Creare un Marketplace da zero, mettere le esigenze del cliente al centro, essere veloci nel lancio di un prodotto, moltiplicare le recensioni grazie al rinforzo positivo. Questi e molti altri temi sono al centro della Product Heroes Conference, una due giorni (3-4 ottobre 2024) dedicata al ruolo del Product Manager e alla sua funzione centrale nello sviluppo del prodotto. Al centro della manifestazione c’è l’innovazione in tutte le sue forme, a partire dalla location, Superstudio Più, nel cuore pulsante di via Tortona, uno dei poli culturali più importanti di Milano, che da zona industriale e dimessa si è trasformata in moderno hub della creazione e dell’innovazione meneghina, dove passato, presente e futuro si intrecciano senza soluzione di continuità fino a fondersi in uno spazio unico. E in questa multi-location moderna e polifunzionale, un grande contenitore aperto alla città di Milano e alle grandi iniziative internazionali, due giornate vengono dedicate alla formazione guidata dai massimi esperti del settore, al confronto con altri professionisti di prodotto e a cogliere le opportunità che cambieranno il futuro delle aziende. Fra Talk, Keynote Speech e Workshop, l’atmosfera dell’evento è fervente, si respira il desiderio di cambiamento dei partecipanti, la voglia di fare qualcosa di nuovo, che si riveli ‘disruptive’ rispetto al passato. Ecco alcuni tra gli interventi più significativi. “Le nuove idee possono arrivare da chiunque”, ha spiegato Erica Grandi di Subito.it , che ha raccontato come in azienda venga incoraggiato l’intervento di tutti, durante momenti in cui ciascuno può dare le proprie soluzioni innovative. “L’innovazione è guidata dall’immaginazione”, ha sottolineato Giovanni Cugliari di Vedrai, che ha approfondito come porsi le giuste domande può guidare decisioni informate e influenzare positivamente le metriche di prodotto. L’innovazione, però, non basta: senza un’approfondita conoscenza del cliente e delle sue esigenze, lo sviluppo del prodotto non ha alcun senso. “Per questo” ha spiegato Alessandro Tezza di Fiscozen “intervistiamo regolarmente i nostri clienti, per conoscere le loro esigenze e quindi costruire al meglio la roadmap di prodotto”. Ci sono poi vari strumenti per capire l’opinione degli utenti dopo l’uscita del prodotto: la pensa così Alessandro Bruzzi di Shopfully, che ha spiegato l’importanza delle recensioni per avere un feedback da parte loro sui prodotti: “Le recensioni positive sono uno dei fattori chiave per il successo di un’app nel ranking degli store e per aumentare il tasso di conversione dei download”. Secondo Luca Dell’Orletta di Nestlè una strategia vincente deve essere ‘Product Driven’ e mettere quindi il prodotto al centro del processo di sviluppo. Racconta come nel 2019 ha definito la visione, la strategia, i framework, i KPI, gli strumenti e la formazione necessaria che hanno guidato il passaggio di Nestlé a un modello operativo Product Driven, mettendo in atto una delle trasformazioni più significative nell’industria dei prodotti di largo consumo. Il mantra di tutti gli interventi della Conferenza è “Cominciate a farlo”: non bisogna aspettare di avere un progetto perfetto per lanciare un prodotto sul mercato, ma è meglio che esca il prima possibile, i cambiamenti si possono fare strada facendo, mentre il processo è in atto. Proprio per questo, secondo Chiara Vivaldi e Lorenzo Piovani di BendingSpoons, non bisogna condannare i fallimenti che non solo sono normali durante il lancio di un prodotto, spesso sono addirittura fondamentali proprio per migliorarlo: “Diffidate dei product manager che dichiarano di non fallire quasi mai”. Italiaonline è partner dell’evento, sempre pronta a sostenere iniziative innovative e orientate al futuro e a promuovere il cambiamento e l’evoluzione digitale, a supportare le idee che possono fare la differenza e a contribuire a costruire un futuro migliore, innovando costantemente i suoi prodotti: Pagine Gialle, che fornisce le informazioni su negozi, aziende e attività commerciali; Pagine Gialle Shop, dove è possibile acquistare con pagamenti sicuri una vasta scelta di prodotti; Pagine Gialle Casa, dove è possibile richiedere un preventivo gratuito per lavori da svolgere in casa o in azienda, lasciando i propri contatti per essere richiamati, mentre i professionisti ricevono nuove opportunità di business commerciali.
Alcuni giochi da tavolo sono dei grandi classici e non passano mai di moda, o quasi: tombola napoletana, Scarabeo, Monopoli, il gioco dell’oca, Gioco, Pictionary… Di alcuni di questi, tra l’altro, esistono versioni aggiornate e moderne. In Pictionary Air, ad esempio, invece di disegnare con la matita su un foglio, una speciale penna permette di tracciare linee nell’aria. Anche il gioco dell’oca e Monopoli sono stati rivisitati migliaia di volte e oggi infatti ne esistono numerose varianti a tema. Sicuramente un gioco da tavolo può essere un bel regalo di Nataleper un adolescente: ecco cinque idee a cui ispirarsi. Escape room da tavolo per adolescenti Shutterstock Un gioco da tavolo per adolescenti sono certamente le cosiddette escape room da tavolo. Le escape room vere e proprie prevedono che i giocatori vengano chiusi in una stanza e debbano risolvere una serie di indizi e indovinelli per uscire entro un’ora. La versione da tavolo funziona in modo simile, anche se ovviamente ci si può giocare comodamente dal salotto di casa. Una volta aperta, la scatola del gioco presenta un caso da risolvere nel minore tempo possibile (in genere bisogna infatti cronometrare la durata della partita) e una serie di materiali utili all’indagine che i giocatori-investigatori potranno consultare nel corso del gioco. I partecipanti sono quindi guidati alla risoluzione di una serie di indizi concatenati: se non si risolve il primo, non è possibile procedere ulteriormente nel gioco, e così via. La partita può essere molto coinvolgente e stimolante, ma chiaramente vi si può giocare una volta sola: quando tutti gli indizi sono stati trovati e risolti, il caso è chiuso. È consigliabile quindi giocare alla escape room da tavolo quando si hanno alcune ore di tempo a disposizione: è sicuramente il gioco ideale per una game night, anche tra adolescenti! Giochi da tavolo per adolescenti: il gioco dei meme Shutterstock Chi si chiede quali giochi da tavolo regalare a un adolescente, deve sapere che ne esistono alcuni usciti in anni molto recenti che hanno a che fare con i meme, cioè con quelle immagini (tratte di solito da foto, film, serie tv o altro) che vengono condivise numerose volte online per veicolare un messaggio umoristico o una reazione emotiva di qualche tipo. Il gioco da tavolo dei meme più noto si chiama What Do You Meme? e, come altri giochi da tavolo simili, consiste in una serie di carte che ritraggono i meme più celebri e virali, con altrettante carte che riportano invece i più disparati messaggi, situazioni e dichiarazioni. Nel corso della partita bisogna abbinare le prime carte alle seconde cercando di ottenere l’effetto più esilarante possibile. Chi fa più ridere, guadagna punti. Gli adolescenti, massimi esperti di internet culture, apprezzeranno. Quali giochi da tavolo regalare a un adolescente I giochi di strategia sono un terzo tipo di gioco da tavolo per adolescenti (ma non solo: anche gli adulti li apprezzano moltissimo). Ne esistono diverse versioni, come L’impostore, Beccato, Lupus in Tabula, ecc. Sebbene tra una e l’altra possano esserci alcune differenze nelle regole e nello storytelling del gioco, il concetto di fondo non cambia. I giocatori sono di solito seduti intorno a un tavolo e, pescando le carte dal mazzo, scoprono il ruolo che avranno all’interno della partita. In base al tipo di gioco di strategia, qualcuno potrebbe ad esempio scoprire di essere l’investigatore, qualcuno l’assassino. Durante la partita bisogna poi riuscire a raggiungere il proprio scopo, in genere indicato appunto dalla carta che è stata pescata, ma allo stesso tempo ricorrere a strategie, inganni e bluff per non far sapere agli altri giocatori qual è davvero il proprio ruolo. L’assassino, insomma, dovrà fare di tutto per non farsi scoprire dall’investigatore, che però, per quanto ne sa, potrebbe essere uno qualunque degli altri giocatori! Questo tipo di giochi da tavolo possono risultare molto svelti e coinvolgenti, ma sono anche semplici da spiegare e da capire. Anche i giochi di carte sono perfetti giochi da tavolo per gli adolescenti, specialmente giochi di carte tipo Uno, che può essere dunque la quarta idea della nostra lista. Questo gioco è particolarmente divertente e coinvolgente, sebbene molto semplice da imparare. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, ma la sua popolarità tra i giovani e gli adulti è ancora oggi notevole, tanto che negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato alcune varianti. UNO Spin, ad esempio, è la variante di UNO che contiene l’innovativa Spin Card; in UNO Extreme! c’è uno smazzatore automatico a pile; in UNO Flip si possono usare entrambi i lati delle carte e in UNO Flash sono stati aggiunti il timer, pulsanti per passare il turno e nuove carte. Anche in UNO Flex sono state aggiunte nuove carte che, anche in questo caso, possono essere giocate da entrambi i lati. Chi cerca un gioco da tavolo per adolescenti che stimoli la fantasia e la creatività, invece, può optare per Dixit. In questo gioco ogni partecipante ha in mano alcune carte con illustrazioni suggestive e fantasiose. Il Narratore di turno sceglie una delle sue carte e propone una breve frase che la descriva – che non deve essere troppo esplicita ma, appunto, fare leva sui doppi sensi o sulla suggestione. Gli altri giocatori, dopo aver scelto e giocato una delle proprie carte che possa aderire alla descrizione proposta, devono individuare la carta del Narratore. Cerca su PagineGiallei negozi di giochi della tua zona e trova subito il gioco da tavolo perfetto per un adolescente.
Si sente parlare sempre più spesso di friggitrice ad aria e, una volta conosciute le sue caratteristiche, è molto facile capire il perché. A dispetto del nome, questo elettrodomestico funziona più come un piccolo forno che come una vera e propria friggitrice. Gli alimenti, che vanno inseriti nell’apposito ripiano o cassetto, vengono infatti cotti grazie a un getto di aria caldissima che circola all’interno dell’elettrodomestico, senza necessità di aggiungere grandi quantità di olio. Il risultato sono cibi croccanti, gustosi e anche salutari, che possono ricordare la consistenza della frittura ma che richiedono appunto molti meno grassi in fase di cottura. Stai valutando l’acquisto di una friggitrice ad aria? Ecco tutte le cose da sapere per scegliere il modello più adatto alle tue esigenze. Friggitrice ad aria: come sceglierla Shutterstock In commercio si trovano diversi modelli di friggitrice ad aria, che in inglese si chiamano airfryer, e non è scontato sapersi orientare nella scelta. Apparentemente, infatti, questi elettrodomestici potrebbero sembrare uguali o quasi, ma non è così. Una delle principali differenze tra un modello e l’altro è la capienza, che indicativamente va dai 2 ai 5 litri. Le friggitrici più piccole, da 2 litri, di solito contengono una quantità di cibo adatta a una o due persone. Le dimensioni sono contenute, dunque l’elettrodomestico può essere conservato comodamente sul ripiano della cucina, vicino ai fornelli. Le friggitrici ad aria più grandi, invece, oltre ad occupare più spazio possono cuocere nello stesso momento porzioni di cibo adatte a tre o quattro persone. Esistono anche modelli di friggitrici ad aria con capienze pensate per sei persone. Prima di scegliere la friggitrice ad aria, dunque, bisogna avere chiaro quale uso se ne farà. Se l’obiettivo è cucinare per tutta la famiglia, certamente bisognerà scegliere un modello con una capienza sufficientemente grande. Un altro elemento da considerare prima dell’acquisto è la potenza della friggitrice ad aria, così come la sua efficienza energetica. Di solito questo elettrodomestico consuma tra i 1500 e i 2000 watt. Più la potenza è elevata, più i tempi di cottura saranno brevi: ovviamente, però, i consumi saranno maggiori, così come i costi in bolletta. La buona notizia è che i modelli più recenti sul mercato sono di solito anche più efficienti dal punto di vista energetico, dunque sono meno energivori. Comprare la friggitrice ad aria: consigli utili Shutterstock Occhio anche ai materiali e alla provenienza della friggitrice ad aria. I modelli più economici e di bassa qualità potrebbero essere fatti interamente in plastica, dunque rischiano di rompersi più facilmente. È utile invece che alcuni elementi dell’elettrodomestico siano sufficientemente robusti, ad esempio in acciaio inossidabile. Un altro fattore da tenere a mente è la facilità di pulizia della friggitrice ad aria. Pulire regolarmente e accuratamente questo elettrodomestico non è un punto di secondaria importanza, perché consente di prolungare la sua durata. Al momento dell’acquisto è possibile controllare se il modello di friggitrice ad aria in questione ha il cestello removibile e lavabile in lavastoviglie, ad esempio: ciò renderà molto più semplice le operazioni di pulizia. In genere sulla confezione sono indicate anche altre informazioni utili su pulizia e manutenzione, così da farsi subito un’idea di quanto potrebbero essere complesse o meno queste operazioni. Comprare una friggitrice ad aria: quanto costa? Ovviamente anche il budget di spesa è un elemento che ha il suo peso nella scelta della friggitrice ad aria da comprare. I modelli di fascia bassa costano indicativamente dai 50 ai 70 euro, mentre i modelli più grandi o di qualità maggiore costano di solito intorno ai 100-150 euro, ma ne esistono anche versioni superaccessoriate che possono arrivare a costare diverse centinaia di euro. Il prezzo varia soprattutto in base alla qualità dell’elettrodomestico, alla capienza, all’efficienza energetica e alla marca. Con la friggitrice ad aria è possibile cucinare una grande varietà di cibi: dalle verdure alla carne, dal pesce agli snack. Tra le ricette da provare ci sono sicuramente le patatine fritte, le caldarroste e la cotoletta, ma la lista di alimenti da provare a cuocere in friggitrice ad aria è lunghissima e include anche calamari fritti, polpette, pop corn, frittata, pizza, funghi alla livornese, muffin, torte e brioches. La velocità di preparazione che tipicamente caratterizza la cottura in friggitrice ad aria, tra l’altro, rende questo elettrodomestico un prezioso alleato quando bisogna portare in tavola una cena dell’ultimo minuto: basta fare un salto al supermercato e poi lasciare fare il resto a questa fidata friggitrice. Sono soprattutto i modelli di friggitrice ad aria più accessoriati che, includendo numerosi e diversi programmi di cottura, rendono la gamma di preparazioni che è possibile realizzare facilmente e in breve tempo ancora più ampia. Dove comprare la friggitrice ad aria? Le friggitrici ad aria possono essere acquistate in tutti i negozi di elettrodomestici e anche nei negozi che vendono accessori per la casa. Si trovano anche in alcune catene di supermercati, tipicamente nell’area riservata agli elettrodomestici. La presenza di personale esperto e la possibilità di vedere diversi modelli a confronto sullo scaffale sono di grande aiuto nella scelta della giusta friggitrice ad aria da comprare. Pronto a valutare l’acquisto? Cerca su PagineGialle i centri commerciali della tua zona.
