Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Pizzeria a Funtana si impegna per accogliere i clienti e metterli a loro agio dal momento in cui varcano la soglia. Il locale fondato nel 2000 da Cosimo Di Benedetto occupa una posizione strategica a Chiaramonte Gulfi, una bella località in provincia di Ragusa. Con dedizione e passione questa realtà della ristorazione a conduzione familiare riesce a stupire i palati dei clienti locali e dei tanti turisti che visitano la Sicilia nel corso dell’anno. Uno spazio dall’eleganza semplice per cene in compagnia anche all’aperto Aperto tutti i giorni a cena tranne il lunedì e a anche pranzo la domenica (solo su prenotazione), il locale vanta un’atmosfera molto accogliente. Uno staff cordiale e professionale è sempre a disposizione dei commensali. Sulla veranda i clienti possono trascorrere momenti rilassanti all’aria aperta nelle calde serate dei mesi estivi, godendo dei profumi della pineta di Chiaramonte Gulfi, situtata non lontano dal ristorante di Contrada Fontana. In tal senso questa realtà si rivela ideale per tutti coloro che desiderano organizzare una cena romantica oppure assieme agli amici all’insegna del massimo relax. Grazie alla vicinanza con il centro storico della cittadina, i clienti possono raggiungere il locale con una passeggiata a piedi alla scoperta della località siciliana. Pizze, primi tipici e frittura di pesce: tante delizie da ordinare anche per asporto Presso il locale di Chiaramonte Gulfi i clienti hanno la possibilità di scoprire e assaggiare molte pizze a lunga lievitazione, che spaziano da quelle tradizionali fino alle versioni molto creative. Grazie a un approccio inclusivo, il ristorante si impegna ogni giorno per realizzare anche alternative per coloro che sono intolleranti al glutine oppure ad altri ingredienti. All’interno del menu i clienti trovano numerose opzioni tra le quali poter scegliere in linea con le preferenze e le singole esigenze alimentari. Tra i primi spiccano tanti piatti di pasta della cucina siciliana, realizzati nel rispetto meticoloso della migliore tradizione. Anche antipasti, secondi, contorni e dolci trasmettono l’amore che i cuochi provano verso un territorio dalla lunga storia gastronomica. I più golosi possono optare per piatti di carne, così come per le specialità ittiche, in special modo la frittura. Nell’ottica di venire incontro alle necessità in evoluzione della clientela contemporanea, è possibile ordinare e ritirare presso il locale per poi gustare i piatti comodamente a casa propria. Una selezione accurata delle materie prime migliori Gli ingredienti sono selezionati con enorme cura da parte della brigata di cucina, che ogni giorno si impegna al fine di valorizzare ogni preparazione. Dalle materie prime più genuine e fresche fino all’impiattamento curato, passando per il servizio professionale e cordiale: in questo ristorante i clienti percepiscono sempre una grande attenzione al dettaglio. Per prenotare un tavolo, ordinare piatti da ritirare per asporto oppure ricevere informazioni in merito agli ingredienti e agli allergeni, chiama Pizzeria a Funtana.
Farmacia di Candelo Robiolio a Candelo in provincia di Biella Farmacia di Candelo Robiolio con sede a Candelo in provincia di Biella, è una storica farmacia aperta dal lontano 1957 capace nel corso degli anni di accompagnare i cittadini con servizi dedicati alla salute. In particolare si occupa della vendita di farmaci da banco molto utili per poter contrastare i sintomi causati da malanni di stagione quanto mai comuni come nel caso del raffreddore, della tosse oppure per trattare efficacemente l’acidità di stomaco, piccoli traumi dell’apparato muscolo scheletrico e tanto altro. Inoltre nella farmacia è possibile acquistare farmaci per i quali è necessaria la prescrizione medica oppure godere delle preparazioni galeniche che permettono di ottenere risultati importanti per alcune condizioni patologiche. Nella struttura sono presenti dei farmacisti professionisti che garantiscono al paziente un servizio impeccabile che prevede anche una funzionale consulenza per scoprire alcune soluzioni e rimedi che permettono di ritrovare serenità. Noleggio ausili ortopedici e apparecchiature elettromedicali Farmacia di Candelo Robiolio è una vera istituzione del territorio grazie alla professionalità sempre dimostrata e alla capacità di saper rispondere al meglio alle esigenze delle persone. In particolare la struttura si occupa di servizi che consentono di mettere a disposizione ausili ortopedici molto importanti per poter lenire un dolore articolare oppure per ritrovare una qualità di vita ottimale. Tra l’altro è possibile evitare l’acquisto degli ausili ortopedici fruendo del servizio di noleggio grazie al quale si può avere a disposizione delle stampelle, deambulatori di vari tipo e molto altro. In sede ci sono tante soluzioni di articoli ortopedici pensati per i problemi di postura come nel caso dei plantari realizzati su misura oppure i busti per correggere lo sviluppo anomalo della colonna vertebrale e tanto altro. Con le modalità del noleggio è anche possibile ottenere degli apparecchi elettromedicali molto utili in casa ad esempio per poter effettuare un trattamento di aerosol. Tra l’altro vengono offerti ulteriori servizi per ottimizzare l’esperienza del paziente come ad esempio la consegna gratuita su tutto il territorio cittadino di farmaci e di apparecchiature elettromedicali oppure la possibilità di richiedere la foratura lobi nelle orecchie per bambini ma non solo. Dermocosmesi, autoanalisi e test per intolleranze alimentari Negli ultimi anni si ha assistito a un crescente fenomeno di aumento di casi di intolleranze alimentari e soprattutto nei bambini e nei più giovani. Sono stati effettuati alcuni studi approfonditi e che stanno facendo emergere una situazione molto diffusa e allarmante. La Farmacia di Candelo Robiolio vuole dare il proprio supporto sotto questo punto mettendo a disposizione dei clienti la possibilità di sottoporsi a test per intolleranze alimentari. Si tratta di test piuttosto semplici che possono essere effettuati nel giro di poco tempo e che permettono di scoprire eventuali intolleranze a rispetto al glutine, al lattosio e ad altre sostanze molto diffuse negli alimenti che vengono consumati quotidianamente. Inoltre in farmacia è possibile trovare tanti prodotti e servizi dedicati all’autoanalisi del sangue per scoprire un’eventuale concentrazione eccessiva di colesterolo oppure di zuccheri. Procedere con l’autoanalisi del sangue oppure con la misurazione della pressione sanguigna e dei battiti cardiaci significa tutelare la propria salute e soprattutto prevenire l’insorgere di patologie che in questo modo verrebbero trattate precocemente. Nella farmacia è anche possibile sottoporsi a un elettrocardiogramma ECG a riposo, all’analisi della pelle e all’Holter cardiaco e pressorio. A proposito di tutela della pelle è presente un ampio settore dedicato ai prodotti cosmetici biologici che permettono di mantenere la pelle elastica e giovanile. Per ulteriori informazioni e per qualsiasi altra richiesta, è possibile contattare la Farmacia di Candelo Robiolio usando il numero di telefono indicato.
