda studia una gamma di soluzioni che comprende tutte le varie esigenze della clientela, stilistiche e economiche. Per quanto riguarda i parquet, le alternative proposte sono sia quelle tradizionali sia quelle più innovative. I tecnici specializzati di ASA, sono infatti in grado anche di posizionare i pavimenti in PVC con montaggio della soluzione “clic” e di realizzare finiture in grado di trasformare in maniera totale qualsiasi ambiente interno ed esterno. La gamma di lavorazioni dell’azienda marchigiana comprende anche quella del cartongesso, creando pareti divisorie e controsoffitti con un materiale che unisce resistenza e leggerezza. ASA esegue, con personale qualificato, lavori di imbiancatura di ottima qualità, garantendo l’uso di vernici delle migliori marche sul mercato e l’utilizzo di attrezzature di ultima generazione. Chiama ASA per progettare una ristrutturazione o per posa pavimenti, imbiancature e lavori in cartongesso con la sicurezza di ricevere preventivi accurati e il rispetto assoluto dei termini di consegna concordati. Il team dell’azienda risponderà velocemente con informazioni dettagliate.
Tre D Confezioni è un’azienda operativa nel settore della produzione di abbigliamento femminile conto terzi, fondata nel 2010. Da allora si impegna quotidianamente per offrire il massimo alla sua clientela, motivo per il quale vanta un’ottima reputazione a Modena, dove è situata, e dintorni. Precisamente, la sede si trova presso Strada Cavezzo 22/A. La priorità è quella di diventare un partner affidabile per una grande quantità di brand desiderosi di affidare a Tre D Confezioni la realizzazione dei loro capi da donna, tra cui camicie, gonne, pantaloni e capispalla, mantenendo però il controllo assoluto sulla qualità dei prodotti finiti. Infatti, ogni creazione deve rispettare rigorosi standard ed essere caratterizzata da una grande attenzione ai dettagli. Il modo in cui lavora lo staff di Tre D Confezioni Prima di procedere con la fase produttiva, il personale qualificato di Tre D Confezioni ascolta attentamente le richieste degli utenti per accogliere suggerimenti ed esigenze specifiche riguardanti i capi richiesti. Dopo una prima consulenza, si continua a collaborare strettamente con chi ha eseguito l’ordine, così da fare eventuali modifiche in corso d’opera e assicurarsi che il prodotto finito sia in linea con le aspettative. Il team che si dedica alla realizzazione degli abiti è qualificato, dispone di un ampio bagaglio di competenze sartoriali e di moda e si aggiorna costantemente sulle novità del settore. Rimanere al passo con i tempi, infatti, è essenziale per migliorare il servizio. Le conoscenze teoriche vengono sostenute da pratica costante, che fa sì che ordine dopo ordine si diventi sempre più precisi. Si utilizzano tecniche di taglio avanzate per ottenere risultati eccellenti. L’azienda, generalmente, prende in carico ordini con grandi quantitativi di articoli. Allo stesso tempo, però, comprende il fatto che ogni brand abbia necessità differenti e che queste possano variare nel corso del tempo, motivo per il quale offre la possibilità di creare all’occorrenza piccole quantità di capi e campionari, che potrebbero servire per testare nuovi design o per realizzare collezioni limitate.
Stilisti Italiani Barber Shop è un’attività dedicata alla cura dell’immagine maschile, fondata nel 2020 su iniziativa di Vincenzo De Santis, professionista con un’esperienza già consolidata nel settore dell’hairstyling maschile. L’attività opera rivolgendosi a una clientela di Salerno e dintorni, ponendosi come riferimento per uomini e bambini che ricercano servizi per capelli, barba e trattamenti estetici correlati. Il salone nasce dall’idea di reinterpretare il modello classico del barber shop, ispirandosi agli ambienti old school americani, riconoscibili per atmosfera, ritualità e attenzione ai dettagli, integrandoli con metodologie e prodotti contemporanei. L’organizzazione interna prevede uno staff composto da più professionisti, coordinati direttamente dal fondatore, il quale segue in prima persona le attività operative e creative. L’approccio al lavoro si fonda sull’osservazione delle caratteristiche individuali del cliente, come forma del volto, tipologia di capello e stile individuale, con l’obiettivo di proporre interventi coerenti e funzionali all’immagine. All’interno del salone sono presenti spazi dedicati all’esposizione dei prodotti utilizzati durante i trattamenti, appartenenti alla linea a marchio Stilisti Italiani, acquistabili anche separatamente per l’uso personale. Trattamenti per barba e servizi di rasatura con tecnica, cura e personalizzazione I servizi dedicati alla barba sono un elemento distintivo dell’immagine maschile e dell’offerta di Stilisti Italiani Barber Shop. La gestione della barba non si limita alla semplice rifinitura ma comprende una serie di interventi che tengono conto della densità del pelo, della struttura del viso e delle esigenze specifiche della pelle. Tra i servizi disponibili rientrano la modellatura della barba, il taglio barba in stile old school, la barba a mano e la rifinitura di baffi, utilizzando strumenti tradizionali e tecniche aggiornate. Si possono richiedere inoltre trattamenti barba con panno caldo, una procedura che favorisce l’apertura dei pori e ammorbidisce il pelo, rendendo la rasatura assai più confortevole e precisa. Sono previsti anche massaggi dedicati alla barba, che contribuiscono a stimolare la microcircolazione e a rilassare i tratti del viso. Il salone offre trattamenti pensati per mantenere la barba morbida, ordinata e proporzionata nel tempo. L’intervento del professionista si concentra sull’equilibrio tra estetica e funzionalità. Hair styling, trattamenti viso e servizi specialistici Stilisti Italiani Barber Shop sviluppa un’ampia gamma di servizi per capelli e trattamenti estetici. Il taglio capelli uomo e i tagli personalizzati sono realizzati attraverso uno studio preliminare per ottenere un risultato armonico e funzionale. Si possono effettuare tagli per bambino, eseguiti con tecniche adeguate all’età e alla tipologia di capigliatura. Il salone propone inoltre servizi di hair stylist orientati alla gestione completa del capello, con trattamenti per migliorarne luminosità, elasticità e resistenza, oltre agli interventi studiati per contrastare problematiche comuni come la fragilità o la caduta. Poi ci sono i trattamenti viso personalizzati, che comprendono applicazioni cosmetiche idratanti o antiage. L’attività è specializzata nelle acconciature per lo sposo, concepite come un servizio che tiene conto del contesto dell’evento, dello stile personale e dell’abbigliamento. Anche per lo sposo si possono abbinare trattamenti viso e rifiniture barba. Vincenzo De Santis svolge un’attività di formazione professionale attraverso una scuola di taglio rivolta a operatori del settore. Gli incontri sono organizzati su richiesta e finalizzati al trasferimento di competenze tecniche e metodologiche. Per informazioni o appuntamenti chiama Stilisti Italiani Barber Shop.