Spostarsi a Milano in bici è un’ottima idea, specialmente ora che la rete di piste ciclabili del capoluogo meneghino si sta gradualmente ampliando. Usare questo mezzo di trasporto permette da scoprire la città da un punto di vista diverso, riduce le emissioni inquinanti, consente di raggiungere il centro senza problemi (e senza rimanere imbottigliati nel traffico) e rende lo stile di vita più attivo, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e anche sul dimagrimento. Una possibilità è sicuramente comprare una propria bicicletta, magari usata e a buon prezzo. In alternativa è sempre possibile noleggiare una bici a Milano. Una scelta, quest’ultima, indicata soprattutto per chi non vive in città, per chi non prevede di usare spesso il mezzo a due ruote e anche per chi non ha la possibilità di custodirlo in un luogo chiuso e riparato, ad esempio un garage. Ma dove noleggiare una bici a Milano? Ecco gli indirizzi utili. Noleggio bici a Milano: dove andare Ci sono varie possibilità di noleggio bici a Milano. Una di queste è BikeMi, il bike sharing del Comune di Milano attivo ogni giorno dalle sei del mattino a mezzanotte e utilizzabile previo acquisto di un abbonamento. Le bici vanno prelevate e parcheggiate nelle apposite stazioni, che si trovano dislocate in tutto il capoluogo. Altre opzioni alternative sono invece più indicate per chi desidera noleggiare una bici una volta ogni tanto, non in modo continuativo, magari solo per andare a fare una particolare commissione, una gita domenicale lungo il Naviglio o una pedalata pomeridiana verso la più vicina pasticceria siciliana (un’ottima meta per la merenda!). In tal caso, un servizio di noleggio biciclette a Milano da tenere in considerazione è Smile And Bike, in via Franchino Gaffurio 5. Le biciclette disponibili per il noleggio sono un centinaio, distribuite in varie parti della città tra cui Stazione Centrale, Parco Sempione, Naviglio Martesana e Naviglio Sud. Il servizio è comodo e flessibile: il noleggio avviene accedendo al negozio virtuale, controllando quali e dove sono le biciclette disponibili per il noleggio e prenotando tramite il form online, via e-mail o anche al telefono. Sull’app dedicata sono disponibili diversi itinerari ciclabili a Milano e dintorni; inoltre, da Smile And Bike si organizzano anche tour cittadini sulle due ruote. Una volta noleggiata la bici, non resta che regolare l’altezza e pedalare senza fretta verso piazza Duomo, parco Sempione, corso Garibaldi o in uno dei tanti altri splendidi angoli della città. In via Monte Seveso 33 c’è invece A.W.S. Bici RENT BIKE. Questa agenzia, che si occupa a sua volta anche di organizzare tour sulle due ruote, offre il noleggio di city bikes, Mtb e biciclette da corsa. Il servizio è utilizzabile dai singoli e anche dai gruppi. È questo uno dei posti in cui andare, dunque, se si ha in programma un’escursione in bici particolare, ad esempio su percorsi fuoristrada e nella natura. In questo caso, però, è bene attrezzarsi con l’abbigliamento giusto per questo genere di uscita. Noleggiare bici a Milano: come fare Shutterstock In via Carducci 31 c’è RideMovi spa, la sede dell’azienda che gestisce il noleggio delle bici arancioni e nere che si trovano di frequente in giro per Milano e altre città europee. Per usufruire di questo noleggio non serve andare in sede: bisogna invece scaricare l’app, iscriversi e poi, quando se ne ha bisogno, cercare sulla mappa la bici a noleggio più vicina, che al termine dell’utilizzo può essere parcheggiata altrove. RideMovi offre anche il noleggio delle e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita: sono perfette per chi deve fare un lungo tragitto sulle due ruote, per chi ha fretta e anche per chi non ama faticare troppo. Un’alternativa da tenere a mente è in via Solari 40 e si chiama Biciclette Rossignoli Milano – Zanazzi. Si tratta di un’officina e di un negozio di bici ben fornito, che vende mezzi a due ruote per tutte le tasche e le esigenze (cargo bike incluse). Il negozio però propone anche, tra le altre cose, il servizio di noleggio biciclette per servizi fotografici, pubblicità, film, eventi, sfilate di moda e cataloghi di design. Questo negozio di norma offre anche un servizio di noleggio bici da città per turisti, che può avere durata giornaliera o settimanale: è bene però consultare preventivamente il sito, se interessati, perché il servizio per qualche tempo questo servizio è stato momentaneamente sospeso a causa della completa sostituzione del parco biciclette. Anche se viene usata solo a noleggio per poche ore o per pochi giorni, ci sono alcuni accessori che possono rivelarsi utili quando si va in bici a Milano. Ad esempio il GPS da bici: applicabile al manubrio, permette di orientarsi tra le vie cittadine in sicurezza e facilmente, senza bisogno di fermarsi costantemente per tirare fuori lo smartphone dalla tasca e consultare la mappa. Se invece si noleggia a Milano una bici da corsa o MTB con l’idea di fare un’escursione nei dintorni della città, allora sarà probabilmente necessario un portabici per la macchina. E non bisogna dimenticare l’abbigliamento: muoversi in bici regala tante sorprese ma, specialmente se fa freddo, richiede anche un buon equipaggiamento per ripararsi dal vento e dalle basse temperature. Per queste e molte altre esigenze, affidati a PagineGialle: oltre ai principali servizi di noleggio bici a Milano, puoi trovare facilmente anche i negozi che vendono biciclette e i negozi di articoli sportivi più vicini a te, in cui acquistare tutto l’occorrente per il ciclismo.
Trovare un meccanico a Roma non è difficile: sono tanti i professionisti che operano nel settore e che possono mettere la loro esperienza al servizio degli automobilisti. Tuttavia, la scelta potrebbe non essere semplice, soprattutto se ci si trova di fronte ad un improvviso guasto dell’automobile. Oltre a consigliare una costante manutenzione del mezzo, che riduce il rischio di danni irreparabili, ci sono diversi modi per individuare il meccanico giusto. Scopriamo come scegliere e a quale meccanico affidarsi se ci si trova a Roma. Come scegliere il meccanico, i segnali da monitorare Shutterstock Prima ancora di trovarsi di fronte ad un guasto dell’automobile sarebbe opportuno individuare il proprio meccanico di fiducia. Ciò consente di intervenire in maniera veloce e procedere al ripristino dell’auto e consente di sottoporre il mezzo a controlli frequenti per individuare campanelli d’allarme ed eseguire gli interventi di manutenzione necessaria per evitare danni al veicoli che potrebbero comportare delle spese e dello spreco di risorse importanti. Per individuare il meccanico di fiducia si potrebbe iniziare rivolgendosi alla propria concessionaria di riferimento, dove generalmente è presente del personale che si occupa di riparazioni o dove sono in grado di indirizzare verso autofficine competenti. Si può seguire il consiglio di amici e parenti o cercare dei contatti su Internet, basandosi anche sulle recensioni degli utenti, ma prima di affidarsi completamente ad un professionista è bene avviare un dialogo per comprendere se può essere la scelta giusta e valutare la presenza di eventuali specializzazioni e certificazioni. Ogni scambio deve essere sincero e basato sulla chiarezza assoluta. Prima di fornire l’autorizzazione ad avviare interventi, è bene sempre richiedere un preventivo per non avere brutte sorprese nel momento in cui occorre pagare per il lavoro eseguito. Analizzare più preventivi provenienti da meccanici diversi può essere un buon modo per scegliere quello che sembra essere più affidabile, competente, chiaro ed economico. Un’analisi va fatta anche dell’autofficina. Le strutture che possiedono tutta la strumentazione necessaria per affrontare ogni evenienza e che si avvalgono di ricambi originali e le autofficine autorizzate dalla casa madre sono consigliabili, poiché possono intervenire prontamente su ogni problema senza dover ricorrere a strutture esterne. La vicinanza alla propria abitazione può essere un parametro da valutare quando si sceglie un meccanico, così come la disponibilità ad offrire servizi accessori, come l’auto di cortesia, un mezzo messo a disposizione per coloro che devono lasciare il proprio in autofficina per le riparazioni. Meccanico a Roma, a chi rivolgersi Shutterstock Sono tante le autofficine dislocate sul territorio romano, alcune delle quali operano da molti anni con passione e preparazione. Le Officine Meccaniche Ar.Ma. di Roma, in Via del Fringuello 28, sono un centro di riparazioni dotato di attrezzature moderne e strumentazioni all’avanguardia. Lo staff è altamente competente e assicura efficienza e rapidità nelle riparazioni. Offre numerosi servizi sia per automobili che per mezzi industriali. Oltre all’assistenza meccanica, ci si può rivolgere alle Officine Meccaniche Ar.Ma per eseguire revisioni di auto, moto e altri veicoli di tutte le marche. Presso la Carrozzeria F.lli Bontempi, in Via Sant’Anna,75 a Castel Madama, Roma, si può ricevere un’assistenza di elevata qualità. La Carrozzeria, che è un vero e proprio punto di riferimento, opera a partire dal 1970 e si è rinnovata nel tempo per offrire servizi ineccepibili. L’offerta di servizi proposta è estremamente ampia. Oltre a garantire assistenza meccanica, consente di usufruire di un’auto sostitutiva gratuita per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’intervento. Nell’autofficina vengono effettuate diagnosi elettroniche con attrezzature e software frequentemente aggiornati ed è possibile il noleggio di auto per brevi o per lunghi periodi. La Carrozzeria F.lli Bontempi si occupa altresì della gestione di sinistri attraverso la consulenza in caso di incidenti, dell’installazione di pellicole oscuranti a tutela della privacy e della sicurezza degli automobilisti, della verniciatura nel pieno rispetto dell’ambiente, del rinnovo fari e del restauro delle auto d’epoca. L’Autofficina F.lli Pennesi S.n.c. si trova in Via di Benedetto Francesco, 44, a Roma, e offre una pluriennale esperienza nel settore. L’attività del Gruppo ha avuto inizio nel 1971 e si è evoluta con il tempo, rinnovandosi e offrendo un supporto sempre professionale agli automobilisti, diversificando l’attività e garantendo un numero maggiore di servizi. Effettua assistenza e riparazione meccanica di autovetture e di veicoli pesanti, come autobus e camion. Oltre ad essere un’officina meccanica, si occupa della diagnostica dell’autovetture e della riparazione della carrozzeria. In via della Pisana, 383, a Roma c’è P. Auto Service Officina e Carrozzeria in cui opera del personale specializzato e preparato. Con strumentazioni all’avanguardia, offre servizi di qualità come programmi di manutenzione, riparazione, servizi di carrozzeria, sostituzione degli accessori, interventi di verniciatura, riparazione dei cristalli e dei cerchi e tanto altro ancora. Cerchi un meccanico a Roma? Consulta PagineGialle e trova quello più vicino a te e più adatto alle tue esigenze.
Quando arriva il momento di acquistare un nuovo smartphone, è naturale interrogarsi su quali caratteristiche importanti non dovrebbero mancare. D’altronde, oggi la scelta è davvero vasta e il mercato è in costante evoluzione: per rendersene conto basta fare un giro nel reparto telefonia di qualunque negozio di elettronica. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi: sistema operativo, tipo di display, capacità di storage, memoria… Orientarsi nell’acquisto non è facile. Ecco allora le caratteristiche più importanti da tenere a mente per comprare un nuovo smartphone. Comprare un nuovo smartphone: le cose da sapere Shutterstock La premessa da ricordare è che non esiste uno smartphone migliore in assoluto: tutto dipende dalle esigenze dell’acquirente, dall’uso che se ne intende fare e dalle preferenze personali. A partire dall’estetica. Il design oggi spinge verso smartphone con bordi curvi e full screen, ma in commercio si trovano modelli esteticamente diversi: possono essere più o meno grandi, leggeri e maneggevoli e di differenti colori e forme (si parla, ad esempio, anche di smartphone pieghevoli). Una scelta importante riguarda poi il sistema operativo. I due principali e più noti sono iOS, il sistema operativo di Apple che funziona su tutti gli iPhone, e Google Android, che è presente praticamente su tutti gli smartphone non Apple come Huawei, Samsung, Xiaomi, Sony e Motorola. Dal sistema operativo dipendono le prestazioni e l’interfaccia del telefono, incluse l’usabilità delle sue funzioni e la grafica. Entrambi i sistemi operativi sono sicuri ed efficaci, ma con delle differenze. iOS gira in modo ottimale su tutti i modelli di iPhone, mentre Google Android potrebbe funzionare meglio o peggio in base al modello di smartphone scelto. Google Android è in sinergia con tutte le applicazioni di Google, mentre iOS consente di installare solo le app disponibili su Apple Store. Prima di comprare lo smartphone è importante informarsi anche sul processore: è quest’ultimo, infatti, che permette al telefono di svolgere più funzioni contemporaneamente e che di fatto ne determina le prestazioni più o meno elevate. Nelle specifiche è indicato come CPU, Central Processing Unit. In linea di massima, maggiore è la potenza del CPU, maggiori sono le prestazioni dello smartphone. Una notevole potenza di CPU è necessaria se si prevede di utilizzare lo smartphone per lavoro, ad esempio, o in generale se si pensa di installare molte app e di usarne diverse contemporaneamente. Quanta RAM serve per uno smartphone nuovo Shutterstock Oltre alla potenza della CPU, bisogna controllare la RAM: anche questo è infatti un parametro che influenza molto le prestazioni dello smartphone. La RAM (Random Access Memory) è la capacità della memoria di archiviazione: da essa dipendono la capacità di usare più app contemporaneamente e di immagazzinare dati, immagini, file e applicazioni. Una RAM elevata è necessaria sia per chi usa lo smartphone per determinati lavori sia per chi, come detto, prevede di utilizzare più app contemporaneamente o di immagazzinare molte immagini e file. In commercio si trovano ancora modelli base con 2 GB di RAM, mentre i modelli più recenti e moderni arrivano a 8 GB o 12 GB di RAM. Alcuni smartphone inoltre prevedono la possibilità di espandere questa memoria fino a più di cento GB grazie all’uso di una microSD. Comprare uno smartphone resistente: quale scegliere Se la priorità è comprare un nuovo smartphone che sia soprattutto resistente, allora bisogna orientarsi verso un rugged phone, cioè un cellulare di ultima generazione che sia quasi indistruttibile. Diversi modelli sono noti per essere abbastanza resistenti, ad esempio il Nokia XR20. Molti modelli di smartphone inoltre possiedono una certificazione IP seguita da due numeri: il primo indica la resistenza alle polveri e il secondo la resistenza ai liquidi (ma non all’acqua di mare!). Più il numero è alto, in entrambi i casi, più lo smartphone sarà resistente. Schermo e batteria: quali scegliere in un nuovo smartphone Se si prevede di usare lo smartphone anche o soprattutto per vedere video e immagini, per giocare ai videogiochi o per lavori che hanno a che fare con la grafica, allora la risoluzione del display sarà certamente un parametro importante da considerare. A tal proposito bisogna controllare, oltre alla tipologia di schermo, anche i valori di risoluzione e di densità di pixel per pollice. Più questi due parametri sono elevati, più l’immagine sullo schermo dello smartphone sarà nitida e di alta qualità. Anche la grandezza del display renderà più o meno fruibile un’immagine o un video, ma in questo caso tutto dipende dalle preferenze e dalle esigenze dell’utente: c’è chi, pur cercando immagini nitide e di alta qualità, preferisce comunque un display più piccolo (e quindi uno smartphone più leggero e maneggevole). Importante è anche la GPU, cioè l’unità di elaborazione grafica contenuta nel processore: se è elevata, l’esperienza grafica e la qualità multimediale saranno maggiori. Da considerare è anche l’autonomia della batteria, cioè quanto a lungo lo smartphone può funzionare senza che sia necessario metterlo di nuovo sotto carica. Se si usa il telefono soprattutto per fare telefonate, navigare su internet e sui social e mandare messaggi, non servirà una grande autonomia. Al contrario, la potenza della batteria degli smartphone (indicata in mAh: più il numero è elevato, più a lungo durerà la batteria) dovrà essere molto maggiore se si prevede di usare lo smartphone per lavorare, giocare, fare fotografie, guardare video, eccetera. I modelli sul mercato con meno autonomia della batteria prevedono circa 2700 mAh, mentre altri smartphone arrivano anche a 4000 o 5000 mAh. Mal che vada, si può sempre valutare l’acquisto di un power bank portatile da tenere nella borsa o nello zaino: è un accessorio indispensabile per lo smartphone, così come la cover protettiva. Cerca su PagineGiallei negozi di elettronica della tua zona in cui comprare un nuovo smartphone.
È importante allenare il core, soprattutto perché rafforza una parte del corpo che consente un miglioramento notevole della stabilità della colonna vertebrale. Ma non è l’unico vantaggio, oltre che per la salute, questa tipologia di allenamento permette di migliorare anche la propria forma fisica, snellendo la zona dell’addome. Vediamo insieme quali sono i benefici che porta l’allenamento per rafforzare il core e anche i motivi per cui è semplice e fattibile sia per i dilettanti che per i professionisti. Allenamento per rafforzare il core, di cosa si tratta? Il significato di core è nucleo o centro. Ecco perché questa tipologia di allenamento prende questo nome, gli esercizi si concentrano sulla parte centrale del corpo, sui muscoli che si trovano tra il diaframma e le anche, quindi nel dettaglio parliamo dei flessori ed estensori dell’anca, della parte basse della schiena e dei muscoli retto e obliqui addominali. L’allenamento del core permette di rafforzare tutta la parte centrale del corpo. Rispetto al classico allenamento della forza, in cui alleniamo i muscoli solitamente in maniera isolata, nel core training si fanno invece dei movimenti funzionali che vanno a sollecitare nello stesso momento differenti muscoli. Ma qual è il vero valore di questo tipo di allenamento concentrato sulla parte centrale del nostro corpo? Innanzitutto andiamo a rafforzare il punto che collega la parte superiore alla parte inferiore del corpo, per gli atleti professionisti questa tipologia di training è ottimo perché permette di allenare nella stessa sessione tutti questi muscoli insieme e quindi di andare a migliorare la trasmissione della forza attraverso l’intera catena muscolare. Ma vediamo quali sono i vantaggi di avere un core allenato per chiunque decida di sperimentare questa tipologia di allenamento: miglioramento della coordinazione e della stabilità del corpo; riduzione del rischio di infortuni e di eventuali dolori alla schiena; miglioramento in ogni movimento quotidiano e nella postura. Quali sono i 7 migliori esercizi per il core training Per fare un workout concentrato sul core, c’è bisogno esclusivamente del peso del proprio corpo. Per chi vuole e preferisce utilizzare pesi e piccoli attrezzi, allora è possibile apportare alcune modifiche all’allenamento. Di seguito vediamo i 7 principali esercizi da fare per allenare il core e avere addominali scolpiti: plank con rotazione del bacino, in posizione di plank, muovi i fianchi lateralmente in modo lento e controllato. Alleni tutti i muscoli del tronco con un livello di difficoltà basso e aiuta a snellire i fianchi; hip thrust, anche questo è facile, con la pancia rivolta verso l’alto, poggia mani e piedi a terra, alza il sedere contraendo i glutei e formando quindi un angolo retto con le gambe. Questo esercizio allena glutei e tutti i muscoli del tronco; russian twist, allena la parete addominale, in maniera preponderante gli obliqui. Siediti a terra, con i piedi poggiati al suolo, inclina la schiena all’indietro e procedi con una rotazione del busto verso un lato, tornando alla posizione iniziale e ripetendo sull’altro lato; affondi in camminata, dalla posizione eretta, procedi con passi molto lunghi e piegando la gamba davanti. Serve ad allenare tutti i muscoli delle gambe e la stabilità del core; goblet squat, esercizio semplice ma efficace. Posiziona i piedi circa all’altezza delle spalle, le punte appena verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, glutei e addome contratti. Tieni un kettlebell con due mani, piega le gambe e scendi tenendo la schiena in posizione neutra, risali spingendo verso l’esterno le ginocchia, salendo senza portarle avanti; plank laterale con sollevamento del bacino, devi sdraiarti sul lato poggiandoti sul gomito e sul lato esterno del piede, spingere il bacino verso l’alto in modo da formare una linea retta fra caviglie, bacino e spalle e ridiscendere; iperestensioni inverse, la posizione di partenza è sdraiato in posizione prona, l’esecuzione consiste nel sollevare le gambe e le braccia, testa rivolta verso il pavimento.