Acustica Moderna è stata aperta nel 1970 a Modena e si occupa della vendita di dispositivi acustici per chi ha problemi di udito. Il catalogo dei prodotti viene aggiornato regolarmente, grazie all’impegno costante nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative e personalizzate. Controllo accurato e qualificato dell’udito Acustica Moderna propone ai suoi clienti un controllo dell’udito, un test non invasivo e veloce che permette di individuare la presenza di deficit uditivi. La visita viene eseguita da audiometristi esperti e in un ambiente insonorizzato, così da stabilire la soglia uditiva del soggetto e verificare se vi è la presenza di ipoacusia. Nel caso in cui i test evidenzino la compromissione lieve o grave delle funzioni uditive, i tecnici audiometristi propongono al cliente diversi modelli di impianti acustici. I controlli si possono prenotare compilando il form di contatto sul sito o recandosi presso la sede dell’attività a Modena. Quando il soggetto presenta una buona capacità uditiva ma ha un’età avanzata è sempre consigliabile fissare delle visite di controllo periodiche. Vendita protesi acustiche di ultima generazione Acustica Moderna propone tantissime soluzioni per correggere i problemi di udito e in particolare vende protesi acustiche digitali e su misura. Presso il negozio si possono acquistare diversi modelli di dispositivi acustici, differenti per dimensioni, funzioni, potenza, design e prezzo dei migliori brand: Resound, Widex, Signia, Interton GN, Hansaton, Crai, Philips e Oticon. Nella gamma di protesi acustiche vi sono apparecchi invisibili, auricolari, automatici, digitali realizzati con materiali solidi, resistenti, versatili, leggeri e facili da usare. Prima dell’acquisto, il cliente può testare diverse protesi per l’udito e scegliere quella più adatta alle sue esigenze. Sono sempre previste agevolazioni fiscali e sconti per le persone che soffrono di ipoacusia grave. Tra i modelli più venduti di apparecchi acustici troviamo quelli digitali, che si caratterizzano per le funzioni avanzate e le dimensioni ridotte. Queste protesi acustiche presentano un microfono che rileva il suono, un dispositivo che lo converte in impulso digitale e anche un altoparlante in grado di riconvertirlo in un suono perfettamente percettibile per la persona che lo indossa. Il design delle protesi digitali vendute da Acustica Moderna è moderno, sofisticato, elegante, studiato per aderire perfettamente all’anatomia dell’orecchio. Questi dispositivi risultano quasi invisibili e offrono un elevato comfort d’uso. I clienti che acquistano un apparecchio acustico possono contare sull’assistenza post-vendita e nel caso di malfunzionamento i tecnici effettueranno un controllo completo e l’eventuale riparazione. Apparecchi acustici Philips Il negozio Acustica Moderna è partner del brand Philips, che produce apparecchi acustici di ultima generazione. Presso il punto vendita a Modena si possono acquistare alcuni modelli di protesi acustiche Philips, completamente personalizzabili e provviste di funzioni all’avanguardia come l’integrazione con l’intelligenza artificiale, che riduce in automatico i rumori di fondo. I dispositivi acustici del marchio olandese migliorano immediatamente la qualità dei suoni e delle voci, inoltre integrano una tecnologia bluetooth capace di connettere più apparecchi e ricevere chiamate o ascoltare musica. Tra i servizi offerti da Acustica Moderna, troviamo anche la progettazione e la posa in opera di pannelli fonoassorbenti e fonoriflettenti. I tecnici sono in grado di fornire consulenze specializzate in materia di acustica e fonica per le imprese. Non riesci più a sentire distintamente le voci e hai difficoltà uditive? Contatta Acustica Moderna per prenotare subito una consulenza gratuita.
Il dottor Mauro Pelagalli opera da circa tre decenni nel suo studio medico specialistico, situato nella località di San Severino Marche, in provincia di Macerata. Competenza e dedizione sono i suoi due principali tratti distintivi, che gli hanno consentito di aprire anche una seconda sede nella vicina Pieve Torina. Un medico specializzato in ginecologia e ostetricia Il dottor Pelagalli lavora nel suo settore dal 1995 ed è un ginecologo molto apprezzato nelle Marche grazie alla sua capacità di assistere al meglio le proprie pazienti, unendo empatia e professionalità. Il medico è specializzato anche nel ramo dell’ostetricia e segue tutti gli aspetti relativi alla gravidanza, fino al momento del parto. Il suo studio è dotato di attrezzature all’avanguardia, con l’esecuzione di esami di ecografia in grado di fornire diagnosi tempestive e precise su ogni caso. Allo stesso tempo, lo specialista garantisce un servizio valido in merito al pap test, oltre a opzioni di primo piano nell’oncologia ginecologica. Non solo gravidanza e parto Le competenze dello specialista non si limitano alla gestione della gravidanza in tutte le sue componenti. Infatti, il medico risolve le questioni principali che riguardano menopausa e infertilità, due situazioni che coinvolgono buona parte delle pazienti. Ogni obiettivo viene centrato grazie a una conoscenza molto approfondita e alla capacità di infondere un forte senso di fiducia. Dalla visita alla diagnosi La procedura di ciascuna paziente con il dottor Pelagalli si apre con una classica visita medica durante la gravidanza o la menopausa. L’ostetrico effettua test accurati per salvaguardare la salute materna e del feto, quindi mette a disposizione un’assistenza costante nei mesi precedenti e successivi rispetto al parto. Il dottore agisce con un approccio specialistico e affronta con serietà i problemi collegati alla sterilità, fornendo una diagnosi chiara e trasparente. Inoltre, a seconda delle circostanze, sottopone le pazienti a trattamenti e terapie adatti a qualsiasi contesto. Il lungo percorso della gravidanza diventa molto più semplice grazie a servizi professionali e accoglienti. Inoltre, il dottor Pelagalli garantisce soluzioni fatte su misura per curare la menopausa, a partire dalla prevenzione del climaterio, ossia della fase che coincide con la transizione verso la fine del ciclo riproduttivo. Vari tipi di test ed esami vengono eseguiti con impegno e professionalità, dall’endoscopia al pap test, dall’ecografia a ogni altra analisi di natura ginecologica. I servizi sono estremamente innovativi e consentono allo studio di restare sempre al passo con i tempi. Un ambiente familiare e rassicurante Ogni paziente che sceglie di affidarsi alle cure dello studio specialistico del dottor Mauro Pelagalli può sentirsi tranquilla grazie a un ambiente familiare e rassicurante. Il centro viene gestito a conduzione familiare e mette a proprio agio i clienti con il massimo impegno. Il medico riceve solo su appuntamento per intervenire in maniera precisa e personalizzata, con visite disponibili durante i pomeriggi del lunedì, del mercoledì e del venerdì. Chiama il recapito telefonico del dottor Mauro Pelagalli per ricevere informazioni in merito ai servizi disponibili e prendere appuntamento per una visita o un’analisi. Il medico è pronto a indirizzare le pazienti verso il percorso giusto in vista di una salute ottimale e duratura nel giro di poco tempo.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
A 12 km dall’autostrada Bologna-Firenze, immerso nel verde dell’Appennino tosco-emiliano si trova l’Albergo Ristorante Poli. La struttura, categoria due stelle, è operativa dal 1940. Con camere completamente ristrutturate e arredate in stile moderno, l’hotel è il luogo ideale per gli escursionisti e per i visitatori che intendono trascorrere una vacanza a contatto con la natura, lontano dal traffico cittadino. Il ristorante propone il meglio dei piatti della tradizione bolognese, realizzati in modo casalingo, ma curati nei dettagli. La struttura offre Wi-Fi gratuito in tutti gli ambienti comuni e in stanza. In più, da aprile a ottobre, in collaborazione con i club locali, organizza gite in mountain bike o a piedi lungo la Flaminia Militare, un’antica via che, tra sentieri e mulattiere, congiungeva Bologna con Firenze. Il percorso di tipo naturalistico include interessanti elementi storici come i siti archeologici di Sassorosso, Monte Bastione e delle vicinanze di San Benedetto Val di Sambro. I meno esperti potranno ammirare la bellezza dei suggestivi paesaggi offerti dalla Via degli Dei che si conclude con il Passo della Futa. Camere accoglienti e ambienti comuni dotati di tutti i comfort In località Madonna dei Fornelli, a San Benedetto Val di Sambro (Bologna), l’Albergo Ristorante Poli offre ai propri ospiti un ambiente tranquillo, sereno e molto confortevole. Nel complesso, la struttura è composta da soggiorno, ristorante, bar, giardino, ampio parcheggio esterno e 25 grandi camere dotate di balcone e servizi privati. I clienti dell’hotel potranno usufruire dei vantaggi garantiti dalla sauna, capace di ospitare fino a quattro persone, e della rilassante doccia idromassaggio. Ai gruppi studenteschi, alle comitive di anziani, di biker o escursionisti, l’Albergo Ristorante Poli riserva tante promozioni e preventivi personalizzati che includono il pernotto, la colazione a buffet e, su richiesta, anche la cena (pagando un contributo in più). L’hotel dispone di un ampio parco per bambini, sicuro e ben curato, lontano dai pericoli delle strade di città, di un comodo parcheggio interno per bici, moto e scooter, di bar e servizio lavanderia. È accessibile agli ospiti con eventuali disabilità motorie e accoglie amorevolmente gli animali da compagnia. Cucina tradizionale bolognese con specialità di funghi e tartufi Il ristorante dell’albergo propone ricette semplici e autentiche, tipiche del territorio bolognese, realizzate con materie prime genuine e di stagione. Negli anni, la struttura ha ottenuto il riconoscimento come Miglior tagliatella della provincia (nel 2012) e il Tortellino d’oro di Bologna nel 2019. Rendendo omaggio alla tradizione emiliana e aggiungendo un pizzico di creatività e personalità, il locale delizia i suoi ospiti con pietanze del territorio, rigorosamente create dalle sapienti mani degli chef. Tra i primi non possono mancare i tortelloni porcini e speck, gli gnocchi freschi ai funghi, le lasagne verdi e ovviamente le tagliatelle al ragù. Molto apprezzati i secondi di carne tra cui la polenta con costoline e salsiccia, le scaloppine ai porcini, la tagliata di manzo, gli arrosti misti e solo su prenotazione la fiorentina di chianina e cinghiale, accompagnati da verdure grigliate oppure fritte in pastella. Per i più golosi, il personale della cucina propone tanti dolci della casa come mascarpone, zuppa inglese, crème caramel, torta di mele, semifreddo al torroncino e gelato artigianale senza limiti e di tutti i gusti. La location è ideale anche per matrimoni, eventi speciali e meeting. Chiama l’Albergo Ristorante Poli per informazioni, per prenotare un tavolo o una camera.