Scrocca Srl è un’azienda con sede a Guidonia Montecello in provincia di Roma che opera da più di 35 anni in un settore molto importante a livello ambientale come la disinfestazione, lo spurgo e lo smaltimento rifiuti solidi e liquidi. Scrocca Srl garantisce alla sua clientela un servizio H24 nelle regioni del centro Italia ed è impegnata attivamente per la riduzione dell’impatto ambientale, L’azienda offre soluzioni di grande qualità, eseguite con precisione e professionalità, sia per privati cittadini che enti pubblici, ed è disponibile per l’emissione di preventivi. La gestione dei rifiuti e dei servizi ambientali La sostenibilità ambientale è l’obiettivo che Scrocca Srl si è data sin dalla sua fondazione, avvenuta oltre 35 anni fa. La comprovata esperienza aziendale e la professionalità del personale sia di gestione che di pronto intervento, garantiscono una risoluzione veloce e accurata di tutte le problematiche e la soddisfazione del cliente. I servizi sono attivi H24 e grazie a questo l’azienda riesce a intervenire in un ampio territorio nel centro della penisola. Grazie alle sue capacità e preparazione, Scrocca Srl è divenuta il punto di riferimento principale per quanto riguarda le operazioni di autospurgo, ed è sempre al fianco della sua clientela in tutti i casi in cui sia necessario. Scrocca Srl opera anche nel settore del lavaggio di condotte fognarie, utilizzando sia apparecchiature di ultima generazione che personale esperto, appositamente formato e continuamente aggiornato, sia per quanto riguarda le tecniche di lavoro che la sicurezza. Quando la condotta non è collegata direttamente con la rete pubblica, i rifiuti vengono normalmente raccolti nel pozzo nero, o alternativamente nella fossa biologica. In questo caso è necessaria una pulizia con cadenza annuale che ne garantisce il corretto funzionamento. Altre attività aziendali disponibili Uno dei settori in cui opera Scrocca Srl è quello della disinfestazione, che viene svolta in accordo con le normative di settore, in tutta l’area della capitale e dintorni. Si tratta di un servizio in grado di risolvere i problemi derivanti da insetti infestanti, ma anche da roditori o parassiti urbani. L’azienda effettua trattamenti specifici sia per case singole che condomini, attività commerciali e artigianali, aziende industriali comprese aree interne ed esterne. Il tutto con l’utilizzo di prodotti certificati, applicati con le tecniche migliori e con la garanzia della risoluzione del problema. Delle attività aziendali fa parte anche il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi come indicato nella normativa ADR. Il servizio garantito da Scrocca Srl ha una grande efficienza e disponibilità sia per privati che per enti pubblici e aziende. Il trasporto dei materiali classificati è eseguito con grande attenzione e precisione, potendo contare su un parco automezzi di prim’ordine, idonei al servizio richiesto. Oltre a questa fase Scrocca Srl si occupa anche della raccolta differenziata e delle attività di riciclo. L’azienda effettua anche la bonifica di serbatoi di gasolio, seguendo un processo che permette di rimuovere i residui e gli agenti contaminanti, garantendo in questo modo la totale efficienza dei sistemi di stoccaggio. Tutte le operazioni sono eseguite in totale sicurezza grazie alla professionalità degli esperti aziendali, in modo da evitare tutti i possibili rischi di contaminazione dell’ambiente. Contatta con tranquillità Scrocca Srl per un preventivo relativo ai lavori che l’azienda può eseguire. Avrai la sicurezza di risposte precise, veloci ed affidabili, a cui potranno seguire operazioni effettuate con le stesse caratteristiche e con tempi di esecuzione garantiti.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
Termoidraulica Baggiani è una ditta fondata nel 2004 a Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa e operante nel settore della termoidraulica. Si occupa di servizi dedicati all’installazione, manutenzione e riparazione di impianti destinati ad ambienti residenziali e industriali. La competenza dello staff e la possibilità di utilizzare materiali e prodotti innovativi e di qualità consentono di soddisfare al meglio le esigenze della clientela garantendo il massimo comfort e il minimo consumo energetico in bolletta. L’utente viene supportato sin dalla fase di progettazione indirizzando verso una soluzione ottimale in base alle caratteristiche dell’immobile e alle abitudini quotidiane. Installazione e manutenzione impianti termoidraulici Forte di un’esperienza ventennale, la Termoidraulica Baggiani è in grado di offrire al cliente un servizio chiavi in mano. Tecnici qualificati sono disponibili nell’affiancarlo partendo da un approfondito sopralluogo utile per valutare la situazione e per sviluppare un progetto funzionale per godere di comfort durante i mesi estivi e invernali. L’installazione viene eseguita a regola d’arte con il tecnico che si fa carico del dimensionamento tenendo conto dei volumi dell’ambiente e delle modalità con cui si va a utilizzare l’impianto di riscaldamento. La ditta può implementare diverse tipologie di sistemi come quello a pavimento che prevede l’installazione di pannelli radianti gestiti con una performante caldaia a condensazione di ultima generazione che risulta molto più efficiente rispetto a quelle di vecchia tecnologia oppure con le funzionali pompe di calore. L’intervento è incluso di eventuali lavori murari per collocare opportunamente le condutture dell’impianto e si possono valutare soluzioni alternative come l’impianto con termosifoni in ghisa e alluminio. Si possono prevedere anche sistemi ulteriori che sfruttano le energie green per abbattere ancora di più i consumi in bolletta. Al termine del lavoro viene effettuato un attento collaudo necessario per rilasciare la certificazione di conformità rispetto alle attuali normative in tema di sicurezza ed efficienza. L’azienda è al fianco del cliente anche dopo l’installazione con interventi repentini per riparare ed effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto. Impianti di climatizzazione e vendita deumidificatori I servizi offerti da Termoidraulica Baggiani non riguardano solo la realizzazione di impianti di riscaldamento ma anche prodotti in grado di rendere gradevoli le temperature durante le calde giornate estive. In particolare, si occupa di impianti di condizionamento da inserire in contesti condominiali e industriali. Vengono usati dispositivi di ultima generazione realizzati dai più importanti marchi per abbinare prestazioni eccellenti e massima affidabilità. Vengono dati consigli sulla miglior posizione dello splitter per godere di comfort in tutti gli spazi evitando il dannoso getto diretto dell’aria. La ditta propone la commercializzazione di deumidificatori grazie ai quali poter riportare l’umidità in un range ottimale in tema di salubrità. Un esperto è a disposizione per dare tutte le informazioni necessarie per una scelta funzionale in ragione delle proprie esigenze. Infine, nello staff sono presenti operatori qualificati per la progettazione e realizzazione di impianti idraulici per appartamenti, case indipendenti, ville e capannoni industriali. Contatta Termoidraulica Baggiani per saperne di più usando il numero di telefono.
Termoair è un’azienda solida, operativa dal 1995 e fondata da Gabriele Ferrini, che si impegna per garantire il corretto funzionamento e l’efficienza degli impianti di riscaldamento, considerando anche il fattore della sicurezza. Assicurarsi che non vi siano problematiche o disfunzioni legate all’impianto è fondamentale, dato che altrimenti potrebbero verificarsi incendi o esplosioni dovute a fughe di gas. Inoltre, è molto importante non sottovalutare gli interventi di manutenzione periodici, per prevenire che sostanze nocive prodotte dall’impianto possano con il tempo accumularsi in uno spazio al chiuso. Fornisce poi climatizzatori di qualità eccellente e si dedica alla loro installazione e manutenzione. Termoair è riuscita, gradualmente, a crearsi una clientela che vede l’azienda come punto di riferimento a Morrovalle e in tutta la provincia di Macerata e Fermo. Gli interventi di manutenzione periodica e straordinaria da parte di Termoair Una volta acquistato un impianto da Termoair, potrai rivolgerti alla ditta per il servizio di manutenzione periodica. Controllare in modo regolare un impianto di riscaldamento è essenziale per prevenire guasti che potrebbero compromettere la qualità dell’aria. Innanzitutto, si parte con la pulizia della caldaia, facendo attenzione alla completa rimozione di eventuali residui di combustione che, se non eliminati, potrebbero causare un blocco nel sistema. I tecnici esperti controlleranno poi tutta una serie di dettagli tecnici: regoleranno, ad esempio, la temperatura e la pressione dell’acqua e faranno un’ispezione delle tubazioni per escludere che si possano verificare fughe di gas. Nel caso in cui fosse evidente una problematica legata al funzionamento dell’impianto, si passa alla manutenzione straordinaria e quindi si procede con la sua risoluzione attraverso la sostituzione dei componenti guasti o danneggiati. Soluzioni vantaggiose offerte dall’azienda La ditta, oltre a commercializzare impianti di riscaldamento e di climatizzazione tradizionali, si occupa anche dell’installazione di pannelli solari, un’ottima alternativa con molteplici vantaggi. In primis, si tratta di un’opzione che comporta un notevole risparmio economico sul lungo periodo: vi è la necessità di un investimento iniziale, ma successivamente segue una riduzione dei costi energetici, dato che i pannelli solari sfruttano la luce del sole. Termoair punta particolarmente sui pannelli solari, anche per il fatto che sia una scelta positiva in termini di sostenibilità ambientale. L’energia solare, infatti, è una fonte rinnovabile e non emette gas serra o sostanze inquinanti durante la produzione di elettricità; ridurre il proprio impatto ambientale, al giorno d’oggi, è di essenziale importanza per la salvaguardia della Terra. Infine, la clientela si accorgerà che ci sono lati positivi anche dal punto di vista degli interventi di manutenzione necessari, relativamente scarsi. Affidabilità ed elevato grado di sicurezza I clienti che si affidano all’azienda Termoair sono consapevoli del fatto che vi è un altissimo livello di sicurezza in riferimento agli impianti di riscaldamento e di climatizzazione. Non a caso, è in possesso dei requisiti e soddisfa tutti i criteri tecnici e normativi per il rilascio del libretto d’impianto per la climatizzazione conforme all’allegato 1 decreto 10/02/2014 d.p.r nr° 74/2013. Per avere ulteriori informazioni, contatta subito Termoair e fissa un appuntamento per una prima consulenza.