Le videoconferenze e le videochiamate sono diventate ormai parte della nostra vita e, tra una connessione traballante e l’altra (ecco perché è importante scegliere il migliore ADSL), hanno cambiato alcune abitudini. Per riuscire ad avere un audio sempre perfetto, senza echi o riverberi, può essere utile inserire dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a isolare acusticamente l’ambiente, lo arredano anche. Pannelli acustici decorativi: cosa sono Vediamo più da vicino cosa sono questi pannelli decorativi fonoassorbenti e perché possono essere una scelta intelligente ed economica. L’isolamento acustico è importante per il benessere abitativo, sia quando si tratta di evitare che il rumore entri in casa dall’esterno (in questo caso sono di aiuto anche un bel paio di cuffie), sia quando non si vuole che esca. Oltre ai classici controsoffitti, rivestimenti in cartongesso o infissi, è possibile anche installare dei pannelli fonoassorbenti. Oggi sono presenti sul mercato dei pannelli fonoassorbenti decorativi che, oltre a migliore la qualità dell’ascolto e il comfort acustico, arredano in modo originale e creativo. Questi pannelli sono realizzati con materiali che assorbono parte dell’onda sonora e la trasformano in energia, attutendo l’effetto rimbombo, tipico soprattutto degli spazi ampi. Bisogna distinguere tra pannelli fonoassorbenti e pannelli fonoisolanti decorativi: i primi assorbono il suono, mentre i secondi lo riflettono e lo fanno tornare indietro come una barriera. Per venire incontro alle nuove esigenze abitative, che coniugano estetica e funzionalità, oggi vengono realizzati anche dei quadri fonoassorbenti decorativi, per rivestire le pareti con fantasia e creatività. I quadri acustici fonoassorbenti sono la soluzione ideale per chi cerca un elemento che contenga il riverbero ma che allo stesso tempo sia un accessorio di interior design. Pannelli fonoassorbenti decorativi: i materiali Generalmente, i pannelli fonoassorbenti decorativi sono realizzati con materiali ecosostenibili: legno, sughero, fibre vegetali, lana di vetro, tessuti. Anche per le decorazioni, molte aziende si affidano a colori con pigmenti naturali. Esistono anche pannelli realizzati con la combinazione di materiali diversi, come il legno e il cemento. A seconda del materiale, i pannelli sono in grado di assorbire frequenze che vanno da 250 a 2.000 Hz. Alcuni tipi di pannelli fonoassorbenti hanno le sembianze di una carta da parati, con l’intento di proteggere acusticamente anche ambienti molto frequentati dal pubblico. I migliori pannelli acustici decorativi Sono tante le aziende che oggi producono pannelli fonoassorbenti decorativi e riuscire a districarsi tra i tanti disponibili è spesso questione di gusti e di singole esigenze. Ecco i migliori. Ecophon Akusto One SQ di Saint-Gobain è un pannello in lana di vetro ad alta densità ed è disponibile anche con superficie verniciata. Soundwave Ennis di Offecct è invece un pannello fonoassorbente in poliestere riciclato, disponibile in tanti pattern differenti. Triline Wall di Abstract è un pannello in tessuto composto da più moduli, da comporre a proprio piacimento. Rockfon Eclipse Wall è in lana di roccia senza cornice ed è disponibile in una grande varietà di forme geometriche, per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Se si preferisce qualcosa di ignifugo ci sono i pannelli in fibra di cellulosa Baux Acoustic Pulp, ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili. Per concludere, merita di essere segnalato anche Eggboard di Artemide, un pannello acustico a parete in tessuto con illuminazione integrata proprio come un accessorio tech.
Le gambe rappresentano una delle parti più importanti del corpo femminile e i polpacci sono un punto estremamente delicato. Il sogno di ogni donna è quello di avere delle gambe toniche e dei polpacci snelli, per sentirsi sempre in forma. Per assottigliarli, è possibile fare degli esercizi per polpacci a corpo libero, che vanno sempre abbinati a un regime alimentare adeguato. Esercizi polpacci donne: quali sono i migliori In realtà, per snellire i polpacci non basta fare sport, bisogna fare lo sport giusto. Infatti non tutti gli sport e gli esercizi aiutano ad assottigliare le gambe e i polpacci, anzi, alcuni creano proprio l’effetto opposto. Se hai il problema dei polpacci grossi o non vuoi ingrossarli devi evitare attività come la corsa veloce, il salto della corda e tutti quegli sport o esercizi che richiedono salti e saltelli. Anche la bicicletta non è molto indicata, perché il movimento della pedalata tende a far sviluppare il polpaccio. Per non far aumentare il volume dei muscoli è fondamentale non utilizzare grandi carichi e non fare sforzi troppo intensi. Tra gli esercizi per avere dei polpacci snelli ci sono tutti quelli allungano il muscolo, il pilates, infatti, è una disciplina che aiuta molto ad assottigliare le gambe, i polpacci e in generale tutto il corpo. 1. Stretching Per cominciare la serie di esercizi per i polpacci da fare in casa, possiamo effettuare delle sessioni di stretching. In piedi, appoggia le mani a una parete di fronte e porta una gamba distesa dietro, tenendo il tallone ben saldo al pavimento. Piega l’altra gamba e spingi tutte e due le mani contro la parete, finché non avverti una sensazione di stiramento del polpaccio. Cerca di mantenere la posizione per almeno 30 secondi e poi cambia gamba. 2. Affondi Continuiamo con gli esercizi per polpacci senza attrezzi con gli affondi, fondamentali anche per i glutei. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, porta avanti la gamba destra formando un angolo retto. Contemporaneamente, scendi con la sinistra fino quasi a toccare con il ginocchio il pavimento. Torna nella posizione iniziale e ripeti con l’altra gamba. Ottimi anche per tonificare gambe e glutei. 3. Salita sulla mezza punta Tra gli esercizi per snellire i polpacci c’è anche quello della salita sulla mezza punta, che è davvero semplice ma, se eseguito con costanza, può dare degli ottimi risultati, soprattutto in termini di tonicità. In piedi, con le gambe ben tese, solleva i talloni da terra e cerca di rimanere in questa posizione qualche secondo. Torna nella posizione iniziale e ripeti per almeno 2 minuti. 4. Sul gradino Metti la punta del piede su un gradino e spingi il tallone verso il basso, per stendere il più possibile il muscolo del polpaccio. Cerca di resistere per qualche secondo e ripeti più volte, alternando le gambe. 5. Esercizi polpacci con l’elastico Tra gli esercizi per polpacci donne abbiamo inserito anche uno da fare a casa con un attrezzo. Più precisamente, l’elastico-fitness, che molti usano già per i propri workout casalinghi. Siediti tenendo la schiena dritta e le gambe tese e posiziona l’elastico sotto la pianta del piede a martello. Tenendo l’elastico con entrambe le mani, tira la punta del piede verso di te senza piegare la gamba. Mantieni questa posizione per qualche secondo e poi ripeti anche con l’altra gamba. Questo esercizio è utilizzato anche nel G.A.G.
Il basket, o pallacanestro, è uno degli sport più amati e praticati del mondo. Ha radici lontane e nel corso della storia ha conquistato sempre più appassionati che ogni giorno si allenano e si sfidano alla ricerca del tiro da basket perfetto. Per riuscire a fare un tiro libero da vero campione, che riesca a stupire gli avversari e il proprio pubblico è richiesto impegno, costanza ed esercizi mirati per poter migliorare rapidamente. Scopriamo quali tipi di tiri esistono nel basket e quali sono i segreti del tiro perfetto. Basket, uno sport che appassiona grandi e bambini Shutterstock Il basket è uno sport di squadra che è nato negli Stato Uniti d’America nel 1891. Fu inventato da un professore di educazione fisica canadese, James Naismith, che lo propose in un college per tenere allenati i giocatori di football durante il periodo invernali come alternativa ai classici esercizi di ginnastica. Le prime regole fisse dello sport iniziarono ad essere stabilite solo qualche anno dopo e la disciplina iniziò a diffondersi all’interno dei college degli Stati Uniti. Nel 1936 il basket entrò a far parte degli sport che facevano parte del programma olimpico per le Olimpiadi di Berlino e dieci anni dopo nacque la National Basketball Association (NBA). In Italia il basket, noto prima come palla al cesto e poi come pallacanestro, arrivò solo intorno al 1920. La Federazione Internazionale Pallacanestro nacque nel 1932 e da quel momento lo sport iniziò a diffondersi anche in Europa. Una partita di basket coinvolge due squadre, composte da cinque giocatori e cinque riservisti, che si sfidano in un campo che misura 28 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alle estremità sono presenti dei canestri con un diametro di 45 cm. L’obiettivo è fare canestro nell’area avversaria. A seconda del modo in cui il canestro viene eseguito può valere 1, 2 o 3 punti. Un buon tiro è essenziale per fare canestro. I tipi di tiro nel basket Nel basket esistono diversi tipi di tiro, tutti da conoscere e da allenare per poter essere il più precisi possibili e per poter avere più possibilità di battere l’avversario. Tra quelli più diffusi c’è il tiro da fermo, che viene insegnato a chi si approccia per le prime volte a questa disciplina. Si deve riuscire a fare canestro senza essere in movimento; pertanto, è bene avere una buona forza nelle braccia e riuscire a fare il giusto movimento. Il tiro in corsa è quello a cui si può assistere di più durante le sfide di basket. Generalmente viene eseguito dagli atleti che, dopo la ripresa del gioco, hanno sufficiente spazio e tempo per poter attaccare da solo l’avversario e tentare il canestro. Vi è, poi, il tiro in estensione, tipico dei giocatori più esperti e che richiede una tecnica molto elevata. L’atleta si solleva con entrambe le gambe da terra e cerca di far passare la palla nel canestro. Richiede una grande forza nelle gambe. I tiri liberi, durante una partita di basket, sono l’opportunità perfetta per poter sancire la vittoria della squadra. Non ci sono regole per eseguirli: si può far rimbalzare la palla alcune volte, si possono allineare i piedi o poggiare il peso solo su una gamba. Ogni giocatore sviluppa la tecnica che preferisce e che trova più efficace. Come migliorare il tiro nel basket Shutterstock Per migliorare il proprio tiro occorre fare degli allenamenti mirati. Il tiro da fermo richiede forza nelle braccia e una buona estensione del braccio con il quale si tira. Da fermi, con gambe leggermente divaricate si può lanciare la palla verso l’alto. È bene mantenere la posizione del braccio esteso verso l’altro per alcuni secondi. Un buon allenamento è quello che richiede al ginnasta di divaricare le gambe e piegarle leggermente e abbassarsi in avanti per raccogliere il pallone per poi tirarlo a canestro. L’azione deve essere ripetuta in rapidità. Per aumentare la precisione, si possono fare tiri in elevazione a canestro dopo tre palleggi o, ponendosi con le spalle al canestro, fare tiri cercando di centrare il canestro per poter migliorare il proprio equilibrio. Eseguire dei salti sul posto prima di tirare aumenta la resistenza e la potenza delle gambe. Si possono fare esercizi a coppie per poter rafforzare la complicità tra gli atleti e favorì una maggiore collaborazione durante le partite. Il basket è un gioco di squadra che richiede un forte senso di fiducia tra tutti i membri del team. I tiri liberi sono molto importanti e possono determinare l’andamento di una partita. Se si è chiamati ad eseguirli si può avvertire molta pressione. È opportuno rilassarsi, abbassare le spalle, respirare e contare sulla potenza delle proprie gambe. La concentrazione è essenziale per riuscire a fare canestro, per essere precisi e per mantenere l’equilibrio. La frequenza di allenamento, per poter diventare un ottimo atleta, è determinante. Occorre fare pratica almeno tre volte alla settimana, in base alle competizioni in programma e alla loro importanza. Più ci si allena, più ci si sentirà sicuri di se stessi, più sarà probabile l’esecuzione di un tiro perfetto. Per potersi allenare correttamente è opportuno avere il giusto abbigliamento e la giusta attrezzatura. Puoi trovare tutto ciò che ti occorre nei negozi di articoli sportivi: cerca su PagineGialle quello più vicino a te.
La palla da basket è un accessorio immancabile per tutti gli appassionati di pallacanestro che vogliono continuare ad allenarsi e a divertirsi sotto al canestro anche a casa, al campetto o al parco. E potrebbe anche diventare una bella idea per un regalodi Natale per gli amici sportivi, magari in abbinamento a un buon paio di scarpe da basket! Scegliere la giusta palla da basket però non è scontato: come deve essere fatta quella “ufficiale”? E quali sono il peso e le misure ideali per ciascuna fascia di età? C’è differenza tra un pallone da basket da interno e uno da esterno? Qui trovi le risposte a queste e ad altre domande. Peso e misure della palla da basket Shutterstock Iniziamo col dire che i primi palloni da basket erano fatti con una semplice camera d’aria ricoperta con porzioni di pelle legate insieme. Già a partire dagli anni Novanta però i materiali sintetici, più resistenti ed economici, hanno iniziato a sostituire la pelle e da pochi anni anche i palloni da competizione ufficiali della NBA sono fatti in questo modo. Nel momento in cui devi scegliere una palla da basket, quindi, devi tenere presente prima di tutto l’uso che intendi farne. I palloni usati nelle competizioni ufficiali, infatti, devono rispettare determinati standard che in Italia sono definiti dalla FIP, ovvero la Federazione Italiana Pallacanestro. Secondo la FIP, il pallone da basket deve essere arancione e diviso in otto spicchi separati da sottili scanalature. La superficie deve essere ruvida e i materiali consentiti sono cuoio, gomma o materiali sintetici. La grandezza e il peso variano in base all’età e al sesso. Nelle competizioni degli uomini adulti la circonferenza della palla da basket è compresa tra 74,9 e 78 cm e il diametro tra 23,8 e 24,8 cm, per un peso compreso tra 567 e 650 g; mentre per le donne la circonferenza va da 72,4 a 73,7 cm e il diametro da 23 a 23,5 cm, per un peso compreso tra 510 e 567 g. La FIP pone delle regole anche per quanto riguarda la pressione del pallone da basket, che deve essere tale da fare in modo di generare un rimbalzo a un’altezza compresa tra 1,2 e 1,4 metri quando la palla viene lasciata cadere sul campo da gioco da 1,8 m di altezza. Palla da basket taglia 5: quando si usa? Se la palla da basket non deve essere usata in una competizione ufficiale, ovviamente può essere scelta con maggiore libertà. Ad esempio, in commercio, oltre ai classici modelli arancioni, ce ne sono anche di altri colori: neri, blu, bicolor… È però utile scegliere la palla da basket pensando all’età di chi dovrà usarla: anche i palloni da basket che si usano per giocare senza troppe pretese hanno infatti taglie diverse. La palla da basket taglia 1 è indicata per i bambini e le bambine da 2 a 4 anni: ha un peso ridotto e in genere è realizzata con materiali meno rigidi. La taglia 3 è pensata per la fascia 4-6 anni: anche in questo caso il peso è adeguato alla fisicità dei bambini e delle bambine di questa età, che possono trovare nel basket un ottimo sport per divertirsi in modo sano. Si passa poi alla palla da basket taglia 5, che è di solito consigliata alle bambine e ai bambini da 7 a 13 anni, ma potrebbe anche essere usata dai 4-5 anni in su. Questo tipo di pallone da basket è generalmente più leggero rispetto a quelli per adulti ed è adatto a essere usato sia outdoor sia indoor. Le ragazze dai 14 anni in su e le donne adulte usano invece i palloni da basket taglia 6. Per i ragazzi dai 14 anni in su e gli uomini adulti c’è invece la palla da basket taglia 7, la più grande. Sia i palloni taglia 6 sia i palloni taglia 7 sono usati tendenzialmente dai giocatori e dalle giocatrici più esperte, dunque sono disponibili in diverse varianti. Esistono palle da basket pensate esclusivamente per l’uso outdoor e altre indicate per l’indoor, ma anche palloni omologati per specifiche federazioni oppure indicati per particolari modalità di gioco (ad esempio 3×3). A cambiare possono essere anche la resistenza, la leggerezza e la sensazione al tatto. Come scegliere la palla da basket Shutterstock Riassumendo, quando devi scegliere una palla da basket devi sapere prima di tutto se verrà usata in una competizione ufficiale e in secondo luogo il sesso e l’età di chi andrà a giocarci, così da selezionare la taglia giusta (e di conseguenza anche la grandezza e il peso ideali). Ma non solo. Ci sono anche altre caratteristiche che è utile tenere a mente quando scegli il pallone da basket. I palloni in gomma sono di solito molto resistenti e durevoli, così come quelli fatti con materiali plastici tecnici: sono quindi un’opzione preferibile per giocare a basket in strada, al parco o all’aperto, dove è facile trovare superfici abrasive (sassolini, asfalto…). I palloni in cuoio o in materiali sintetici sono invece una buona scelta per chi gioca sul parquet o al chiuso. Quanto costa un pallone da basket Il costo di un pallone da basket è estremamente variabile e può andare dai 5 agli oltre 200 euro: dipende dalla grandezza, dal peso, dalla marca, da quanto il materiale è di qualità e resistente e dalle altre caratteristiche tecniche della palla. I palloni per principianti costano tendenzialmente meno, mentre quelli per giocatori esperti hanno costi più elevati (ma ovviamente garantiscono performance migliori). Cerca su PagineGialle i negozi di articoli sportivi della tua zona e compra la migliore palla da basket adatta alle tue esigenze, ma anche tutto il necessario per la tua prossima sessione di gioco sotto il canestro (a partire da un buon borsone per la palestra).