Camilì: il lato dolce della professionalità Fondato nel 2022, Camilì è molto più di un tipico bar pasticceria, è piuttosto il concretizzarsi di una “vision”: quella di Luca Potente, esperto imprenditore nel campo dell’accoglienza e della ristorazione, e delle sue socie Natalia e Camilla. Ma di quale visione stiamo parlando? In cosa differisce l’offerta di Camilì da quella dei caffè presenti a Varese e dintorni? Varcando la soglia del moderno e luminoso locale situato ad Azzate se ne apprezza subito l’atmosfera accogliente ed esclusiva allo stesso tempo. Il grande banco ingolosisce e conquista grazie alla ricchezza delle proposte, le ampie vetrate annullano lo spazio tra interno ed esterno creando un ambiente dinamico e innovativo. Quando scende la sera, poi, le luci si fanno soffuse e Camilì cambia pelle divenendo un elegante lounge bar dove vengono serviti drink e cocktail, vini e champagne. Avvolti da una ricercata musica Chill si può scegliere tra unvino da aperitivoo un calice di Primitivo, si può degustare cocktail classici come il Negroni o l’Americano oppure lasciarsi sorprendere dai drink firmati Camilì. Lo speziato Tel Chi’, il profumato Rosa d’Oriente e il rinomato Nonnino sono solo alcuni esempi. Non mancano poi grappe, liquori, vermouth e whisky delle etichette più prestigiose. Ed ecco dunque la caratteristica distintiva di questo locale: ispirato ai migliori bar delle città d’oltralpe, fonde perfettamente lo spazio della pasticceria e quello dedicato all’aperitivo e al post cena. I clienti che la mattina vi si recano per fare una piacevole colazione si ritrovano spesso la sera intorno ai medesimi tavolini per un cocktail tra amici o una serata con il partner. Si tratta perciò di un’eccellente alternativa alla discoteca: al Camilì il gusto dell’incontro e del dialogo è esaltato dall’atmosfera rilassante e dalla musica soft. Tali caratteristiche la rendono una location perfetta anche per l’organizzazione di feste, eventi e coffee break. Uno staff davvero professionale e cortese è sempre pronto a fornire le giuste indicazioni, mettendo a disposizione dei clienti la propria esperienza. È sufficiente chiamare Camilì e prendere un appuntamento per lasciarsi guidare nel suo mondo fatto di grande classe e leccornie 100% artigianali. Torte, biscotti e croissant: una produzione vasta e di altissima qualità Quella della pasticceria è una vera e propria arte in cui si incontrano creatività e manualità, tradizione e originalità. Quali sono, in quest’ambito, i punti di forza di Camilì? Quale la sua firma d’autore? I maestri pasticceri di Camilì selezionano attentamente tutti gli ingredienti, dalla farina alle uova, dal burro alla frutta; vi aggiungono esperienza e passione e realizzano così prodotti unici. Dalle loro sapienti mani nascono i croissant ripieni al mango o ai lamponi, la girella alla cannella e il cestino con salsa al caramello che allietano la colazione. Deliziosi e irresistibili, i mignon hanno la classica forma dei bignè farciti oppure si ispirano ai dessert di altre terre. Ed ecco la gelatina agli agrumi, il babà al gin tonic, la pavlova con meringa alla frutta. Sontuosamente decorate, le torte meritano un posto d’onore alla tavola di quanti festeggiano compleanni e lauree, matrimoni e comunioni. Baci di dama, cookies e “ovis mollis”, infine, non sono semplici biscotti ma prelibatezze che impreziosiscono ogni momento. Grandissima varietà e indiscutibile qualità segnano quindi la produzione artigianale di Camilì. Non resta che visitare questo esclusivo bar pasticceria per scoprire come sappia appagare ogni desiderio!
Ambulatorio Veterinario Dr. Centurelli Alessio a Settimo Torinese Prendersi cura dei nostri amici animali significa non solo averli sempre al proprio fianco in tutti i momenti della giornata ma anche preservarne la salute nel tempo attraverso visite specialistiche presso un ambulatorio professionale come quello gestito dal Dr. Centurelli Alessio a Settimo Torinese in provincia di Torino. Una struttura che si avvale del supporto di professionisti esperti e strumentazione all’avanguardia che permettono una corretta diagnosi e scegliere la migliore terapia possibile per risolvere le patologie emerse. I servizi vengono messi a disposizione per animali domestici e quelli indicati come i nuovi animali da compagnia come nel caso di quelli esotici oppure cheloni. Sono previste numerose prestazioni per gestire correttamente qualsiasi emergenza e vanno dalla medicina interna alla chirurgia dei tessuti molli. Esami di laboratorio e diagnostica Gli animali come gli esseri umani, devono essere tutelati e curati attraverso la fruizione di prestazioni veterinarie all’altezza della situazione. Periodicamente è necessario sottoporre il proprio cane, gatto o coniglio, a una visita di controllo presso l’Ambulatorio Veterinario Dr. Centurelli per valutare lo stato di salute ed eventualmente intraprendere un percorso terapeutico adeguato. L’ambulatorio, infatti, dispone delle strumentazioni necessarie e della competenza adeguata per poter effettuare diversi esami strumentali per ottenere una diagnosi affidabile. La corretta diagnosi è il primo passo verso la guarigione completa, a prescindere dalla patologia in essere. Tra l’altro, presso la struttura è possibile sottoporre l’animale ad un’ampia gamma di esami di laboratorio per conoscere eventuali difficoltà dell’apparato cardiocircolatorio oppure problemi relativi al sistema immunitario. In base all’esito delle analisi cliniche è possibile ottenere delucidazioni e importanti consigli sull’alimentazione del cane oppure di qualsiasi altro animale per migliorare lo stato di salute e prevenire i problemi. Tra gli altri esami disponibili ci sono quelli radiografici oppure l’ecografia e l’endoscopia. Chirurgia oncologica e ortopedica, specializzazione in dermatologia e oculistica L’Ambulatorio Veterinario Dr. Centurelli è una struttura adeguata per poter risolvere ogni problema di salute del proprio animale di compagnia. Infatti, sono presenti professionisti che permettono un approccio multidisciplinare e soprattutto fruire di numerose specializzazioni. Presso l’ambulatorio è possibile godere della presenza di un esperto in interventi di chirurgia oncologica e ortopedica. Inoltre, ci sono tanti altri professionisti che si occupano di dermatologia per valutare eventuali patologie a carico della pelle oppure di oculistica ed ematologia. Ogni genere di problema può essere affrontato in maniera ottimale per individuare la soluzione più adatta. Tra l’altro, la struttura è anche attrezzata per offrire utili servizi come l’inserimento del microchip, cure specifiche per cani anziani e per cuccioli nella loro fase di crescita. Infine, il laboratorio si occupa anche di profilassi antivirale e antiparassitaria. Per maggiori informazioni su tutti i servizi offerti, contatta l’Ambulatorio Veterinario Dr. Centurelli usando il numero di telefono riportato sul sito oppure l’indirizzo email.