AB Impianti Elettrici è un’attività con sede a Gandino, che opera in tutta la provincia di Bergamo nel settore della manutenzione di impianti civili e industriali. I servizi offerti comprendono la riparazione dei guasti e l’assistenza tecnica per qualsiasi necessità. L’azienda ha guadagnato un’ottima reputazione perché è stata in grado di rispondere concretamente a tutte le richieste, completando i lavori nel rispetto delle tempistiche e delle modalità concordate. Il team interno è qualificato professionalmente per affrontare anomalie elettriche, cali di tensione e rotture improvvise, situazioni che possono influire negativamente sull’efficienza e la sicurezza degli impianti. La ditta collabora strettamente con i marchi più prestigiosi nel settore della fornitura di materiale elettrico, per reperire sistemi di alta qualità e mantenere sempre un occhio attento alle innovazioni tecnologiche. La progettazione su misura e i servizi post-installazione rappresentano un punto di forza significativo, con l’obiettivo principale di soddisfare appieno le esigenze dei clienti, proponendo un rapporto tra la qualità e il prezzo davvero competitivo. Sistemi di ultima generazione La clientela ha l’opportunità di richiedere l’ammodernamento degli spazi interni dell’abitazione, con la predisposizione di impianti di domotica e illuminotecnica. Si può procedere con il montaggio di sistemi moderni per la gestione dell’intensità delle luci e diffusori audio nelle diverse stanze della casa, offrendo la possibilità di creare un’atmosfera rilassante, con i comandi a distanza dei dispositivi elettronici. Per il controllo degli accessi sono disponibili citofoni e videocitofoni sia via cavo o wireless, con telecamera integrata, da abbinare anche a cancelli automatici all’ingresso del vialetto privato. Per mantenere lontani i malintenzionati, è possibile predisporre un impianto d’allarme dotato di sirena di avviso e una centrale che si connette ai numeri preimpostati per comunicare situazioni di emergenza. Si può inoltre richiedere l’installazione di un sistema di videosorveglianza per catturare immagini e registrazioni, che possono poi essere utilizzate come prove per le autorità competenti. Sono acquistabili sensori perimetrali esterni, sensori volumetrici, rilevatori di rottura dei vetri, contatti magnetici per finestre e porte, e barriere elettroniche, che possono essere commercializzati e installati per migliorare ulteriormente la sicurezza dell’ambiente abitativo. Efficienza energetica Gli interventi più apprezzati dalla clientela includono la tematica attuale della riduzione dei consumi energetici. L’aumento delle bollette mensili è un problema che coinvolge sempre più famiglie, pertanto l’impresa si offre per individuare soluzioni ottimali al fine di eliminare gli sprechi e ottimizzare la resa. Possono essere installate lampadine a LED, caratterizzate da un’alta efficienza e un basso consumo energetico. Questi lavori rappresentano un vero e proprio investimento nel medio e lungo termine, consentendo al cliente di recuperare la spesa grazie al miglioramento delle prestazioni dell’impianto elettrico. Gli impianti civili e industriali forniti sono accompagnati dalla relativa certificazione che ne attesta la piena conformità. Per le imprese o per il settore pubblico vengono offerti interventi di programmazione PLC e sviluppo di software per gestione dei macchinari. Un servizio di assistenza tecnica continua arricchisce e completa l’offerta dell’azienda, che vanta rapidità e competenza per risolvere malfunzionamenti che riguardano videocitofoni, cancelli automatici, prese, interruttori e lampadari. Per prolungare la vita dei dispositivi, viene assicurata la manutenzione ordinaria e straordinaria, con la possibilità di eseguire miglioramenti, adeguamenti dei vecchi impianti e altri lavori in occasione di ristrutturazioni o rifacimenti. Vuoi saperne di più sui servizi offerti per privati e aziende, hai bisogno di assistenza tecnica o devi effettuare una riparazione urgente? Contatta subito AB Impianti Elettrici di Gandino in provincia di Bergamo.
P.A.C. Formaggi è un’azienda specializzata nella realizzazione di imballaggi per prodotti caseari a pasta dura, come Parmigiano Reggiano e Grana Padano. In tale settore, infatti, gli involucri svolgono un ruolo essenziale sia per garantire la corretta conservazione, sia il trasporto e la distribuzione. Fin dal 2008, a San Secondo Parmense, i fratelli Pongolini garantiscono ai consumatori elevati standard di qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità P.A.C. Formaggi: tecnologie e metodi di imballaggio L’azienda P.A.C Formaggi, a conduzione familiare, esegue diverse tipologie di imballaggio, a seconda delle esigenze di commercializzazione e conservazione del prodotto richieste dal cliente. Tra le soluzioni di punta vi è il confezionamento sottovuoto, tecnica che elimina l’ossigeno dall’involucro, rallentando ossidazione e crescita microbica sul formaggio. Ciò andrà a garantirne freschezza e una maggior durata di conservazione. Un’altra opzione particolarmente richiesta è rappresentata dall’imballaggio in atmosfera modificata. In questo contesto, l’utilizzo di specifiche miscele di gas va a creare un ambiente ottimale per il mantenimento del prodotto, prevenendo la formazione di muffe e mantenendo intatte le sue caratteristiche organolettiche. L’efficacia di tali soluzioni è resa possibile da specifici macchinari di sigillatura e termosaldatura, nonchè dall’uso di pellicole biodegradabili. Queste ultime, in particolare, non solo riducono l’impatto ambientale dell’azienda, ma contribuiscono anche a preservare perfettamente il gusto e l’aroma dell’alimento. L’imballaggio così costituito avrà la massima protezione anche durante le fasi di trasporto e di vendita. In aggiunta alle soluzioni standard, su richiesta, P.A.C. Formaggi offre un servizio di personalizzazione avanzato. Sono disponibili sia incarti realizzati a mano, per chi desidera artigianalità, sia confezioni dedicate alle vendite stagionali, come quelle natalizie. Inoltre, coloro che vogliono dare un tocco di autenticità al packaging e valorizzare il prodotto, possono optare per eleganti pacchi regalo. L’azienda vanta, poi, straordinaria versatilità. La gamma di confezionamento è perfettamente adattabile al formaggio scelto e alle esigenze di mercato, comprendendo soluzioni per pezzature da 100 grammi fino a un quarto di forma, nonché la possibilità di scegliere tra peso fisso o variabile. P.A.C. Formaggi: qualità e sicurezza Alimentare I fratelli Pongolini si impegnano da sempre per garantire ai clienti serietà, riservatezza e rapidità nelle consegne. Tutto ciò, però, senza trascurare qualità e sicurezza alimentare. Per assicurarsi che il formaggio a pasta dura arrivi al consumatore in condizioni ottimali, l’azienda segue rigidi protocolli di controllo qualità. Dalla selezione dei materiali di imballaggio al confezionamento vero e proprio, ogni fase è monitorata per garantire il pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie. Oltre ai controlli interni, per specifici prodotti come i formaggi DOP e IGP, che devono aderire a rigorosi standard per mantenere tali denominazioni, P.A.C. Formaggi collabora con laboratori specializzati. Questi, analizzano periodicamente la qualità del prodotto confezionato, sia in funzione delle caratteristiche organolettiche, sia della presenza di contaminanti. L’azienda opera in uno stato di certificazione attivo, ossia in modo conforme agli standard di settore pertinenti. Situata a pochi chilometri dall’uscita autostradale di Fidenza, Parma/Parma Ovest, la nostra azienda è facilmente raggiungibile. Operiamo principalmente nella zona di San Secondo Parmense e nelle aree limitrofe, ma con una copertura che si estende anche al Nord Italia. Per maggiori informazioni, non esitare a contattarci.