L’albero di Natale è una decorazione simbolo del periodo natalizio, che viene allestito dalle famiglia e abbellito con fiocchi, palline, luci, pendagli. La sua realizzazione rappresenta un momento da vivere tra i propri cari, in allegria, e diverte grandi e piccini. Alla sua base o nelle sue vicinanze viene collocato il presepe o i regali. L’albero utilizzato come base è generalmente un abete o un pino, che può essere sia artificiale, in plastica o materiale sintetico, sia reale. Gli alberi di Natale, le luci e le decorazioni si trovano facilmente in commercio a Roma, sia in negozi, che in vivai che si occupano della vendita di piante e di fiori. Dimensione e tipologia vanno scelti in base allo spazio a propria disposizione e alla possibilità di prendersi cura dell’albero anche durante il resto dell’anno. Scopriamo dove comprare l’albero di Natale a Roma, quale acquistare e come decorarlo. Albero di Natale, artificiale o naturale: quale scegliere? Shutterstock Quando si acquista il primo albero di Natale, la prima scelta da compiere è quella tra un albero vero o uno artificiale. Entrambe le soluzioni hanno con sé dei vantaggi e degli svantaggi e un importante riflessione deve essere fatta sulla sostenibilità della propria decisione. Un albero vero è, senza ombra di dubbio, meno inquinante, poiché non vengono utilizzati materiali sintetici per la sua realizzazione. Sono da preferire abeti o pini, presenti in abbondanza in natura, che offriranno anche un aspetto più realistico alle decorazioni. Gli alberi veri sono estremamente resistenti e possono essere utilizzati per molti anni. L’importante è prendersene cura nel modo giusto durante tutto il resto dell’anno, lasciandoli all’aperto e annaffiandoli al bisogno. Chi ha spazio in giardino, può decidere di ripiantarlo e donargli nuova vita. Pini e abeti sono perfetti per essere decorati, riescono a tenere il peso delle decorazioni e delle lucine e non si rovinano se posizionati in casa per le settimane di festa. Tuttavia, possono sporcare maggiormente, poiché tendono a perdere aghi, corteccia e altri elementi. Gli alberi artificiali sono la scelta giusta per chi non possiede spazi all’aperto e non può prendersi cura di un albero reale. È sempre bene sceglierne uno resistente e di buona qualità, che possa essere riutilizzato per più anni possibili. Se si vuole un albero che riproduca fedelmente un albero reale si deve optare per un prodotto in polietilene, con rami e aghi tridimensionali e folti. Albero di Natale, dimensioni e decorazioni Gli alberi grandi sono molto scenografici, ma non tutti possono optare per questa soluzione. Quando si sceglie un albero occorre tener conto degli spazi e assicurarsi che non ostruisca i passaggi e che, sia in larghezza che in altezza, ci sia spazio sufficiente. Nei negozi e nei vivai se ne trovano di ogni grandezza: alti e molto folti, alti e affusolati, di media altezza o piccoli, da collocare sopra mobili e credenze. Per decorare l’albero di Natale servono delle luci, che possono essere fredde, calde e multicolor. Attenzione al filo: il colore deve essere il più simile possibile a quello dell’albero. Ad esempio, se l’albero è bianco, sono da evitare i fili verdi. La lunghezza e il numero delle luci devono essere proporzionati alla grandezza dell’albero. Le decorazioni devono essere sufficienti per riempire tutta la superfice. I colori degli addobbi dipendono dal proprio gusto personale e dalla propria creatività. Dove comprare l’albero di Natale a Roma Shutterstock Se si desidera acquistare un albero vero, a Roma sono presenti numerosi vivai a cui rivolgersi. In Via della Maglianella, 51 è presente Vivaio Roma Garden, aperto tutti i giorni i giorni della settimana. Vi si può trovare il consiglio di esperti per la progettazione dei propri spazi verdi, sia in casa che all’esterno. Nel periodo che precede il Natale si possono trovare alberi di Natale veri, di differente tipologia. Quelli in vendita nel vivaio vengono tutti prodotti in Italia, da coltivazioni controllate e certificate, in modo da ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente. In catalogo sono spesso presenti abeti, abeti argentati e Picea. Oltre agli alberi, è possibile acquistare corone e centro tavola realizzai con rami veri di abete, scatole di muschio per il presepe e tanto altro ancora. Poco fuori Roma, precisamente a Pomezia (RM) in Viale Danimarca, 80, c’è il Vivaio Crescenzo, che opera sul territorio e nel settore dal 1976. Propone una vasta scelta di piante e fiori, con una particolare specializzazione su semi e piante di peperoncini, e accessori come irrigatori, vasi, attrezzi e tanto altro. Nel periodo che precede il Natale vi si trovano facilmente alberi di dimensioni e tipologie differenti, come abeti e agrifogli. Gli alberi di Natale artificiali sono reperibili in qualsiasi centro commerciale e negozio di decorazioni. Se vuoi acquistare un albero di Natale vero, recati presso i vivai di piante e fiori. Puoi trovare quelli più riforniti e vicini a te consultando PagineGialle.
Caffè Vero Bar Dolce e Salato si trova a San Biagio di Callalta, cittadina della provincia di Treviso. Qui il locale fondato da Veronica Busato nel 2019 si impegna al fine di studiare una proposta completa, capace di soddisfare le necessità di quanti desiderano pranzare al volo durante una giornata impegnata, così come delle persone che vogliono prendersi il loro tempo per fare aperitivo assieme ad amici e familiari. Un bar moderno con linea di specialità vegane e possibilità di organizzare rinfreschi Gli arredi raffinati del locale creano la cornice perfetta per uno spuntino pomeridiano o una pausa caffè. Il reparto di caffetteria si dedica alla preparazione non solo di tazze di espresso secondo i dettami della migliore tradizione, bensì anche di cappuccini e altre bevande calde creative. La struttura è attrezzata per rispondere alle necessità di quanti vogliono organizzare rinfreschi, con le formule del coffee break e dell’apericena, soprattutto in ambito professionale, dando la possibilità ai clienti di scegliere se farlo direttamente presso Caffè Vero Bar Dolce e Salato o richiedendo il catering per asporto. Dimostrando di avere un approccio innovativo, l’attività commerciale accetta pagamenti mediante la piattaforma Satispay. Nel locale della provincia trevigiana gli avventori hanno l’opportunità di scoprire un’ampia selezione di spuntini dolci. Nel reparto dedicato alla pasticceria si trovano creazioni realizzate con ingredienti di altissima qualità. Tra cornetti e pasticcini sono incluse alternative pensate per le persone che soffrono di intolleranze particolari e hanno perciò necessità di consumare alimenti dedicati. Un focus speciale viene posto sulle esigenze di vegetariani e vegani, che possono trovare snack e panini esclusivamente a base di ottime materie prime di origine vegetale. Aperitivi, tramezzini e pranzi veloci con ingredienti di qualità Il locale è dotato di spazi ampi e ben organizzati e può servire trenta coperti all’interno e trenta nel plateatico esterno ideale per godere a pieno delle temperature della bella stagione. Il punto forte dell’offerta è senza dubbio la focaccia, realizzata esclusivamente con l’impiego di lievito madre e creata da una rinomata focacceria artigianale della zona. Con un grande rispetto nei confronti della tradizione veneta, il bar valorizza il tramezzino preparando almeno una ventina di gusti diversi ogni giorno. Racchiusi tra due triangoli di pane morbido, i ripieni spaziano dalle versioni classiche, come ad esempio tonno con uova, cipolline e olive, fino alle alternative leggere, tra cui bresaola, rucola e grana. La fantasia del personale permette di creare tramezzini in grado di stupire qualsiasi palato. Per concedersi una pausa è possibile assaporare panini a base di cibi di altissima qualità, nonché stuzzichini fantasiosi. All’ora dell’aperitivo i clienti trovano un’ampia selezione di vini del territorio e cocktail preparati con cura e accompagnati da sfiziosità salate. Chi vuole trascorrere una pausa pranzo mangiando ottimi piatti può approfittare del servizio espresso, che non prevede il menu fisso. Primi, secondi e insalatone con ingredienti di carne o pesce vengono serviti in maniera rapida per consentire agli avventori di nutrirsi al meglio anche durante le giornate frenetiche. Chiama per riservare un tavolo e trascorrere bei momenti assieme alle persone care presso Caffè Vero Bar Dolce e Salato.
Pasticceria Giuri’ss 2.0 è il locale inaugurato da Federico Perrone, già titolare della sede storica situata a Salice Salentino. Nel nuovo esercizio commerciale di Lecce lo staff punta a fornire lo stesso servizio di altissima qualità alla clientela del capoluogo, valorizzando in particolar modo le specialità gastronomiche della tradizione, ma con un’attenzione speciale per tutte le esigenze alimentari. Le migliori creazioni dolci e salate per concedersi una pausa gustosa Forte di un’esperienza consolidata in quasi dieci anni di attività presso il punto vendita principale, il proprietario ha scelto di ampliare gli orizzonti imprenditoriali. Nella versione 2.0 aperta nel 2024 il team si impegna a valorizzare un bagaglio di competenze che ha permesso alla Pasticceria Giuri’ss di aggiudicarsi prestigiosi premi internazionali del settore, tra cui quello di Miglior Panettone Classico al Mondo Medaglia d’oro, Miglior Colomba d’Italia Medaglia d’oro e Miglior Pasticciotto Leccese Classico. Il focus della produzione artigianale si ritrova infatti nella creazione di panettoni natalizi e colombe pasquali, che rendono omaggio alle ricette originali. Una specialità da provare assolutamente è il rustico salentino. Nel reparto dedicato alla rosticceria il delizioso scrigno di pasta sfoglia, ripieno di pomodoro, mozzarella e besciamella, è sempre una delle proposte più apprezzate. Nella selezione salata sono incluse altre bontà ideali per una pausa gustosa, come il calzone fritto e le pizzette al taglio con varie farciture. Questi prodotti sono perfetti inoltre per accompagnare un calice di ottimo vino. La pasticceria è anche wine bar e vanta un assortimento di etichette locali, nazionali e internazionali per ogni preferenza. Gelati cremosi con opzioni vegane e creazione di torte personalizzate per compleanni e cerimonie Oltre al classico pasticciotto leccese dall’inconfondibile forma ovale, composto da pasta frolla ripiena di crema pasticcera e amarene, l’attività commerciale propone tante delizie in versione normale o mignon. Dai biscotti decorati fino ai pasticcini tradizionali, passando per i cornetti per la colazione: sono numerose le opzioni tra le quali la clientela può scegliere a seconda dell’ora del giorno e delle inclinazioni specifiche. Chi desidera rendere memorabile un’occasione da ricordare oppure vuole sottolineare l’importanza di un traguardo raggiunto, può commissionare la realizzazione di torte personalizzate. In base a quanto emerge durante il confronto con il cliente, i pasticceri possono dare vita a dessert adatti a compleanni, comunioni, cresime e matrimoni. La pasticceria offre anche un servizio di organizzazione buffet per eventi, occupandosi dei momenti di convialità di congressi, ritrovi aziendali e ricorrenze private. Gli esperti di cake design riescono inoltre a firmare creazioni molto particolari, in grado di stupire per una festa a sorpresa. Nel reparto dedicato alla gelateria è possibile scoprire tantissimi gusti, ognuno dei quali è realizzato mediante un rigoroso processo artigianale. Oltre ai semifreddi e alle torte gelato, l’assortimento comprende proposte pensate per persone che seguono una dieta vegana. Chiama per prenotare il servizio di catering offerto dalla pasticceria leccese.
Kristal Bar Pasticceria Gelateria si trova a Rosarno in provincia di Reggio Calabria, dove ogni giorno prepara dolci delizie con le quali riesce a incantare il palato di qualsiasi cliente. Nato nel 2009 a opera di Carmela Santaiti, il locale vanta un’atmosfera familiare, ideale per iniziare al meglio la giornata o concedersi una merenda nutriente. Una prima colazione gustosa Negli oltre quindici anni di presenza sul territorio, Kristal Bar Pasticceria Gelateria ha saputo ritagliarsi un ruolo di rilievo nel settore, soddisfando le richieste di una clientela che comprende privati, ma anche professionisti e attività commerciali. Grazie alla bontà dei prodotti sfornati freschi ogni giorno e alla cortesia del personale, il locale è diventato un riferimento in tutta la Calabria. Dalle prime ore del mattino il bar accoglie la clientela per una colazione capace di donare la giusta energia. La caffetteria prepara tazzine di caffè espresso dall’aroma intenso, cappuccini cremosi e altre specialità. Le miscele sono scelte con cura per preparare caffè a regola d’arte. Ad accompagnare le bevande è presente una vasta scelta di cornetti fragranti, vuoti o con squisite farciture come cioccolato e crema. I prodotti da forno lievitati sono il frutto di un lavoro sapiente e instancabile, che permette di creare brioches e krapfen soffici e gustosi. Laboratorio artigianale con servizio di catering La pasticceria è rinomata per la produzione artigianale delle sue creazioni. Oltre ai prodotti da forno per la colazione, il laboratorio realizza pasticcini come cannoli, sfogliatelle, bignè e tartellette alla frutta fresca. Nella gamma di pasticcini merita una menzione speciale il babà. Questa soffice bontà di origini napoletane viene preparata nel rispetto della tradizione e bagnata con rum di altissima qualità per una morbidezza unica all’assaggio. I pasticcini possono essere gustati direttamente al tavolo oppure per asporto. I vassoi disponibili in diverse dimensioni si adattano alle necessità di cene intime, così come di ritrovi tra gruppi più numerosi per compleanni o altre occasioni. L’impresa ha ampliato la propria gamma di servizi fino a includere il catering. Chi desidera celebrare una ricorrenza o un traguardo importante può concordare assieme allo staff la realizzazione di pasticcini e sfiziosità salate da buffet. Oltre ai dolci il laboratorio sforna pizze, prodotti di rosticceria e gastronomia per un’offerta completa. Gelati artigianali, uova pasquali, panettoni e torte di compleanno o da cerimonia Per rendere uniche le celebrazioni di compleanno, la pasticceria è a disposizione per decorare torte personalizzate. Gli esperti di cake design riescono a dare vita a vere opere d’arte, che riflettono le preferenze estetiche e di gusto della persona festeggiata. Nel laboratorio possono essere realizzate anche torte per ricorrenze ed eventi formali. I dolci nuziali o da cerimonia vengono decorati con attenzione all’estetica e alla raffinatezza. Tra le produzioni di spicco rientrano i dolci delle festività, come i panettoni e le uova pasquali che possono essere ordinati per cene o pranzi memorabili in famiglia. Dalla primavera il laboratorio si dedica alla realizzazione di gelati artigianali a base di crema o frutta. Dai classici come nocciola, pistacchio e stracciatella, fino a quelli che strizzano l’occhio agli snack più amati dai bambini: la gamma dei gusti comprende alternative per tutti. Chiama Kristal Bar Pasticceria Gelateria se sei interessato a prenotare un vassoio di pasticcini e sfiziosità salate per il tuo buffet.
Agenzia Funebre I Cipressi dispone di due Case Funerarie a Ponte Felcino e Corciano, nei pressi di Perugia, offrendo un servizio completo ed empatico a tutte le persone che stanno affrontando le conseguenze di un lutto. Quando il sostegno diventa presenza: il valore umano delle Onoranze Funebri I Cipressi Ci sono momenti in cui il tempo sembra rallentare, in cui le parole mancano e ciò che conta davvero è sentirsi accompagnati. In queste situazioni delicate, non è solo il servizio che fa la differenza: è il modo in cui viene offerto, la qualità dell’ascolto, la cura invisibile che si posa su ogni dettaglio. È proprio in questo spazio di umanità che l’impresa funebre I Cipressi ha costruito la propria identità, diventando un punto di riferimento nel territorio non solo per professionalità, ma per una vicinanza autentica, profonda, rispettosa. Due Case Funerarie: un unicum nella zona, un gesto di attenzione concreta Non è comune trovare un’agenzia che abbia compiuto una scelta così coraggiosa e premurosa: Onoranze Funebri I Cipressi sono l’unica realtà del territorio dotata di due Case Funerarie, pensate per offrire ambienti raccolti, eleganti e accoglienti. Luoghi in cui la famiglia può riunirsi, ricordare, salutare con calma e intimità, lontano dal frastuono del mondo esterno. Due strutture disposte in punti strategici del territorio permettono di essere vicini alle famiglie, riducendo gli spostamenti e offrendo uno spazio sempre disponibile, sempre pronto, sempre dignitoso. La serenità di una scelta consapevole: la pianificazione preventiva Parlare di futuro in queste circostanze può rivelarsi un’opportunità per fare un gesto d’amore verso chi si ama. Molte famiglie trovano nella pianificazione preventiva del servizio funebre, un segno di attenzione profonda verso se stessi e verso i propri cari. Pianificare oggi significa alleggerire domani: significa lasciare ai propri familiari più tempo per ricordare, meno peso sulle decisioni improvvise, più serenità in un momento inevitabilmente fragile. Onoranze Funebri I Cipressi accompagnano questo percorso con tatto, spiegando ogni possibilità, ascoltando desideri e richieste, trasformando un tema delicato in un atto di responsabilità e cura. Un sostegno anche economico: soluzioni di pagamento personalizzate e flessibili La delicatezza non riguarda solo il piano emotivo; in momenti così complessi, infatti, anche l’aspetto economico può rappresentare una fonte di ulteriore preoccupazione. Per questo le Onoranze Funebri i Cipressi hanno scelto di fornire anche soluzioni di Pagamento Rateale Mensile, a piccole rate, tutto finanziabile, fino alla lapide completa, senza anticipo. Così da permettere a ogni famiglia, di organizzare il servizio funebre e gli accessori con serenità, senza il peso di spese immediate né pressioni finanziarie. Una presenza che diventa protezione Scegliere I Cipressi significa trovare professionisti che conoscono bene il valore del silenzio, della discrezione, della delicatezza con cui va trattato ogni gesto. Significa affidarsi a qualcuno che non si limita a svolgere un servizio, ma che custodisce un momento della vita tra i più fragili con una sensibilità rara. Significa sapere che, nel momento in cui tutto sembra improvvisamente incerto, c’è chi sa farsi carico delle incombenze più difficili, lasciando a voi lo spazio per ciò che conta davvero: salutare, ricordare, amare. Per affidarvi a personale esperto ed empatico nel momento del lutto, non esitate a chiamare le Onoranze Funebri I Cipressi.