Area Plast è un’azienda di Zola Predosa, in provincia di Bologna, specializzata nello stampaggio di materiale plastico, indirizzato in particolar modo a brand dell’arredamento, ma anche ad altre realtà industriali che ne facciano uso. Consiste in tutti quegli accessori che si installano su un’ampia varietà di oggetti: piedini, ruote, rotelle e attacchi di diverse tipologie. Il lavoro dell’impresa ha un mercato molto rilevante e infatti, grazie alla professionalità e alla versatilità della produzione, oltre all’ottimo rapporto qualità/prezzo, questo si estende in tutto il nord Italia, in parte al centro-sud e, oltreconfine, in Svizzera, Austria e Grecia, con l’obiettivo di allargare sempre più il proprio raggio d’azione nel resto d’Europa. Esperienza pluriennale e alta tecnologia: un’azienda moderna in un settore strategico L’attività nasce nel 2009, ma l’esperienza nel campo dello stampaggio plastico dei fondatori Dives Drusiani e Giordano Toni è quarantennale: un percorso fatto di ricerca costante e investimenti nelle tecnologie avanzate che non si ferma mai, per trovare i materiali più innovativi e le attrezzature all’avanguardia che consentano di offrire prodotti di qualità e un vasto assortimento. Area Plast produce e commercializza con vendita diretta e il magazzino è sempre fornito di tutti i pezzi del catalogo, senza bisogno di ordinarli prenotandoli, a meno che non vengano richiesti prodotti fatti su misura da concordare col cliente. Gli articoli di Area Plast e le collaborazioni Le aziende che necessitano dei prodotti di Area Plast sono molteplici: dall’arredamento all’industria sanitaria, fino ai saloni di bellezza. Per l’industria sono disponibili ruote in poliuretano, in gomma, con supporti in acciaio inox, per carriole e carrelli. Per l’arredamento, oltre a ruote, ruotine e attacchi vari, vi sono i piedini cromati o snodati, per mettere in piano il mobilio e gli elettrodomestici, i copritesta e i puntali di varie forme e dimensioni. Sul sito ufficiale dell’azienza è possibile visualizzare tutte le specifiche tecniche di ogni articolo. Acquistare diventa così molto semplice, perché potrete verificare voi stessi dimensioni e materiali e valutare se siano adatti alle vostre esigenze. Inoltre, Area Plast collabora e lavora anche per conto terzi, realizzando stampi e prodotti personalizzati fino a 350 gr, con prototipi ed eventuali campioni da testare prima di avviare la produzione, affinché si possano programmare lotti in grande quantità privi di difetti di fabbrica. Tutto ciò che crea e vende l’azienda è corredato da un certificato di qualità e il percorso produttivo è testimoniato da relativa documentazione che ne registra tutti i passaggi, garantendone la tracciabilità, sempre disponibile per i clienti che ne facciano richiesta. La trasparenza e il rispetto delle normative, soprattutto nell’utilizzare materiale atossico, sono molto importanti per quest’impresa, da sempre attenta a mantenere il proprio prestigio e a distinguersi per una produzione ecosostenibile. Contattate Area Plast per informazioni, per acquistare i prodotti o richiedere un servizio personalizzato per la vostra azienda. Lo staff provvederà a fornirvi preventivi dettagliati e convenienti.
Fallanca Dr. Caterina è il supporto professionale per coloro che soffrono di disturbi psicologici. Lo studio è attivo dal 2005 e i pazienti di Cantù possono avvalersi di consulenze personalizzate per risolvere condizioni transitorie o patologie croniche che producono malesseri generali, impedendo di vivere una vita serena. La capacità di ascolto è la dote principale della psicologa, che cerca di capire fin dal primo appuntamento quali sono le cause scatenanti del disagio, intervenendo con discrezione e senza giudicare le difficoltà relazionali, mettendo in campo umanità, comprensione ed elevate competenze scientifiche. L’approccio utilizzato è di tipo psicoanalitico, anche ricorrendo a tecniche di ultima generazione come EMDR (acronimo che indica la desensibilizzazione e la rielaborazione tramite il movimento degli occhi). I percorsi individuali sono progettati appositamente per dare un contributo tangibile al recupero psicologico di adulti e adolescenti e talvolta persino bambini, che si trovano a dover affrontare sfide personali che impattano sulla qualità della vita, disturbi mentali o difficoltà di adattamento e integrazione nella società. Il lavoro quotidiano consiste in una serie di incontri programmati tra la dottoressa e il paziente, durante i quali si indaga a fondo per ovviare a disturbi ossessivo-compulsivi, depressione e stress. Le motivazioni possono essere individuate nelle emozioni represse, nel vissuto o nelle dinamiche interne. Supporto completo per i disturbi relazionali, alimentari e sessuali: una risposta adeguata per ogni paziente La professionalità di Fallanca Dr. Caterina è una solida garanzia per chi soffre di problematiche di varia natura, non riuscendo ad ambientarsi sul lavoro, a scuola o in famiglia, col rischio di pregiudicare i rapporti umani e chiudersi in se stessi. Spesso i disturbi lamentati dai pazienti della dottoressa sono riferibili ai litigi tra coniugi o tra genitori e figli, ma in altre circostanze derivano da situazioni sociali complesse. La psicologa lavora molto sul miglioramento della comunicazione, per far superare gli imbarazzi che possono bloccare l’intimità di coppia o creare conflitti e incomprensioni. Dopo aver capito quali sono i pattern disfunzionali, il paziente viene guidato verso un cambiamento positivo nell’immediatezza e a lungo termine. I disturbi sessuali, invece, possono essere generati da sofferenze emotive e la terapia si rivolge indistintamente a uomini e donne. Situazioni come l’anorgasmia, la disfunzione erettile o il calo del desiderio possono essere risolte restituendo alla coppia il piacere di vivere il rapporto d’amore. Sono molto diffusi, inoltre, i disturbi alimentari, tra cui si inseriscono bulimia e anoressia, che la professionista analizza con cura, con un progetto graduale di recupero per una guarigione completa, anche collaborando con altri specialisti. Trattamento efficace dei disturbi dell’umore e dell’adolescenza Fallanca Dr. Caterina è specializzata nella cura dei disturbi bipolari e della depressione, condizioni che possono avere un impatto devastante sulla vita delle persone e che devono essere trattate con tempestività. L’esperienza della dottoressa aiuta il paziente nella gestione quotidiana dei sintomi e a sviluppare strategie ottimali per ritrovare l’equilibrio. Uno dei momenti in cui il supporto della psicoterapeuta risulta particolarmente utile è l’adolescenza, quando i cambiamenti fisici ed emotivi possono provocare disagi profondi. Durante la crescita, infatti, ragazzi e ragazze vivono difficoltà nella gestione delle emozioni, che scatenano rabbia apparentemente ingiustificata o isolamento sociale. I giovani trovano nello studio un riferimento sicuro per parlare, senza nascondersi né allarmarsi eccessivamente per situazioni che possono essere risolte affidandosi alle cure della professionista. Chiama lo studio di Fallanca Dr. Caterina e fissa un appuntamento per risolvere i problemi psicologici.