La Marmeria Battaglia è una ditta a conduzione familiare di Davoli, località in provincia di Catanzaro, che opera con successo in Calabria e nelle regioni limitrofe, dando vita a splendide creazioni in marmo e in altri materiali preziosi. Dal 1972 l’impresa nata su iniziativa di Vincenzo Battaglia denota un approccio versatile, che ha permesso di rimanere sempre al passo con l’innovazione e le ultime novità del settore edilizio, del design e dell’arredamento. Una casa più accogliente ed elegante con pavimenti e decorazioni dal fascino intramontabile Più di cinquant’anni di esperienza hanno permesso all’azienda di affinare le tecniche di lavorazione del marmo, della pietra e dei materiali più raffinati, che da sempre sono impiegati per realizzare rivestimenti e complementi d’arredo. Gli ambienti residenziali possono assumere un valore più elevato in virtù della presenza di finiture di pregio. Per aiutare ciascun committente a rendere la propria abitazione un luogo elegante lo staff di La Marmeria Battaglia rimane a completa disposizione per studiare un progetto ad hoc. Una volta verificate le misure, il disegno prende forma grazie all’impegno del reparto grafico. La ditta può collaborare con architetti e designer per offrire soluzioni uniche, che denotano una notevole attenzione al dettaglio. In fase produttiva emerge chiaramente la qualità del processo artigianale, che consente di creare oggetti e arredi che durano nel tempo. Dalla soglia d’ingresso fino alle scale, passando per caminetti e oggetti decorativi: il marmo viene lavorato in maniera sapiente per riuscire a trasformare in realtà la visione di ogni cliente. Tutte le stanze della casa possono essere impreziosite grazie all’aggiunta di elementi in marmo. I piani di lavoro delle cucine e i lavandini sono trattati con prodotti specifici, al fine di aumentare l’impermeabilità e valorizzare la lucentezza e l’unicità delle venature. Oltre al migliore marmo italiano, i materiali che possono essere lavorati mediante tecniche precise e rispettose includono granito, quarzo, travertino e ceramica. Quest’ultima viene impiegata in particolar modo per realizzare rivestimenti delle pareti della cucina e i piatti doccia. Nei marchi compresi nell’assortimento dell’azienda rientrano alcune tra le firme più importanti del settore, come Laminam, Marazzi, Dekton, Silestone, Okite e The Engineered Surface. Arte funeraria e creazioni artistiche in pregiato marmo In aggiunta alle lavorazioni su misura destinate all’edilizia e alla progettazione d’interni, i marmisti esperti dell’azienda calabrese possono realizzare vere e proprie opere d’arte. Tavoli, orologi e scrivanie sono solo alcuni dei complementi d’arredo che possono valorizzare qualsiasi contesto residenziale o professionale. Grazie all’abilità tecnica del personale, è possibile lavorare il marmo, il quarzo e gli altri materiali anche per scopi commemorativi. Gli oggetti d’arte funeraria e sacra, come ad esempio le lapidi e le decorazioni delle cappelle funebri private, possono essere incisi in modo impeccabile, inserendo messaggi unici che rendono omaggio alla persona scomparsa. Inoltre, lo staff può occuparsi dell’attività di lucidatura su richiesta di tutti i clienti che vogliono riportare pavimenti e complementi d’arredo alla bellezza di un tempo. Chiama per commissionare la realizzazione di un oggetto speciale in marmo.
Approvare il rendiconto: stai firmando anche i debiti passati? Come funzionano i bilanci condominiali? Cosa fare per non ritrovarsi con un debito inattaccabile? Se vivi in condominio, probabilmente hai partecipato almeno una volta a un’assemblea in cui ti è stato chiesto di approvare il rendiconto annuale. Un documento che spesso si firma velocemente, quasi per abitudine. Eppure una recente sentenza del Tribunale di Palermo — la n. 5223/2025 — ha stabilito qualcosa che vale la pena conoscere: quel gesto, apparentemente formale, può avere conseguenze molto concrete sul tuo portafoglio. Capire come funziona la contabilità condominiale e qual è il ruolo dell’amministratore in questo meccanismo è il primo passo per evitare di pagare il conto degli anni passati. Approvare il rendiconto: stai firmando anche i debiti passati? La sentenza del Tribunale di Palermo n. 5223/2025 ha messo in chiaro un principio che molti condomini ignorano: chi approva il rendiconto condominiale senza sollevare obiezioni formali non può più tornare indietro e contestare le somme che vi compaiono, nemmeno quelle risalenti agli anni precedenti. In pratica, il tuo voto favorevole — o anche il semplice silenzio, se non segue un’impugnazione della delibera entro i termini stabiliti dalla legge — vale come riconoscimento implicito di tutto ciò che è scritto in quel documento. Questo significa che se nel rendiconto 2026 compaiono saldi debitori risalenti al 2023 o al 2024, e tu approvi il bilancio senza contestarli, quei debiti diventano definitivi e inattaccabili. Anche nel caso in cui il condominio ottenga un decreto ingiuntivo per il recupero delle quote non pagate — strumento previsto dall’art. 63 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile — non avrai più margine per eccepire vizi o irregolarità sui bilanci precedenti. Il tempo a disposizione per agire non è illimitato: l’art. 1137 del Codice Civile concede 30 giorni ai condomini assenti o dissenzienti per impugnare una delibera assembleare. Trascorso quel termine senza un’azione formale, la delibera diventa definitiva. Come funzionano i bilanci condominiali? Per capire perché la sentenza ha una portata così ampia, è utile sapere come funziona concretamente la contabilità di un condominio. Ogni esercizio annuale si chiude con un saldo — attivo o passivo — che viene riportato automaticamente come voce di apertura nel bilancio dell’anno successivo. Non è una scelta dell’amministratore, ma una regola contabile fondamentale che garantisce la continuità e tracciabilità dei conti nel tempo. Le morosità dei singoli condomini non spariscono a fine anno: rimangono iscritte come crediti del condominio e passano da un rendiconto all’altro finché non vengono saldate. Il Tribunale di Palermo ha sottolineato che queste somme non sono semplici annotazioni, ma rappresentano veri e propri titoli di debito permanenti. Il rendiconto più recente, quindi, “assorbe” e consolida tutto ciò che è venuto prima: approvarlo significa accettarne il contenuto in blocco. È qui che entra in gioco la figura dell’amministratore. Un professionista preparato non si limita a presentare i numeri in assemblea: ha il compito di illustrare chiaramente la composizione del rendiconto, evidenziando eventuali saldi pregressi e le loro origini. Cosa fare per non ritrovarsi con un debito inattaccabile? La risposta più importante è anche la più semplice: leggi il rendiconto prima di approvarlo. Non firmare in assemblea senza aver capito cosa stai votando. Se trovi voci che non riconosci o saldi che ti sembrano errati, hai tutto il diritto di chiedere chiarimenti all’amministratore prima della votazione o di astenerti e poi impugnare la delibera entro i 30 giorni previsti dalla legge. Se hai dubbi sulla correttezza della gestione contabile del tuo condominio, puoi anche valutare di richiedere la revoca dell’amministratore per gravi irregolarità. In ogni caso, affidarsi a un amministratore di condominio competente e trasparente resta la difesa più efficace. Un buon professionista presenta i bilanci in modo chiaro, segnala tempestivamente le morosità e consente ai condomini di prendere decisioni informate. Al contrario, una gestione approssimativa può portarti a sottoscrivere, inconsapevolmente, debiti che non avresti dovuto pagare. Stai davvero sicuro di capire cosa approvi ogni anno in assemblea? Se hai dubbi sulla gestione contabile del tuo condominio o vuoi affidarti a un amministratore più competente, richiedere un preventivo è il modo più concreto per fare un passo avanti.