Quando si fa la spesa occorre essere molto attenti a ciò che si inserisce nel proprio carrello. Devono essere presenti ingredienti che permettano la preparazione di diversi piatti da gustare durante la settimana, di seguire un’alimentazione sana e corretta. Le verdure non possono mancare, perché sono ricche di vitamine, antiossidanti e di proprietà preziose per la salute delle persone. Conoscere quali sono gli ortaggi più salutari consente di fare una spesa consapevole e di diminuire il rischio di insorgenza o di peggioramento di alcune patologie. Oltre a preferire quelli di stagione, preferibilmente a chilometro zero o presi dai contadini della zona. Jaclyn London, dietista che opera presso il Mount Sinai Hospital, e Valerie Agyeman, dietista esperta di salute femminile, hanno collaborato e stilato una lista di ortaggi da inserire frequentemente nel proprio carrello della spesa e nella propria dieta. Scopriamo quali sono. Carote, Melanzane e altri ortaggi molto amati: quali inserire nella lista della spesa Shutterstock Molti degli ortaggi selezionati dagli esperti fanno parte della dieta mediterranea e probabilmente sono già presenti nella lista della spesa di molti italiani, anche senza la consapevolezza di quanto possano far bene alla salute. Tra quelli più amati ci sono, senza ombra di dubbio, le melanzane. Si tratta di verdure gustosissime, che si possono utilizzare in numerose preparazioni, sia come accompagnamento che come protagoniste del piatto. Hanno proprietà benefiche notevoli. Ricche di fibre solubili, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Gli antociani, antiossidanti, che contengono in gran quantità riducono la possibilità di incorrere in alcune malattie. Le melanzane contengono vitamine del gruppo B e potassio. Hanno effetti positivi sul metabolismo e sul sistema cardiaco e proprietà anti aging, antinfiammatori e antitumorali. Non possono mancare i pomodori, che impreziosiscono tantissime ricette della tradizione culinaria italiana. Si tratta di un vero e proprio toccasana, poiché le proprietà nutrizionali sono lodevoli e gli effetti positivi sulla salute sono diversi. Sono fonte di potassio, fosforo, folati, vitamina C e vitamina K. Contengono licopene, la sostanza che conferisce il colore rosso all’ortaggio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Potrebbero proteggere contro i tumori, grazie alle proprietà antiossidanti, riducono la pressione arteriosa, combattono l’invecchiamento, favoriscono la digestione, la buona salute delle ossa, la diuresi e riducono la possibilità di crampi muscolari. Le cipolle hanno una funzione antibatterica, antinfettiva, migliorano la salute dei reni, dell’intestino e la funzionalità epatica, aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro e sono consigliate ai diabetici, a chi ha problemi cardiovascolari o a chi soffre di artrite, artrosi o dolori muscolari. A tavola, conferiscono sapore inconfondibile ai piatti. Utilizzate per preparare antipasti, primi, secondi e persino dessert o come spuntino salutare, le carote sono un toccasana. Sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali, posseggono vitamine K, vitamina C e potassio. Favoriscono la salute dell’occhio, possono aiutare nella prevenzione di alcuni tumori, garantiscono una corretta motilità intestinale e sono l’ideale per chi segue un regime alimentare volto al dimagrimento o contenimento del peso . Le patate dolci forniscono betacarotene, un valido antiossidante e che è un ottimo alleato per la salute di occhi, pelle e capelli. I peperoni sono ricchi di vitamina A, vitamina C, potassio e fibre. Migliorano l’umore e le difese immunitarie. I funghi favoriscono la produzione di globuli rossi e sono ricchi di vitamine appartenenti al gruppo B. Ortaggi da avere in frigo o in dispensa: quali scegliere I broccoli devono essere inseriti nella propria lista della spesa ogni volta che se ne presenta l’occasione, poiché hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina K e altri micronutrienti come zinco, ferro e sali minerali, proteggono occhi e ossa e aiutano a prevenire alcune tipologie di tumore. Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e sono utili nella dieta di chi soffre di diabete. Possono essere mangiati crudi o possono essere cotti al vapore. Chi non ama i broccoli, può optare per il cavolo riccio, o kale, che contiene tante vitamine, potassio, calcio, magnesio e altri minerali. Favorisce una buona circolazione, la salute delle ossa, ha poche calorie e può essere inserito nelle diete volte al dimagrimento, è un ottimo antiossidante, combatte l’invecchiamento, protegge il cuore. È un valido antinfiammatorio, antivirale e antitumorale. Infine, non possono essere lasciate sugli scaffali le rape, ricche di fibre e micronutrienti, gli asparagi, dall’effetto diuretico, i cavolfiori, che contengono quantità notevoli di vitamina C, i fagiolini, che abbassano il colesterolo cattivo, e le barbabietole, che contengono i folati che favoriscono la produzione di globuli rossi. Per acquistare gli ortaggi più salutari occorre rivolgersi ad un negozio di alimentari che ogni giorno propone verdure e frutta fresca. Per trovare quello più vicino a te puoi consultare PagineGialle.
Esistono dei cibi che, grazie ai nutrienti che contengono, hanno la capacità di favorire l’abbronzatura. Intendiamoci: non fanno miracoli, ma se il desiderio dell’estate è avere una tintarella invidiabile è di certo utile non farli mancare nella propria dieta quotidiana. Il primo passo, allora, è prenotare subito sdraio e ombrellone in spiaggia, magari in una delle destinazioni di mare più gettonate di questa estate. Il secondo passo è mettere in borsa una buona crema solare, che è fondamentale applicare quotidianamente (e più volte) prima e durante l’esposizione al sole. Il terzo passo è leggere questo articolo e conoscere tutti i «cibi abbronzanti» dell’estate da segnare subito sulla lista della spesa. Cibi per l’abbronzatura: quali sono Shutterstock Come accennato, alcuni cibi possono contribuire all’abbronzatura a causa dei nutrienti e delle sostanze che contengono: tra questi, i primi da citare sono sicuramente la vitamina A e i carotenoidi. Bisogna sapere che l’abbronzatura deriva dalla melanina, un pigmento che, in risposta ai raggi UV, aumenta la propria concentrazione e conferisce il tipico colore bruno alla pelle. I carotenoidi sono delle sostanze presenti in diversi alimenti e, se assunti in grandi quantità, possono contribuire a far depositare a livello cutaneo alcuni pigmenti: questi, sovrapponendosi alla melanina, possono intensificare l’abbronzatura. La vitamina A è importante invece per la sua azione antiossidante e protettiva. I raggi UVA e UVB possono infatti danneggiare la pelle causando malattie cutanee e anche la formazione in eccesso di radicali liberi, molecole instabili collegate all’invecchiamento precoce. La crema solare è essenziale per difendersi da UVA e UVB ma, in aggiunta a questo filtro esterno, arriva un piccolo aiuto anche dalla vitamina A, che è capace appunto di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Anche la vitamina Ce la vitamina E hanno questa stessa azione antiossidante, dunque sono preziose alleate della pelle “stressata” dall’esposizione al sole. La vitamina E agisce ancora meglio in sinergia con il selenio, un minerale dall’effetto anti-radicali liberi. Inoltre, la vitamina C partecipa alla formazione del collagene, che garantisce elasticità e sostegno all’epidermide. Frutta e verdura estiva per l’abbronzatura Shutterstock Sulla lista della spesa dell’estate, insomma, non possono mancare le fonti di carotenoidi, che sono ad esempio presenti nella frutta e nella verdura di stagione: albicocche, anguria, asparagi, carote, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e pomodori. I carotenoidi si trovano anche in broccoli, cachi, cavolo, spinaci e zucca. La vitamina A si trova invece in alcuni cibi di origine animale, come uova, latte e derivati. La vitamina A e i carotenoidi sono sensibili al calore: se ne assumono maggiori quantità quando gli alimenti, se possibile, vengono consumati crudi o dopo una breve cottura. Inoltre, sono liposolubili, cioè vengono meglio assimilati dal nostro corpo in presenza di un grasso. Se prepari un’insalata fredda di carote grattugiate, pomodorini, spinacino fresco e peperoni rossi, dunque, non dimenticare di condire con olio extravergine di oliva oppure di aggiungere un cucchiaino di semi oleosi, come semi di chia, di sesamo, di girasole e di canapa. Via libera anche agli agrumi, ai broccoli, alle fragole, ai kiwi, ai lamponi, al mango, alla papaia e al ribes nero: sono tutte fonti di vitamina C, come anche i già citati spinaci, pomodori, cavoli e peperoni. Se metti nel piatto anche avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi e oli vegetali (come l’extravergine di oliva), ti assicuri inoltre anche una buona quota dell’insostituibile vitamina E. Cipolle, aglio, funghi, sedano, formaggi stagionati, carne, tuorlo d’uovo e alcuni tipi di pesce (come frutti di mare, sardine e tonno) contribuiscono invece a rinsaldare le scorte di selenio. Cibi estivi per abbronzarsi: le idee I cibi estivi che aiutano l’abbronzatura sono numerosi, come si nota dall’elenco dei paragrafi precedenti. E sono tante le idee fresche e sfiziose per abbinarli nello stesso piatto. Per pranzo (comodo anche da portare in spiaggia) si potrebbe ad esempio preparare un’insalata fredda con cereali integrali, tipo orzo, riso nero e farro, da abbinare a ceci, tonno, carote e pomodorini. Orzo, farro e ceci, così come gli altri cereali e legumi, sono una fonte di zinco, che aiuta a proteggere la pelle dai radicali liberi. In alternativa, è perfetto anche il freschissimo gazpacho di pomodoro, la zuppa fredda di origine spagnola che è una vera bomba di vitamine e antiossidanti benefici per la pelle e per l’abbronzatura. Per merenda via libera a una macedonia, a un piatto di cubetti di anguria con la menta oppure a un frullato casalingo, ad esempio con cetriolo, zenzero, agrumi e mango oppure con lamponi, fragola, mela e sedano. È importante preparare la bevanda appena prima del consumo, se possibile: più passa il tempo, più le benefiche vitamine salva-abbronzatura si riducono. A colazione si può mangiare invece una ciotola di yogurt bianco con albicocche a pezzetti, miele e noci oppure una fetta di pane tostato con avocado spalmato, germogli, semi di sesamo e uovo in camicia. Per cena ci si può orientare su un secondo di pesce con un contorno di nocciole o anche sulla classica abbinata estiva di prosciutto crudo e melone. Una volta stilata la lista della spesa, non rimane altro da fare se non riempire la dispensa di cibi per l’abbronzatura. Affidati a PagineGialle e cerca i negozi di alimentari più vicini.
Una vita lunga e sana è quello che tutti si augurano per sé stessi e per i propri cari. Per ottenerla occorre avere uno stile di vita ottimale, abitudini salutari, evitare cibo spazzatura e tanto altro ancora. Durante il Dolomiti Wellness Festival, a Pinzolo, a Madonna di Campiglio (TN), che si è tenuto dal 2 luglio 2023 al 9 luglio, sono state individuati alcuni comportamenti che favoriscono il benessere psicofisico e che permettono un allungamento dell’aspettativa di vita. Al Dolomiti Wellness Festival ci si è focalizzati sull’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, i partecipanti hanno potuto partecipare ad una giornata di screening e al Longevity Check Up 7+, a incontri e concerti e hanno potuto imparare a prendersi cura di sé, scoprendo quali sono le sette abitudini per poter vivere meglio e a lungo. Natura, prevenzione e i 7 fattori di rischio da contrastare Per poter vivere a lungo è necessario prevenire. È ciò che permette di individuare in tempo le malattie e di individuare quali cambiamenti apportare nella propria vita. Sette sono i fattori di rischio per la salute cardiovascolare: fumo, mangiare poca frutta e verdura, avere una vita sedentaria, essere in sovrappeso o soffrire di obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete. Essendone consapevoli si può intervenire per cambiare il proprio stile di vita e adottarne uno più sano. Se sette sono i fattori di rischio, altrettanti sono i comportamenti da adottare per migliorare: non fumare, mangiare almeno 3 porzioni di verdura e frutta quotidianamente, fare attività fisica, controllare il proprio peso e i valori di glicemia, colesterolo e pressione. L’attività fisica è necessaria a qualsiasi età ed è ancora meglio se viene fatta a contatto con la natura. All’aria aperta si possono fare esercizi, lunghe camminate veloci, corse e tanto altro ancora. Oltre a permettere di controllare meglio il proprio peso, ha effetti positivi sulla massa muscolare. La massa e la performance muscolare dei partecipanti sono stati misurati durante il Festival poiché i muscoli possono essere un importante aiuto nel futuro. Benessere ed estate, perché è il periodo migliore per cambiare abitudini Shutterstock L’estate è il periodo migliore per iniziare a cambiare abitudini, poiché ci sono maggiori momenti di relax, di riflessione e più opportunità per cambiare la propria routine e stare a contatto con la natura. Si può iniziare a fare delle passeggiate, correre, bere tanta acqua e mangiare più frutta e verdura, che abbonano durante la bella stagione. L’estate permette di vivere la natura con leggerezza e spensieratezza, di entrare in armonia con ciò che ci circonda e di migliorare il benessere del corpo e quello mentale. Si possono visitare spiagge, boschi e prati, allontanarsi dalla città e trovare maggiori stimoli. Si tratta di buone abitudini che, se assunte in questo periodo, sarà più facile mantenere durante l’inverno e quando si tornerà ai propri impegni quotidiani. Al fianco dell’attività fisica, è necessario nutrirsi in maniera sana a seconda delle proprie esigenze. Per riuscire a raggiungere i propri obiettivi è importante rivolgersi ad un nutrizionista, in grado di guidare verso una sana alimentazione senza dover rinunciare al sapore e al buon cibo. Vuoi iniziare ad avere uno stile di vita più sano e mangiare in maniera equilibrata e salutare? Rivolgiti ad un nutrizionista, puoi trovare quello più vicino a te su PagineGialle, dove sono presenti informazioni di contatto, sui servizi offerti, le sedi e orari di apertura.