Cosa prevede il DDL edilizia e perché ti riguarda da vicino? Hai un abuso edilizio in casa? La riforma potrebbe aiutarti a regolarizzarlo Potrai ancora accedere ai Bonus casa anche in caso di difformità edilizie? Se stai pianificando una ristrutturazione o hai già avviato dei lavori in casa, c’è una novità che potrebbe cambiare le carte in tavola. Il governo Meloni ha approvato a dicembre 2025 un Disegno Di Legge sull’edilizia che, una volta completato l’iter parlamentare, promette di semplificare in modo significativo le procedure burocratiche, rendere più accessibili le agevolazioni fiscali e favorire la regolarizzazione degli abusi storici. Cosa prevede il DDL edilizia e perché ti riguarda da vicino? L’obiettivo dichiarato della riforma è eliminare le discrepanze normative tra regione e regione, che oggi rendono incerta e spesso lenta la gestione dei lavori in casa. Il testo introduce alcune misure concrete che è utile conoscere prima di avviare un cantiere. Una delle più rilevanti riguarda il silenzio-assenso: se l’ente pubblico non risponde entro i termini previsti a una domanda di titolo edilizio, la richiesta si considera accettata. Questo meccanismo punta a contrastare quella che lo stesso governo definisce “immobilismo burocratico”, una delle principali cause di ritardo per chi vuole ristrutturare. Altrettanto importante è l’introduzione di un punto unico di accesso digitale, attraverso cui sarà possibile gestire tutte le pratiche edilizie — domande, segnalazioni, comunicazioni — senza dover bussare a sportelli diversi. Sul fronte dei permessi, il testo prevede anche un riordino delle CILA e SCIA, con confini più chiari tra ciò che rientra nell’edilizia libera e ciò che invece richiede autorizzazione. Se ti stai chiedendo quali lavori puoi già fare oggi senza permesso, puoi approfondire il tema in questo articolo su quali lavori di edilizia libera fare nel 2026. Hai un abuso edilizio in casa? La riforma potrebbe aiutarti a regolarizzarlo Uno dei capitoli più attesi della riforma riguarda le sanatorie per abusi storici, ovvero le irregolarità realizzate prima dell’entrata in vigore della legge del 1967. Per questi casi, il DDL prevede procedure semplificate e agevolate, a condizione che vengano eseguiti gli interventi essenziali di messa in sicurezza dell’immobile o di adeguamento alle norme tecniche di costruzione. Il testo affronta anche il tema della doppia conformità, uno degli ostacoli più comuni per chi cerca di regolarizzare un immobile. Attualmente, per sanare un abuso è necessario che l’intervento sia conforme sia alla normativa vigente al momento dell’abuso sia a quella attuale: una condizione che in molti casi rende impossibile la sanatoria. La riforma punta a superare questa rigidità, introducendo una classificazione nazionale uniforme delle tipologie di difformità e ridefinendo i limiti delle tolleranze edilizie. Potrai ancora accedere ai Bonus casa anche in caso di difformità edilizie? Questa è probabilmente la domanda che interessa di più chi sta pianificando lavori su un immobile con qualche irregolarità. La risposta, stando al testo del DDL, è sì — ma con una condizione chiave. Il disegno di legge contiene un passaggio definito dai commentatori un vero e proprio “salva bonus”: le agevolazioni fiscali, tra cui il Bonus ristrutturazione, l’Ecobonus e altri incentivi statali, potranno essere concesse anche in presenza di difformità, purché il proprietario abbia ottenuto in via preliminare il titolo in sanatoria. In pratica, non basta ignorare l’abuso e sperare che passi inosservato: bisogna regolarizzare prima di richiedere i benefici. Al contrario, per gli immobili con abusi non sanabili, il testo prevede l’esclusione tassativa da qualsiasi agevolazione o contributo pubblico. Una distinzione importante da tenere a mente, soprattutto in vista della dichiarazione dei redditi. Stai valutando di ristrutturare casa o regolarizzare una difformità? Con la riforma edilizia in arrivo le opportunità potrebbero ampliarsi, ma ogni situazione è diversa. Chiedi un preventivo gratuito a un professionista della tua zona per capire da dove partire e come sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili.
Il Bonus Facciate esiste ancora nel 2026? Quali bonus si possono usare oggi per la facciata del condominio? Come funziona la detrazione in condominio? Cosa sapere prima di deliberare i lavori Se stai pensando di ristrutturare la facciata del tuo condominio e hai sentito parlare del Bonus Facciate, è importante che tu sappia subito una cosa: questa agevolazione non esiste più. La misura è scaduta il 31 dicembre 2022 e nessuna Legge di Bilancio successiva ne ha previsto il rinnovo. Ma questo non significa che tu debba rinunciare a riqualificare la facciata del tuo edificio: esistono alternative concrete e, in certi casi, persino più adatte alle esigenze di un condominio. Il Bonus Facciate esiste ancora nel 2026? No. Il Bonus Facciate — che nella sua versione originale del 2020 permetteva di detrarre fino al 90% delle spese per il rifacimento delle facciate esterne — è scaduto definitivamente alla fine del 2022. Nell’ultimo anno di vigenza, l’aliquota era già stata ridotta al 60%, ma la misura non è mai più tornata tra gli incentivi edilizi attivi. La Legge di Bilancio 2023, la 2024, la 2025 e quella attualmente in vigore non l’hanno mai ripristinata, né come detrazione diretta né in forma alternativa tramite sconto in fattura o cessione del credito. Questa è una distinzione importante: il Bonus Facciate non va confuso con altre agevolazioni ancora attive come il Bonus Ristrutturazione o l’Ecobonus, che coprono anche lavori sulle facciate ma con logiche, aliquote e requisiti differenti. Quali bonus si possono usare oggi per la facciata del condominio? La buona notizia è che, pur senza il Bonus Facciate, non sei rimasto senza strumenti. Le due agevolazioni principali su cui puoi contare nel 2026 sono il Bonus Ristrutturazione e l’Ecobonus, disciplinate rispettivamente dagli articoli 16 e 14 del TUIR come modificati dalla Legge di Bilancio 2026. Il Bonus Ristrutturazione è lo strumento più flessibile per i lavori in facciata. Copre interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo su parti comuni degli edifici, con una detrazione del 50% per le prime case e del 36% per gli altri immobili. Il tetto di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare. Per un condominio, questo significa che il massimale si moltiplica per il numero di appartamenti coinvolti, rendendo il bonus particolarmente vantaggioso per gli edifici con molte unità. Nel 2027 le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%, motivo per cui il 2026 rappresenta l’ultimo anno davvero conveniente per avviare i lavori. Puoi approfondire cosa rientra in questo incentivo nell’articolo sugli incentivi 2026 per il condominio. L’Ecobonus, invece, è la scelta giusta quando l’intervento in facciata ha anche un obiettivo di efficienza energetica. Il caso più classico per un condominio è l’installazione del cappotto termico: pannelli isolanti applicati all’esterno della facciata che riducono le dispersioni di calore e abbassano i consumi energetici dell’intero edificio. Per accedere all’Ecobonus, il cappotto deve interessare almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio e rispettare i requisiti tecnici previsti dal Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020. In questo caso, la detrazione può arrivare al 50% per la prima casa (36% per gli altri immobili). Come funziona la detrazione in condominio? Cosa sapere prima di deliberare i lavori Per un condominio, la gestione delle detrazioni ha alcune particolarità rispetto a un intervento su un’abitazione privata. La prima cosa da sapere è che i lavori devono essere deliberati dall’assemblea condominiale e che l’amministratore si occupa degli adempimenti burocratici comuni. Le detrazioni spettanti vengono poi ripartite tra i singoli condomini in base ai millesimi di proprietà, e ciascuno le utilizza nella propria dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. Per questo, prima di accedere al beneficio, ogni condomino deve essere in regola fiscalmente e capiente IRPEF: se non hai abbastanza imposta da pagare, non puoi sfruttare appieno la detrazione. Un altro aspetto fondamentale riguarda i pagamenti: per accedere a qualsiasi bonus edilizio è obbligatorio usare il bonifico parlante, ovvero un bonifico che riporti la causale del versamento, il codice fiscale del condominio e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori. I pagamenti in contanti non sono mai ammessi e invalidano il diritto alla detrazione. Vale anche la pena sapere che, nel caso del cappotto termico condominiale, la delibera assembleare ha regole specifiche: in virtù del Decreto Rilancio, è sufficiente la maggioranza delle persone presenti all’assemblea che rappresentino almeno un terzo del valore dell’edificio, una soglia più bassa rispetto alla norma prevista per le innovazioni straordinarie. Questo rende più semplice far approvare il progetto anche in condomini con una gestione più complessa. Vuoi capire quanto ti costerebbe davvero rifare la facciata del tuo condominio sfruttando i bonus ancora attivi? Richiedi subito i preventivi gratuiti delle migliori ditte di ristrutturazione nella tua zona su PagineGialle Casa: confronta le offerte, scegli il professionista più adatto e pianifica i lavori prima che le detrazioni del 2026 scendano.