Cos'è l'autoconsumo individuale a distanza e chi può richiederlo? Quanto vale l'incentivo GSE per l'autoconsumo a distanza? Come funziona il nuovo portale GSE e perché la domanda è più rapida? Se hai un impianto fotovoltaico in casa e altre utenze intestate a te in immobili diversi, potresti avere diritto a un incentivo economico che molti ancora non conoscono. Si chiama incentivo per l’autoconsumo individuale a distanza e, grazie alle novità introdotte dal GSE a marzo 2026, presentare la domanda è diventato molto più semplice e rapido. Vale la pena capire come funziona, a quanto ammonta e cosa è cambiato in concreto. Cos’è l’autoconsumo individuale a distanza e chi può richiederlo? L’autoconsumo individuale a distanza è una configurazione pensata per un solo cliente finale che produce energia rinnovabile e la consuma “virtualmente” in più punti di prelievo di sua titolarità. In parole semplici: se hai un pannello fotovoltaico sul tetto di casa tua e un’altra abitazione o locale commerciale intestato a te in un altro indirizzo, puoi far “incontrare” la produzione e i consumi dei due immobili e ricevere un incentivo sulla quota di energia autoconsumata. Il vincolo principale non è la distanza fisica, ma territoriale: tutti i punti di produzione e di prelievo devono ricadere nell’area servita dalla stessa cabina primaria, cioè dal tratto di rete ad alta tensione che copre una determinata porzione di territorio. Non ci sono limiti al numero di impianti o di utenze che si possono inserire nella configurazione, purché tutti i POD siano intestati allo stesso cliente finale. È ammessa anche la presenza di un impianto di proprietà di terzi — per esempio una ESCO — a condizione che l’autoconsumatore ne mantenga il controllo gestionale. Quanto vale l’incentivo GSE per l’autoconsumo a distanza? Il valore economico dell’incentivo si compone di due voci distinte: una tariffa incentivante di 120 euro per megawattora riconosciuta direttamente dal GSE, a cui si aggiunge un contributo di valorizzazione ARERA pari a 11,90 euro per megawattora. La somma totale è quindi di circa 131,90 euro/MWh sull’energia condivisa tra i punti della configurazione. Ci sono tre caratteristiche che rendono questo incentivo particolarmente conveniente. Prima di tutto, dura vent’anni: una volta ottenuto, il contributo viene erogato per due decenni in modo continuativo. In secondo luogo, è completamente esente da tassazione, il che significa che non concorre al reddito imponibile. Infine, è cumulabile con la detrazione IRPEF del 50% sulle spese di installazione dell’impianto fotovoltaico, per chi lo installa ex novo. Come funziona il nuovo portale GSE e perché la domanda è più rapida? Fino a poco tempo fa, presentare la domanda per l’autoconsumo a distanza richiedeva la produzione di documentazione aggiuntiva per dimostrare che tutti i POD indicati appartenessero alla stessa cabina primaria e fossero effettivamente intestati al richiedente. Questo allungava i tempi istruttori in modo significativo. Con il nuovo portale SPC – Sistemi di Produzione e Consumo del GSE, attivo con la mappa aggiornata entrata in vigore il 2 marzo 2026, questi controlli vengono ora eseguiti in automatico durante la compilazione della domanda. Il sistema verifica in tempo reale se i POD inseriti rientrano nella stessa cabina primaria e se il richiedente ne è titolare: se tutto è in regola, la domanda risulta immediatamente ammissibile, senza ulteriori passaggi burocratici intermedi. A quel punto, l’unico tempo da attendere è quello tecnico dell’istruttoria finale, stimato in circa 90 giorni. L’incentivo si può richiedere sia per impianti già in funzione sia per impianti che si intende installare: il canale di accesso è identico in entrambi i casi, nella sezione dedicata “SPC – Comunità Energetiche e Autoconsumo” del sito GSE, previa registrazione all’area clienti. Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere Vuoi installare un impianto fotovoltaico e iniziare a guadagnare dall’energia che produci? Chiedi subito i tuoi preventivi gratuiti per la realizzazione di un impianto fotovoltaico: confronta le offerte dei professionisti nella tua zona e scopri quanto puoi risparmiare — e guadagnare — già dal primo anno.
Quali tipologie di zanzariere si adattano meglio alle grandi vetrate? Come scegliere il materiale della rete senza compromettere la trasparenza? La zanzariera su misura è sempre necessaria per le vetrate di grandi dimensioni? Zanzariere motorizzate: vale la pena investirci per le grandi superfici? Le grandi vetrate sono oggi uno degli elementi architettonici più apprezzati nel progetto residenziale: portano luce naturale, ampliano visivamente gli spazi, mettono in comunicazione l’interno con l’esterno. Ma con l’arrivo della bella stagione emerge una domanda pratica e concreta: come proteggersi dagli insetti senza rovinare tutto ciò che si è costruito dal punto di vista estetico e funzionale? La scelta della zanzariera giusta per superfici di grandi dimensioni non è affatto banale, e commettere un errore in questa fase può significare compromettere la qualità della luce, la leggibilità dell’architettura e persino il comfort termico degli ambienti. Quali tipologie di zanzariere si adattano meglio alle grandi vetrate? Quando si lavora con superfici vetrate di grandi dimensioni — pensiamo alle porte-finestre a tutta altezza, alle vetrate scorrevoli o alle finestre a nastro tipiche dell’architettura contemporanea — la prima scelta da fare riguarda il sistema di apertura della zanzariera. Non tutte le tipologie sono equivalenti: alcune funzionano ottimamente su misure standard, altre invece sono state progettate proprio per gestire grandi luci senza cedimenti o tensioni anomale nella rete. La zanzariera a rullo è probabilmente la soluzione più versatile. Il meccanismo si avvolge su un asse orizzontale o verticale e permette di coprire anche aperture molto ampie, a patto che il tamburo sia dimensionato correttamente. Per larghezze superiori ai 150 cm, è sempre consigliabile un tamburo rinforzato o un doppio sistema bipartito, che divide la superficie in due ante indipendenti riducendo il carico meccanico sulla molla. Questo approccio garantisce una tensione uniforme della rete anche dopo anni di utilizzo e semplifica enormemente la manutenzione. La zanzariera plissé è invece particolarmente indicata quando l’infisso presenta una corsa di apertura ridotta — come nel caso di finestre a vasistas o con ante che si aprono verso l’interno. Il pannello a fisarmonica occupa pochissimo spazio in posizione raccolta e si presta bene anche alle vetrate angolari o a spigolo vivo, dove è difficile installare altri sistemi. Ha però una limitazione: su grandi superfici tende a raccogliere polvere nelle pieghe della rete, richiedendo una pulizia più frequente. La zanzariera scorrevole su binario, infine, è la scelta più robusta per le vetrate a tutta altezza o per i sistemi di porte-finestre a più ante. Si comporta come un pannello indipendente che scorre parallelamente all’infisso e può raggiungere facilmente altezze di 240-280 cm senza perdere stabilità. Il binario perimetrale garantisce una tenuta agli insetti eccellente anche su misure fuori standard, ed è compatibile con quasi tutti i tipi di serramento moderno. Come scegliere il materiale della rete senza compromettere la trasparenza? Shutterstock Una delle preoccupazioni più frequenti che ricevo dai clienti riguarda proprio questo: installare una zanzariera significa accettare di perdere parte della luminosità e della trasparenza che le grandi vetrate offrono? La risposta dipende in larga misura dal materiale della rete e dalla sua densità di trama. La rete più diffusa sul mercato è in fibra di vetro rivestita in PVC, con una maglia standard da 18×16 fili per pollice. Offre un buon equilibrio tra protezione dagli insetti, permeabilità all’aria e visibilità. In termini ottici, riduce la trasmissione luminosa di circa il 20-25%, il che può essere percepito in ambienti già poco illuminati. Per le grandi vetrate orientate a nord o parzialmente in ombra, è preferibile optare per una rete con maglia più larga (16×14) o per le varianti in fibra di vetro ultra-sottile, progettate per ridurre al minimo l’impatto visivo. Le reti in poliestere, leggermente più economiche, hanno il vantaggio di essere più leggere e di garantire una buona tenuta alla trazione, ma tendono ad ingiallirsi nel tempo se esposte direttamente ai raggi UV. Per vetrate esposte a sud o a ovest, dove il sole colpisce direttamente, la soluzione più duraturi è la rete in fibra di vetro con trattamento anti-UV, oppure la variante in acciaio inox, più costosa ma pressoché inattaccabile dagli agenti atmosferici. Se il tuo obiettivo principale è preservare la visibilità verso l’esterno — ad esempio in presenza di un panorama significativo o di un giardino progettato per essere vissuto visivamente dall’interno — esistono in commercio reti a maglia ultrafine con filato da 0,13 mm, commercialmente note come reti “invisibili”. Questi prodotti riducono l’effetto ottico della rete fino a renderlo quasi impercettibile, pur mantenendo una discreta protezione dagli insetti di medie dimensioni. Il limite è la resistenza meccanica, inferiore rispetto alle reti standard: vanno