I primi freddi, soprattutto quando cala la sera, possono mettere in difficoltà anche le appassionate di moda: abbinare cappotti, vestiti, top e ottenere un risultato elegante e affascinante può sembrare difficoltoso. Creare un look da sera per l’autunno non è difficile se si possiedono i giusti capi d’abbigliamento e se si prende ispirazione dalle tendenze del momento. Non c’è da temere. Appuntamenti a lume di candela, serate al cinema con gli amici o party all’ultimo grido sono al sicuro. Si possono ottenere risultati di grande stile anche rinunciando, o adattando, i mini dress dalle profonde scollature e gli abiti lunghi più leggeri: scopriamo come fare. Sensualità ed eleganza senza temere il freddo: i look per un appuntamento perfetto Shutterstock Un look attraente ed elegante non si ottiene solo utilizzando minidress, minigonne e pantaloncini, difficili da sfoggiare nelle serate più fredde dei mesi autunnali, ma anche con altri capi d’abbigliamento che sono stati protagonisti delle più importanti passerelle di tutto il mondo. Tra i materiali più apprezzati e sfoggiati in questa stagione c’è la pelle, sia in look da sera che in quelli da giorno. In quest’ultimo caso si può optare per un pantalone dal taglio dritto, che non fasci troppo le gambe, di un colore profondo, tra cui il nero. L’outfit si può completare aggiungendo un dolcevita o un maglione caldo e avvolgente, che rende il risultato più morbido e adatto anche a contesti più formali, come l’ufficio. Ma è la sera che la pelle sprigiona tutto il suo potenziale. I pantaloni in pelle o, in alternativa, in vinile, diventano protagonisti di appuntamenti a lume di candela e serate di festa. Riparano dal freddo e risultano, al contempo, eleganti e sensuali. Il taglio, nei look da sera, può essere più avvitato, per mettere in mostra le forme. La direzione dell’outfit è definita dagli abbinamenti. Un blazer, una giacca bouclé, un lupetto o, ancora meglio, una blusa in raso o in materiali sofisticati per ottenere un effetto chic ed impeccabile. Pizzo, top crop con l’aggiunta di un capospalla, e scollature, per un effetto graffiante e che non può passare inosservato. Attenzione anche agli accessori: i tacchi non possono essere evitati. Se il pantalone di pelle non fa al caso proprio, per una cena in un ristorante ricercato o un per un risultato di classe, si può optare per un pantalone dal taglio sartoriale, sempre più amati dalle donne e che sono perfetti da abbinare a tacchi, mocassini e persino le ballerine. Comodità ed eleganza, che può essere esaltata usando dei top dalle scollature profonde o che lasciano spalle scoperte. Chi ama le gonne, non può rinunciare alla pencil skirt, una gonna a tubino e dalla struttura affusolata. Un classico che recentemente è stata protagonista delle tendenze primaverili ed estive e che continua ad essere apprezzata anche in autunno. Questo avviene perché si tratta di un capo molto flessibile, che si presta bene alla creazione di look da giorno e di look da sera, in differenti stili. A cambiare può essere la lunghezza, sotto o sopra il ginocchio, il colore, da quelli più classici a quelli più vivaci, o il tessuto, in velluto, pizzo e tanto altro ancora. Se si vuole puntare alla sobrietà è sufficiente eliminare tonalità accese. Se si desidera ottenere un look da sera autunnale, si può optare per una pencil skirt nera, abbinata a top a bluse, con calze scure, tacchi e clutch. Abiti midi, cappotti oversize e il blazer dress: i passe-partout per le serate autunnali Shutterstock I mini dress in autunno causano il rischio pelle d’oca, serate trascorse ad avvertire il freddo e l’impossibilità di divertirsi e sentirsi a proprio agio veramente. Perfetti per creare degli outfit autunnali da sera, invece, gli abiti midi, con lunghezza che arriva al polpaccio o alla caviglia, e che può essere abbinato a degli stivali, se si vuole un effetto più rock e grintoso, o a tacchi e décolleté, per un risultato più chic. Gli abiti midi hanno avuto grande popolarità dopo che sono stati sfoggiati da dive e personalità importanti. Basti pensare che Kate Middleton ne ha fatto un must have del proprio guardaroba. Si possono trovare in commercio in molte tonalità, stampe e tessuti, per soddisfare i gusti e lo stile di tutte. Se non si vuole rinunciare al minidress, ci si può riparare dal freddo con un cappotto oversize della stessa tonalità. In questo caso sono da preferire colori scuri, come il nero o il marrone, o un elegantissimo grigio antracite. Passe-partout per le serate d’autunno è il blazer dress, che dona uno stile glamour. È un capo d’abbigliamento ibrido: una giacca che viene indossata come vestito, che ha avuto un successo innegabile sopra e fuori dalle passerelle. È moderno, elegante e sensuale. Si trovano in versione più classica, priva di fronzoli, o con cut out laterali e dalle scollature profonde. Vuoi creare dei look perfetti per le sere d’autunno? Recati nei negozi di abbigliamento e lasciati consigliare dal personale esperto. Puoi trovare quello più vicino a te consultando PagineGialle.
Nessun gioiello in argento è immune all’ossidazione: può capitare agli anelli regalati in occasione di un compleanno o di un anniversario, alle fedine di fidanzamento, agli orecchini preferiti che indossiamo quasi ogni giorno, anche a collane e ciondoli di famiglia e ai gioielli rimasti nel portagioie dal giorno del Battesimo. La buona notizia però è che quando i gioielli in argento diventano neri e opachi c’è più di un modo per riportarli alla lucentezza di un tempo. Non solo: ci sono anche dei trucchi utili per evitare che questo annerimento avvenga, o comunque per rallentare il processo. Ecco allora tutte le cose da sapere per prenderti cura di anelli, orecchini e collane in argento al 100%. Gioielli in argento: come pulirli e togliere l’ossidazione Prevenire è meglio che curare, dice il proverbio: in qualche modo, questo detto è valido anche per i gioielli in argento. Prendersi cura regolarmente e nel modo giusto di anelli, orecchini e monili realizzati in questo metallo, infatti, consente di mantenere a lungo intatta la loro lucentezza. Prima di tutto è utile sapere che i gioielli in argento non dovrebbero entrare in contatto con detersivi, candeggina o altri agenti chimici aggressivi, perché queste sostanze possono rovinarli. Fai dunque attenzione alle attività che svolgi quando li indossi: vale in particolare per gli anelli che, trovandosi sulle dita, possono più facilmente essere interessati da queste “contaminazioni” involontarie. Quando non li usi, riponi i gioielli in argento nel loro apposito sacchettino morbido (che di norma viene fornito direttamente dalla gioielleria) o comunque in un luogo riparato, come un portagioie o un cassetto: anche questa buona abitudine contribuisce a preservare i gioielli in argento al meglio. Metodi e trucchi per pulire i gioielli in argento Esistono dei metodi casalinghi per pulire i gioielli in argento, che però è bene usare solo su gioielli in argento al 100% e senza pietre preziose incastonate. Un’opzione abbastanza comune è utilizzare il dentifricio. Sarà necessario avere anche uno spazzolino da denti nuovo con setole morbide (che poi va buttato via). Basta mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e poi sfregare il gioiello in argento da pulire. È fondamentale indossare dei guanti e soprattutto procedere con cura e delicatezza. Alla fine, il gioiello va sciacquato sotto l’acqua tiepida e asciugato accuratamente con un panno morbido pulito. Pulizia orecchini in argento: come fare Pulire gli orecchini in argento può essere complicato, perché questi gioielli potrebbero avere una forma particolare o comunque essere troppo piccoli per essere sfregati agevolmente con uno spazzolino. In questo e altri casi (come il caso dei gemelli da polso, ad esempio) può essere dunque comodo procedere con un ammollo. Bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e riempirla di acqua tiepida, alla quale va poi aggiunto il bicarbonato in polvere (circa tre cucchiai per litro). Dopo aver mescolato, si possono mettere a mollo gli orecchini in argento o anche altri gioielli in argento. Trascorsi un paio di minuti, si prendono i monili e si sfregano delicatamente con un panno pulito. Se l’ossidazione permane, si può procedere più volte con un nuovo ammollo di un paio di minuti e poi con una nuova sessione di sfregamento. Pulizia anelli in argento: consigli e suggerimenti Pulizia anelli in argento – Shutterstock Non avete del bicarbonato in casa, ma avete comunque un anello in argento che vorreste riportare agli antichi splendori? Si può usare anche il sale grosso! In questo caso bisogna prendere una ciotola in vetro o ceramica e foderarla con della carta stagnola (o carta alluminio), con la parte lucida rivolta verso l’alto. Poi si versa nel recipiente il sale grosso, in modo tale da riempire la ciotola per metà, e si mettono al suo interno gli anelli in argento – ma anche altri gioielli in argento che si desidera pulire. Infine, bisogna aggiungere un po’ di acqua bollente. Trascorsa un’ora, bisogna recuperare i gioielli e passarli delicatamente con un panno morbido. Pulire l’argento con limone e aceto Tra i rimedi popolari per pulire l’argento c’è anche il succo di limone. Basta strofinare delicatamente il gioiello da pulire con uno spazzolino da denti nuovo o con un panno pulito imbevuto nel succo di questo agrume. Infine, il gioiello va sciacquato con acqua tiepida e asciugato con un panno morbido. In alternativa si può provare con l’aceto bianco: il consiglio della tradizione è quello di lasciare i gioielli in argento in ammollo in un bicchiere di aceto bianco per un paio d’ore; poi si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno morbido. Tutti questi metodi vanno chiaramente valutati con attenzione se non si è certi che il gioiello sia fatto davvero o esclusivamente in argento e se sono presenti anche delle pietre preziose. Il modo migliore per pulire i gioielli in argento È utile sapere che in commercio si trovano kit e prodotti specifici per la pulizia dei gioielli in argento (ma anche degli oggetti in argento in generale). Di solito sono in forma di crema o spray. Basta applicare una piccola quantità di prodotto su un panno morbido pulito e poi strofinarlo delicatamente sul gioiello in argento da pulire. Infine, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga il monile con un pannetto. Questo processo infatti serve appunto a eliminare l’ossidazione e può anche essere ripetuto periodicamente a scopo preventivo. Cerca su PagineGialle le gioiellerie della tua zona: oltre a trovare un vasto assortimento di anelli, orecchini e gioielli in argento, in questi negozi puoi acquistare anche i migliori prodotti per la pulizia pensati appositamente per questi monili.
Il viola, con le sue mille sfumature, è un colore passe-partout. Nelle sue tonalità più accese e vibranti si rende adatto per i look estivi e primaverili e nelle sue nuance più intense e profonde riesce a rendere eleganti e di classe outfit invernali. Pur essendo molto amato e protagonista di passerelle e tendenze, molte persone tendono ad evitarlo a causa delle difficoltà di abbinamento. In realtà, si tratta di difficoltà solamente apparenti, poiché il viola si abbina perfettamente ad una vasta gamma di colori e, a seconda del proprio stile e dell’effetto che si vuole ottenere, si possono mixare capi e accessori dando vita a look che lasciano senza fiato. Scopriamo con quali colori abbinare il viola, sia per contrasto che per affinità, e sfoggiare degli outfit impeccabili adatti per ogni stagione. Viola, perfetto per total look in cui il colore è protagonista Shutterstock Il viola si abbina perfettamente con il viola. È, infatti, il colore perfetto per creare dei total look basati su un singolo colore giocando con le sue varie sfumature, più neutre o più accese. Viola pastello, lilla, viola scuro, viola prugna, viola melanzana e altre sfumature possono essere abbinate tra di loro o, in alternativa, si può optare per la stessa tonalità per l’intero look. Le strategie da adottare sono diverse. Se si sceglie il total purple, preferire un abito o un completo composto da pantaloni e blazer o gonna e blazer. Anche gli accessori non potranno discostarsi molto dalla tonalità scelta. È essenziale, in questo caso, evitare di sbagliare: un tono più chiaro o più scuro potrebbero creare delle stonature nel look poco piacevoli. In alternativa si può focalizzare l’attenzione su un solo pezzo, scegliendo un viola acceso. Può trattarsi di una gonna, di un maglione o di una giacca. Tutti gli altri capi dovranno essere di viola più tenui e più chiari, che accompagnano e fanno da contorno al capo protagonista del look senza sovrastarlo. Viola, abbinamento per contrasto per look colorati e glamour Il viola appare in tutta la sua bellezza quando viene abbinato con colori forti, complementari e contrastanti. Si ottiene un’esplosione di tonalità che non passa inosservata e che sprigiona allegria. Il colore perfetto da abbinare al viola è il suo complementare: il giallo. L’importante è creare delle giuste proporzioni, in modo che nessuno dei due colori sovrasti l’altro. Si può indossare un abito viola con un cappotto giallo, o viceversa, una gonna viola con un top giallo, o viceversa, e tanto altro ancora. Molto apprezzati anche gli abbinamenti tra viola e arancione, con danno vita ad un forte contrasto e a look grintosi, spiritosi e che trasmettono energia. Bene anche il verde, che si sposa perfettamente con diverse tonalità di viola, il rosso nelle sue sfumature più profonde, l’oro e l’argento. Viola, l’abbinamento con il nero, il marrone e il bianco Shuttestock Se il proprio armadio è sprovvisto di colori brillanti e contrastanti, si può optare abbinamenti con tonalità più classiche e più neutre, presenti nei guardaroba di chiunque: l’elegante nero, il marrone in tutte le sue sfumature, il beige, il grigio, il bianco e il denim. L’accostamento viola-nero è un evergreen, adatto soprattutto alle stagioni invernali e che si può riprodurre utilizzando sia le sfumature più chiare di viola che quelle più profonde, intense e accese. Look gotici o estremamente eleganti, la sfumatura perfetta è, in questo caso, quella del melanzana. Il marrone più scuro sta bene con il viola chiaro, quasi pastello, e persino il lilla. Se si vogliono contrasti meno forti, ma risultati perfetti, si può optare per il prugna accostato ad un marrone intenso, caldo e avvolgente. Il grigio si può accostare a tutti i viola più chiari, per creare outfit di classe da sfoggiare anche in ufficio. Il bianco, invece, può essere utilizzato per creare abbinamenti originali e accattivanti con i viola più accesi. Infine, il denim si sposa perfettamente con tutti i tipi di viola, sia se si tratta di accessori che capi d’abbigliamento che diventano protagonisti del look. L’accostamento di questi due colori dà vita ad outfit casual da indossare durante tutte le giornate, in uscite con gli amici, durante le passeggiate all’aria aperta e nelle occasioni più informali. Viola e armocromia, ad ognuno la tonalità perfetta Se si vuole scegliere la giusta tonalità di viola, si possono seguire le regole dell’armocromia, secondo la quale ogni persona apparterrebbe ad una stagione cromatica che determina quali colori siano più valorizzanti. Chi appartiene alla stagione inverno predilige colori profondi e freddi; pertanto, è bene optare per viola brillanti, intensi e che contengano al loro interno punte di blu. La stagione estate preferisce tonalità fredde e più chiare, come il color lavanda. Chi rientra nella stagione primavera utilizza colori vivaci, brillanti e caldi. In tal caso occorre optare per un lilla o per un viola acceso, ma non troppo scuro. Infine, la stagione autunno richiede colori intensi e molto caldi. Il viola melanzana è l’ideale. Se vuoi utilizzare di più il viola, recati nei negozi di abbigliamento e acquista capi nelle tonalità più adatte a te. Puoi trovare il negozio più vicino a te consultando PagineGialle.
SF Engineering, con sede a Siracusa, è un’azienda specializzata nella progettazione di strutture per imprese pubbliche o private. Vengono avviati progetti studiati ad hoc attraverso lo sviluppo di software sofisticati per dare vita a soluzioni innovative e funzionali. Si tratta di una realtà affermata nel settore dell’ingegneria che si contraddistingue per la capacità di operare con metodi di calcolo di alto livello, che assicurano la massima affidabilità (come riconosciuto anche della certificazione ISO 9001) e precisione, anche per i progetti più complessi. SF Engineering offre una consulenza tecnica su misura, nonché un’assistenza continuativa per tutte le esigenze, seguendo i programmi passo dopo passo per curare ogni minimo dettaglio. SF Engineering: innovazione e software professionali L’azienda SF Engineering è stata fondata nel 1993 dall’Ing. Sebastiano Floridia per proporre una serie di attività professionali nel settore dell’ingegneria attraverso metodi operativi che uniscono due aree apparentemente separate, ma in realtà profondamente integrate. L’obiettivo principale è quello di garantire progetti strutturali efficienti e di qualità per far fronte alle diverse richieste della clientela diversificata, che include sia committenti privati sia pubblici. Allo stesso modo, lo studio si occupa dello sviluppo di software avanzati per l’ingegneria civile con un focus specifico in ambito editoriale. Per gestire al meglio ogni necessità, SF Engineering utilizza sistemi tecnologici sofisticati a livello mondiale, in modo da garantire delle verifiche precise e accurate e risolvere qualsiasi problematica. Oltre all’analisi strutturale, lo studio offre ulteriori servizi, tra cui la realizzazione di rappresentazioni grafiche dettagliate e la generazione di file per il controllo numerico DSTV, un sistema fondamentale nel settore della carpenteria metallica. SF Engineering: supporto mirato e sicurezza garantita SF Engineering è un autentico punto di riferimento per ottenere un’analisi strutturale corretta, attraverso un progetto che prevede l’unione di tecniche moderne ingegneristiche in grado di stabilire il grado di robustezza, resistenza e stabilità di ponti o edifici. L’intento è quello di accertare la funzionalità e la sicurezza di una struttura mediante l’uso di programmi innovativi capaci di analizzare la resistenza ad eventuali sollecitazioni esterne come terremoti o eventi metereologici. Questi test permettono all’azienda di stabilire i sistemi più idonei per la costruzione di un edificio, scegliendo i materiali più adeguati con un accurato calcolo dei costi. SF Engineering è a disposizione della clientela per rispondere a qualsiasi dubbio o perplessità, fornendo informazioni accurate e dettagliate per ogni progetto. Viene garantita un’assistenza professionale su misura, offrendo un supporto mirato in tutte le fasi della progettistica. Una volta acquistato il programma, il cliente potrà segnalare eventuali problematiche riscontrate nell’uso del software attraverso un help desk apposito, al fine di risolvere tempestivamente qualsiasi criticità. Lo studio garantisce la massima professionalità e competenza anche per quanto riguarda la redazione di misure di sicurezza e coordinamento dei cantieri, pianificando e dirigendo gli interventi nel settore dell’ingegneria edile. Chiama l’azienda SF Engineering per ottenere maggiori informazioni sui servizi e richiedere un preventivo per l’acquisto dei programmi più sofisticati per progettisti.