Quali sono gli incentivi per le zanzariere nel 2026? Quali sono le zanzariere che rientrano nel bonus? Come funziona il Bonus Zanzariere con l'Ecobonus? Quando puoi usare il Bonus ristrutturazione per le zanzariere? Quali documenti servono e come si richiede correttamente il bonus? Le zanzariere non sono solo un rimedio contro gli insetti: se scelte con i giusti criteri tecnici, diventano dispositivi di efficientamento energetico a tutti gli effetti — e lo Stato ti riconosce questa funzione con una detrazione fiscale fino al 50% della spesa sostenuta. Nel 2026 il cosiddetto Bonus zanzariere è ancora attivo, ma funziona in modo meno diretto di quanto si pensi: non esiste come misura autonoma, bensì si inserisce all’interno di due agevolazioni già esistenti — l’Ecobonus e il Bonus ristrutturazione — ciascuna con propri requisiti e scadenze. Capire quale percorso fa al caso tuo è il primo passo per non lasciare soldi sul tavolo. Quali sono gli incentivi per le zanzariere nel 2026? Non possiamo parlare di un vero e proprio Bonus zanzariere come misura autonoma perché, come anticipato, l’incentivo fa parte sia dell’Ecobonus, che non richiede lavori edilizi aggiuntivi ma impone requisiti tecnici stringenti, che del Bonus ristrutturazione, più flessibile sul fronte tecnico ma che necessita di essere abbinato a un intervento di manutenzione straordinaria. In entrambi i casi, le aliquote di detrazione sono le stesse: 50% per l’abitazione principale e 36% per le seconde case e gli altri immobili. La detrazione viene recuperata in 10 quote annuali uguali attraverso la dichiarazione dei redditi IRPEF. Non è più possibile ricorrere alla cessione del credito o allo sconto in fattura. Un aspetto spesso trascurato: il bonus è accessibile non solo ai proprietari dell’immobile, ma anche agli inquilini o ai familiari conviventi, a patto che sostengano effettivamente la spesa e abbiano il titolo per effettuare i lavori. Quali sono le zanzariere che rientrano nel bonus? Per rientrare nel Bonus Zanzariere 2026, il prodotto deve rispettare criteri precisi che variano a seconda del percorso scelto. Con l’Ecobonus, la zanzariera deve essere una vera schermatura solare, il che significa che deve bloccare il calore in modo certificato. Il parametro tecnico chiave è il fattore di trasmissione solare totale (Gtot), che deve essere pari o inferiore a 0,35. Questo valore deve essere attestato da documentazione tecnica ufficiale e il prodotto deve avere la marcatura CE. Inoltre, deve essere installata su finestre o porte finestre con un orientamento da Est a Ovest passando per Sud — le superfici esposte esclusivamente a Nord sono escluse. Un altro requisito fondamentale: la zanzariera deve essere fissa, non rimovibile o stagionale. Con il Bonus ristrutturazione, i vincoli tecnici si allentano considerevolmente: non viene richiesto un valore Gtot specifico e l’installazione è ammessa su qualsiasi lato della casa, anche quello esposto a Nord. L’unico requisito che rimane è che il modello scelto sia comunque fisso. Come funziona il Bonus Zanzariere con l’Ecobonus? L’Ecobonus è il percorso più adatto se vuoi installare zanzariere senza dover avviare contemporaneamente altri lavori importanti in casa. Il limite di spesa massimo detraibile è di 60.000 euro per unità immobiliare, una soglia che nella pratica è quasi impossibile raggiungere con la sola installazione di zanzariere. Il nodo cruciale è quello dei requisiti tecnici, che in questo caso sono molto precisi. La zanzariera deve essere una vera e propria schermatura solare, il che significa che deve possedere un fattore di trasmissione solare totale (Gtot) certificato pari o inferiore a 0,35. Questo valore indica quanto calore il prodotto riesce a bloccare: più è basso, più la schermatura è efficace. Al momento dell’acquisto, verifica sempre che il fornitore ti rilasci la documentazione tecnica che attesta questo parametro — senza di essa, il bonus non è accessibile. Non è tutto: le zanzariere devono essere installate su finestre o porte finestre esposte al sole, con un orientamento compreso tra Est e Ovest passando per Sud. Le superfici esposte esclusivamente a Nord non rientrano in questo percorso. Devono inoltre avere la marcatura CE e, aspetto fondamentale, essere di tipo fisso: i modelli removibili o stagionali non danno diritto all’agevolazione. Dal punto di vista burocratico, il pagamento deve avvenire obbligatoriamente tramite bonifico parlante, indicando il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa esecutrice. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va effettuata la comunicazione all’ENEA, l’ente nazionale per l’energia, con la descrizione dell’intervento realizzato. Tutta la documentazione — fatture, ricevuta ENEA, certificazione tecnica del prodotto — deve essere conservata per eventuali controlli. Quando puoi usare il Bonus ristrutturazione per le zanzariere? Se la zanzariera che vuoi installare non soddisfa i requisiti tecnici dell’Ecobonus — magari perché è orientata a Nord, o perché il prodotto non ha un Gtot certificato — puoi comunque accedere a un’agevolazione attraverso il Bonus ristrutturazione. Il limite di spesa in questo caso sale a 96.000 euro per unità immobiliare, e non vengono richiesti valori di schermatura solare specifici né limitazioni sull’orientamento. Il vincolo principale è un altro: l’installazione deve avvenire contestualmente a lavori di manutenzione straordinaria per i quali sia stata aperta una pratica edilizia, come una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) o una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Non basta insomma acquistare e montare le zanzariere: devono essere parte di un cantiere più ampio che comprenda, ad esempio, il rifacimento degli impianti, lo spostamento di tramezzi o altri interventi strutturali. Puoi trovare una panoramica utile su quali lavori rientrano nell’edilizia libera nel 2026 per capire cosa non richiede pratiche edilizie e cosa invece le necessita. C’è però un’eccezione importante che spesso non viene menzionata: se le zanzariere sono integrate a sistemi di sicurezza — inferriate, grate o dispositivi antintrusione certificati — è possibile ottenere l’agevolazione anche senza dover avviare altri lavori in parallelo. Vale la pena valutare questa opzione se stai pensando anche a un potenziamento della sicurezza domestica: a questo proposito, sul nostro blog trovi uno speciale completo sulla sicurezza della casa. Anche in questo caso il pagamento deve essere effettuato con bonifico parlante, ma la causale fa riferimento all’articolo 16-bis del DPR 917/1986. Nella fattura deve essere indicato esplicitamente che la fornitura rientra nell’ambito di lavori edilizi. Se l’intervento contribuisce al risparmio energetico, è necessario effettuare anche la comunicazione ENEA. Quali documenti servono e come si richiede correttamente il bonus? Indipendentemente dal percorso scelto, la corretta gestione della documentazione è determinante per non perdere il diritto alla detrazione. Il bonifico parlante è il punto di partenza imprescindibile in entrambi i casi, e va conservato insieme alle fatture che descrivono in modo dettagliato l’intervento effettuato. Per l’Ecobonus, i documenti fondamentali sono la scheda tecnica del prodotto con il valore Gtot certificato, la ricevuta di invio della comunicazione ENEA e le fatture delle lavorazioni. Per il Bonus ristrutturazione, è necessario avere anche copia della pratica edilizia (CILA o SCIA) intestata al soggetto che sostiene la spesa, oltre alla fattura che specifichi che i lavori fanno parte di un intervento edilizio. Un dettaglio che fa la differenza: nella detrazione rientrano non solo il costo del prodotto, ma anche la posa in opera, l’eventuale smontaggio di sistemi preesistenti e gli oneri professionali legati alla gestione della pratica. Questo vale sia per l’Ecobonus che per il Bonus Ristrutturazioni. Vuoi installare le nuove zanzariere senza rinunciare al risparmio? La scelta dipende dal tipo di prodotto, dall’orientamento della finestra e dai lavori già in programma. Richiedi un preventivo gratuito ai professionisti della tua zona su PagineGialle Casa: potrai confrontare le offerte e capire subito quale percorso di agevolazione è più conveniente per la tua situazione.