considerate solo in contesti protetti, lontani da vento forte o da traffico intenso di persone. La zanzariera su misura è sempre necessaria per le vetrate di grandi dimensioni? La risposta tecnica è: quasi sempre sì. I sistemi di zanzariere prefabbricati a taglie standard coprono generalmente larghezze fino a 120-130 cm e altezze fino a 220 cm. Le grandi vetrate — in particolare quelle con larghezza superiore a 150 cm o altezza superiore a 240 cm — escono quasi sistematicamente dalle misure di catalogo, rendendo necessaria una lavorazione su misura da parte di un installatore specializzato. Questo non è necessariamente uno svantaggio. Affidarsi a una zanzariera su misura significa poter scegliere con precisione il materiale del telaio (alluminio anodizzato, verniciato a polvere o in acciaio inox), il colore del profilo in abbinamento all’infisso, e — aspetto spesso sottovalutato — il sistema di fissaggio perimetrale. Quest’ultimo è determinante per garantire la tenuta agli insetti: una battuta non a filo, anche di pochi millimetri, è sufficiente a far passare zanzare e piccoli insetti. I sistemi professionali su misura includono generalmente una guarnizione perimetrale in spazzola o in gomma EPDM che risolve questo problema in modo definitivo. Un’altra ragione per scegliere il su misura riguarda la compatibilità con i serramenti esistenti. Se hai recentemente sostituito gli infissi, o stai valutando di farlo, è importante che la zanzariera sia progettata in coordinamento con il nuovo serramento, non applicata in un secondo momento come soluzione di ripiego. Va detto anche che per grandi vetrate scorrevoli o sistemi a pacchetto (quelli che si aprono come una fisarmonica), la zanzariera deve essere integrata nella progettazione dell’infisso sin dall’inizio. Aggiungere una zanzariera a posteriori su questi sistemi è tecnicamente possibile, ma richiede interventi più complessi e raramente restituisce un risultato esteticamente soddisfacente. Lavorare con un serramentista specializzato nella fase di progetto è la scelta più efficace. Zanzariere motorizzate: vale la pena investirci per le grandi superfici? Shutterstock Per superfici molto ampie — tipicamente oltre i 2 metri quadrati di apertura netta — la motorizzazione della zanzariera smette di essere un optional e diventa una scelta razionale. Il motivo è semplice: azionare manualmente una zanzariera a rullo su una vetrata alta 280 cm e larga 200 cm richiede uno sforzo fisico non trascurabile, e nel tempo il meccanismo a molla tende a cedere o a perdere tensione in modo non uniforme. I sistemi motorizzati a bassa tensione (24V DC) sono oggi sufficientemente compatti da essere integrati nel tamburo della zanzariera senza modificarne il profilo visivo. Possono essere comandati tramite pulsante a parete, telecomando o — nelle installazioni più evolute — integrati in un sistema domotico, consentendo l’apertura e la chiusura automatica in base all’orario, alla temperatura esterna o alla presenza di persone nella stanza. L’integrazione con la domotica di casa può sembrare un lusso, ma per chi già dispone di un impianto di automazione, aggiungere la zanzariera al sistema ha costi contenuti e un impatto concreto sulla qualità della vita quotidiana. Dal punto di vista del consumo energetico, un motore per zanzariera assorbe mediamente tra 3 e 8 Watt in movimento, il che lo rende praticamente ininfluente sulla bolletta. Il costo di installazione varia in modo significativo in base alla marca, alla dimensione della vetrata e alla complessità del cablaggio, ma generalmente si colloca tra i 300 e i 700 euro per unità motorizzata, installazione inclusa. Prima di procedere con l’installazione, vale la pena verificare se esistono agevolazioni fiscali applicabili. Il Bonus infissi 2026 prevede in certi casi la detraibilità delle spese legate ai serramenti e agli accessori connessi. Parallelamente, se stai valutando anche tende da sole abbinate alla zanzariera, potrebbe interessarti sapere che esiste anche un Bonus tende da sole 2026 con requisiti e aliquote specifici.
I pannelli del futuro fanno già tutto: ma cosa cambia davvero? Quanto si risparmia davvero? I numeri del test su un condominio reale Perché questa novità conta anche per la tua casa? Se hai già sentito parlare di pannelli solari, probabilmente li conosci per una sola funzione: produrre elettricità. Ma cosa succederebbe se lo stesso pannello sul tuo tetto riuscisse anche a riscaldare l’acqua di casa e l’aria degli ambienti interni? Non è fantascienza: è il fotovoltaico termico ad aria, una tecnologia già testata su edifici reali, con risultati che stanno attirando l’attenzione di ricercatori e addetti ai lavori in tutta Europa. I pannelli del futuro fanno già tutto: ma cosa cambia davvero? La novità al centro di questa ricerca si chiama Air-PVT, e arriva dagli studi del prestigioso KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma. L’idea di base è semplice: un normale pannello fotovoltaico produce elettricità, ma durante questo processo genera anche una notevole quantità di calore, che normalmente va sprecata. Con il sistema Air-PVT, quell’energia termica viene recuperata e messa al lavoro. Come funziona in pratica? Il pannello è dotato di una piastra posteriore e di un piccolo tubo che aspira l’aria esterna. Quell’aria, riscaldata dal calore prodotto dal pannello durante la generazione elettrica, viene poi convogliata verso il sistema di ventilazione dell’edificio o utilizzata per preriscaldare l’acqua sanitaria. In estate, l’impianto contribuisce a produrre acqua calda; nel resto dell’anno, riscalda l’aria in ingresso negli ambienti, riducendo il lavoro dei sistemi di riscaldamento tradizionali. Il vantaggio è immediato: invece di avere un impianto che fa una sola cosa, hai un sistema integrato che ottimizza ogni kilowatt di energia solare disponibile. Un concetto che si sposa perfettamente con la crescente attenzione verso soluzioni come le pompe di calore e le batterie di accumulo, che puntano tutte a sfruttare al massimo l’energia rinnovabile già disponibile. Quanto si risparmia davvero? I numeri del test su un condominio reale A dare credibilità a questa tecnologia non sono solo le simulazioni al computer, ma un test condotto su un condominio vero, a Stoccolma, con 56 appartamenti. Il team di ricercatori ha monitorato l’impianto in diverse stagioni, misurando temperatura, pressione e consumi in condizioni reali. I risultati sono stati poi confrontati con quelli di un impianto fotovoltaico tradizionale. Il confronto parla chiaro: il sistema Air-PVT ha garantito un risparmio del 16% sui consumi legati alla ventilazione e del 6,6% sulla produzione di acqua calda sanitaria. Non finisce qui: il sistema è riuscito a ridurre in media dell’11% il picco di fabbisogno del teleriscaldamento, con punte che in alcune giornate hanno raggiunto addirittura il 50%. Lo studio è stato replicato anche in altre città svedesi, sia nel nord che nel sud del Paese, con climi molto diversi tra loro, confermando la solidità dei risultati. I ricercatori hanno classificato l’Air-PVT come una “soluzione energetica praticabile”, un giudizio tutt’altro che scontato in ambito scientifico. Il passo successivo sarà testare la tecnologia in paesi con climi più miti, dove il potenziale di raffrescamento solare potrebbe aprire ulteriori scenari interessanti. Per chi sta già valutando soluzioni per rendere la propria abitazione più efficiente, vale la pena tenersi aggiornati: come dimostrano anche le novità emerse dal Key Energy 2026, il settore delle energie rinnovabili è in costante evoluzione e offre opportunità sempre più concrete. Perché questa novità conta anche per la tua casa? Potresti chiederti: tutto molto interessante, ma cosa c’entra con me? Il punto è che il fotovoltaico oggi non è più una scelta riservata a chi ha grandi spazi o budget illimitati: i pannelli di ultima generazione riescono a garantire alte prestazioni anche su tetti piccoli, e la ricerca continua ad ampliare le possibilità. In un momento in cui i prezzi dell’energia sono in aumento e le bollette pesano sempre di più sul bilancio familiare, investire in un impianto fotovoltaico — nella sua forma attuale o nelle versioni più avanzate che si stanno sviluppando — significa proteggere la propria casa da un problema destinato a crescere. La tecnologia Air-PVT rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso già avviato: sfruttare meglio la stessa fonte di energia per coprire più bisogni domestici, dall’elettricità al riscaldamento, con un unico sistema installato sul tetto. Non a caso, anche la scelta dei pannelli fotovoltaici europei va sempre più in questa direzione: qualità superiore, durata garantita nel tempo e accesso agli incentivi fiscali disponibili. Il quadro che emerge è quello di un settore che investe seriamente nell’efficienza energetica domestica, con soluzioni sempre più accessibili e vantaggiose per chi decide di fare il passo. Vuoi scoprire quanto potresti risparmiare installando un impianto fotovoltaico sulla tua casa? Richiedere un preventivo è il modo migliore per avere una stima concreta, senza impegno. I professionisti nella tua zona possono valutare la situazione del tuo immobile e indicarti la soluzione più adatta alle tue esigenze!