Il Residence Old Stories è un accogliente complesso turistico situato in Basilicata. Si trova a Barile, in provincia di Potenza, in una posizione privilegiata che consente di poter visitare le bellezze del luogo che circondano l’imponente Monte Vulture, come i due laghi vulcanici di Monticchio. Il residence offre il giusto comfort per godere di momenti di relax lungo tutto l’anno, grazie anche alle stanze climatizzate e ai molti servizi a disposizione. Tutto cominciò dal pub più amato della Basilicata… La struttura nasce nel 2021 con Francesco Carieri da un ampliamento del pub più rinomato della regione, ovvero l’Old Stories Pub Birreria Pizzeria, da più di vent’anni un punto di riferimento per la buona tavola, in cui si assaporano piatti della tradizione e specialità internazionali, bevendo ottime birre artigianali o il miglior vino della zona (qui si produce il celebre Aglianico del Vulture) e ascoltando musica dal vivo. In questo modo, chi decide di pernottare nel residence può anche rifocillarsi e divertirsi nel locale sottostante. Partendo da qui ci si può recare all’Abbazia di San Michele, situata sul Lago di Monticchio Piccolo, costruita nel 700 d.C., in cui è situato il Museo di Storia Naturale del Vulture che narra la storia del vulcano e di questo territorio che negli anni è diventato sempre più frequentato da turisti che giungono da ogni dove per scoprirne la cultura, le tradizioni e ovviamente godere del relax di un luogo incantevole. Oltre a poter visitare le bellezze naturali e i castelli, in caso di viaggio di lavoro i centri nevralgici del territorio Vulture-Melfese, come lo stabilimento FCA di San Nicola di Melfi o il CROB di Rionero Vulture, sono a portata di mano. 7 camere e tutti i comfort: per gruppi, coppie e singoli Le stanze del Residence Old Stories sono 7: ognuna di esse è luminosa, ampia e ammobiliata con arredi nuovi caratterizzati da un design contemporaneo e materiali pregiati. Dalla camera matrimoniale a quella doppia, con la possibilità di aggiungere letti, il complesso è in grado di ospitare comitive o persone singole con lo stesso livello di servizi e comodità. Tra questi vi sono: ampio parcheggio bagno privato cambio biancheria colazione cibo e bevande in camera Wi-Fi gratuito TV color La struttura dispone anche di un terrazzo per i fumatori che offre una splendida vista panoramica, mentre la sicurezza dell’accesso nelle stanze è garantita da una smart card con codice personalizzato. Pulizia scrupolosa degli ambienti, cortesia e disponibilità ad accogliere le esigenze degli ospiti sono i punti di forza che sostengono un luogo curato nei dettagli per offrire il miglior soggiorno possibile ai turisti che non vedranno l’ora di tornare. Sul sito ufficiale è presente la gallery con le foto delle camere, che ne ritraggono la qualità e la bellezza estetica. Il residence è facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia ed è situato vicino alle principali arterie stradali, ai collegamenti aeroportuali e alla Stazione ferroviaria di Barile. Chiama Residence Old Stories per informazioni sui prezzi, la disponibilità delle camere e prenotare la una vacanza strepitosa in Basilicata.
Il Dottor Claudio Zago è un valido ragioniere e commercialista. Da diversi anni possiede uno studio nel cuore di Bolzano e si mette a completa disposizione dei propri clienti, con una serie di servizi curati nei minimi dettagli. Non resta altro da fare che conoscere questa realtà molto apprezzata nel proprio territorio, sempre pronta a venire incontro alle richieste di un bacino d’utenza ampio e variegato. Chi è il dottor Claudio Zago Il dottor Claudio Zago viene considerato come uno degli autentici luminari tra i commercialisti di Bolzano e dintorni. Fin dall’avvio della sua attività, risalente ai primi anni Ottanta, ha scelto di fornire assistenza e consulenza nei riguardi di una clientela trasversale, comprendente clienti privati, aziende e liberi professionisti. Ha scelto di collaborare con figure qualificate ed esperte, in grado di dar vita a un team di assoluto rilievo e perfettamente affiatato. Uno studio curato in maniera precisa Lo studio del dottor Claudio Zago viene curato in maniera intensiva, affinché il personale possa occuparsi della ragioneria e delle questioni fiscali senza alcun tipo di impedimento. L’efficienza ha raggiunto standard all’avanguardia e la squadra è formata da profili altamente qualificati. Altri commercialisti e consulenti del lavoro contribuiscono a rafforzare l’attività, senza dimenticare gli esperti contabili, gli addetti alla segreteria, un responsabile di sicurezza sul lavoro e un avvocato. Anno dopo anno, lo studio è cresciuto di pari passo con la capacità di indirizzare i clienti verso le migliori soluzioni da intraprendere. Per quanto riguarda gli incarichi fuori dalla provincia di Bolzano, il dottore viene aiutato da altri profili e studi all’avanguardia, per una partnership altamente produttiva. In questo modo, è possibile organizzare circolari informative in merito agli ultimi aggiornamenti sul mondo fiscale. Con premesse di questo tipo, ciascun cliente può accedere a servizi sempre più curati e precisi. Quali prestazioni vengono fornite dallo studio Lo studio del Dottor Claudio Zago propone vari servizi e prestazioni molto importanti nella vita finanziaria e imprenditoriale di ciascun utente. La consulenza contabile occupa senz’altro un ruolo di primo piano, insieme all’assistenza sul lavoro e contrattuale. Anche l’assolvimento dei compiti finanziari è oggetto di un’attenzione continua, oltre al sostegno nei confronti di società e lavoratori autonomi. I servizi comprendono anche un valido aiuto per la compilazione del modello 730, con l’opportunità di accedere a varie agevolazioni fiscali. Allo stesso tempo, il centro è specializzato nei vari comparti della contabilità, riguardante sia le aziende che i liberi professionisti. Un discorso analogo è valido per il controllo dei conti sotto l’aspetto legale, oltre alle questioni inerenti il diritto delle successioni e le dichiarazioni fiscali. Dal diritto societario a quello fiscale, dalla redazione di bilanci e buste paga alle perizie estimative, il raggio d’azione è estremamente ampio. Contatta lo studio del Dottor Claudio Zago per accedere a numerose tipologie di servizi in materia fiscale e tributaria e facilitare la gestione finanziaria del tuo patrimonio.
Il Camping Amici di Lazise è un piccolo accogliente campeggio a conduzione familiare, immerso nel verde e con una vista mozzafiato sul Lago di Garda. Situato a Fossalta, vicino Verona, grazie alla sua posizione strategica, riesce a soddisfare sia chi ama passeggiare nella natura, sia chi cerca momenti di sano divertimento. Fondato nel 2003 da Giorgio, il titolare, è ancora oggi un punto di riferimento per coloro che desiderano una vacanza all’insegna del relax, ma senza rinunciare ai comfort e ai servizi di alta qualità. Camping Amici di Lazise: tra relax e divertimento Il Camping Amici di Lazise è situato a pochi passi dal Lago di Garda, facilmente accessibile sia da strada asfaltata, sia da sentiero sterrato. Soggiornando qui, gli ospiti possono godere della vista delle sue acque cristalline, delle montagne che lo circondano e immergersi nella natura circostante. Ciò è reso ancora più apprezzabile dai moderni comfort presenti nel campeggio. Integrandosi perfettamente con il paesaggio, infatti, la struttura vanta una vasta gamma di servizi pensati per soddisfare ogni esigenza. Amici, famiglie e coppie possono vivere un’esperienza davvero unica. Per il soggiorno, in particolare, il camping offre diverse soluzioni: dalle case mobili alle piazzole in erba per camper, passando per bungalow, caravan e tende. Con un occhio sempre attento alla sostenibilità, nell’ampio parcheggio antistante, sono disponibili anche colonnine di ricarica elettriche. Queste permettono di sostare su asfalto qualora le piazzole siano impraticabili, garantendo così maggiore comfort e praticità. Naturalmente, tra gli aspetti fondamentali di un campeggio di qualità figurano i servizi offerti. I bagni e le docce presenti sono moderni, sempre puliti e ben distribuiti in tutta la struttura. Inoltre, non meno importante, sono facilmente accessibili e privi di barriere architettoniche, rendendo la struttura accogliente per tutti. Il Camping Amici di Lazise vanta, poi, di una ricca offerta enogastronomica che comprende un ristorante, un bar e un minimarket. Qui, gli ospiti possono assaporare i piatti tipici della cucina locale, come il pesce di lago, la pasta fresca e i dolci tradizionali, ma anche frutta e verdura a km 0. Antistante a tale zona vi è un’area barbecue attrezzata ove è possibile preparare i propri pasti in un’atmosfera davvero conviviale e rilassata. Camping Amici di Lazise: le attività Tra i più grandi punti di forza del Camping Amici di Lazise vi sono indubbiamente le attività. All’interno della struttura sono presenti una piscina e un’area ludica dedicata ai più piccoli. Inoltre, per chi desidera vivere appieno il territorio circostante, il campeggio consente il noleggio di bici, auto, barche a motore e pedalò. La spiaggia antistante è attrezzata, consentendo di godersi il sole e la tranquillità del lago. La posizione strategica del camping va ad ampliare ulteriormente l’offerta di divertimento e le attrazioni della zona. Ad esempio, a meno di 2 km da esso si trovano alcuni dei parchi a tema più famosi d’Italia, ossia Movieland, Aqua Paradise Medieval Time e Gardaland. Per chi desidera invece un’esperienza più rilassante, può visitare il Parco Giardino Sigurtà, tra le oasi verdi più belle d’Europa, o l’iconica città di Verona. Durante tutto l’anno, poi, il territorio ospita numerosi eventi e feste stagionali, come quella del miele in ottobre, dell’uva a novembre e il villaggio di natale Flover a dicembre. Per informazioni dettagliate su prezzi, disponibilità e modalità di prenotazione, chiama direttamente il Camping Amici di Lazise.
HTS Hidro Tecno Service opera in provincia di Reggio Calabria nel settore degli impianti idraulici e termoidraulici. La ditta è stata fondata nel 2021 da Giuseppe Cinanni, riuscendo rapidamente a conquistare la fiducia dei committenti privati, delle aziende e degli enti pubblici. I lavori possono essere svolti in abitazioni di qualsiasi categoria, immobili con destinazione d’uso commerciale o artigianale, capannoni industriali, magazzini e locali utilizzati da istituzioni. Gli interventi sono effettuati nel pieno rispetto delle normative vigenti e il committente ottiene ogni certificazione di conformità utile poi in caso di controlli e per calendarizzare una manutenzione accurata. Oltre alla vendita e all’installazione di impianti di riscaldamento e condizionamento, infatti, l’impresa provvede a dare assistenza tecnica qualificata per malfunzionamenti, guasti e per la sostituzione di pezzi danneggiati con ricambi compatibili. Ci si può rivolgere all’azienda per disostruire tubature, per la rimozione di ruggine e calcare, per la sostituzione di piatti doccia, vasche e sanitari. La tempestività delle riparazioni è determinata dalle competenze del team e dal comodo servizio di pronto intervento h24, risolvendo velocemente problemi con la rubinetteria, perdite e altre criticità. Il cliente riceve la visita di un operatore qualificato per le necessità e per gli imprevisti inerenti a caldaie condominiali, solare termico, riscaldamento a pavimento, autoclavi e condizionatori. La squadra di manutentori ripristina il corretto funzionamento di tutti i tipi di dispositivi, inclusi i modelli di ultima generazione. Progettazione di sistemi efficienti e a basso consumo Le garanzie offerte da HTS Hidro Tecno Service sono numerose e partono già dalla fase di progettazione dell’impianto. Gli uffici sono disponibili per ascoltare quali sono le aspettative del cliente, dare informazioni su tutte le alternative a disposizione e permettere di assumere decisioni consapevoli in merito alla resa dei sistemi di riscaldamento e climatizzazione. Ridurre la bolletta mensile è un’esigenza che accomuna molti utenti, perciò la ditta propone in vendita modelli di caldaia a basso consumo, con versioni innovative e programmazione automatica per ottimizzare accensione e spegnimento. In questo modo si ottiene un microclima piacevole anche nella stagione rigida senza spendere cifre significative per la corrente o per il gas. La realizzazione dell’impianto idraulico tiene conto di tutte le variabili, con l’opportunità di stilare un piano operativo completo per il rifacimento o per l’ampliamento, anche attingendo a sgravi fiscali e incentivi. Energie rinnovabili e condizionatori HTS Hidro Tecno Service è specializzata nella vendita e predisposizione di impianti solari. Si possono installare sistemi a energia rinnovabile come i pannelli fotovoltaici, ideali per contenere i costi delle utenze con la formula dello scambio sul posto, che consente immettere in rete l’energia prodotta in eccesso oppure ricaricare la batteria di accumulo. Il personale tecnico calcola ogni minima variabile, l’inclinazione ottimale, l’esposizione all’irraggiamento, la posizione geografica e la disponibilità di aree sul tetto, sul balcone o sugli spazi esterni per l’installazione dei pannelli. Per un comfort perfetto in estate, invece, è possibile richiedere condizionatori fissi o climatizzatori mobili, pompe di calore caldo/freddo e molte altre soluzioni tecnologicamente avanzate. Gli impianti installati sono in grado di controllare l’umidità e la temperatura, migliorare considerevolmente la qualità dell’aria e rendere i locali interni più ospitali. Per tutti i prodotti installati presso case, uffici e aziende, la ditta è pronta a intervenire per riparazioni urgenti. Hai bisogno di maggiori informazioni? Chiama HTS Hidro Tecno Service di Reggio Calabria.
La casa vuota d’estate è un bersaglio facile. Secondo i dati delle forze dell’ordine, i furti in abitazione aumentano sensibilmente tra giugno e agosto, quando le famiglie sono in vacanza e i quartieri si svuotano. Il problema è che la maggior parte delle case viene violata non per colpa di ladri particolarmente abili, ma per errori banali che si potevano evitare. Serrature inadeguate, nessun sistema di allarme, finestre esposte, perimetro trascurato, nessun videocitofono: sono questi i cinque punti deboli che rendono una casa un bersaglio facile. Riconoscerli è il primo passo per non ritrovarsi a fare i conti con un furto al rientro dalle ferie.
Perché il cambio di residenza non fa perdere il Bonus Casa Quando rischi di perdere le detrazioni del Bonus Casa La documentazione da conservare per non perdere il Bonus Casa Hai ristrutturato casa negli ultimi anni e stai pensando di trasferirti? La preoccupazione è legittima: con la differenziazione delle aliquote introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, che lega la detrazione più alta (50%) all’abitazione principale, molti contribuenti temono di perdere il beneficio già maturato. Fortunatamente, il semplice cambio di residenza non fa decadere le detrazioni già acquisite. Il diritto al bonus si consolida nel momento in cui si sostiene la spesa, non negli anni successivi. C’è però un’eccezione importante: se vendi l’immobile prima di aver esaurito tutte le rate, le quote residue passano automaticamente all’acquirente, salvo accordo contrario nell’atto di compravendita. Ecco cosa sapere per non rischiare di perdere le detrazioni. Perché il cambio di residenza non fa perdere il Bonus Casa Shutterstock Il trasferimento di residenza non incide sulle detrazioni già maturate: il diritto al beneficio si consolida nel momento in cui si paga la spesa, non negli anni successivi. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate attraverso FiscoOggi, in risposta a un contribuente che aveva ristrutturato la propria abitazione principale nel 2025 e si era poi trasferito altrove nel 2026. Il principio è stabilito dall’art. 16-bis del TUIR ed è chiaro: se al momento del pagamento l’immobile era l’abitazione principale e tutti i requisiti erano soddisfatti, il beneficio è acquisito. Il trasferimento anagrafico successivo non modifica retroattivamente la qualificazione dell’immobile né riduce l’aliquota già spettante. In pratica, chi ha pagato i lavori nel 2025 detraendo al 50% continuerà a recuperare le rate restanti con quella stessa percentuale, anche se nel frattempo ha spostato la residenza in un’altra casa. Non è necessario ricalcolare nulla, né temere controlli legati al cambio di indirizzo. Che si tratti di un acquisto, di un affitto o di un semplice trasferimento familiare, la detrazione già maturata rimane intatta. Quando rischi di perdere le detrazioni del Bonus Casa Il vero rischio non è il cambio di residenza, ma la vendita dell’immobile. L’art. 16-bis, comma 8 del TUIR stabilisce che in caso di cessione del bene le quote di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono all’acquirente. È la regola generale, e si applica automaticamente se nell’atto di compravendita non viene scritto nulla di diverso. Le parti possono però accordarsi diversamente. Venditore e acquirente possono stabilire nell’atto che le rate residue restino in capo a chi ha sostenuto la spesa. È una possibilità concreta, ma richiede di negoziarlo esplicitamente prima di firmare: una volta rogitato senza quella clausola, il bonus passa all’acquirente senza possibilità di modifica. Vale la pena quindi distinguere bene i due scenari: ci si trasferisce restando proprietari? La detrazione viene regolarmente mantenuta. Si vende la casa prima di aver esaurito le rate? Bisogna decidere, prima del rogito, a chi spetteranno le quote rimanenti. La documentazione da conservare per non perdere il Bonus Casa Shutterstock Fatture, bonifici parlanti e titoli abilitativi sono la prima cosa da mettere al sicuro, indipendentemente da trasferimenti o vendite. In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate occorre dimostrare che la spesa è stata effettivamente sostenuta dal soggetto che porta in detrazione l’importo e che al momento del pagamento sussistevano tutti i requisiti richiesti. Non basta conservarli solo per l’anno in corso: la detrazione si spalma su dieci rate annuali, quindi la documentazione va tenuta per tutto il periodo di fruizione del beneficio, più i termini ordinari di accertamento. Chi ha eseguito lavori importanti e nel frattempo ha cambiato casa o è in procinto di farlo farebbe bene a verificare la propria situazione con un professionista, soprattutto se ci sono più immobili coinvolti o se è in corso una trattativa di vendita. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Stai pianificando una ristrutturazione? Trovare il professionista giusto per la tua ristrutturazione è più semplice di quanto pensi. Su PagineGialle Casa bastano pochi clic per ricevere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati dalle imprese della tua zona.