Perché la guerra in Iran fa salire le bollette di luce e gas? Quanto pesano la crisi e le tasse su quello che paghi alla pompa? Come puoi difenderti dagli aumenti in bolletta? Le bollette di luce e gas stavano finalmente dando qualche segnale di tregua. Poi, in poche ore, tutto è cambiato. Gli attacchi militari di USA e Israele contro l’Iran hanno riportato i prezzi dell’energia ai livelli più alti da oltre due anni, bruciando in Borsa oltre 300 miliardi di euro e facendo impennare il metano del 39% sul mercato di Amsterdam. Una crisi che non riguarda solo i mercati finanziari: riguarda direttamente quello che pagherai il mese prossimo. Ecco cosa sta succedendo davvero — e soprattutto cosa puoi fare per limitare i danni. Perché la guerra in Iran fa salire le bollette di luce e gas? Il prezzo del gas naturale viene determinato principalmente dalle quotazioni del mercato di Amsterdam (TTF), ma anche dai valori del petrolio Brent. Quando scoppia un conflitto in una regione strategica come il Medio Oriente, i mercati reagiscono immediatamente per due ragioni: il timore di una riduzione delle forniture e la speculazione finanziaria. In questo caso, il metano ha chiuso ad Amsterdam con un rialzo del 39%, raggiungendo 44,5 euro al Megawattora — con un picco giornaliero a 49 euro, tornando ai livelli più alti dall’ottobre 2022. A innescare il tutto è stato il blocco di due impianti strategici di QatarEnergy, colpiti da droni iraniani nei siti di Ras Laffan e Mesaieed, vicino allo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa delle forniture mondiali di gas liquefatto. Per quanto riguarda l’elettricità, la situazione è ancora più diretta: il suo prezzo dipende in misura quasi uguale dalle energie rinnovabili e dal gas. Questo significa che un rialzo del prezzo del gas si trasferisce automaticamente sulla bolletta della luce. Se stai valutando soluzioni per ridurre questa esposizione, puoi scoprire come funziona il Bonus batterie di accumulo 2026, uno strumento utile per chi ha già un impianto fotovoltaico. Quanto pesano la crisi e le tasse su quello che paghi alla pompa? Anche il petrolio ha subito forti pressioni: a New York si è mosso su rialzi medi del 5%, sfiorando i 70 dollari al barile (con punte a 75 in apertura di seduta), mentre il Brent europeo ha raggiunto gli 80 dollari al barile. Il risultato diretto per i consumatori è un aumento dei prezzi alla pompa, con il gasolio già ai livelli più alti da un anno. C’è però un dato che molti non conoscono: una quota molto rilevante di quello che paghi per la benzina è costituita da tasse. Storicamente, nei momenti di crisi, l’incidenza fiscale ha raggiunto il 70% durante la Rivoluzione Iraniana e il 65% durante la Guerra del Kippur. Oggi ci troviamo intorno al 60%, il che significa che anche quando il prezzo del petrolio sale, più della metà di ciò che paghi rimane fisso per via del carico fiscale — indipendentemente dal conflitto. Come puoi difenderti dagli aumenti in bolletta? Di fronte a queste oscillazioni, la strategia più efficace è ridurre la propria dipendenza strutturale dal gas e dalle fonti fossili. Esistono diverse strade già percorribili oggi. La prima è valutare l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo: produrre energia in autonomia significa non essere esposti ai picchi del mercato. La seconda riguarda il riscaldamento: passare a un impianto ibrido o a pompa di calore permette di ridurre drasticamente i consumi di metano, indipendentemente da quanto scali il prezzo. La terza opzione, più immediata, è verificare se hai diritto al Bonus Bollette 2026: se il tuo ISEE è inferiore a 25.000 euro, potresti ricevere fino a 315 euro di sconto direttamente in bolletta. Più in generale, migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione — con un cappotto termico, nuovi infissi o una caldaia più performante — rimane uno degli investimenti più solidi per rendere la tua casa meno vulnerabile alle crisi internazionali. Vuoi smettere di subire i rincari ad ogni crisi economica? Un impianto fotovoltaico è la soluzione più concreta per rendere la tua casa indipendente dai mercati dell’energia. Richiedi ora un preventivo gratuito e scopri quanto potresti risparmiare ogni anno in bolletta!
Prima o seconda casa: l'aliquota è davvero diversa? Come funziona il nuovo tetto massimo per i redditi alti? Quali errori evitare nella compilazione del 730/2026? Se stai per compilare il modello 730/2026 e hai sostenuto spese per lavori in casa negli ultimi anni, è importante che tu sappia che le regole sono cambiate in modo significativo. I bonus edilizi non funzionano più come prima: le aliquote si sono ridotte, i requisiti si sono fatti più selettivi e, per chi ha un reddito elevato, è entrato in vigore un meccanismo di tetto massimo alle detrazioni. Prima o seconda casa: l’aliquota è davvero diversa? Sì, ed è la prima grande novità da tenere a mente. Per le spese sostenute nel 2025, la detrazione base per i lavori edilizi è del 36%, con un tetto di spesa confermato a 96.000 euro. Tuttavia, se l’immobile oggetto dei lavori è la tua abitazione principale, la Manovra ha previsto un potenziamento che riporta l’aliquota al 50%. Questo significa che, in fase di compilazione del 730/2026, dovrai fare molta attenzione a indicare correttamente la categoria catastale dell’immobile e il tuo titolo di possesso (proprietà, usufrutto, ecc.). Un errore su questo punto potrebbe tradursi in un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate e nel recupero delle somme detratte in eccesso. Come funziona il nuovo tetto massimo per i redditi alti? Se il tuo reddito complessivo supera i 75.000 euro, dal 2026 non puoi più detrarre liberamente tutte le tue spese: entra in gioco il meccanismo introdotto dall’art. 16 ter del T.U.I.R., che fissa un limite massimo agli oneri detraibili calcolato incrociando reddito e composizione del nucleo familiare. Il funzionamento è il seguente: esiste un importo base da cui partire — 14.000 euro per chi guadagna tra 75.000 e 100.000 euro, e 8.000 euro per chi supera i 100.000 euro — che va poi moltiplicato per un coefficiente familiare legato al numero di figli a carico. Se non hai figli, il coefficiente è 0,50, il che porta il limite effettivo a 7.000 euro nella prima fascia e a soli 4.000 euro nella seconda. Avere figli a carico aumenta progressivamente il moltiplicatore: si passa a 0,70 con un figlio, a 0,85 con due figli, fino a 1,00 — ovvero il plafond pieno — per chi ha più di due figli o almeno un figlio con disabilità accertata. In pratica, le famiglie numerose sono quelle che riescono a sfruttare al massimo le detrazioni disponibili, mentre i contribuenti single con redditi elevati si trovano con un margine di detrazione molto ridotto. Una logica che trasforma i bonus casa da agevolazioni universali a benefici proporzionati alla situazione reddituale e familiare. Quali errori evitare nella compilazione del 730/2026? Il rischio più comune è quello di applicare l’aliquota sbagliata in base alla tipologia di immobile. Indicare il 50% su lavori eseguiti su una seconda casa, o trascurare il nuovo meccanismo del tetto massimo se il tuo reddito supera la soglia dei 75.000 euro, sono entrambi errori che possono portare a contestazioni fiscali. Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la corretta attribuzione delle spese: se i lavori hanno riguardato più immobili o sono stati ripartiti tra più contribuenti, è necessario che le quote siano indicate correttamente nel modello. Affidarsi a un professionista per la compilazione è sempre una buona idea, soprattutto quando le cifre in gioco sono significative. Sei alla ricerca di un professionista a cui affidare i lavori in casa? Non rischiare di perdere le detrazioni a cui hai diritto: chiedi un preventivo a un professionista della tua zona che possa guidarti sia nella pianificazione dei lavori sia nella gestione fiscale delle agevolazioni.