Cos'è il Bonus acqua 2026 e a chi spetta? Quali sono i requisiti ISEE per ottenere il Bonus idrico? Come ottenere il Bonus idrico? Quanto vale il Bonus idrico e quando arriva in bolletta? Esiste anche un Bonus idrico integrativo locale? La bolletta dell’acqua è una di quelle spese fisse che arriva puntuale ogni bimestre, spesso più salata di quanto ci si aspetti. Se il tuo ISEE non supera i 9.796 euro, potresti avere diritto a un bonus automatico che copre fino a 50 litri d’acqua al giorno per ogni componente del nucleo familiare — senza presentare alcuna domanda specifica. Dal 1° gennaio 2026 le soglie sono state aggiornate: vale la pena verificare se hai i requisiti per beneficiarne quest’anno. Cos’è il Bonus acqua 2026 e a chi spetta? Il Bonus idrico non è un contributo autonomo nazionale: il termine è entrato nel linguaggio comune per indicare la componente “acqua” del Bonus sociale per disagio economico, disciplinato da ARERA. Si tratta di uno sconto automatico applicato direttamente in bolletta su tre servizi essenziali: energia elettrica, gas e servizio idrico. In concreto, il Bonus Sociale Idrico è un contributo che consente di garantire la fornitura gratuita di 18,25 metri cubi di acqua su base annua, pari a 50 litri per abitante al giorno, per ogni componente della famiglia anagrafica dell’utente beneficiario, alla tariffa agevolata del servizio di acquedotto e alle rispettive tariffe dei servizi di fognatura e depurazione. Possono accedere all’agevolazione due categorie di utenti. Gli utenti diretti sono coloro che hanno la bolletta dell’acqua intestata a loro nome; gli utenti indiretti sono invece i residenti in condominio, dove la fornitura idrica è centralizzata e intestata all’amministratore. Per gli utenti diretti il bonus viene accreditato direttamente in bolletta, con detrazione sui consumi fatturati; per gli utenti indiretti il rimborso avviene tramite assegno inviato all’indirizzo di residenza. Quali sono i requisiti ISEE per ottenere il Bonus idrico? Il bonus sociale consiste in uno sconto sull’importo dei propri consumi riconosciuto automaticamente agli aventi diritto: famiglie con un’attestazione ISEE fino a 9.796 euro (che sale a 20.000 euro nel caso di nuclei familiari con più di tre figli) e famiglie in cui è presente un componente che si trova in gravi condizioni di salute fisica. L’adeguamento della soglia a 9.796 euro è stato previsto dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 29 dicembre 2016 e si basa sull’andamento medio degli ultimi tre anni dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. In parole semplici, la soglia viene aggiornata ogni anno per tenere il passo con l’inflazione, e questo nel 2026 ha permesso a una platea leggermente più ampia di famiglie di rientrare tra i beneficiari. Oltre al requisito reddituale, ci sono anche alcune condizioni legate all’utenza. La residenza anagrafica dell’intestatario del contratto deve coincidere con l’indirizzo di fornitura, e il nominativo sull’utenza deve corrispondere a quello di un componente del nucleo ISEE. Nel caso di condominio, è necessario che almeno un componente del nucleo risulti residente all’indirizzo della fornitura condominiale. Per rinnovare il bonus l’anno successivo, non devi fare nulla di speciale: il Bonus acqua 2026 viene riconosciuto per 12 mesi e, per rinnovare l’erogazione, basta richiedere il modello ISEE ogni anno; se si hanno i requisiti, viene assegnato automaticamente. Tienilo a mente soprattutto se hai già ottenuto il bonus negli anni passati: l’ISEE ha validità fino al 31 dicembre di ogni anno, quindi è importante rinnovarlo entro i primi mesi dell’anno. Come ottenere il Bonus idrico? Uno degli aspetti più utili da sapere è che, nella stragrande maggioranza dei casi, non devi presentare alcuna domanda specifica. Per i bonus legati al disagio economico è sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS; quest’ultimo trasmette automaticamente le informazioni al Sistema Informativo Integrato, gestito da Acquirente Unico, che individua i fornitori e consente l’applicazione diretta dello sconto in bolletta. La DSU puoi presentarla in autonomia sul portale INPS con SPID o CIE, oppure rivolgerti a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) gratuitamente. I CAF ti assistono anche nella verifica dei requisiti e nella compilazione corretta, evitando errori che potrebbero invalidare la domanda o ridurre l’importo dell’agevolazione. Quanto vale il Bonus idrico e quando arriva in bolletta? Una delle domande più frequenti riguarda l’importo: quanto vale esattamente questo sconto? Il valore del bonus idrico, a differenza di quello del bonus elettrico e gas, non è uguale per tutti gli utenti, in quanto le tariffe idriche non sono uniformi a livello nazionale, ma cambia in base all’area geografica in cui si trova la fornitura. Per farsi un’idea del valore concreto dello sconto, è necessario consultare il sito del proprio gestore idrico locale e moltiplicare i 50 litri giornalieri per il numero di componenti del nucleo familiare. In alternativa, puoi chiamare il numero verde dello Sportello per il consumatore Energia e Ambiente di ARERA: 800 166 654, oppure utilizzare il simulatore disponibile sul portale SGAte dell’ARERA. Quanto ai tempi, non aspettarti uno sconto immediato. Per l’acqua, lo sconto compare in bolletta dopo circa 6-7 mesi dalla data di attestazione ISEE. Questi tempi sono determinati dalle varie fasi del processo: l’INPS deve trasmettere i dati ad Acquirente Unico, che a sua volta li gira al gestore idrico, il quale infine applica lo sconto. Nel caso di utenza condominiale, ARERA stabilisce che l’agevolazione venga riconosciuta direttamente dal gestore del servizio idrico entro 60 giorni dalla comunicazione dei dati da parte del Sistema Idrico Integrato. Esiste anche un Bonus idrico integrativo locale? Oltre al bonus sociale nazionale gestito da ARERA, in molte regioni e comuni sono attivi bonus idrici integrativi locali, finanziati dal sistema tariffario o da fondi territoriali. A differenza del bonus nazionale, questi non sono automatici e richiedono una domanda specifica. Nel Lazio, nei Comuni serviti da Acea Ato 2, è attivo anche per il 2026 un bonus idrico integrativo rivolto ai nuclei familiari in condizioni di disagio; in questo caso il bonus c’è, ma va richiesto. In Sardegna, ad esempio, è attivo il portale www.bonusacqua.it, mentre in Emilia-Romagna alcuni gestori come CADF prevedono un ulteriore Bonus Integrativo Locale che riduce del 75% le componenti di acqua, fognatura e depurazione per lo stesso quantitativo agevolato. Il consiglio pratico è quello di verificare sempre sul sito del tuo gestore idrico locale se sono previste agevolazioni integrative nella tua area, poiché le scadenze variano e in alcuni casi i fondi si esauriscono rapidamente. Vuoi fare ancora di più per ridurre i costi legati all’acqua in casa? Affiancare al Bonus idrico l’installazione di un depuratore domestico è la scelta più intelligente per chi vuole qualità e risparmio tutto l’anno. Richiedi un preventivo gratuito a un idraulico della tua zona e ricevi subito più offerte da confrontare.