Cosa si intende per diagnosi energetica La differenza tra APE e diagnosi energetica Quando è obbligatoria la diagnosi energetica per ottenere il Conto Termico Come funziona la diagnosi energetica per accedere al Conto Termico Chi vuole accedere al Conto Termico 3.0 si trova spesso a fare i conti con un requisito che non tutti conoscono bene: la diagnosi energetica. Non è sempre obbligatoria, ma per alcuni interventi è una condizione indispensabile per ottenere l’incentivo. Introdotta dal D.M. 07/08/2025, la nuova versione del meccanismo ha definito con precisione quando questo documento deve essere prodotto, chi può redigerlo e se la spesa per farlo è a sua volta incentivabile. Cosa si intende per diagnosi energetica La diagnosi energetica è un’analisi tecnica approfondita che serve a capire come un edificio consuma energia e dove si possono ottenere risparmi concreti, basata su dati di consumo reali, misurati e tracciabili. Deve includere un’analisi costi-benefici degli interventi di miglioramento ipotizzabili e, ove possibile, tenere conto del costo del ciclo di vita dell’edificio, non solo dei semplici periodi di ammortamento. La definizione di riferimento è quella contenuta nel D.Lgs. 102/2014, che la descrive come una procedura sistematica per ottenere una conoscenza adeguata del profilo energetico di un edificio, individuare le opportunità di risparmio e riferire sui risultati. In pratica, è una fotografia dettagliata dello stato attuale dell’immobile, con un’indicazione chiara di cosa conviene fare per abbassare i consumi. La differenza tra APE e diagnosi energetica Shutterstock L’APE certifica la classe energetica di un immobile in un momento specifico; la diagnosi energetica è invece uno strumento di analisi e pianificazione che precede i lavori e valuta i margini di miglioramento con un’analisi costi-benefici. Si tratta di un certificato riconosciuto a livello nazionale, richiesto in caso di compravendita, locazione o fine lavori, e segue le norme del D.Lgs. 192/2005. La diagnosi energetica, per essere valida ai fini del Conto Termico, deve invece rispettare le norme UNI CEI EN 16247 e i criteri minimi dell’Allegato 2 del D.Lgs. 102/2014, oltre alle indicazioni dell’Allegato I del D.M. 07/08/2025. Nel contesto del Conto Termico i due documenti hanno ruoli distinti e non si sostituiscono: la diagnosi serve prima dell’intervento, l’APE va prodotto dopo. Quando è obbligatoria la diagnosi energetica per ottenere il Conto Termico La diagnosi è sempre obbligatoria per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache (II.A) e per la trasformazione dell’edificio in NZEB (II.D); per tutti gli altri interventi, l’obbligo scatta solo se i lavori interessano l’intero edificio e l’impianto ha una potenza nominale complessiva pari o superiore a 200 kW. Gli altri interventi soggetti a questa regola includono la sostituzione degli infissi, l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa, impianti solari termici, scaldacqua a pompa di calore, allacci al teleriscaldamento e sistemi di microcogenerazione da rinnovabili. Se nessuna delle due condizioni ricorre, la diagnosi non è richiesta. Ci sono poi casi in cui non è mai necessaria: quando si installano impianti abbinati a sistemi per la produzione di calore di processo oppure asserviti a reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento. Per le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti del Terzo Settore che accedono tramite procedura di prenotazione, invece, la diagnosi deve essere allegata già al momento della prenotazione, non solo alla richiesta finale. Come funziona la diagnosi energetica per accedere al Conto Termico Shutterstock Per essere valida ai fini del Conto Termico 3.0, la diagnosi deve rispettare le norme UNI CEI EN 16247 e i criteri minimi del D.Lgs. 102/2014, e può essere firmata esclusivamente da un EGE certificato UNI CEI 11339 o da una ESCo certificata UNI CEI 11352. Non può essere redatta da qualsiasi tecnico abilitato: i requisiti sono definiti dall’articolo 12 del D.Lgs. 102/2014 e non ammettono deroghe. Quanto ai costi, la diagnosi energetica rientra tra le spese agevolabili quando è obbligatoria. Per le Pubbliche Amministrazioni e le ESCo che operano per loro conto la spesa è incentivabile al 100%; per i privati, le cooperative di abitanti e le cooperative sociali l’incentivo copre il 50%. L’importo massimo riconoscibile si calcola moltiplicando la superficie utile riscaldata per un costo unitario che varia in base alla destinazione d’uso. Per gli edifici residenziali il costo unitario massimo è di 1,50 €/m² fino a 1.600 m², con un tetto di 10.000 euro; per gli altri edifici si arriva a 2,50 €/m² con un massimale di 13.000 euro. Per le Pubbliche Amministrazioni è inoltre prevista la possibilità di richiedere un contributo anticipato pari al 50% dell’importo massimo riconoscibile, per coprire i costi della diagnosi prima ancora di avviare i lavori. Devi fare la certificazione energetica? I certificatori energetici vicino a te sono su PagineGialle Casa. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti compilando il form: riceverai le offerte via email senza alcun impegno.
Chi possiede un garage deve pagare la TARI Il posto auto è soggetto alla TARI Come non pagare la TARI sul garage Se hai un garage, un box auto o un posto auto coperto, quasi certamente devi pagare la Tari anche su quello spazio, oltre che sull’abitazione. Lo stabilisce la legge, confermata da una giurisprudenza consolidata: la produzione di rifiuti si presume per legge, anche senza utenze attive. Ci sono però alcune eccezioni che vale la pena conoscere, soprattutto se il tuo Comune prevede riduzioni o se stai pagando su una superficie sbagliata. Chi possiede un garage deve pagare la TARI La risposta è sì, quasi sempre. La Corte di Cassazione ha stabilito che la Tari è obbligatoria anche sulle pertinenze, comprese quelle prive di allaccio alle utenze. Il principio su cui si basa questa interpretazione è quello della produzione presuntiva di rifiuti: garage, box auto e parcheggi vengono considerati aree passibili di produzione di rifiuti anche se privi di allacci alle utenze. In pratica, la legge parte dal presupposto che chiunque acceda a uno spazio, anche saltuariamente, possa generare rifiuti. L’onere di dimostrare il contrario ricade interamente sul proprietario, ed è molto difficile da assolvere nella pratica. Il posto auto è soggetto alla TARI Anche il singolo posto auto, coperto o interno a un edificio, è soggetto al pagamento della TARI, dal momento che tali aree sono comunque frequentate da persone e di conseguenza produttive di rifiuti. La questione si complica per i posti auto condominiali scoperti. In questo caso la situazione è meno rigida: sui posti auto condominiali scoperti spetta al Comune deliberare eventuali esenzioni. Alcune amministrazioni locali li esentano, altre no. Verificare il regolamento comunale è quindi il primo passo concreto da fare. Va ricordato che per pertinenze dell’abitazione principale si intendono gli immobili classificati nelle categorie catastali C2, C6, C7, ovvero solai, cantine, box e posti auto, e viene considerata pertinenza dell’abitazione principale una sola unità per ciascuna categoria catastale. In breve: se possiedi due box, solo uno beneficia del trattamento agevolato come pertinenza, l’altro viene tassato a parte. Come non pagare la TARI sul garage Azzerare la Tari sul garage è difficile ma non sempre impossibile. Per ottenere l’esenzione è necessario dimostrare che i locali non sono idonei a produrre rifiuti, condizione che raramente viene accettata dai Comuni. Esistono però alcune altre percorribili. La prima è verificare se il proprio Comune prevede riduzioni per pertinenze con superficie inferiore a una certa soglia o per immobili inutilizzati da lungo tempo. La seconda è controllare che la superficie dichiarata sia quella effettivamente tassabile: spesso si paga su metrature errate o su spazi che andrebbero esclusi perché non calpestabili o inaccessibili. Presentare una denuncia di variazione al Comune, con planimetria allegata, può ridurre sensibilmente l’importo. Infine, nei condomini, vale la pena verificare se il proprio posto auto scoperto rientra nelle aree comuni non detenute in via esclusiva: le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva sono escluse dal pagamento della Tari perché improduttive di rifiuti. Vuoi costruire o ristrutturare il tuo garage? Su PagineGialle Casa puoi trovare le migliori imprese edili della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e ricevi le offerte senza impegno!
Come funzionano gli allarmi per finestre aperte durante l'estate Allarmi per finestre aperte: quali modelli sono più efficaci contro i furti estivi Allarme fai da te o impianto professionale: cosa conviene davvero Dormire con le finestre aperte in estate è quasi una necessità, ma lascia la casa esposta ai furti notturni, soprattutto nei mesi di luglio e agosto quando i ladri approfittano dell’assenza dei proprietari o del sonno profondo dovuto al caldo. La soluzione esiste e non richiede di scegliere tra il fresco e la sicurezza: esistono sistemi di allarme specificamente progettati per proteggere le aperture anche quando sono in uso, basati su sensori di vibrazione, infrarossi perimetrali e barriere a microonde che segnalano l’intrusione senza impedire la ventilazione. Molti di questi dispositivi si integrano con i sistemi antifurto esistenti o funzionano in modo autonomo, con costi accessibili anche per chi non vuole installare un impianto completo. Come funzionano gli allarmi per finestre aperte durante l’estate Shutterstock I sistemi di allarme compatibili con le finestre aperte non lavorano sul principio del contatto magnetico classico, che funziona solo quando la finestra è chiusa. Sfruttano invece tecnologie diverse: i sensori di vibrazione rilevano il movimento fisico del telaio o del vetro nel momento in cui qualcuno tenta di forzare l’ingresso, mentre i sensori a infrarossi passivi (PIR) creano una barriera invisibile davanti all’apertura e scattano al passaggio di un corpo caldo. Una terza tecnologia, meno diffusa ma molto efficace, è quella a microonde o a doppia tecnologia PIR+microonde: copre uno spazio tridimensionale davanti alla finestra e riduce quasi a zero i falsi allarmi causati da correnti d’aria o animali domestici. Questi sensori si installano nell’angolo superiore del vano finestra o sul davanzale interno e non richiedono cablaggio, funzionando a batteria con autonomia che varia dai 12 ai 36 mesi a seconda del modello. In estate molti sistemi permettono di attivare solo la protezione perimetrale (finestre e porte) lasciando disattivata quella volumetrica interna, così chi dorme in casa non fa scattare l’allarme ogni volta che si alza per un bicchiere d’acqua. Questa modalità si chiama “inserimento parziale” o “stay mode” ed è ormai standard in tutti i sistemi di fascia media e alta. Chi ha già un impianto antifurto installato da anni dovrebbe verificare con il proprio installatore se i sensori attuali supportano questa modalità o se è necessario aggiungere dispositivi specifici per le aperture. Spesso basta sostituire i sensori a contatto magnetico con modelli a vibrazione, un intervento rapido e poco costoso. Allarmi per finestre aperte: quali modelli sono più efficaci contro i furti estivi Chi cerca una soluzione rapida e senza installazione può orientarsi sui sensori di vibrazione autonomi: si fissano direttamente sul vetro o sul telaio con un adesivo, costano tra i 15 e i 40 euro per finestra e fanno scattare una sirena locale quando percepiscono un colpo o una sollecitazione anomala. Funzionano come deterrente immediato, ma non inviano notifiche da remoto e non comunicano con altri dispositivi. Sono sufficienti per chi vuole qualcosa di semplice, ma non per chi ha bisogno di sapere cosa succede a casa quando è fuori. Per una protezione reale, i sistemi wireless integrabili fanno un salto di qualità netto. Propongono sensori perimetrali che si collegano via radio alla centrale e si gestiscono da smartphone: se una finestra viene forzata, la notifica arriva in tempo reale anche dall’altra parte d’Italia. Il costo per finestra sale tra i 60 e i 130 euro, installazione esclusa, ma è la differenza tra sapere e non sapere. Le telecamere con rilevamento AI sono un ottimo complemento, non un sostituto. Posizionate all’interno e puntate verso le aperture, riconoscono la silhouette umana e distinguono un passante esterno da un’intrusione reale. Non fermano fisicamente nessuno, ma documentano l’evento e allertano in tempo reale. Per le abitazioni al piano terra o con finestre facilmente raggiungibili vale anche la pena valutare inferriate apribili dall’interno o grate a molla, che impediscono fisicamente l’accesso pur consentendo l’aerazione. In quel caso l’allarme diventa un secondo livello di protezione, non l’unico. Allarme fai da te o impianto professionale: cosa conviene davvero Shutterstock Un kit fai da te con sensori wireless autonomi può costare tra i 100 e i 300 euro per un appartamento di medie dimensioni e si installa senza intervento tecnico: è una soluzione ragionevole per chi vive in un condominio con portineria, ha già inferriate alle finestre o cerca una protezione aggiuntiva a basso costo. Un impianto professionale, invece, garantisce una copertura completa, la gestione centralizzata di tutti i sensori e spesso il collegamento con un istituto di vigilanza che interviene in caso di allarme. I costi variano in modo significativo in base alla superficie dell’abitazione, al numero di accessi da proteggere e alle tecnologie scelte, motivo per cui richiedere più preventivi è il modo più efficace per capire cosa serve davvero e quanto si spende. Per approfondire: Impianto allarme casa: tipi, prezzi, bonus per rendere la tua abitazione sicura Vuoi mettere in sicurezza la tua casa? Su PagineGialle Casa puoi trovare gli specialisti in sistemi antifurto e sicurezza della tua zona. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati compilando il form online: ricevi le offerte direttamente via email e scegli la soluzione più adatta alla tua abitazione.
Quante lettere arriveranno nel 2026 per i controlli del Superbonus Come avvengono i controlli per il Superbonus Cosa controlla l'Agenzia delle Entrate per il Superbonus Cosa rischia chi ha usufruito del Superbonus 110 Hai ristrutturato casa con il Superbonus 110%? Allora potresti ricevere una lettera dall’Agenzia delle Entrate. Il Fisco ha avviato un piano di controlli su tutti gli immobili che hanno beneficiato dell’agevolazione, e i primi dati sono chiari: quasi un proprietario su due non ha aggiornato la rendita catastale dopo i lavori. Ma le verifiche non si fermano lì: possono risalire all’intera storia catastale della casa, portando a galla irregolarità che nulla hanno a che fare con il Superbonus. Quante lettere arriveranno nel 2026 per i controlli del Superbonus Da aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a inviare lettere di compliance agli intestatari di immobili ristrutturati con il Superbonus che non hanno aggiornato la rendita catastale. Il piano è già partito e andrà avanti per anni: sono previste 20.000 comunicazioni nel 2026, 40.000 nel 2027 e 60.000 nel 2028. I primi dati parlano chiaro: su 3.500 pre-controlli conclusi al 31 dicembre 2025, quasi un immobile su due ha evidenziato la necessità di regolarizzazione. Su circa 500.000 edifici interessati dal Superbonus, 390.000 hanno registrato un salto di almeno tre classi energetiche senza che questo si sia tradotto in una revisione della rendita. Come avvengono i controlli per il Superbonus L’Agenzia delle Entrate sta usando strumenti di analisi avanzata basati su algoritmi di intelligenza artificiale per individuare le cosiddette “case fantasma“, ovvero immobili mai registrati o non correttamente dichiarati. Il metodo combina la cartografia catastale con immagini aeree, consentendo una lettura incrociata del territorio. A fine 2025 la fotointerpretazione ha già coperto il 75% del territorio nazionale, con l’obiettivo di raggiungere l’85% nel corso del 2026 e completare la mappatura entro l’anno prossimo. A questo si aggiunge l’interoperabilità tra le diverse banche dati dell’Agenzia: le informazioni contenute nelle comunicazioni di cessione del credito, negli sconti in fattura e nelle asseverazioni tecniche vengono incrociate con i dati catastali. Il risultato è un quadro molto preciso di quali immobili abbiano subito interventi significativi e quali non abbiano ancora regolarizzato la loro posizione. Cosa controlla l’Agenzia delle Entrate per il Superbonus Il controllo parte dalla rendita catastale, ma può allargarsi all’intera storia dell’immobile. Se nel ricostruire il fascicolo catastale emergono frazionamenti irregolari, variazioni non dichiarate o anomalie nelle unità immobiliari considerate ai fini del Superbonus, l’istruttoria si allarga di conseguenza. C’è inoltre un aspetto che molti non considerano. A differenza di altri accertamenti fiscali, le irregolarità catastali non possono essere prescritte: restano aperte finché non vengono sanate. Questo vuol dire che, una volta aperto il fascicolo di un immobile, il controllo può risalire indietro nel tempo e toccare variazioni o frazionamenti che non hanno nulla a che fare con il Superbonus. Cosa rischia chi ha usufruito del Superbonus 110 Se il proprietario non regolarizza la rendita catastale, l’Agenzia delle Entrate può effettuare sopralluoghi diretti e procedere d’ufficio con l’attribuzione di una rendita presunta ai sensi dell’art. 19, comma 10, del D.L. n. 78/2010. Questo valore rimane valido fino alla presentazione della dichiarazione DOCFA. Le sanzioni per chi omette la variazione catastale possono arrivare fino a 8.000 euro. Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee Vuoi ristrutturare la tua casa? Confrontare più preventivi è il modo migliore per scegliere bene e spendere il giusto. Su PagineGialle Casa puoi farlo gratis: richiedi fino a 5 offerte da imprese vicino a te e ricevile direttamente nella tua casella email.