Come funziona il Bonus condizionatori 2026 prima e seconda casa? Quali sono i requisiti per accedere al Bonus condizionatori 2026? Bonus condizionatori 2026 senza ristrutturazione: le regole dell'Agenzia delle Entrate Quali condizionatori rientrano nel Bonus fiscale 2026? Come richiedere il Bonus condizionatori 2026? Stai pensando di installare o sostituire il tuo condizionatore? Tempismo perfetto! Per tutto il 2026 è stato prorogato il Bonus condizionatori 2026, che ti permette di risparmiare il 50% della spesa. Tuttavia, non tutte le soluzioni di climatizzazione rientrano nel bonus, e i tempi per agire sono limitati. In questa guida ti spiego esattamente come funziona il Bonus condizionatori 2026, quali sono i requisiti da soddisfare e come procedere passo dopo passo per non perdere questa agevolazione. Come funziona il Bonus condizionatori 2026 prima e seconda casa? Il Bonus condizionatori 2026 non prevede uno sconto immediato, come avviene ad esempio con il Bonus elettrodomestici, ma permette di portare in detrazione parte delle spese sostenute per acquistare e installare il condizionatore, distribuendo il rimborso in dieci quote annuali uguali. Innanzitutto, devi sapere che per accedere all’agevolazione hai a disposizione due strade differenti: il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus. Entrambi i meccanismi permettono la detrazione della spesa, ma con regole, requisiti tecnici e modalità di comunicazione leggermente diverse. La scelta tra l’uno e l’altro dipende dalla tua situazione specifica: se stai già realizzando una ristrutturazione più ampia, il Bonus ristrutturazione potrebbe essere la soluzione più immediata; se invece desideri semplicemente sostituire un vecchio impianto di climatizzazione, l’Ecobonus potrebbe garantirti una procedura più snella. La percentuale di detrazione cambia a seconda che tu installi il condizionatore nella tua abitazione principale (prima casa) oppure in una seconda casa. Per la prima casa, la detrazione è del 50%, mentre per le seconde abitazioni scende al 36%. Entrambe le percentuali si applicano su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro, limite questo che copre tutti gli interventi ammessi dal bonus nel loro insieme. Questo tetto è cumulativo: se hai già utilizzato parte di questo importo per altri interventi (ad esempio, cappotto termico o sostituzione infissi), dovrai tenerne conto quando valuterai quanto potrai detrarre per il condizionatore. La scadenza per sostenere le spese è il 31 dicembre 2026: significa che devi completare l’installazione entro quella data per poter beneficiare della detrazione relativa al 2026. Quali sono i requisiti per accedere al Bonus condizionatori 2026? A prescindere della tipologia di bonus scelto, bisogna rispettare dei requisiti ben definiti dall’Agenzia delle Entrate. Questi sono i principali: innanzitutto, l’immobile deve essere già accatastato al catasto urbano: ciò significa che non puoi accedere al bonus per edifici ancora in fase di costruzione o non ancora registrati nel sistema catastale nazionale. Un secondo requisito fondamentale riguarda il pagamento: la legge richiede che tu paghi il condizionatore e i lavori di installazione esclusivamente con metodi tracciabili. Questo significa che i bonifici bancari o postali sono ammessi, così come i pagamenti con carta di credito o di debito. Nel bonifico deve comparire chiaramente il tuo codice fiscale, quello della ditta installatrice e la causale del pagamento. Un terzo requisito è che il condizionatore abbia determinati standard energetici. Nello specifico, deve avere una classe energetica pari o superiore ad A+ e, se scegli l’Ecobonus (di cui parlerò più avanti), deve funzionare anche come sistema di riscaldamento invernale, vale a dire che deve essere una pompa di calore reversibile. Se opti per il Bonus ristrutturazione, invece, i requisiti tecnici sono leggermente meno stringenti, anche se comunque l’apparecchio deve garantire un miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile. Infine, è necessario conservare tutta la documentazione: fatture di acquisto, ricevute dei bonifici, schede tecniche del condizionatore e, se applicabile, la comunicazione ENEA. Bonus condizionatori 2026 senza ristrutturazione: le regole dell’Agenzia delle Entrate Abbiamo visto che per accedere al bonus hai due percorsi disponibili: il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus. Approfondiamo le differenze tra i due per aiutarti a capire qualche possa fare al caso tuo. Il Bonus ristrutturazione è rivolto a chi sta effettuando una manutenzione straordinaria, restauro conservativo o qualunque intervento di miglioramento della propria abitazione. Non devi necessariamente fare grandi lavori: anche il rifacimento dell’impianto elettrico, l’installazione di nuovi infissi, o il rinnovamento di una singola stanza rientra nella categoria. Se stai affrontando una ristrutturazione generale, aggiungere il condizionatore è la scelta più naturale. I vantaggi? I requisiti tecnici sono un po’ meno stringenti (non è obbligatorio che il condizionatore sia una pompa di calore reversibile), e non è necessario inviare la comunicazione all’ENEA, anche se rimane caldamente consigliata. Lo svantaggio è che devi comunque documentare che l’intervento rientra in una ristrutturazione più ampia. L’Ecobonus, invece, è pensato specificamente per chi desidera migliorare l’efficienza energetica dell’immobile senza ristrutturazioni parallele. È la scelta ideale se il tuo unico obiettivo è sostituire un vecchio condizionatore non efficiente con uno moderno. I requisiti sono più ristretti: il dispositivo deve essere una pompa di calore reversibile ad alta efficienza e devi comunicare l’intervento all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Come scegliere concretamente? Ecco alcuni esempi pratici. Se stai rifacendo il bagno e approfitti per mettere un nuovo condizionatore, il Bonus ristrutturazione è la soluzione più immediata. Se invece vivi in un’abitazione costruita negli anni ’70 e vuoi semplicemente sostituire il vecchio split ormai antiquato, l’Ecobonus è probabilmente la via più rapida, a patto che tu sia disposto a effettuare la comunicazione all’ENEA. Se il tuo immobile ha già beneficiato di alcuni interventi di efficientamento energetico negli ultimi anni, il Bonus ristrutturazione potrebbe ancora essere applicabile anche se non stai facendo lavori edili nel momento della sostituzione del condizionatore. Un dettaglio importante: non puoi cumulare i due bonus per lo stesso intervento. Una volta scelto il percorso, devi rimanere coerente in tutta la procedura, dalla documentazione alla comunicazione all’ENEA (se obbligatoria). Se durante la compilazione della dichiarazione dei redditi cambi idea, rischi di perdere il beneficio o di dover affrontare una contestazione dell’Agenzia delle Entrate. Quali condizionatori rientrano nel Bonus fiscale 2026? Non tutti i condizionatori possono usufruire dei bonus previsti nel 2026. L’Agenzia delle Entrate è molto precisa nel definire quali apparecchi possono beneficiare del bonus e quali no. Per il Bonus ristrutturazione, il condizionatore deve avere almeno classe energetica A+ e deve contribuire al miglioramento della prestazione energetica complessiva dell’immobile. La maggior parte dei condizionatori moderni rispetta questo standard, ma è sempre bene verificare prima dell’acquisto. Per l’Ecobonus, i requisiti sono più ristretti. L’apparecchio deve essere una pompa di calore (cioè reversibile, in grado di riscaldare e raffrescare), deve avere classe energetica A+ o superiore, e deve essere certificato come ad “alta efficienza” secondo i parametri previsti dalle normative tecniche. Se acquisti un condizionatore “semplice” che raffredda solo (non reversibile), non rientra nell’Ecobonus, ma potrebbe comunque rientrare nel Bonus ristrutturazione se stai effettuando lavori di ristrutturazione. Un aspetto importante da sottolineare: dal 2025 non sono più ammessi condizionatori e pompe di calore alimentati esclusivamente con combustibili fossili (ad esempio, caldaie a gas). Questo significa che se pensi di acquistare un condizionatore alimentato a gas, non potrai accedere a nessuna delle agevolazioni. Tra i dispositivi ammessi rientrano inoltre i deumidificatori, gli scaldacqua a pompa di calore e i sistemi ibridi che combinano diverse tecnologie. Se hai dubbi sulla compatibilità di un modello specifico, puoi rivolgerti a un tecnico qualificato o contattare il fornitore, che dovrebbe avere ben chiara la situazione normativa. Per approfondire: Come installare un condizionatore in casa: consigli, costi, normativa e bonus Come richiedere il Bonus condizionatori 2026? Vediamo come agire concretamente per accedere al bonus. Acquista il condizionatore presso un fornitore affidabile, assicurandoti che rispetti i requisiti energetici (classe A+ o superiore, preferibilmente pompa di calore). Chiedi la documentazione tecnica completa: ti servirà per attestare i requisiti. Il pagamento deve essere tracciabile: no contanti. Usa bonifico, carta di credito o di debito, indicando sempre il tuo codice fiscale, quello dell’installatore e una causale chiara nel bonifico. Affidati ad un professionista qualificato per l’installazione, che deve rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto. Se scegli l’Ecobonus, un tecnico abilitato dovrà anche certificare il miglioramento energetico con l’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Se hai scelto l’Ecobonus, comunica l’intervento all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori tramite il portale ENEA online. Per il Bonus ristrutturazione non è obbligatoria, ma è comunque consigliata. Nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, inserisci la spesa nel quadro dedicato alle detrazioni per ristrutturazioni (Modello 730 o Modello Redditi). La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali uguali. Conserva tutta la documentazione per almeno 5 anni: l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli anche dopo tempo, e avere i documenti è la tua migliore difesa. Non vuoi perdere questa opportunità per risparmiare fino al 50% sulla tua installazione? Il 31 dicembre 2026 è la scadenza definitiva, e le migliori ditte potrebbero avere i loro carnet già completi. Contatta subito un professionista qualificato per ricevere un preventivo gratuito e senza impegno, e verifica insieme a lui quale bonus è più vantaggioso per la tua situazione!