Come funziona una zanzariera a catenella? Quali sono i vantaggi della zanzariera a catenella? Quali sono i limiti della zanzariera a catenella? Zanzariera a catenella e bonus fiscali: cosa puoi recuperare? Con l’arrivo della bella stagione, proteggere la casa dagli insetti diventa una priorità concreta. Tra i tanti modelli disponibili sul mercato, la zanzariera a catenella occupa una posizione di tutto rispetto: è una soluzione apprezzata da chi vuole un controllo manuale preciso sull’apertura della rete, senza rinunciare a un buon rapporto qualità-prezzo. Ma è davvero la scelta giusta per la tua finestra? In questa guida trovi tutto quello che ti serve per valutarla con cognizione di causa: come funziona, quali sono i vantaggi reali, i limiti da non sottovalutare e quando conviene rispetto ad altri modelli. Come funziona una zanzariera a catenella? Shutterstock La zanzariera a catenella è un sistema ad avvolgimento verticale manuale: la rete, generalmente in fibra di vetro, è collegata a un cassonetto in alluminio posizionato nella parte superiore del vano finestra, e scorre lungo due guide laterali fissate al telaio. Il meccanismo di comando è affidato a una catenella laterale — simile a quella delle veneziane — che permette di alzare e abbassare la rete in modo fluido, fermandola esattamente nella posizione desiderata: completamente aperta, a metà, a tre quarti o del tutto chiusa. A differenza dei modelli a molla, che si avvolgono automaticamente, qui il movimento è interamente gestito dall’utente, il che rappresenta al tempo stesso uno dei punti di forza e uno dei limiti del sistema. Per garantire la stabilità in condizioni di vento, la maggior parte dei modelli è dotata di bottoncini antivento o guide con spazzolino che tengono la rete aderente alle guide laterali. Alcuni modelli di fascia medio-alta integrano anche un sistema di chiusura a magneti al neodimio nella parte inferiore, che trattiene la barra maniglia al suolo e mantiene costante la tensione della rete. Il cassonetto ha generalmente uno spessore compreso tra 42 e 55 mm, mentre le guide laterali richiedono uno spazio utile minimo di circa 5 cm per l’installazione. La struttura in alluminio è disponibile in una vasta gamma di colori, incluse le finiture effetto legno, per adattarsi esteticamente a qualsiasi tipo di infisso. Quali sono i vantaggi della zanzariera a catenella? Il primo vantaggio che salta all’occhio è la flessibilità d’uso: potendo fermare la rete in qualsiasi posizione lungo la corsa, puoi regolare con precisione la quantità di aria e luce che entra in casa, senza dover scegliere tra “tutto aperto” e “tutto chiuso”. Questa caratteristica la rende particolarmente apprezzata su finestre frequentemente utilizzate durante il giorno, come quelle affacciate su balconi o terrazze dove si stende il bucato o si annaffiano le piante. Dal punto di vista economico, la zanzariera a catenella è una delle soluzioni più accessibili sul mercato: i costi di acquisto sono contenuti, e anche la posa in opera è semplice, richiedendo solitamente solo quattro o sei fori di ancoraggio senza nessuna modifica strutturale all’infisso. Molti modelli possono essere installati anche in autonomia, anche se per un risultato ottimale — soprattutto su misure non standard — è sempre consigliabile affidarsi a un professionista. Un altro punto di forza è la robustezza della struttura: il profilo in alluminio garantisce una lunga durata nel tempo, e la rete in fibra di vetro è resistente all’usura ordinaria. In molti modelli la rete, quando non è in uso, si raccoglie all’interno del cassonetto, rimanendo protetta dagli agenti atmosferici e riducendo così il deterioramento. Per chi ha esigenze particolari, è possibile scegliere reti con caratteristiche speciali, come tessuti oscuranti, filtranti o anti-roditori in acciaio inossidabile. Se stai valutando anche altre tipologie, puoi approfondire le differenze tra i vari sistemi nell’articolo dedicato a zanzariere e sistemi anti-insetti per verande e pergole. Quali sono i limiti della zanzariera a catenella? Shutterstock Il meccanismo a catenella è il cuore del sistema, ma rappresenta anche il suo punto più vulnerabile. Con l’utilizzo quotidiano, la catenella è soggetta a usura progressiva: le piccole sfere metalliche che la compongono possono rompersi o staccarsi, rendendo necessaria la sostituzione del componente. Si tratta di un ricambio relativamente economico e reperibile facilmente, ma che richiede un intervento manuale che non tutti trovano agevole. Un secondo limite riguarda l’utilizzo in ambienti con vento forte: nonostante i bottoncini antivento o le guide a spazzolino limitino il problema, la rete — se non dotata di sistema magnetico inferiore — può essere instabile in condizioni meteorologiche avverse, generando rumore o fuoriuscendo parzialmente dalle guide. Per chi vive in zone particolarmente ventose, potrebbe valere la pena valutare modelli con sistemi di ancoraggio inferiore più robusti. Dal punto di vista estetico, il cassonetto sommitale ha uno spessore superiore rispetto ad altri modelli come la zanzariera a molla o quella plissettata, e può risultare più visibile, soprattutto su infissi di design o in contesti dove si vuole mantenere un profilo basso. Non è quindi la scelta più indicata se l’impatto visivo è una priorità assoluta. Infine, la mancanza di automazione — un aspetto che per molti è sinonimo di affidabilità — può diventare uno svantaggio per persone con difficoltà motorie alle mani, che potrebbero trovare l’azionamento della catenella meno comodo rispetto a un sistema a rullo automatico. Zanzariera a catenella e bonus fiscali: cosa puoi recuperare? Se stai valutando l’acquisto di una zanzariera a catenella, è opportuno sapere che in determinati casi è possibile accedere a detrazioni fiscali. Nel 2026, le agevolazioni disponibili rientrano principalmente nell’Ecobonus e nel Bonus ristrutturazione, ciascuno con requisiti specifici. Puoi approfondire tutti i dettagli nella guida completa su come funziona il Bonus zanzariere 2026. Per accedere all’Ecobonus — che garantisce una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le seconde case — la zanzariera deve soddisfare requisiti tecnici precisi: deve funzionare come schermatura solare con un fattore di trasmissione solare totale (Gtot) pari o inferiore a 0,35, deve avere la marcatura CE ed essere installata su superfici esposte da Est a Ovest passando per Sud. Deve inoltre essere di tipo fisso, condizione che la zanzariera a catenella soddisfa in quanto non è un modello removibile o stagionale. Se invece il modello scelto non rispetta i requisiti Gtot — magari perché installato su una finestra esposta a Nord — puoi comunque rientrare nel Bonus ristrutturazione, purché l’installazione avvenga nell’ambito di lavori di manutenzione straordinaria per cui sia stata aperta una pratica edilizia. In entrambi i casi, il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante e la detrazione viene recuperata in 10 quote annuali uguali attraverso la dichiarazione dei redditi IRPEF. Non è più prevista la cessione del credito o lo sconto in fattura. Hai trovato il modello che fa per te? Se vuoi installare una zanzariera a catenella e vuoi assicurarti di scegliere il prodotto giusto per le tue finestre — magari recuperando parte della spesa con i bonus fiscali — richiedi un preventivo gratuito ai professionisti della tua zona su PagineGialle Casa.